Può il tempo essere considerato alla stregua di una coordinata spaziale? Pare proprio di sì, e questa condizione non è percepibile nel nostro mondo quotidiano ma solo dove entrano in gioco forze gravitazionali molto intense o grandi velocità.
Se vi chiedessero di descrivere geometricamente il mondo tridimensionale in cui vivete e che vedete tutti i giorni, come ad esempio la vostra casa oppure un albero nel parco, sicuramente utilizzereste la lunghezza, la profondità e l’altezza, e prendendo carta e penna rappresentereste il tutto con le variabili x,y e z. Questo tipo di spazio è detto euclideo a ricordo del grande matematico greco Euclide, attivo nel III a.C. presso la Biblioteca (una sorta di moderna Università) di Alessandria d’Egitto, la cui opera fondamentale furono gli Elementi: un poderoso trattato di aritmetica, geometria ed algebra composto da 13 volumi che rimase insuperato per secoli.
Per descrivere il nostro spazio quotidiano occorrono solamente tre variabili, e le distanze tracciate che siano al Polo Nord o all’equatore non cambiano, ovvero la distanza nella geometria euclidea è, come si dice, un’invariante e lo è pure il tempo, nella fisica che introdusse Newton alla fine del XVII secolo. Ma se ci spostassimo fuori dal nostro mondo, magari vicino ad un buco nero, o a bordo di un’astronave che viaggia a velocità prossima a quella della luce, sarebbe la stessa cosa?
Diciamo subito che la risposta è no: la geometria euclidea e la fisica pre-relativistica sono state ideate da persone che, come noi, non potevano avere esperienza di queste condizioni estreme. Per questa ragione noi stessi facciamo fatica ad immaginarle, ma se potessimo ci accorgeremmo che comparirebbero fenomeni per noi strani: per esempio due osservatori in luoghi o con velocità differenti misurerebbero lunghezze differenti per lo stesso oggetto, o intervalli di tempo diversi tra due eventi.
In altre parole, le misure dello spazio e del tempo prese separatamente non sono assolute, ma dipendono dal sistema di riferimento (osservatore) a cui si riferiscono. In questo sistema di riferimento, però, non si possono considerare spazio e tempo separati, ma uniti nello spazio-tempo.
Lo spazio-tempo chiamato anche cronotopo viene definito da quattro coordinate: le prime tre identificano i punti nello spazio, come per lo spazio euclideo, mentre la quarta variabile identifica il tempo o meglio un preciso momento temporale. Tutte e quattro le coordinate definiscono quello che si chiama evento, ovvero una situazione avvenuta in un preciso luogo ed in un preciso istante. L’ideatore di questo oggetto matematico, utilizzato in seguito nella teoria della relatività, fu il matematico russo-tedesco Hermann Minkowski, uno dei maestri di Einstein, che lo introdusse nel 1907.
Nello spazio-tempo sono date delle regole precise con cui spazio e tempo si sommano ed è proprio l’intervallo spazio-temporale definito da queste regole a costituire il nuovo invariante. Oltre a questo, anche la velocità della luce è invariante, ed è stata proprio questa a permettere per la prima volta di rivelare questo nuovo modo di percepire le cose.
articolo successivo: La vita di una stella - parte 2
articolo precedente: Classificazione spettrale
28 Commenti a “Spazio-tempo”
Pagine: [1] 2 3 » Mostra tutti
ottimo
è spiegato molto bene! grazie!:lol:
spiegazione molto esauriente e precisa
Allora… se io mi posso spostare da un luogo all’altro… mi posso spostare anche secondo la 4° coordinata… cioè il tempo… almeno teoricamente, no?
Certo, se ci fai caso durante la tua vita ti sposti secondo la quarta coordinata, solo che per le coordinate spaziali possiamo decidere dove (avanti, dietro, sopra o sotto ecc…), ovviamente entro certi limiti, ma per il tempo possiamo solo avanzare nel futuro! ![]()
E’ la prima volta che osservo un grafico dove viene raffigurato lo spazio (tutte le azioni che compiamo in un determinato punto in un determinato tempo) e il tempo, che può solo andare avanti…Questo teoricamente ci fa comprendere tantissime cose, ma se si potesse tornare indietro? oppure avanti molto velocemente? è vero (lo dice anche la spiegazione) che per far ciò (sempre teoricamente) verrebbero in gioco forze estreme velocissime e potentissime. L’idea di una macchina del tempo “Reale” è assurda, l’idea di una macchina del tempo “Teorica” è già realtà
E’ stupendo: mi sembra,leggendo questo articolo,di ascoltare il mio prof di fisica!E’ fantastico!
Avrei una piccola domanda..
Quindi, l’esistenza dello spazio-tempo non è a priori dalla presenza di un dato osservatore?
Ti ringrazio in anticipo!
E un grazie speciale a nome della passione per l’astronomia che cresce leggendo siffatti articoli!
Ciao enrì, innanzitutto scusa se ti rispondo così in ritardo ma il tuo post mi era sfuggito.
Sinceramente la tua è una domanda molto difficile. Da un certo punto di vista mi ricorda la domanda in un antico filosofo greco, che si domandava se un albero, cadendo, facesse rumore anche se non c’era nessuno ad ascoltarlo. Ho idea che la risposta a questa domanda non esista.
L’unica cosa che mi viene in mente, ma è solo un tentativo,
è da un punto di vista puramente matematico. Nella teoria (che come tutte le teorie è solo un modello matematico ideato da qualcuno per descrivere al meglio le nostre osservazioni) le parole “spazio-tempo” e “osservatore” sono concetti definiti matematicamente in modo preciso e in effetti l’oggetto matematico che definisce lo spazio-tempo si può “usare” anche senza un osservatore, il quale interviene solo quando si vuole descrivere qualche processo di misura.
Da questo punto di vista, quindi, sembrerebbe che la risposta sia no. D’altra parte è abbastanza evidente che la tua domanda è più filosofica, e qui la matematica non è in grado di dare risposte… ![]()
salve a tutti…
qualche giorno fa ho letto su una rivista(Focus) un articolo sui buchi neri e in particolare di buchi neri rotanti nei quali tepricamente ci potrebbe essere un anello che funzionerebbe da macchina del tempo…come in una ciambella: se vai da una parte vai nel futuro, se vai dall’ altra vai nel passato…ma quando il futuro e il presente si incontrano…dove siamo?100 anni fa,200 anni fa, 100 anni dopo, 200 anni dopo?
Nella mia ignoranza di 17enne non riesco a capire…magari nessuno riesce a capire,ma se qualcuno riesce, può spiegarmelo?
Salve Bruno,
per poterti rispondere leggerò prima l’articolo che hai citato.
Pagine: [1] 2 3 » Mostra tutti


