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a cura di Claudio Elidoro

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Scoperto grazie al telescopio Hobby-Eberly un pianeta orbitante intorno a una gigante rossa, il più distante tra i dieci di questa classe finora individuati.

Un pianeta per la gigante rossa

A 300 anni luce dalla Terra, in direzione della costellazione di Perseo, c’è un pianeta il cui anno dura più o meno quanto il nostro. Ma non facciamoci illusioni, questo pianeta non orbita intorno a una stella accogliente come il nostro Sole e dunque il suo cammino non è altrettanto gradevole quanto quello della Terra. La stella in questione, infatti, è una gigante rossa, un astro dotato di massa doppia di quella del nostro Sole e che si è ormai gonfiato a dismisura, raggiungendo dimensioni dieci volte superiori a quelle della nostra stella.

La scoperta, opera del team guidato da Alex Wolszczan (Pennsylvania State University) e il cui resoconto verrà pubblicato in novembre su Astrophysical Journal, è il primo frutto di un progetto di ricerca che vede impegnato l’Hobby-Eberly Telescope, il mastodontico strumento che opera presso il McDonald Observatory (Texas Occidentale). L’obiettivo della ricerca, un progetto iniziato tre anni fa, è l’individuazione di pianeti di massa simile a quella di Giove orbitanti intorno a stelle giganti rosse. Si tratta dunque di scrutare astri generalmente più distanti delle stelle che di solito sono coinvolte nella ricerca dei pianeti extrasolari ed è per questo che gli oltre 9 metri di apertura del telescopio texano (garantiti dai 91 segmenti esagonali che compongono il suo specchio principale) fanno davvero comodo agli astronomi.

“In questi tre anni di sistematica osservazione - spiega Wolszczan - si sono raccolti dati riguardanti oltre 300 stelle e finalmente ora possiamo cominciare a identificare quelle che potrebbero essere ottime candidate a ospitare un sistema planetario.” Ma perchè scrutare le giganti rosse alla ricerca di pianeti? Un primo motivo è quello di saperne di più su quanto potrà capitare al nostro Sistema solare quando anche il Sole, tra circa 5 miliardi di anni, diventerà una gigante rossa. Accanto a questo, poi, vi è la necessità di comprendere come l’evoluzione di una stella possa influenzare i sistemi planetari che la accompagnano.

Un aspetto fondamentale nello studio di questi processi evolutivi è senza dubbio quello di riuscire a comprendere in quale maniera, non appena la superficie della stella comincia a ingrandirsi, la cosiddetta “zona di abitabilità” migri verso le regioni più esterne. Nel nostro Sistema solare questo potrebbe comportare che mondi oggi ghiacciati - Europa, il satellite di Giove, è l’esempio più gettonato - possano in un lontano futuro risultare perfettamente compatibili con la presenza della vita.

Ben vengano allora le scoperte di pianeti intorno alle giganti rosse. Per una volta, almeno, gli astronomi potrebbero, anzichè scrutare nelle profondità del passato, gustare un assaggio di ciò che potrebbe riservarci il futuro.

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