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Quattro passi all’interno del Sistema Solare
Scritto da Pierluigi Panunzi il 2 Gennaio 2008 @ 09:07 in Sistema Solare | 16 Commenti
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Dai tempi delle scuole sappiamo che i pianeti che ruotano intorno al Sole sono, in ordine crescente di distanza: Mercurio, Venere, la nostra Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.
Qualcuno già protesta: Plutone non è più un “pianeta”, è stato declassato a “pianeta nano”. Giusto! Ma probabilmente lo sappiamo per certo solo noi, appassionati di astronomia… Provate a chiedere ad un certo numero di persone se sanno niente di Plutone, del fatto che non è più un [1] pianeta… Forse a malapena si ricordano di aver letto qualcosa in un trafiletto sui giornali. Forse altri ti dicono che avere Plutone nel proprio segno oppure in trigono significa … ma lasciamo perdere!
Ma come mai si è arrivati ad una decisione così drastica: togliere Plutone dall’insieme dei pianeti, che viceversa esistono, alcuni, da tempo immemorabile, mentre altri, da Urano in poi, sono stati scoperti più recentemente? Proprio per il fatto che negli ultimi anni c’è stato un proliferare continuo di scoperte di corpi orbitanti intorno al sole, di caratteristiche e dimensioni importanti. Ecco che la comunità astronomica internazionale si è posta davanti ad un bivio: allargare il numero di “pianeti” a 12 (e più), aggiungendo altri corpi celesti di dimensioni maggiori di Plutone stesso, oppure scendere ad 8 pianeti, eliminandone uno che era stato oramai sorpassato da altri colleghi. La scelta non è stata facile, ha richiesto parecchio tempo ed alla fine è stata scelta l’ipotesi degli 8 pianeti, introducendo una complicata definizione del termine “[1] pianeta” stesso, in modo da essere pronti a nuove scoperte che sicuramente ci saranno negli anni a venire.
Ma dal punto di vista osservativo, come si distinguono i pianeti nel cielo? (ma perché?! I pianeti si possono vedere??) Credo che in molti sappiano che i pianeti non “sbrilluccicano” a differenza delle stelle: se si osserva il cielo queste mattine poco prima dell’alba non si può non notare Venere luminosissima e dall’altra parte Marte anch’esso molto luminoso. A ben guardare c’è anche Saturno! (quello degli anelli? Sì!) E proprio Saturno si trova in questo periodo nella costellazione del Leone (costellazione, non “segno”!!) e vicina a lui c’è una bella stella luminosa, Regolo. Osservando Venere, Saturno, Marte e Regolo si nota che quest’ultima brilla in modo nettamente diverso, con una luce fluttuante, a differenza di pianeti la cui luce è fissa.
Molti mi chiedono due cose:
La prima domanda me l’hanno fatta migliaia di volte, specie d’estate quando è più facile che più persone osservino le [3] costellazioni e le stelle più brillanti: come fai a sapere che quella stella è Altair e quell’altra è la Polare? Con la pazienza che contraddistingue noi astronomi, ogni volta ho fatto notare che per riconoscere le stelle e le [3] costellazioni bisogna prima studiarle, partendo da una qualunque mappa stellare, poi bisogna cercarle, arrivando a capire perchè alcune si vedono solo in certi periodi dell’anno, mentre altre, ad esempio l’Orsa Maggiore, si possono vedere sempre.
Dopo questa risposta, indico un albero a caso e chiedo: che albero è? Come fai a sapere che quello è proprio un faggio oppure un abete? Mi potresti prendere in giro dicendo che è un’acacia… Fai questa affermazione perchè lo “riconosci”, in base alle sue caratteristiche, alla sua forma, alla sua grandezza, al suo colore (quello delle sue foglie). Così succede per le stelle e le [3] costellazioni! Dopo che le si studia, chiunque può “riconoscerne” una in base alle sue caratteristiche, alla sua forma, alla sua grandezza, al suo colore (quello delle sue stelle…). Ecco che dunque l’Orsa Maggiore è la più ri-conosciuta, seguita a ruota da Cassiopea (la grande “W”) e da Orione.
La seconda domanda ha una risposta un po’ più complessa: la luce proveniente da una stella (a causa dell’enorme distanza degli astri dalla Terra) è come se provenisse da un punto: il raggio luminoso risulta così soggetto alle [6] perturbazioni e distorsioni causate dall’atmosfera della Terra e la stella appare scintillante. I pianeti invece sono molto più vicini e la loro luce proviene non più da un punto, ma da un dischetto, da una superficie e (a parte occasioni particolari) l’atmosfera non riesce a influenzare più di tanto i raggi di luce. Come risultato, osservando un [1] pianeta, la luce risulta meno fluttuante e sembra proprio fissa.
Nel prossimo appuntamento inizieremo a parlare dei singoli pianeti, di come si osservano, e scopriremo alcune curiosità su di loro.
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[7] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
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