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	<title>Commenti a: Spazio-tempo</title>
	<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/</link>
	<description>Conoscere l'Universo</description>
	<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 19:40:16 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: Alessandro</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-40717</link>
		<author>Alessandro</author>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 18:42:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-40717</guid>
		<description>Un dubbio mi assale leggendo l'articolo e lo spiego con un esempio che faccio prima (dato che non ho paroloni per esprimermi meglio) :D
E' risaputo che la luce viaggia approssimativamente a 300.000 km/s (se non erro) e per assurdo ipotizziamo un oggetto che si avvicini al nostro punto di osservazione ad una velocità di 100.000 km/s partendo da una distanza di qualche anno luce. Bene il dubbio è questo, se la luce viaggia a 300.000 km/s, cosa accade, anzi meglio cosa vediamo, quando l'oggetto è a meno di 300.000 km da noi? Se non possiamo dire (possiamo?) che in questo caso la velocità della luce è uguale ad essa più la velocità dell'oggetto che la emette vorrebbe dire che noi vedremo dopo che ci ha colpito? E' un po' come il passeggero che avanza tra i vagoni del treno che viaggia alla velocità della luce :P</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un dubbio mi assale leggendo l&#8217;articolo e lo spiego con un esempio che faccio prima (dato che non ho paroloni per esprimermi meglio) <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
E&#8217; risaputo che la luce viaggia approssimativamente a 300.000 km/s (se non erro) e per assurdo ipotizziamo un oggetto che si avvicini al nostro punto di osservazione ad una velocità di 100.000 km/s partendo da una distanza di qualche <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#anno_luce" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'anno luce' ">anno luce</a>. Bene il dubbio è questo, se la luce viaggia a 300.000 km/s, cosa accade, anzi meglio cosa vediamo, quando l&#8217;oggetto è a meno di 300.000 km da noi? Se non possiamo dire (possiamo?) che in questo caso la velocità della luce è uguale ad essa più la velocità dell&#8217;oggetto che la emette vorrebbe dire che noi vedremo dopo che ci ha colpito? E&#8217; un po&#8217; come il passeggero che avanza tra i vagoni del treno che viaggia alla velocità della luce <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bascomb</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-33753</link>
		<author>Bascomb</author>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 07:53:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-33753</guid>
		<description>Bellissimo articolo, complimenti!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo articolo, complimenti!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-27558</link>
		<author>Andrea</author>
		<pubDate>Fri, 01 May 2009 22:45:32 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-27558</guid>
		<description>Dimenticavo...
il "puntino" primordiale occupava già spazio, quello che il B.B. fece credo, è dare origine per effetto al tempo.
Dovevo precisarlo, poichè diversamente il concetto che "due punti" creano lo spazio-tempo non poteva reggere.
Scusate la post-precisazione
Cordialmente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo&#8230;<br />
il &#8220;puntino&#8221; primordiale occupava già spazio, quello che il B.B. fece credo, è dare origine per effetto al tempo.<br />
Dovevo precisarlo, poichè diversamente il concetto che &#8220;due punti&#8221; creano lo spazio-tempo non poteva reggere.<br />
Scusate la post-precisazione<br />
Cordialmente</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-27556</link>
		<author>Andrea</author>
		<pubDate>Fri, 01 May 2009 22:26:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-27556</guid>
		<description>Buonasera a tutti voi
il concetto del nulla non mi è particolarmente chiaro.
Come può una massa "Big-Bangamare" nel nulla?
Il nulla è l'assenza totale, è l'inesistenza, è l'inesistente.
Come potrebbe quindi un piccolissimo concentrato di materia/energia quale era l'universo prima del B.B. "galleggiare" nell'inesistente? 
Il niente o il nulla non credo esista, penso che sia uno "stato" creato da noi umani per semplificare alcuni concetti, diversamente difficili da spiegare se non addirittura inspiegabili con le conoscenze assimilate.
Tuttavia se realmente il nulla esiste, il nostro universo è destinato inevitabilmente a morire per dispersione, per dissanguamento energetico, nulla lo proteggerebbe da questa sorte poichè proprio il nulla ne assorbirebbe tutta l'energia.
Triste sorte...non trovate?
Veramente la scienza crede che il nulla possa esistere?
Spero vivamente si possa sbagliare  :wink: 
Altro discorso vale invece per lo spazio/tempo.
Logicamente lo spazio nasce dal momento in cui un punto si divide in due dando origine così allo spazio (quello appunto che si crea tra i due punti)
Nasce così per effetto diretto anche il tempo,momento che defisce l'allontanamento dei due punti, che ne definirà poi l'altro valore che conosciamo come velocità.
Lo spazio troverà poi in seguito l'infinità e incontrerà le masse che lo curveranno ma solo in alcuni casi.
Spazio/tempo sono i fondamenti nati dal B.B per effetto della divisione del primordiale puntino Massa/energia.
Immaginiamo l'universo, cerchiamo di rispondere alle domande, ma nel cuore resta sempre l'amarezza di non poter comprendere mai abbastanza, sopratutto per chi come me non ha le conoscenze appropriate e cerca di capire aiutato dai soli e propri pensieri.
