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La distanza di Orione

Scritto da Claudio Elidoro il 6 Dicembre 2007 @ 11:04 in News | 3 Commenti

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Nebulosa di Orione

La [1] nebulosa di Orione, ben nota a tutti gli amanti del cielo e tra i bersagli privilegiati degli scatti fotografici degli astrofili, è attentamente studiata fin dal XVII secolo. Al di là della semplice motivazione estetica - la [1] nebulosa rivela già con piccoli strumenti le meraviglie che racchiude - questa regione è da sempre tenuta d’occhio soprattutto dagli astrofisici che si occupano di formazione stellare. Nonostante questo interesse, però, la sua distanza è rimasta finora una grossa incognita.

All’inizio del secolo scorso le distanze proposte andavano da 180 [3] parsec (ricordiamo che un [3] parsec euivale a 3.26 anni luce) fino a 2000 [3] parsec. Qualcosa è migliorato negli anni Trenta e Quaranta, ma la forbice delle distanze era ugualmente ampia, spaziando tra i 300 e i 540 [3] parsec. Un’ulteriore riduzione a questo divario è stata apportata dagli studi compiuti nel dominio ottico e in quello infrarosso a partire dagli anni Sessanta, che hanno fissato la sua distanza tra i 347 e i 483 [3] parsec. Ancora più recentemente (lo studio è stato pubblicato nell’aprile di quest’anno), valutando le soluzioni orbitali per una coppia di stelle appartenenti al Trapezio, si ottenevano due possibili distanze (387 e 434 [3] parsec), ma i dati a disposizione non rendevano possibile decidere quale delle due fosse quella corretta.

Finalmente, però, sembra proprio che questa incertezza sia destinata a cedere il posto a una determinazione della distanza decisamente più accurata. In uno studio destinato alla pubblicazione su un prossimo numero di Astronomy and Astrophysics, infatti, quattro ricercatori del Max-Plank-Institut für Radioastronomie e dell’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics hanno utilizzato il VLBA per determinare la distanza della [1] nebulosa applicando il più classico dei metodi, quello della [10] parallasse.

Gli astronomi K.M. Menten, M.J. Reid, J. Forbrich e A. Brunthaler hanno dunque puntato le antenne del VLBA su alcune stelle della [1] nebulosa che mostravano di possedere un’emissione radio di tipo non termico. Le osservazioni sono iniziate nel settembre 2005 e, come la tecnica della [10] parallasse richiede, si sono svolte con intervalli di sei mesi, mettendo nuovamente nel mirino dei radiotelescopi le sorgenti nel marzo e nel settembre 2006 e nel marzo di quest’anno. L’analisi dei dati ottenuti ha così permesso al team di ottenere una distanza di 414 [3] parsec con un’incertezza di solamente 7 parsec: di gran lunga la misura più accurata mai ottenuta finora per la [1] nebulosa di Orione.

Questa nuova misura, però, porta con sè un’importante conseguenza che i ricercatori non mancano di evidenziare. “La distanza che abbiamo ottenuto - si sottolinea nello studio - è circa il 10% [15] inferiore alla distanza di 450 [3] parsec finora ritenuta corretta. Poichè la luminosità è proporzionale al quadrato della distanza, la nostra stima implica che la luminosità delle stelle che appartengono alla [1] nebulosa di Orione sia stata sovrastimata di circa il 20%.”

Insomma, adesso conosciamo con maggiore precisione la distanza della [1] nebulosa di Orione, ma gli astrofisici dovranno rivedere un po’ le loro stime relative alla massa e all’età delle stelle che la popolano.

Fonte: [19] Coelum


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[19] Coelum: http://www.coelum.com/index.php?goto=news&nva=2007&nvm=12&id=447

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