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I pianeti gassosi giganti: Saturno

Scritto da Pierluigi Panunzi il 23 Gennaio 2008 @ 08:53 in Sistema Solare | 8 Commenti

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Saturno

Saturno

Dopo una [1] breve sosta su Giove proseguiamo il nostro viaggio ideale tra i pianeti, verso i confini del Sistema Solare. Il prossimo incontro è con Saturno, un vero spettacolo della natura.

Mentre ad occhio nudo Saturno si presenta con una luminosità inferiore a quella di Giove, con un colore leggermente più giallastro, al [2] telescopio presenta una visione assolutamente mozzafiato: infatti non basta sapere che Saturno è circondato dagli anelli (che in alcuni periodi non si vedono in quanto si presentano di taglio), ma è decisamente un altro conto vederli con i propri occhi. A detta di molti, è questa la visione telescopica di gran lunga più affascinante!

Anche Saturno, dall’antichità fino a poco prima degli anni ‘80, era dotato di una manciata di satelliti (Mimas, Encelado, Teti, Dione, Rea, Titano, Iperione, Giapeto e Febe), i cui nomi si ricordavano abbastanza facilmente ed erano principalmente nomi di Titani (uomini e donne) della mitologia greca.

Poi c’è stato il periodo in cui gli anelli si vedevano di taglio ed è stato scoperto Giano (dal nome del dio bifronte). Infine con l’avvento dei progressi tecnologici nel campo dei sensori CCD applicati a telescopi sempre più potenti, con l’invio di sonde spaziali e con l’attiva partecipazione di solerti ricercatori, come nel caso di Giove, c’è stato un aumento spropostato del numero di satelliti, fino ad arrivare al valore attuale di 60!

I nomi? Beh, ad un certo punto sono finiti tutti i giganti greci e latini ed allora la comunità astronomica si è rivolta nientemeno che ai giganti caratteristici di tre culture molto differenti: Norvegesi, Galliche e Inuit. Una caratteristica accomuna queste culture: i nomi sono particolarmente strani e quasi impronunciabili. Qualche esempio? Mundilfari, Jarnsaxa, Suttungr, Thrymr, Paaliaq, Bebhionn

In alcuni casi si è indicato nel nome (aggiungendo una “r” finale) il fatto che il [3] satellite presenta un’orbita retrograda: ecco che il nome “Suttung” è diventato “Suttungr” a sottolineare la peculiarità dell’orbita. Il nome era difficile e tale è rimasto.

Ma ci sono nomi decisamente più facili: Farbauti, Bestla, Kari, Loge, Surtur, mentre gli ultimi tre satelliti che sono stati battezzati hanno ricevuto i nomi di Jarnsaxa, Greip e Tarqeq, che ben sappiamo essere rispettivamente due giganti donne della cultura scandinava e un dio lunare della cultura Inuit: chissà… forse era meglio se questi satelliti rimanevano noti come “Saturno 50″, 51 e 52 (o meglio “Saturno L”, LI e LII).

Nel prossimo articolo ci allontaneremo sempre più dalla nostra stella per arrivare agli ultimi giganti gassosi del Sistema Solare.


URL articolo: http://www.astronomia.com/2008/01/23/i-pianeti-gassosi-giganti-saturno/

URLs in questo articolo:
[1] breve sosta: http://www.astronomia.com/2008/01/21/i-pianeti-gassosi-giganti-giove/
[2] telescopio: http://www.astronomia.com/glossario/#telescopio
[3] satellite: http://www.astronomia.com/glossario/#satellite

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