Il 5 giugno la sonda spaziale Messenger della NASA, in rotta per Mercurio, ha effettuato un volo ravvicinato su Venere puntando un laser sul suo denso strato di nubi. Cosa scoprirà?

Un veicolo spaziale sfreccia nello spazio passando nei pressi di un pianeta avvolto da nubi e delle dimensioni della Terra. Un raggio laser parte dalla sonda; è diretto verso le nubi del pianeta e cerca di farsi strada per raggiungere la superficie sottostante. Nel frattempo, sulla Terra, gli scienziati restano inchiodati sulle sedie a fissare i monitor per osservare cosa accade. Una finzione? Assolutamente no. E’ tutto reale, ed è successo il 5 giugno scorso.

Venere

Sopra: Venere, fotografato dalla sonda Galileo nel 1990

Parliamo della sonda spaziale Messenger, che il 5 giugno ha sfiorato la superficie di Venere passando a soli 338Km dal pianeta, puntando un raggio laser tra le dense nubi. Messenger è diretta verso Mercurio, ma durante il viaggio la navetta userà Venere come fionda gravitazionale. Nel passaggio, i ricercatori sperano di acquisire informazioni sul “gemello diverso” della Terra, un pianeta con dimensioni pari a quelle terrestri con nuvole di acido solforico, un’atmosfera soffocante a base di biossido di carbonio, ed una superficie abbastanza calda da raggiungere quasi i 500 gradi!

“Stiamo affrontando il flyby di Venere come una prova generale per il primo flyby di Mercurio che avverrà a gennaio 2008,” dice Sean Solomon, ricercatore in prima linea alla Carnegie Institution di Washington. “Durante il passaggio ravvicinato su Venere verranno attivati tutti gli strumenti scientifici a bordo della sonda”.

L’interesse maggiore è rivolto all’esperimento laser, che ambisce a misurare la posizione della coltre di nubi di Venere. “Potrebbe essere un fallimento o un risultato di rilievo,” dice Ralph McNutt, scienziato progettista di Messenger al laboratorio di fisica applicata della Johns Hopkins University. “Non abbiamo mai puntato un laser su Venere prima d’ora. Questo potrebbe fornirci alcune nuove informazioni circa lo strato di nubi del pianeta.”

MLA

MLA

Il nome del laser è MLA, abbreviazione di Mercury Laser Altimeter. Progettato per tracciare una mappa topografica rocciosa di Mercurio, si è notato che MLA è dotato di alcune proprietà adatte allo studio di Venere. “L’atmosfera e le nubi di Venere sono quasi trasparenti a diverse lunghezze d’onda nella banda infrarosso”, prosegue Solomon. La lunghezza d’onda del laser (1064 nm) si avvicina ad una di queste “finestre” spettrali, consentendo così di penetrare in profondità nell’atmosfera. “E’ un lancio da lunga distanza, ma potremmo avere ritorni dalla superficie di Venere,” suppone.

Nelle esplorazioni planetarie, “bisogna procurarsi la chance di poter essere fortunati,” afferma McNutt. “Ed è proprio ciò che faremo attivando MLA per il flyby di Venere. Se vengono fuori risultati significanti, un nuovo satellite progettato ad hoc e dotato di tali strumenti potrebbe aiutarci a capire perché il nostro pianeta-sorella è così diverso dalla Terra.”

Oltre al laser, Messenger scruterà Venere usando macchine fotografiche ad alta risoluzione, un set di spettrometri per coprire tutte le bande dall’infrarosso ai raggi gamma, un contatore di particelle energetiche ed un magnetometro. I dati rilevati con tali strumenti potrebbero fare luce sulla composizione chimica dell’atmosfera di Venere e su come essa interagisce con il vento solare.

A differenza della Terra, infatti, Venere non possiede alcun campo magnetico a fare da scudo contro il vento solare. Un forte flusso di particelle cariche che viaggiano a 300km/s (più di 1.000.000 Km/h) colpisce Venere a piena potenza, “erodendo” l’atmosfera del pianeta.

Ioni di ossigeno“C’è ancora molto da capire su come il vento solare rimuova materia dalla parte superficiale dell’atmosfera di Venere,” afferma solomon. “Siamo a conoscenza che con il passare del tempo il processo ha molto impatto su elementi leggeri come l’idrogeno, poichè l’atmosfera di Venere ha un rapporto idrogeno pesante (deuterio) a idrogeno che è più alto che sulla terra per un fattore maggiore di 100. Alcuni dei nostri rilevamenti potrebbero registrare questi processi in azione.”

L’Agenzia Spaziale Europea possiede già una sonda spaziale ben equipaggiata chiamata Venus Express (sito ufficiale, articoli) che in orbita attorno a Venere, ma questo non sminuisce di certo l’importanza del flyby di Messenger. Al contrario, avendo 2 sonde spaziali su Venere allo stesso tempo – anche se temporaneamente – presenta grandi vantaggi, asserisce Solomon. “Ci offre un’opportunità senza precedenti per studiare la circolazione atmosferica di Venere, la struttura delle nubi, la composizione chimica, e l’interazione con il vento solare da 2 diverse prospettive, osservando simultaneamente e con un set di strumenti complementari”.

“Venere è il pianeta più visitato da sonde artificiali. Tuttavia, ogni volta che visitiamo un pianeta con un nuovo set di strumenti, facciamo nuove scoperte – come ci ha dimostrato New Horizons quando ha effettuato il flyby di Giove quest’anno, durante il suo lungo viaggio verso Plutone”.

Cosa ci resterà di questo flyby? Solomon è certo solo di una cosa: “La storia delle esplorazioni planetarie ci ha insegnato ad aspettarci di tutto!”.

Fonte: http://science.nasa.gov/headlines/y2007/05jun_venusflyby.htm

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  1. Benissimo! Ma non sarebbe male andare con collegamento ipertestuale anche, per esempio in questo caso, su articoli e quant’altro riguardante la sonda Venus Express. Grazie