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L’antenata della supernova

Scritto da Claudio Elidoro il 27 Febbraio 2008 @ 20:08 in News | Nessun Commento

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L’antenata della supernova

All’origine delle [1] supernovae del Tipo Ia vi è sempre una [2] nana bianca che, per qualche motivo, supera il limite di massa sopportabile dagli atomi che la compongono (è il cosiddetto limite di Chandasekhar). A volte quel limite viene superato perchè una [2] nana bianca acquisisce materiale sottraendolo a una stella compagna - spesso una [4] gigante rossa - mentre in altre occasioni ci sono due nane bianche che collidono e si fondono assieme. Scoprire quale meccanismo ha scatenato l’esplosione è di fondamentale importanza per valutare al meglio l’energia in gioco e dunque la luminosità liberata. Poichè le [1] supernovae di Tipo Ia vengono utilizzate dai cosmologi come candele campione, è facile comprendere perchè determinare la loro corretta luminosità sia un [6] nodo cruciale.

Volendo saperne di più sulla supernova SN 2007on, Rasmus Voss ([7] Max Planck Institute - Germania) e Gijs Neleman ([8] Radboud University - Olanda) hanno ricercato accuratamente tra le immagini acquisite dall’osservatorio spaziale [9] Chandra nella regione di cielo in cui è apparsa la supernova e hanno pubblicato le loro conclusioni a metà febbraio su Nature. A seconda del possibile scenario, infatti, i ricercatori si aspettavano di osservare nelle riprese nel dominio X due situazioni ben differenti. Se all’origine della supernova vi fosse stata una [2] nana bianca che stava sottraendo materiale alla stella compagna, si sarebbe dovuto osservare prima dell’esplosione un’intensa sorgente di radiazione X, originata dal riscaldamento del materiale in caduta verso la [2] nana bianca. Se, al contrario, si fosse trattato della fusione di due nane, l’emissione X prima dell’esplosione avrebbe dovuto essere molto più debole.

Avendo individuato nelle immagini di [9] Chandra un’intensa sorgente X all’incirca nella stessa posizione della supernova (sorgente di cui si è poi persa ogni traccia), i due ricercatori hanno dedotto che lo scenario più probabile fosse quello di una [2] nana bianca che aveva gradualmente e pericolosamente incrementato la sua massa a spese della stella compagna. Problema risolto, dunque. Per niente! Lo studio di Voss e Neleman, infatti, sembra debba essere accolto con qualche perplessità.

Nel corso di successive analisi volte a definire con maggiore precisione la corretta posizione della supernova ed effettuate su immagini ottiche di elevata qualità, gli stessi ricercatori e alcuni collaboratori hanno notato una piccola ma significativa differenza tra la posizione della supernova e quella della sorgente X. La sorgente, dunque, potrebbe anche non essere legata alla supernova e tutto quanto verrebbe rimesso in discussione.

A differenza del precedente, però, questo nuovo risultato non è ancora stato pubblicato. Logico, infatti, che a questo punto i ricercatori intendano risolvere la questione una volta per tutte. Sarà ancora Chandra a dare l’aiuto definitivo?

Fonte: [14] Coelum


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[1] supernovae: http://www.astronomia.com/glossario/#supernovae
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[3] nana bianca: http://www.astronomia.com/glossario/#nana_bianca
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[5] supernovae: http://www.astronomia.com/glossario/#supernovae
[6] nodo: http://www.astronomia.com/glossario/#nodo
[7] Max Planck Institute: http://www.mpg.de/english/portal/index.html
[8] Radboud University: http://www.ru.nl/english/general/radboud_university/
[9] Chandra: http://chandra.harvard.edu/
[10] nana bianca: http://www.astronomia.com/glossario/#nana_bianca
[11] nana bianca: http://www.astronomia.com/glossario/#nana_bianca
[12] Chandra: http://chandra.harvard.edu/
[13] nana bianca: http://www.astronomia.com/glossario/#nana_bianca
[14] Coelum: http://www.coelum.com/index.php?goto=news&nva=2008&nvm=2&id=473

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