In questo articolo iniziamo a parlare del Sistema Solare, non solamente dal punto di vista rigorosamente scientifico, bensì cercando di sottolineare alcune situazioni e fornire spunti sui quali si potrà parlare in seguito.
Dai tempi delle scuole sappiamo che i pianeti che ruotano intorno al Sole sono, in ordine crescente di distanza: Mercurio, Venere, la nostra Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.
Qualcuno già protesta: Plutone non è più un “pianeta”, è stato declassato a “pianeta nano”. Giusto! Ma probabilmente lo sappiamo per certo solo noi, appassionati di astronomia… Provate a chiedere ad un certo numero di persone se sanno niente di Plutone, del fatto che non è più un pianeta… Forse a malapena si ricordano di aver letto qualcosa in un trafiletto sui giornali. Forse altri ti dicono che avere Plutone nel proprio segno oppure in trigono significa … ma lasciamo perdere!
Ma come mai si è arrivati ad una decisione così drastica: togliere Plutone dall’insieme dei pianeti, che viceversa esistono, alcuni, da tempo immemorabile, mentre altri, da Urano in poi, sono stati scoperti più recentemente? Proprio per il fatto che negli ultimi anni c’è stato un proliferare continuo di scoperte di corpi orbitanti intorno al sole, di caratteristiche e dimensioni importanti. Ecco che la comunità astronomica internazionale si è posta davanti ad un bivio: allargare il numero di “pianeti” a 12 (e più), aggiungendo altri corpi celesti di dimensioni maggiori di Plutone stesso, oppure scendere ad 8 pianeti, eliminandone uno che era stato oramai sorpassato da altri colleghi. La scelta non è stata facile, ha richiesto parecchio tempo ed alla fine è stata scelta l’ipotesi degli 8 pianeti, introducendo una complicata definizione del termine “pianeta” stesso, in modo da essere pronti a nuove scoperte che sicuramente ci saranno negli anni a venire.
Ma dal punto di vista osservativo, come si distinguono i pianeti nel cielo? (ma perché?! I pianeti si possono vedere??) Credo che in molti sappiano che i pianeti non “sbrilluccicano” a differenza delle stelle: se si osserva il cielo queste mattine poco prima dell’alba non si può non notare Venere luminosissima e dall’altra parte Marte anch’esso molto luminoso. A ben guardare c’è anche Saturno! (quello degli anelli? Sì!) E proprio Saturno si trova in questo periodo nella costellazione del Leone (costellazione, non “segno”!!) e vicina a lui c’è una bella stella luminosa, Regolo. Osservando Venere, Saturno, Marte e Regolo si nota che quest’ultima brilla in modo nettamente diverso, con una luce fluttuante, a differenza di pianeti la cui luce è fissa.
Molti mi chiedono due cose:
- come fai a sapere che quella stella è Regolo, anzi chi me lo assicura?
- Perchè i pianeti hanno una luce fissa?
La prima domanda me l’hanno fatta migliaia di volte, specie d’estate quando è più facile che più persone osservino le costellazioni e le stelle più brillanti: come fai a sapere che quella stella è Altair e quell’altra è la Polare? Con la pazienza che contraddistingue noi astronomi, ogni volta ho fatto notare che per riconoscere le stelle e le costellazioni bisogna prima studiarle, partendo da una qualunque mappa stellare, poi bisogna cercarle, arrivando a capire perchè alcune si vedono solo in certi periodi dell’anno, mentre altre, ad esempio l’Orsa Maggiore, si possono vedere sempre.
Dopo questa risposta, indico un albero a caso e chiedo: che albero è? Come fai a sapere che quello è proprio un faggio oppure un abete? Mi potresti prendere in giro dicendo che è un’acacia… Fai questa affermazione perchè lo “riconosci”, in base alle sue caratteristiche, alla sua forma, alla sua grandezza, al suo colore (quello delle sue foglie). Così succede per le stelle e le costellazioni! Dopo che le si studia, chiunque può “riconoscerne” una in base alle sue caratteristiche, alla sua forma, alla sua grandezza, al suo colore (quello delle sue stelle…). Ecco che dunque l’Orsa Maggiore è la più ri-conosciuta, seguita a ruota da Cassiopea (la grande “W”) e da Orione.
La seconda domanda ha una risposta un po’ più complessa: la luce proveniente da una stella (a causa dell’enorme distanza degli astri dalla Terra) è come se provenisse da un punto: il raggio luminoso risulta così soggetto alle perturbazioni e distorsioni causate dall’atmosfera della Terra e la stella appare scintillante. I pianeti invece sono molto più vicini e la loro luce proviene non più da un punto, ma da un dischetto, da una superficie e (a parte occasioni particolari) l’atmosfera non riesce a influenzare più di tanto i raggi di luce. Come risultato, osservando un pianeta, la luce risulta meno fluttuante e sembra proprio fissa.
