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Chi ha il pane non ha i denti…

Scritto da Vincenzo Zappalà il 8 Marzo 2008 @ 17:21 in Racconti | 5 Commenti

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Terra

Terra

Il mondo aveva finalmente raggiunto una stabilità quasi perfetta. Dopo anni e anni di guerre locali e non solo, si erano riusciti a sanare gli estremismi religiosi ed il terrorismo. Ora le varie Religioni convivevano in pace avendo escogitato compromessi che permettevano di mantenere le proprie usanze, senza d’altra parte volerle imporre a nessuno. Anche le lotte per il predominio delle risorse energetiche si erano spente: il petrolio era finito e ci si era finalmente rivolti al Sole ed all’acqua del mare, che erano patrimonio di tutti e non di solo pochi fortunati. Le materie prime continuavano a scarseggiare, ma ormai si andavano a prendere sugli [1] asteroidi vicini e sulla Luna, dove era sorta la base di controllo generale “Nuova Terra”, che gestiva l’invio delle risorse e la costruzione delle navi di trasporto spaziale. In poche parole, il mondo poteva vivere in pace chiuso in se stesso, mentre sulla Luna si eseguiva tutto ciò che riguardava il limitato Spazio esterno.

Molte nazioni si erano uniti in confederazioni e le relazioni diplomatiche e commerciali erano diventate molto più semplici. In America si erano formati tre soli stati: La Bragentina a sud, Il Mexicuela al centro e l’ USCAN a nord. L’Europa si era unita in un’unica grande repubblica che includeva anche la vecchia Russia. L’Africa si era divisa in tre enormi imperi: l’Altunegi che si affacciava sul Mediterraneo, Il Somambico ad est e l’immenso Congola a ovest. L’Asia infine conteneva soltanto la Cindia e la Giappalia. Le industrie si erano distribuite in modo molto uniforme ed erano scomparse le tensioni che secoli prima avevano sconvolto la Terra. Essenziale per questa situazione di grande equilibrio era il commercio ed una visione omogenea dei valori della vita che dovevano coinvolgere tutte le popolazioni. Non ci si poteva più permettere correnti di pensiero rivoluzionarie, anzi era ancora meglio che si pensasse molto poco con la propria testa. Questo compito fondamentale era stato dato alle due uniche emittenti televisive del globo: la Westvision e la Eastnet, che avevano il monopolio completo delle trasmissioni. Erano loro che dovevano indirizzare i pensieri, le illusioni, le speranze, gli acquisti, i desideri degli esseri umani. Fingevano di essere in competizione, sbandierando i propri indici di ascolto, ma in effetti erano gestite entrambe dal Consiglio Mondiale di Sicurezza che doveva tenere i 12 miliardi di abitanti sotto un continuo e stretto controllo.

La fantasia singola era stata abolita e le scuole dovevano solo insegnare a vivere pacificamente sulla Terra. Lo scopo ultimo dell’umanità era quello di produrre, vendere e comprare i beni di consumo. Andavano ancora bene materie come la storia, la geografia, la letteratura e l’arte antica, ma si vietavano completamente tutte quelle che potevano stimolare il cervello verso idee innovative. Era vietato leggere, scrivere o fare di conto ed ancor di più studiare la fisica o la matematica. Ci si doveva mettere davanti alla televisione e seguire tutte le meraviglie che le menti superiori sceglievano per l’intera umanità. Gli scienziati e i tecnologi erano selezionati fin da bambini e venivano fatti vivere sulla Luna. Sulla Terra si doveva solo seguire la “verità” televisiva che faceva divertire, piangere, gioire e rattristare e, soprattutto, guidava negli acquisti. Assolutamente vietata era la visione del cielo stellato. Avrebbe fatto pensare troppa gente e li avrebbe magari fatti sentire liberi in uno spazio sconfinato. Era ancora ben impresso nei governanti il terribile episodio di circa un secolo prima, quando, durante la trasmissione sui misteri dei “mostri spaziali” della Westvision, vi era stata una pioggia meteorica eccezionale e molti avevano alzato gli occhi al cielo per ammirare quella meraviglia naturale. L’indice di gradimento dei “mostri” era sceso del 12% e questo le aziende che pagavano fiori di milioni per la loro pubblicità non se lo potevano certo permettere. Come era stato possibile preferire dei pezzi di roccia che cadevano dal cielo a quei mostri inventati sapientemente e per i quali erano stati spesi un sacco di quattrini pubblici? Si doveva agire subito, per non rischiare mai più una benché minima perdita di attenzione.

