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a cura di Vincenzo Zappalà

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Questo raccontino è veramente “stupido”, ma mi sono divertito moltissimo a scriverlo.

Un altro pseudo-scienziato ipotizzò che vi era stato un terribile impatto sulla Luna e che essa era stata completamente coperta da uno strato di polvere più scura del carbone, rendendosi invisibile. Purtroppo si era dimenticato della scomparsa delle maree e fece una figura miserevole. La scienza ufficiale però non riusciva a formulare idee migliori ed organizzò immediatamente un Congresso Internazionale, sperando che la discussione tra i maggiori studiosi del mondo potesse indicare una qualche spiegazione plausibile. Speranza inutile. Anzi molti non parteciparono nemmeno al Simposio, non volendo presentarsi soltanto con un imbarazzante silenzio.

Nel frattempo, molte sette religiose videro nel fenomeno un chiaro segno divino e si riunirono in preghiera aspettando la fine del mondo. E riuscirono a catturare innumerevoli nuovi adepti. In modo molto più pratico, i contadini cominciarono a chiedere i danni per calamità naturale: come avrebbero fatto a seminare, potare, tagliare la legna, imbottigliare il vino, e via dicendo? I pescatori delle coste francesi e canadesi assistettero impotenti al triste spettacolo delle loro barche pietosamente in secco. Cominciò a scarseggiare il pesce così come molti prodotti di prima necessità che in qualche modo sembravano essere collegati alle fasi lunari. Era meglio aspettare i soldi dello Stato piuttosto che rischiare di seminare prodotti agricoli che mai sarebbero arrivati a maturazione.

Anche gli astrologi ebbero i loro problemi e faticarono non poco a modificare i loro oroscopi. In modo più lento, ma inesorabile, anche la fauna dovette subire gli effetti delle notti senza Luna. Molti predatori ne avevano bisogno, ma anche molte prede. La tenue luce lunare era essenziale ad alcuni per vedere il cibo muoversi nelle savane, ma anche ad altri per accorgersi della presenza di qualche carnivoro in agguato. L’unico risvolto positivo fu che molte credenze relative alla Luna Piena o Nuova persero colpi. Negli ospedali i bambini nascevano con la stessa frequenza di prima e non vi erano diminuzioni o aumenti di casi di pazzia o di licantropia. Ma intanto la Scienza continuava a tacere. Con tutti i soldi che prendevano, ecco il bel risultato: quando c’era veramente bisogno di loro, i grandi “studiosi” non riuscivano a cavare un ragno dal buco! Eppure gli astronomi stavano cercando in tutti i modi di trovare una spiegazione possibile, ma la fuga della Luna andava oltre ogni possibilità di comprensione.

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7 Commenti a “Ogni tanto è necessario”

non l’ho capita…

lollo scrive il 22 Marzo 2008 alle 21:36

caro lollo, l’avevo detto che era proprio “stupida”…. In realtà “qualcuno” , che non ci interessa sapere chi sia o dove sia, ha deciso che era ora di darci una luna un po’ meno malconcia di quella che avevamo. E quindi ecco che ci viene regalata una luna “nuova” di zecca … C’è poco da capire…. è solo uno scherzo!

enzo zappalà scrive il 23 Marzo 2008 alle 05:51

eh, eh, eh… mi è piaciuta… non me l’aspettavo…

aaaah!!capito…grazie =)

lollo scrive il 24 Marzo 2008 alle 13:45

:sad: Sara’ pure una storia stupida,ma non e’ forse il tragico futuro che realmente
attende il nostro satellite?

Fausto scrive il 24 Marzo 2008 alle 22:22

Mi fa pensare al film di Fellini “La voce della luna”, solo che lì la luna precipita sulla terra, cosicché gli uomini si chiesero cosa fosse venuta a fare, sino a che qualcuno gli sparò. Mi sembra che entrambi i racconti siano simili: volendo trarne una conclusione (la cosidetta “morale” ma senza pretesa alcuna) direi che il racconto di Zappalà ci aiuti a riflettere sull’incapacità di certa modernità di cogliere la “bellezza” nella natura, (ed ammonisca sullo strapotere della tecnologia che se mal usata tende ad annientare ciò che sembra “superfluo” e - solo per un difetto di miopia - “brutto”) mentre il racconto felliniano, rappresenti il sentimento di arresa della natura nei confronti di un’umanità non più capace di contemplarla (quasi come un ideale continuazione del racconto di Zappalà)
Grazie ad entrambi

ciccio scrive il 25 Marzo 2008 alle 00:07

caro Ciccio,
ti ringrazio doppiamente: prima per avere interpretato correttamente lo “sfondo” moraleggiante dello scherzo, secondo per avermi messo vicino a Fellini … Non merito certo questo onore! Comunque i commenti come i tuoi mi danno ancora lo stimolo per continuare in questa mia voglia di divertimento consapevole, in cui l’ironia (e spesso il sarcasmo) cercano di accompagnare una tristezza velata, ma reale del nostro mondo attuale.
Attendo con piacere altri tuoi commenti (anche negativi) sugli altri raccontini…
Ciao

enzo zappalà scrive il 25 Marzo 2008 alle 12:04

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