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a cura di Claudio Elidoro

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Seguita con interesse e anche con un po’ di apprensione la grande tempesta di sabbia che su Marte si sta pian piano estendendo all’intero pianeta.

Tempesta marziana

Tutto è cominciato l’ultima settimana di giugno. Proprio in quei giorni le immagini di THEMIS, lo strumento a bordo della sonda Mars Odissey, hanno cominciato a mostrare che sulla superficie di Marte qualcosa stava cambiando. Una crescente velatura nelle immagini riguardanti l’emisfero meridionale del pianeta indicava senz’ombra di dubbio che si stava attivando una tempesta di sabbia.

In questo periodo l’emisfero sud di Marte sta attraversando la stagione estiva, il momento più adatto a innescare e alimentare i venti responsabili di simili fenomeni. La maggiore temperatura dell’atmosfera, inoltre, contribuisce a rafforzare ancor di più la tempesta, con il risultato che viene sollevata una quantità di polveri sempre più consistente. Quest’ultimo fenomeno, però, rappresenta anche un efficace sistema di limitazione delle tempeste. Le polveri sollevate in atmosfera, infatti, fanno da scudo ai raggi solari e una loro eccessiva presenza finisce col provocare un provvidenziale abbassamento della temperatura atmosferica: il circolo vizioso viene in tal modo interrotto.

Originatasi nell’emisfero meridionale, la tempesta che sta infuriando su Marte in questi giorni si è talmente estesa che interessa ormai l’intero pianeta. Non sembra destinata a raggiungere i livelli di intensità di quella registrata nel 2001, ma questo non toglie che crei ugualmente qualche apprensione. I più preoccupati sono senza dubbio i responsabili dei due rover Spirit e Opportunity. La sabbia sollevata dalla tempesta, infatti, mette in serie difficoltà i sistemi fotovoltaici di ricarica delle batterie dei due rover. Gli strumenti di Opportunity, per esempio, hanno misurato un notevole calo della produzione di energia, passata da 765 a circa 400 watt-ora.

Ovviamente, la situazione che si è creata su Marte ha avuto conseguenze immediate sul programma di esplorazione di Opportunity. La pericolosa missione del rover all’interno del cratere Victoria pianificata per l’inizio del mese, infatti, è stata momentaneamente sospesa e rinviata di almeno un paio di settimane. Nel frattempo gli strumenti di Mars Odissey stanno costantemente misurando la quantità di polvere atmosferica aspettando chiari segnali del ritorno alla normalità. Solo allora, con i pannelli fotovoltaici del rover ritornati a piena potenza, si potrà autorizzare la discesa nel cratere.

Opportunity, insomma, si sta godendo qualche giorno di ferie.

Fonte: Coelum

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