Quanto detto potrebbe essere quindi del tutto sbagliato ma avevo il piacere di poter esternare quanto i miei pensieri suggeriscono.
Cordialmente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera a tutti voi<br />
il concetto del nulla non mi è particolarmente chiaro.<br />
Come può una massa &#8220;Big-Bangamare&#8221; nel nulla?<br />
Il nulla è l&#8217;assenza totale, è l&#8217;inesistenza, è l&#8217;inesistente.<br />
Come potrebbe quindi un piccolissimo concentrato di materia/energia quale era l&#8217;universo prima del B.B. &#8220;galleggiare&#8221; nell&#8217;inesistente?<br />
Il niente o il nulla non credo esista, penso che sia uno &#8220;stato&#8221; creato da noi umani per semplificare alcuni concetti, diversamente difficili da spiegare se non addirittura inspiegabili con le conoscenze assimilate.<br />
Tuttavia se realmente il nulla esiste, il nostro universo è destinato inevitabilmente a morire per dispersione, per dissanguamento energetico, nulla lo proteggerebbe da questa sorte poichè proprio il nulla ne assorbirebbe tutta l&#8217;energia.<br />
Triste sorte&#8230;non trovate?<br />
Veramente la scienza crede che il nulla possa esistere?<br />
Spero vivamente si possa sbagliare  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /><br />
Altro discorso vale invece per lo spazio/tempo.<br />
Logicamente lo spazio nasce dal momento in cui un punto si divide in due dando origine così allo spazio (quello appunto che si crea tra i due punti)<br />
Nasce così per effetto diretto anche il tempo,momento che defisce l&#8217;allontanamento dei due punti, che ne definirà poi l&#8217;altro valore che conosciamo come velocità.<br />
Lo spazio troverà poi in seguito l&#8217;infinità e incontrerà le masse che lo curveranno ma solo in alcuni casi.<br />
Spazio/tempo sono i fondamenti nati dal B.B per effetto della divisione del primordiale puntino Massa/energia.<br />
Immaginiamo l&#8217;universo, cerchiamo di rispondere alle domande, ma nel cuore resta sempre l&#8217;amarezza di non poter comprendere mai abbastanza, sopratutto per chi come me non ha le conoscenze appropriate e cerca di capire aiutato dai soli e propri pensieri.<br />
Quanto detto potrebbe essere quindi del tutto sbagliato ma avevo il piacere di poter esternare quanto i miei pensieri suggeriscono.<br />
Cordialmente</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: enzo zappalà</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-9377</link>
		<author>enzo zappalà</author>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 07:10:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-9377</guid>
		<description>@Anna,
scusa se mi intrometto, ma ho letto la tua domanda e mi preme risponderti subito. Intorno al punto piccolissimo che poi ha dato luogo al Big Bang NON C'ERA NIENTE. Lo spazio è nato col Big bang e così il tempo. Anche oggi lo spazio è solo quello occupato da qualcosa. al di fuori non c'è niente. E' per questo che anche quando l'Universo era piccolissimo era anche infinito, perchè occupava sempre tutto lo spazio. Sono concetti un po' difficili, ma spero ti abbia chiarito un poco le idee... Se no scrivi di nuovo
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Anna,<br />
scusa se mi intrometto, ma ho letto la tua domanda e mi preme risponderti subito. Intorno al punto piccolissimo che poi ha dato luogo al <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> NON C&#8217;ERA NIENTE. Lo spazio è nato col <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> e così il tempo. Anche oggi lo spazio è solo quello occupato da qualcosa. al di fuori non c&#8217;è niente. E&#8217; per questo che anche quando l&#8217;Universo era piccolissimo era anche infinito, perchè occupava sempre tutto lo spazio. Sono concetti un po&#8217; difficili, ma spero ti abbia chiarito un poco le idee&#8230; Se no scrivi di nuovo<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anna</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-9369</link>
		<author>Anna</author>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 20:09:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-9369</guid>
		<description>La materia occupa uno"spazio"; ma quando l'Universo da noi conosciuto era concentrato in quel luogo piccolissimo che poi si è espanso col Big Bang, cosa c'era intorno? Come si può definire quella cosa che era intorno e che poi è diventata "spazio"? E comunque non è la stessa cosa ora? L'Universo continua ad espandersi, ma come possiamo definire e immaginare quell'"oltre" che le galassie più periferiche allontanandosi andranno ad occupare?
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La materia occupa uno&#8221;spazio&#8221;; ma quando l&#8217;Universo da noi conosciuto era concentrato in quel luogo piccolissimo che poi si è espanso col <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a>, cosa c&#8217;era intorno? Come si può definire quella cosa che era intorno e che poi è diventata &#8220;spazio&#8221;? E comunque non è la stessa cosa ora? L&#8217;Universo continua ad espandersi, ma come possiamo definire e immaginare quell&#8217;&#8221;oltre&#8221; che le galassie più periferiche allontanandosi andranno ad occupare?<br />
Grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gabriella Bernardi</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-7652</link>
		<author>Gabriella Bernardi</author>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 14:01:55 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-7652</guid>
		<description>Carissimo Antonio,
diciamo che bisognerebbe capire cosa si intende quando si parla di un osservatore in "un'altra dimensione": un altro Universo?  Un altro osservatore da qualche parte nel nostro stesso Universo? O qualcos'altro ancora?  :???: 

