- Astronomia.com - http://www.astronomia.com -

La lunga coda di Mercurio

Scritto da Claudio Elidoro il 13 Marzo 2008 @ 09:18 in News | 6 Commenti

Clicca qui per stampare. Nascondi immagini  |  Mostra immagini

La lunga coda di Mercurio

Guardando le immagini diffuse dai ricercatori, se uno non sapesse che sta osservando il [1] pianeta Mercurio, sarebbe certamente indotto a pensare di avere sotto gli occhi una stupenda [2] cometa. Un po’ strana, a dire il vero, data la mancanza di chioma, ma con una coda di tutto rispetto. Doveroso precisare - prima che tutti si precipitino a cercare Mercurio in cielo e restino delusi - che quella coda è troppo debole per essere osservata a occhio nudo e che solo opportune riprese riescono a catturarla.

Già in passato i ricercatori avevano studiato il curioso strascico esibito da Mercurio, ma si era riusciti a documentarne l’estensione fino a circa 40 mila chilometri dal [1] pianeta. In uno studio pubblicato all’inizio di febbraio su Geophysical Research Letters, Jeffrey Baumgardner ([4] Boston University) e i suoi collaboratori hanno invece segnalato che quella coda si estende per due milioni e mezzo di chilometri.

L’origine della coda va ricercata nel fenomeno denominato surface-sputtering, un meccanismo simile all’evaporazione e che viene indotto non solo dall’azione diretta della luce solare, ma anche dagli ioni presenti nel [5] vento solare che flagella il [1] pianeta nonché dall’impatto di micrometeoriti. Il materiale sollevato dalla superficie di Mercurio, non trattenuto dalla debole gravità del [1] pianeta, si perde nello spazio e qui deve fare i conti con il [5] vento solare, che lo sospinge proprio come le code cometarie. In quello strascico non c’è solo il sodio, ma questo elemento è il più facile da individuare e dunque finisce con l’essere impiegato come tracciante per studiare la lunghezza della coda.

Per catturare l’estensione completa della coda di Mercurio, il team ha utilizzato tre piccoli telescopi - uno collocato sul monte Haleakala e gli altri due al McDonald Observatory - che hanno opportunamente ripreso le porzioni di cielo interessate. Per il loro studio, però, i ricercatori hanno anche fotografato quali regioni di Mercurio sono particolarmente attive nell’emissione degli elementi che alimentano la coda. La prima immagine risale addirittura al giugno 2006 ed è stata ottenuta dal [9] telescopio di maggiore potenza presente sul Monte Haleakala, uno strumento di quasi quattro metri dotato di ottiche adattive.

Il legame tra la coda e le regioni attive è molto stretto. “Osservando la lunghezza e la larghezza della coda - sottolinea Baumgardner - siamo in grado di determinare le caratteristiche delle differenti regioni interessate dal surface-sputtering che la producono. E ogni cambiamento nella coda può essere collegato alla variabilità delle sorgenti.”

Ammesso che ancora non ci sia, ecco un altro interessante [10] campo di studio da inserire nella già lunga scaletta dei compiti di Messenger.

Fonte: [11] Coelum


URL articolo: http://www.astronomia.com/2008/03/13/la-lunga-coda-di-mercurio/

URLs in questo articolo:
[1] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[2] cometa: http://www.astronomia.com/glossario/#cometa
[3] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[4] Boston University: http://www.bu.edu/
[5] vento solare: http://www.astronomia.com/glossario/#vento_solare
[6] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[7] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[8] vento solare: http://www.astronomia.com/glossario/#vento_solare
[9] telescopio: http://www.astronomia.com/glossario/#telescopio
[10] campo: http://www.astronomia.com/glossario/#campo
[11] Coelum: http://www.coelum.com/index.php?goto=news&nva=2008&nvm=3&id=474

Clicca qui per stampare.