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Touch the Invisible Sky: l’esplorazione braille del cosmo

Scritto da Francesca Diodati il 22 Gennaio 2008 @ 08:45 in Science@Nasa | 1 Commento

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In un toccante prologo al volume, l’alpinista non vedente Erik Weihenmayer scrive: “La vista… è solo uno dei tanti strumenti con cui conoscere le meraviglie del mondo.” Touch the Invisible Sky si avvale del [1] braille, della stampa a caratteri ingranditi e di diagrammi tattili raffiguranti le immagini celesti osservate dai telescopi Hubble, Chandra e Spitzer, per far conoscere l‘Universo a chi ha problemi di vista.

Touch the Invisible Sky

Sopra: la copertina del libro Touch the invisible Sky

Molte delle immagini nel libro mostrano il cosmo a una lunghezza d’onda che nessun occhio umano può vedere, come gli infrarossi, ultravioletti e raggi X. “Mostrando queste immagini, ricordiamo ai lettori che gran parte dell’universo, e quindi gran parte della sua bellezza, è nascosta a tutti gli occhi umani, a meno che non si ricorra a telescopi speciali,” afferma Doris Daou, astronoma NASA co-autrice del libro insieme a Noreen Grice e Simon Steele.

Secondo Kathleen Lestition, che coordina le attività di formazione e divulgazione per il Chandra X-rayCenter, “inizialmente per il progetto Touch the Invisible Sky erano stati stanziati pochissimi fondi, ma adesso la NASA sta trasformando questo libro in una risorsa nazionale, distribuendone copie gratuite a scuole per non vedenti in tutti gli Stati Uniti, alla Library of Congress, a diversi centri di tecnologia e formazione per ciechi, e a biblioteche statali con opere di astronomia in catalogo.”

Science@NASA ha chiesto a due lettori non vedenti di recensire il libro. Fino all’età di 15 anni, Tim Hendel riusciva a vedere la differenza tra luce e buio, i colori, le ombre e oggetti di grandi dimensioni, come il sole e la luna. Non vedeva abbastanza per poter leggere i caratteri stampati, perciò imparò il braille. Deborah Saylor è totalmente non vedente dalla nascita e anche lei utilizza il Braille. Hendel e Saylor abitano ad Huntsville, Alabama, e sono affascinati dallo spazio fin dall’infanzia. Entrambi hanno letto Touch the Invisible Sky e hanno condiviso i loro commenti.

Tim Hendel:
“Anche se ho vissuto per 12 anni ad Huntsville, soprannominata rocket city (città dei razzi), non avevo la più pallida idea di come fosse fatto un [2] telescopio spaziale, né come una stella potesse essere rappresentata su una mappa. Non ci sono molte informazioni su queste cose in Braille, quindi è stato elettrizzante leggere Touch the Invisible Sky.

Una lettura con la tecnica braille

A pagina 4 è riportata una rappresentazione di tutte le lunghezze d’onda dello [3] spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi gamma. Ci Mostra, in un certo senso, che tutti gli esseri umani sono parzialmente ciechi. Nessuno può vedere i raggi gamma! Eppure l’Universo è luminoso e vitale in queste invisibili lunghezze d’onda.

Io sono un radioamatore, per cui avevo già una buona conoscenza delle onde radio, ma è utile osservare l’intero [3] spettro su un unico diagramma. Posso mostrare questo diagramma ad altri amici non vedenti per spiegare loro come si compone l’intero [3] spettro e come gli astronomi utilizzino diversi tipi di telescopi per ‘vedere’ tutto, dalle onde radio ai raggi gamma.

Sapevo che il nostro sole emette luce e calore, e avevo una vaga idea che esistessero altri tipi di radiazioni provenienti dal nostro sole e da altre stelle. Ma osservando i diagrammi nel libro mi sono reso conto che solo una quantità minima dell’energia effettivamente emessa dalle stelle può essere percepita con gli occhi o sulla pelle”.

Deborah Saylor:
“Mi sono trasferita ad Huntsville pochi anni fa. Dopo tutti questi anni passati qui a rocket city e dopo aver tanto sentito parlare dell’industria spaziale, posso finalmente apprezzare l’esplorazione spaziale, come chiunque altro! Quindi sono a dir poco entusiasta di questo libro!

Copertina del libro

Quello che mi ha colpito più favorevolmente di Touch the Invisible Sky è il modo in cui gli autori hanno messo insieme il materiale, permettendomi di osservare esattamente quello che si percepisce con la vista. I diagrammi mi hanno aiutato a vedere, ma attraverso il tatto. Le didascalie dei diagrammi mi sono sembrate estremamente chiare.

Questo libro mi piace molto, e lo raccomando. È davvero qualcosa di eccezionale!

Touch the Invisible Sky
si conclude con la seguente analogia: “immagina di poter udire solo il suono emesso dai tre tasti centrali di un pianoforte e di dover indovinare una canzone … essere in grado di studiare una stella, [6] nebulosa, o [7] galassia attraverso l’intero [3] spettro elettromagnetico, al contrario, ci offre la visione generale, fornendoci indizi per svelare i più grandi misteri…”

Saylor, una finalista al concorso pianistico internazionale Van Cliburn che suona interi concerti per pianoforte a memoria, concorda: “Il segreto per imparare il più possibile sta nello sviluppare il numero maggiore di metodi per ‘vedere’, e nel mantenere vivi la curiosità e l’interesse, sempre!”

E’ esattamente quello che fanno gli scienziati nel loro viaggio attraverso il cosmo, e ora i non vedenti possono unirsi all’esplorazione.

Fonte: [9] http://science.nasa.gov/headlines/y2008/15jan_touch.htm


URL articolo: http://www.astronomia.com/2008/01/22/touch-the-invisible-sky-esplorazione-braille-del-cosmo/

URLs in questo articolo:
[1] braille: http://it.wikipedia.org/wiki/Braille
[2] telescopio: http://www.astronomia.com/glossario/#telescopio
[3] spettro: http://www.astronomia.com/glossario/#spettro
[4] spettro: http://www.astronomia.com/glossario/#spettro
[5] spettro: http://www.astronomia.com/glossario/#spettro
[6] nebulosa: http://www.astronomia.com/glossario/#nebulosa
[7] galassia: http://www.astronomia.com/glossario/#galassia
[8] spettro: http://www.astronomia.com/glossario/#spettro
[9] http://science.nasa.gov/headlines/y2008/15jan_touch.htm: http://science.nasa.gov/headlines/y2008/15jan_touch.htm

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