In Fisica la "dimensione" ha un significato preciso associato al modello matematico che si usa. Nel suo uso più comune ci si riferisce alle dimensioni di cui parlavo nell'articolo, cioè una delle tre dimensioni spaziali o quella temporale. 

Quindi è chiaro che ipotizzare l'esistenza di altre dimensioni analoghe a queste, ma diverse, implica che, con tutta probabilità, i criteri di valutazione sarebbero completamente diversi.  :wink: 

Se ho ben capito, consiglierei la lettura del libro "Flatlandia", di Abbott. Il libro racconta di come esseri bidimensionali percepiscono la vita di esseri monodimensionali e "l'intrusione" di esseri tridimensionali nel loro mondo e, potrebbe dare un'idea di quello che intendi tu.  :smile: 

Per quel che riguarda la seconda parte della domanda, è una variazione del classico "dilemma del nonno": se torno indietro nel tempo e per questo mio nonno (o qualche mio antenato) muore prima che io nasca, cosa ne può essere di me?  :roll: 

Io in teoria non dovrei nemmeno esistere, quindi come potrei essere tornato indietro nel tempo e aver provocato questa catena di avvenimenti?

Nel tuo caso ci si chiede cosa succederebbe se due osservatori, in posti differenti facessero un "viaggetto all'indietro nel tempo" e compissero delle azioni in conseguenza delle quali i due futuri risultanti fossero in contraddizione.

Le risposte a questo genere di domande sono piuttosto speculative, e c'è chi ha evocato l'esistenza di un meccanismo automatico, alla stessa stregua di altre leggi della natura come la gravità o l'elettromagnetismo, che agirebbe impedendo naturalmente l'accadere di questo tipo di "contraddizioni temporali". 

