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Mimas e l’anello G

Scritto da Claudio Elidoro il 7 Agosto 2007 @ 18:33 in News | Nessun Commento

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Mimas e l'anello G

Sembra dunque che il caso dell’[1] anello G di Saturno e dei meccanismi che lo governano possa essere finalmente archiviato con successo. Almeno, questo è quanto sostengono Matthew Hedman, ricercatore del progetto Cassini, e i suoi collaboratori nello studio pubblicato a inizio mese su Science. La ricerca, che coinvolge nello scenario l’azione del [2] campo magnetico di Saturno nonchè il disturbo gravitazionale di Mimas, è basata sulle osservazioni degli strumenti della sonda Cassini effettuate nel 2004 e nel 2005.

A differenza di altre simili strutture di Saturno, l’[1] anello G non è direttamente associato a un [4] satellite che ne assicuri il mantenimento con un costante rifornimento di materiale (qual è il caso dell’[1] anello E con Encelado) e neppure è tenuto al suo posto dall’azione di contenimento di satelliti pastori (come succede all’[1] anello F con Prometeo e Pandora). Davvero difficile, dunque, trovare una spiegazione per la sua presenza e il suo approvvigionamento.

Le osservazioni della Cassini, però, hanno più volte messo in luce la presenza di un brillante arco di materiale che si estende intorno a Saturno per una sessantina di gradi e la cui larghezza è di circa 250 chilometri. Questa sorta di frammento di [1] anello giace all’interno dell’[1] anello G, proprio nei pressi di una regione potenzialmente interessata dal disturbo gravitazionale del [4] satellite Mimas e secondo i ricercatori sarebbe proprio questo arco la chiave per comprendere l’[1] anello.

Hedman e i suoi collaboratori sostengono che il materiale ghiacciato che costituisce l’arco - le cui dimensioni vanno da quelle di piccoli sassolini su su fino a quelle di massi di una certa consistenza - è confinato dall’azione gravitazionale di Mimas (una tesi confermata anche da simulazioni numeriche) e viene continuamente sollecitato da collisioni con micrometeoroidi. Sarebbero proprio tali impatti a produrre le polveri che sono all’origine della brillantezza dell’arco. Ma il gioco non finisce qui. Sotto l’azione del [2] campo magnetico di Saturno, infatti, l’arco sarebbe continuamente spazzato da una sorta di vento di plasma che, rimuovendo le polveri più sottili, le convoglierebbe in una struttuta stabile: l’[1] anello G, appunto.

Per il momento, comunque, è doveroso considerare lo scenario proposto da Hedman e dal suo team come un’attendibile ipotesi di studio, nell’attesa che il panorama diventi di gran lunga più chiaro tra un anno e mezzo, quando la sonda Cassini passerà a soli 950 chilometri di distanza dall’arco. La speranza dei ricercatori, ovviamente, è che in tale occasione giunga la conferma del loro scenario e, magari, si riesca anche a scorgere almeno qualcuno dei macigni nascosti nell’arco e che finora non è mai stato possibile individuare.

Fonte: [13] Coelum


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[13] Coelum: http://www.coelum.com/index.php?goto=news&nva=2007&nvm=8&id=403

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