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Se ET ci osservasse…
Scritto da Claudio Elidoro il 8 Gennaio 2008 @ 08:54 in News | 7 Commenti
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All’annuncio della scoperta di un [1] pianeta extrasolare, la domanda che ci poniamo è quasi sempre la stessa: quel corpo celeste può ospitare la vita? Giusto chiedercelo, ma altrettanto doveroso provare a rovesciare la prospettiva. E domandarci: un ipotetico osservatore dotato di una tecnologia appena [2] superiore alla nostra potrebbe scoprire che sulla Terra ci sono le condizioni per ospitare la vita?
Non è l’ispirazione per un romanzo di fantascienza, ma semplicemente il concetto sviluppato da un team di ricercatori e pubblicato a dicembre nell’edizione online di [3] Astrophysical Journal. E’ evidente che se un osservatore di un altro mondo - ovviamente dotato di un sistema di telescopi in grado di mostrare la presenza di un oggetto orbitante a una [4] rotazione di quel lontano [1] pianeta? L’ostacolo principale, capace di rendere vano ogni tentativo di determinare il moto di [6] rotazione, è costituito dalla presenza di un sistema nuvoloso in continuo cambiamento, un moto caotico che metterebbe davvero in difficoltà gli osservatori alieni.
Basandosi sui dati raccolti da osservazioni satellitari del nostro [1] pianeta, Enric Palle ([8] Instituto de astrofisica de Canarias) e altri quattro ricercatori hanno creato un modello computerizzato della luminosità della Terra, mostrando come su scala globale la copertura nuvolosa che la caratterizza è davvero molto significativa. Ma questo non toglie ogni speranza. Su un periodo di alcuni mesi, infatti, l’osservatore alieno potrebbe riuscire a scorgere il ripetersi di dettagli superficiali sempre uguali e da questi dedurre che quel [1] pianeta sta ruotando su se stesso ogni 24 ore.
Non solo. Da queste continue variazioni superficiali - suggerisce sempre lo studio - si potrebbe dedurre che alla loro origine vi è un ciclo nuvoloso e, vista la distanza dal Sole, concludere che quel ciclo vede l’acqua come protagonista. Il confronto con un altro [1] pianeta - di dimensioni pressochè identiche - appartenente a quel lontano sistema stellare (quello che noi chiamiamo Venere) potrebbe poi sottolineare ancor di più la particolarità di quel sistema nuvoloso in continua evoluzione.
Secondo i ricercatori un simile scenario richiederebbe la disponibilità di un [11] telescopio con capacità osservativa almeno doppia di quella di Hubble. Un sistema che farebbe indubbiamente la felicità anche di chi si occupa di ricerca planetaria qui sulla Terra.
D’accordo, lo studio non è proprio indenne da osservazioni. Ma pensare che da qualche parte qualcuno possa avere la possibilità di scoprire che la nostra Terra è davvero un [1] pianeta particolare mi emoziona un po’. Colpa di un altro anno che è trascorso?
Fonte: [13] Coelum
URL articolo: http://www.astronomia.com/2008/01/08/se-et-ci-osservasse/
URLs in questo articolo:
[1] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[2] superiore: http://www.astronomia.com/glossario/#superiore
[3] Astrophysical Journal: http://www.journals.uchicago.edu/toc/apj/current
[4] rotazione: http://www.astronomia.com/glossario/#rotazione
[5] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[6] rotazione: http://www.astronomia.com/glossario/#rotazione
[7] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[8] Instituto de astrofisica de Canarias: http://www.iac.es/
[9] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[10] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[11] telescopio: http://www.astronomia.com/glossario/#telescopio
[12] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[13] Coelum: http://www.coelum.com/index.php?goto=news&nva=2008&nvm=1&id=458
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