Molto suggestivamente, questa ipotesi è chiamata, se non ricordo male, il "principio del censore cosmico"...   :razz:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Antonio,<br />
diciamo che bisognerebbe capire cosa si intende quando si parla di un osservatore in &#8220;un&#8217;altra dimensione&#8221;: un altro Universo?  Un altro osservatore da qualche parte nel nostro stesso Universo? O qualcos&#8217;altro ancora?  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_confused.gif' alt=':???:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>In Fisica la &#8220;dimensione&#8221; ha un significato preciso associato al modello matematico che si usa. Nel suo uso più comune ci si riferisce alle dimensioni di cui parlavo nell&#8217;articolo, cioè una delle tre dimensioni spaziali o quella temporale. </p>
<p>Quindi è chiaro che ipotizzare l&#8217;esistenza di altre dimensioni analoghe a queste, ma diverse, implica che, con tutta probabilità, i criteri di valutazione sarebbero completamente diversi.  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se ho ben capito, consiglierei la lettura del libro &#8220;Flatlandia&#8221;, di Abbott. Il libro racconta di come esseri bidimensionali percepiscono la vita di esseri monodimensionali e &#8220;l&#8217;intrusione&#8221; di esseri tridimensionali nel loro mondo e, potrebbe dare un&#8217;idea di quello che intendi tu.  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':smile:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per quel che riguarda la seconda parte della domanda, è una variazione del classico &#8220;dilemma del nonno&#8221;: se torno indietro nel tempo e per questo mio nonno (o qualche mio antenato) muore prima che io nasca, cosa ne può essere di me?  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif' alt=':roll:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Io in teoria non dovrei nemmeno esistere, quindi come potrei essere tornato indietro nel tempo e aver provocato questa catena di avvenimenti?</p>
<p>Nel tuo caso ci si chiede cosa succederebbe se due osservatori, in posti differenti facessero un &#8220;viaggetto all&#8217;indietro nel tempo&#8221; e compissero delle azioni in conseguenza delle quali i due futuri risultanti fossero in contraddizione.</p>
<p>Le risposte a questo genere di domande sono piuttosto speculative, e c&#8217;è chi ha evocato l&#8217;esistenza di un meccanismo automatico, alla stessa stregua di altre leggi della natura come la gravità o l&#8217;elettromagnetismo, che agirebbe impedendo naturalmente l&#8217;accadere di questo tipo di &#8220;contraddizioni temporali&#8221;. </p>
<p>Molto suggestivamente, questa ipotesi è chiamata, se non ricordo male, il &#8220;principio del censore cosmico&#8221;&#8230;   <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':razz:' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesca Chiara</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-7602</link>
		<author>Francesca Chiara</author>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 13:37:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-7602</guid>
		<description>Ciao Gabriella, grazie per la risposta, non mi ha affatto delusa, anzi, mi ha aiutata a capire ciò che fino ad oggi non riuscivo a spiegarmi.
Grazie ancora! :razz:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gabriella, grazie per la risposta, non mi ha affatto delusa, anzi, mi ha aiutata a capire ciò che fino ad oggi non riuscivo a spiegarmi.<br />
Grazie ancora! <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':razz:' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gabriella Bernardi</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-7588</link>
		<author>Gabriella Bernardi</author>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 21:22:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-7588</guid>
		<description>Cara Francesca Chiara,
secondo me per capire bene la questione bisogna sempre tenere a mente qual è l'obiettivo della scienza e come questo viene raggiunto.  :roll: 
 
Gli scienziati cercano di trovare dei modi per poter interpretare sia qualitativamente che quantitativamente la realtà che ci circonda (p.es. se c'è un meteorite in rotta di collisione con la Terra si può dire che questo colpirà il nostro pianeta - informazione qualitativa - ma anche quando, dove e con che velocità - informazione quantitativa) dove per "realtà" si intende quello che riusciamo a percepire tramite i nostri sensi o i nostri apparati sperimentali.  :eek: 
 
Per far questo si ingegnano a trovare delle teorie che, per poter essere quantitative, devono per forza usare la matematica. In altre parole queste teorie non sono altro che dei modelli matematici della realtà. Per poter applicare la matematica alla realtà bisogna adottare delle "regole di corrispondenza" tra quest'ultima e gli oggetti matematici usati: per esempio, quando noi descriviamo le lunghezze come siamo abituati a fare implicitamente ipotizziamo che si possa far corrispondere un metro con un certo sottoinsieme dei numeri reali (i numeri reali sono l'insieme dei numeri interi positivi e negativi, le frazioni e i numeri cosiddetti irrazionali, come la radice quadrata di 2).  :wink: 
 
Perdona lo sbrodolone iniziale, ma ora arriviamo al succo della questione. Per quanto detto sopra spazio e tempo nella teoria del Big Bang hanno dei significati matematici ben precisi, e per quanto ne so io non si può descrivere, all'interno di questo modello, istanti precedenti al Big Bang, perché mancano le "regole di corrispondenza". In altre parole, si dice che il Big Bang ha creato non solo l'Universo, ma anche lo spazio e il tempo. Per questa ragione non ha senso chiedersi cosa c'era "prima" del Big Bang: semplicemente non esiste un "prima" in questo modello matematico. Per la stessa ragione, parlare di "qualcosa", anche un "vuoto", al di fuori del Big Bang non ha senso.  :neutral: 
 