Titano

Titano

Nel giro di pochi anni si trovò un metodo, non del tutto indolore, ma estremamente efficace. Si immetteva nell’atmosfera, al tramontare del Sole, una specie di colorante allo stato gassoso che formava immediatamente una spessa cortina fumogena durante tutta la notte. Avrebbe precluso completamente a chiunque la pericolosa vista del “vero” Universo. Al mattino, si sarebbe dissolta con i primi raggi di Sole. Il fatto che i decessi per malattie polmonari fossero aumentati del 23% non era poi così importante in un mondo che aveva raggiunto e superato i 12 miliardi di abitanti. Si ottenne comunque quello che si voleva: le nuove generazioni non sapevano più che esistessero i pianeti, le stelle e le galassie. Un nuovo universo molto più spettacolare, violento e terrificante era stato costruito “ad hoc” dai canali televisivi. L’umanità non poteva e non doveva uscire dal suo guscio protettivo. Solo sulla Luna i pochi “sfortunati” erano costretti a guardare il cielo per sfruttare al meglio le sempre più necessarie risorse del nostro [2] satellite e degli [1] asteroidi, ma alla sera riuscivano anch’essi a sedersi davanti alla sicurezza televisiva.

A più di un miliardo di chilometri di distanza, la popolazione sotterranea di Titano cominciò finalmente a prendere possesso della superficie. Com’era bella quella luce grigia e quella spessa coltre nuvolosa. Si potevano vedere le cose anche a qualche centinaio di metri di distanza. Dopo secoli e secoli chiusi nelle loro caverne profonde, costretti a vivere la finta realtà dei programmi televisivi, finalmente potevano uscire all’aria aperta grazie all’invenzione di quelle comode e maneggevoli maschere protettive. Ci vollero anni e tanta sofferenza prima che i loro occhi riuscissero a sopportare la violenta luce diurna, ma alla fine si adattarono. Poi qualcuno cominciò a pensare che forse esisteva qualcosa anche aldilà delle nuvole. Divenne un’ossessione che coinvolse un po’ tutti ed ognuno fece del suo meglio per contribuire a risolvere quel dilemma. Alla fine ci riuscirono e la prima astronave uscì al di fuori della impenetrabile atmosfera. Che meraviglia! Saturno con i suoi anelli dominava una gran parte di cielo. E poi vi erano milioni e milioni di punti luminosi che splendevano ovunque. Videro anche il Sole e ne furono veramente abbagliati. Quello era l’Universo ed avevano avuto la fortuna di poterlo finalmente conoscere direttamente.

Malgrado fosse un viaggio molto caro, ben presto tutta la popolazione riuscì a permetterselo almeno una volta e ad assistere alle meraviglie dello Spazio. Si costruirono i primi rudimentali telescopi e non ci volle molto a capire che cosa erano quelle luci lontanissime, si riconobbero anche i pianeti e si intuì che il terzo dal Sole doveva accogliere una vita intelligente. Aveva un’atmosfera estremamente tenue che non precludeva molto la vista della sua superficie. D’altra parte da Titano si vedeva, nemmeno troppo bene, solo la parte illuminata dal Sole e non quella offuscata dal gas artificiale. Che bei colori che aveva! Xenon e la sua famiglia stavano contemplando quello spettacolo ed il piccolo Xaron, pensando ai soldi spesi dal papà per quel fantastico viaggio, disse: ”che fortuna quelli laggiù. Tutto questo lo possono vedere gratis!”


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