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I pianeti esterni: Marte

Scritto da Pierluigi Panunzi il 16 Gennaio 2008 @ 08:40 in Sistema Solare | 10 Commenti

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Marte, il pianeta rosso

Marte. Credits: HST

Siamo arrivati dunque a Marte (la Terra ovviamente la conosciamo già…) e parlando di questo [1] pianeta subito si pensa alla fantascienza, ai Marziani…

Quanti ricordi: anni fa, in quasi tutti i romanzi di fantascienza e soprattutto nei film, laddove si parlava di ipotetici esseri extraterrestri, si menzionavano quasi sempre alieni venuti da questo pianeta. Forse la causa di tutto ciò è dovuta (involontariamente) alle osservazioni di un astronomo italiano, Giovanni Schiaparelli, il quale osservando Marte credette di vedere su di esso i famosissimi “canali di Marte”, una fitta rete di canali artificiali, che invece altro non erano che pure illusioni ottiche.

Di Marte si può dire che è il pianeta che “a torto” si avvicina di più alla Terra. Eh sì! “A torto” perché in realtà questo primato appartiene a Venere: sottolineo questo fatto perché mi è capitato invece di sentire in quiz televisivi domande tipo “qual è il pianeta del Sistema Solare che si avvicina di più alla Terra?” e soprattutto di sentire rispondere “Marte!“. Applausi scroscianti sottolineati dal presentatore “Bravissimo! Lei ha vinto 1000€!“. Invece no, non è vero! La risposta esatta è Venere!

Osservandolo al [2] telescopio, Marte si presenta come un dischetto decisamente rosso, dove spicca la chiara calotta polare meridionale. Ha due satelliti molto piccoli (Phobos e Deimos), che godono di una notorietà letteraria in quanto erano stati già “scoperti” nel 1700 (o meglio, solamente ipotizzati) dallo scrittore Jonathan Swift nel suo celeberrimo “I viaggi di Gulliver”, mentre la loro scoperta vera e propria è avvenuta solo nel tardo ‘800.

A differenza dei pianeti interni, se osserviamo giorno dopo giorno il moto di un pianeta esterno rispetto alle stelle circostanti, ci accorgiamo che sì, si sposta, ma lo fa in modo strano, specialmente in prossimità della cosiddetta opposizione, fenomeno [3] avvenuto per Marte proprio negli ultimi giorni del 2007. Vediamo di chiarire il tutto con un disegno, dove ho rappresentato come circolari le orbite della Terra e di un pianeta esterno (ad esempio Marte) ed ho indicato con i punti A, B, , K, le posizioni occupate lungo l’orbita dai due pianeti nel corso del tempo (qualche mese).

Moto retrogrado di un pianeta esterno

Sopra: Moto [4] retrogrado di un pianeta esterno

Sappiamo per la terza Legge di Keplero (che in soldoni dimostra che più un pianeta è distante dal Sole e più tempo impiega a compiere un’orbita) che il pianeta esterno orbita più lentamente della Terra. Succede allora che in A la Terra si trova “indietro” rispetto all’altro pianeta, ma col passare del tempo (B, C, D, E) ad un certo punto (F) lo raggiunge per poi “sorpassarlo” (punti G, H e successivi fino a K).

Se ora congiungiamo le varie posizioni della Terra (da A a K) con quelle corrispondenti del pianeta esterno e immaginiamo di prolungarle verso la [5] sfera celeste per ottenere la proiezione del pianeta esterno tra le stelle, vedremo che nel corso dei mesi il pianeta si sposta tra le stelle lungo un percorso che contiene un “loop”, una specie di cappio, oppure una “S” allungata.

In particolare, proprio per l’effetto delle differenti velocità della Terra e del pianeta esterno, il moto apparente del pianeta tra le stelle è caratterizzato da diffenti situazioni che si succedono nel tempo:

  • dapprima il pianeta ha un moto diretto, quello più naturale (da A fino a D)
  • il pianeta sembra fermarsi (D) e si dice stazionario
  • il pianeta inizia a tornare indietro sui suoi passi (da D ad H) ed ha un moto [4] retrogrado
  • nel corso di questo moto a ritroso, il pianeta arriva all’[7] opposizione (F)
  • il moto del pianeta si arresta (H) ed è nuovamente stazionario
  • da questo punto in poi il pianeta riprende il suo moto diretto

Ricordo che questo tipo di movimenti non sono “fisici”, ma solo apparenti, visuali, dovuti a pure questioni prospettiche, a causa della geometria del moto dei pianeti che è nettamente più complessa di quella disegnata. Bisogna ricordare che i pianeti percorrono orbite ellittiche, per di più inclinate di un certo numero di gradi rispetto al [8] piano orbitale della Terra.

L’[7] opposizione (F) è dunque il momento in cui il pianeta si trova esattamente dall’altra parte dal sole rispetto alla Terra: si ha quindi un perfetto allineamento tra Sole, Terra e pianeta.


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URLs in questo articolo:
[1] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[2] telescopio: http://www.astronomia.com/glossario/#telescopio
[3] avvenuto: http://www.astronomia.com/2007/11/28/il-cielo-nel-mese-di-dicembre-2007/#congiunzioni
[4] retrogrado: http://www.astronomia.com/glossario/#retrogrado
[5] sfera celeste: http://www.astronomia.com/glossario/#sfera_celeste
[6] retrogrado: http://www.astronomia.com/glossario/#retrogrado
[7] opposizione: http://www.astronomia.com/glossario/#opposizione
[8] piano orbitale: http://www.astronomia.com/glossario/#piano_orbitale
[9] opposizione: http://www.astronomia.com/glossario/#opposizione

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