Nel prossimo appuntamento inizieremo a parlare dei singoli pianeti, di come si osservano, e scopriremo alcune curiosità su di loro.
articolo successivo: I pianeti interni: Mercurio e Venere
42 Commenti a “Quattro passi all’interno del Sistema Solare”
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ciao…….potrei sapere qual è la definizione esatta di pianeta? perchè in questo periodo stiamo studiando geografia astronomica a scuola e questo sarebbe un buon spunto per un’interessante discussione in classe…grazie in anticipo
Affascinante questo articolo!Mi piacerebbe osservare Regolo!
Grazie!Ai prossimi articoli!
Bravo Pierluigi!
Articolo semplice, molto chiaro, della lunghezza giusta.
Hai sempre paura degli astrologi in agguato eh?? ![]()
Stai tranquillo, si capisce che qui si parla di scienza ![]()
Continua così. Baci ![]()
@Rocco
Reggiti forte
: l’ho già detto nell’articolo che la definizione è complicata! ![]()
In base alla risoluzione della IAU (International Astronomical Union) del 24 agosto 2006 (caspita! è passato già più di un anno…) si definisce “pianeta” un corpo celeste che :
1) è in orbita intorno al Sole
2) ha una massa sufficiente a far sì che la propria forza di gravità possa contrastare le forze di un corpo rigido, in modo tale da assumere una forma (all’incirca rotonda) dotata di equilibrio idrostatico
3) abbia ripulito la zona vicina alla sua orbita.
Si definisce “pianeta nano” un corpo celeste che:
1) idem
2) idem
3) non ha ripulito la zona vicina alla sua orbita
4) non è un satellite.
Tutti gli altri oggetti, ad eccezione dei satelliti, che orbitano intorno al Sole, vengono indicati con la sigla SSSB (Small Solar System Bodies), in pratica “Piccoli Oggetti del Sistema Solare“.
Chi si aspettava (come il sottoscritto) qualcosa di più accattivante, comprensibile, determinante e speciale, come poteva essere la definizione “universale” di pianeta, è rimasto forse deluso… E’ mia opinione personale che questa definizione verrà rivista tra qualche anno, magari a causa della scoperta di nuovi oggetti, che non potranno essere classificati come “pianeti nani”.
Staremo a vedere!
Pierluigi
Pierluigi,
complimenti! Attendo con impazienza i prossimi articoli.
Giuseppe
Ciao, secondo me questa, anche se apparentemente complicata, è dettata da un certo buon senso. La ragione per cui la penso così è perché è basata sulle nostre conoscenze della fisica della formazione planetaria, piuttosto che su altre caratteristiche prese magari un po’ arbitrariamente. Proprio per questo non sarei così sicuro che verrà cambiata tanto presto, a meno che non ci sia qualche scoperta rivoluzionaria sui meccanismi di formazione dei pianeti (magari!
)
Alberto
grazie della risposta…….infatti mi aspettavo qualcosa di molto + complesso……è molto generica come definizione….ma basta a differenziare i pianeti…quindi grazie ancora…
Ciao!!
Alla domanda perchè i pianeti hanno luce fissa non sarebbe giusto rispondere che è perchè brillano di luce riflessa e non di luce propria come le stelle?? Ho sempre ritenuto che fosse per questo motivo.
Se in realtà è come scritto nell’articolo, se ipoteticamente potessimo vedere un pianeta lontanissimo dalla terra a occhio nudo, lo vedremmo che brilla di luce fluttuante come fosse una stella???
Grazie e buon 2008!!!!
@SONIA
un pianeta lontanissimo avrebbe comunque un disco molto piccolo, quasi indistinguibile da un punto, quindi dovrebbe brillare come le stelle…
Poi per riuscire a vederlo, dovrebbe essere veramente molto luminoso: ma dato che brilla giustamente di luce riflessa, dovrebbe essere illuminato da una stella luminosissima. In questo modo però vedremmo la luce della stella e non del pianeta. Si tratta comunque sono solo discorsi teorici ed accademici…
Se invece si osserva un pianeta basso sull’orizzonte, allora la sua luce passa attraverso più strati di atmosfera (e smog purtroppo) ed allora intanto il suo colore tende all’arancione-rosso ed in più è molto probabile vedere la sua luce fluttuare.
Grazie per gli auguri, che contraccambio!
Pierluigi
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Ciao a tutti, intanto BUON ANNO!
Fantastico…sono in attesa degli articoli sui singoli pianeti
Interessante la risposta alla seconda domanda, fin ora non ero riuscito a capire il perchè.
Saluti!
Giorgio.