Spero di non averti deluso con questa risposta, che descrive delle ragioni puramente "tecniche" e non filosofiche, ma per quel che ne so io è l'unico tipo di risposta che si possa dare.  :???:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Francesca Chiara,<br />
secondo me per capire bene la questione bisogna sempre tenere a mente qual è l&#8217;<a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#obiettivo" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'obiettivo' ">obiettivo</a> della scienza e come questo viene raggiunto.  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif' alt=':roll:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Gli scienziati cercano di trovare dei modi per poter interpretare sia qualitativamente che quantitativamente la realtà che ci circonda (p.es. se c&#8217;è un <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#meteorite" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'meteorite' ">meteorite</a> in rotta di collisione con la Terra si può dire che questo colpirà il nostro pianeta - informazione qualitativa - ma anche quando, dove e con che velocità - informazione quantitativa) dove per &#8220;realtà&#8221; si intende quello che riusciamo a percepire tramite i nostri sensi o i nostri apparati sperimentali.  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':eek:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per far questo si ingegnano a trovare delle teorie che, per poter essere quantitative, devono per forza usare la matematica. In altre parole queste teorie non sono altro che dei modelli matematici della realtà. Per poter applicare la matematica alla realtà bisogna adottare delle &#8220;regole di corrispondenza&#8221; tra quest&#8217;ultima e gli oggetti matematici usati: per esempio, quando noi descriviamo le lunghezze come siamo abituati a fare implicitamente ipotizziamo che si possa far corrispondere un metro con un certo sottoinsieme dei numeri reali (i numeri reali sono l&#8217;insieme dei numeri interi positivi e negativi, le frazioni e i numeri cosiddetti irrazionali, come la radice quadrata di 2).  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Perdona lo sbrodolone iniziale, ma ora arriviamo al succo della questione. Per quanto detto sopra spazio e tempo nella teoria del <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> hanno dei significati matematici ben precisi, e per quanto ne so io non si può descrivere, all&#8217;interno di questo modello, istanti precedenti al <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a>, perché mancano le &#8220;regole di corrispondenza&#8221;. In altre parole, si dice che il <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> ha creato non solo l&#8217;Universo, ma anche lo spazio e il tempo. Per questa ragione non ha senso chiedersi cosa c&#8217;era &#8220;prima&#8221; del Big Bang: semplicemente non esiste un &#8220;prima&#8221; in questo modello matematico. Per la stessa ragione, parlare di &#8220;qualcosa&#8221;, anche un &#8220;vuoto&#8221;, al di fuori del <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> non ha senso.  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_neutral.gif' alt=':neutral:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Spero di non averti deluso con questa risposta, che descrive delle ragioni puramente &#8220;tecniche&#8221; e non filosofiche, ma per quel che ne so io è l&#8217;unico tipo di risposta che si possa dare.  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_confused.gif' alt=':???:' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-7449</link>
		<author>Antonio</author>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 21:33:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2007/07/17/spazio-tempo/#comment-7449</guid>
		<description>molto ma molto suggestivo.....senza dubbio è un articolo che suscita grande attenzione, ma la mia domanda è questa: 
un ipotetico osservatore di un' ipotetica altra dimensione, valuterebbe la situazione spazio-tempo con i criteri da noi adoperati?
Inoltre... se in qualche modo, in futuro, si riuscisse ad invertire il "nostro" flusso temporale, con una forza maggiore che quindi sarebbe in grado di farci tornare indietro, gli eventi che ne deriverebbero, causerebbero degli squilibri a livello dimensionale se un ipotetico altro luogo dell' Universo agisse come fatto da noi? :smile:  :smile:  :smile:  :smile:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>molto ma molto suggestivo&#8230;..senza dubbio è un articolo che suscita grande attenzione, ma la mia domanda è questa:<br />
un ipotetico osservatore di un&#8217; ipotetica altra dimensione, valuterebbe la situazione spazio-tempo con i criteri da noi adoperati?<br />
Inoltre&#8230; se in qualche modo, in futuro, si riuscisse ad invertire il &#8220;nostro&#8221; flusso temporale, con una forza maggiore che quindi sarebbe in grado di farci tornare indietro, gli eventi che ne deriverebbero, causerebbero degli squilibri a livello dimensionale se un ipotetico altro luogo dell&#8217; Universo agisse come fatto da noi? <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':smile:' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':smile:' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':smile:' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':smile:' class='wp-smiley' /></p>
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