Un’immensa voragine cosmica Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Claudio Elidoro

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Gli astronomi scoprono l’esistenza di una vastissima regione dell’Universo in cui sembra svanita ogni traccia sia di materia ordinaria che di materia oscura.

Un'immensa voragine cosmica

L’esistenza di regioni nell’Universo completamente svuotate di materia non è certo una novità per gli astronomi. Analizzando la struttura del cosmo su grande scala è quasi normale che accanto a regioni che fanno sfoggio di stelle e galassie ne possano esistere altre che non presentano traccia di materia, immense bolle svuotate di ogni cosa, persino della misteriosa materia oscura che tanto fa parlare di sè.

Questa volta, però, anche gli astronomi hanno sgranato gli occhi. Quando Lawrence Rudnick, Shea Brown e Liliya Williams - astronomi dell’Università del Minnesota - hanno studiato i dati del NVSS (vai al sito ufficiale) relativi a una regione nella costellazione dell’Eridano sono rimasti senza parole. Tutto indicava chiaramente che davanti ai loro occhi si apriva un’immensa voragine cosmica, una bolla di vuoto le cui incredibili dimensioni potevano essere stimate intorno a un miliardo di anni luce. “Non solo nessuno ha mai individuato sinora un vuoto così gigantesco - sottolinea Rudnick - ma neppure ci si aspettava potesse esistere una struttura di simili dimensioni”.

Qualche sospetto che quella porzione di cielo potesse riservare qualche sorpresa era stato suggerito dalle misurazioni di WMAP (vai al sito ufficiale), la sonda incaricata di indagare sulla radiazione cosmica di fondo. Nel 2004 gli astronomi avevano scoperto che quella regione nell’Eridano era più fredda delle regioni circostanti, ma non si riusciva a capire se davvero si trattasse di una fluttuazione della radiazione di fondo oppure se quel raffreddamento fosse da imputare a qualcosa di più prossimo a noi, qualcosa con cui la radiazione aveva dovuto fare i conti nel suo cammino verso la Terra. Quando attraversa una regione di spazio occupata dalla materia, infatti, la radiazione aumenta un po’ la propria energia e dunque quel raffreddamento poteva anche indicare che, in quella direzione, di materia ce n’era molto meno del previsto.

Per risolvere il dilemma, Rudnick e collaboratori hanno deciso di analizzare i dati del NVSS. Ed è stata proprio l’analisi di quei dati a confermare che nella direzione di quella macchia fredda rilevata da WMAP si assiste a un inaspettato e repentino crollo nel numero delle galassie. Tutto quanto, dunque, sembra confermare l’ipotesi che in direzione della costellazione dell’Eridano, tra i 6 e i 10 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra, si trovi un’immensa bolla di vuoto.

Chissà cosa ne pensano i cosmologi…

Fonte: Coelum

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