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Fame!!

Scritto da Vincenzo Zappalà il 5 Aprile 2008 @ 16:51 in Racconti | 3 Commenti

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Raffineria petrolifera

La figlia del custode della più grande raffineria petrolifera della mega metropoli era andata come al solito a giocare nel piccolo giardino che sorgeva poco distante dalla sua abitazione. A soli 7 anni, era quello il suo più grande svago. Che emozione buttare i rametti secchi nell’acqua della fontana e vedere galleggiare le foglie degli alberi, anche se così accartocciate e giallastre. In effetti vi era stata una trasformazione delle piante un po’ ovunque nel mondo. Le grandi foreste delle zone equatoriali non si erano ristrette di molto, ma era diminuita l’imponenza dei giganteschi alberi, per lo più ridotti ad arbusti alti non più di pochi metri. Comunque questo problema era di gran lunga minore di quello che l’uomo aveva risolto negli ultimi quattrocento anni.

Nei libri di storia si raccontava molto bene come alla fine del ventunesimo secolo si era riusciti ad invertire il processo che stava portando la Terra verso un riscaldamento senza speranza. Il [1] pianeta era molto malato e l’essere umano aveva finalmente capito che non poteva permettersi di ucciderlo (in fondo era il SUO [1] pianeta). Non era stato facile mettere tutti d’accordo, ma alla fine il vero colpevole, il mostro, il diavolo che avrebbe distrutto il nostro splendido mondo era stato smascherato: l’anidride carbonica, la terribile CO2 che stava innalzando l’effetto serra con l’inevitabile scomparsa dei ghiacci, l’aumento degli uragani e dei cicloni, le desertificazione di mezzo [1] pianeta, le carestie, la distruzione delle barriere cristalline, l’aumento della malaria, dell’AIDS, ecc., ecc. D’altra parte la nostra “sorella” Venere era in cielo a mostrarci come saremmo potuti finire nel giro di pochissimi decenni.

Aver finalmente scoperto il vero colpevole permise di indirizzare la ricerca scientifica verso un obiettivo ben chiaro e definito. I fondi arrivarono facilmente a geologi, ingegneri, astronomi, chimici, biologi, climatologi. L’importante era battere il diavolo, ridurlo all’impotenza. Anche i Mass Media fecero egregiamente la loro parte, smascherando quei gruppi o quei singoli che continuavano di nascosto a produrre, anche con piccoli mezzi artificiali o naturali, il Grande Nemico. Bastava un piccolo [4] fuoco o, ancor peggio, respirare “liberamente”, senza i filtri che ormai tutti dovevano portare per evitare l’emissione del terribile gas serra, e si veniva messi alla berlina prima e negli istituti di redenzione successivamente. La legge era diventata molto severa e si potevano passare molti anni prima di poter tornare liberi.

Un grandissimo aiuto era stato dato da quasi tutte le comunità religiose mondiali, che cercarono in tutti i modi di inculcare il principio del nuovo peccato, anche a costo di tornare a scomuniche e addirittura a torture punitive. Ma alla fine l’uomo razionale aveva vinto! Ormai l’emissione della venefica CO2 era praticamente sparita. Si continuava normalmente a produrre il veleno nelle varie industrie, a ritmo anche crescente, attraverso petrolio e carbone, ma questo veniva immesso attraverso grossi tubi argentei all’interno del suolo terrestre dove non poteva più nuocere. L’aspetto delle città e delle campagne era ovviamente molto cambiato. Ormai dappertutto si vedevano scorrere i grandi tubi. Insigni architetti avevano studiato scenografie moderne, audaci e di grande bellezza artistica per creare prospettive armoniose in quell’intreccio di canali di scarico che ci liberavano dal più grande nemico che l’uomo avesse mai avuto.

Ovviamente qualche piccolo problema era emerso. In breve gli alberi si erano ridotti in bellezza e grandezza. Dove c’erano foreste ci furono solo boschi di cespugli contorti. Ma d’altra parte la moderna tecnologia aveva risolto il problema della carta (i fogli sottilissimi di plastica cancellabili e praticamente eterni erano una meraviglia). Non ci furono più incendi (la pena per chi bruciava un bosco era l’ergastolo o addirittura la morte). Le varie popolazioni mondiali sembravano più pronte al dialogo ed anche il terrorismo religioso stava lentamente scomparendo. Fortunatamente il nuovo peccato mortale aveva indirizzato altrove il fanatismo religioso, finalmente verso un fine nobile.

radici

Non ci si accorse quasi che gli alberi avevano cominciato a cambiare anche la loro struttura complessiva. Non solo si erano rimpiccioliti, ma sembrava quasi che le radici sempre più contorte volessero uscire dal terreno. A volte queste erano più grandi del tronco stesso e sempre più in superficie. Bastava un alito di vento un po’ più forte per abbattere un esemplare abbastanza grande. Le radici apparivano quasi come delle grosse e scheletriche zampe. Certo non era piacevole vedere le piante in quello stato malato e patito, ma bastava voltare gli occhi verso il cielo per ammirare un colore blu intenso come mai si era visto nella storia dell’uomo moderno. E poi l’aria era pulita, quasi profumata; lo smog sparito e tutto ciò senza nemmeno dover spendere enormi quantità di danaro in nuove energie alternative o nello sviluppo della colonizzazione dello Spazio. L’uomo era riuscito a guarire il SUO [1] pianeta.

Fu proprio la giovane figlia del custode che avvertì per prima qualcosa di strano e mai visto in precedenza: le sembrava che gli arbusti contorti intorno alla fontana del giardino si fossero mossi … Tornò subito a casa, un po’ spaventata, ma non ne fece parola con nessuno. Sicuramente si era sbagliata. Fece in fretta a dimenticare quella sgradevole sensazione. Ma il giorno dopo non ci poteva più essere possibilità di errore: gli alberi avevano scavalcato la fontana ed erano molto più vicini alla sua casa ed all’enorme fabbrica. Poi tutto avvenne in un attimo. Gli arbusti della zona, e poi si seppe dell’intero globo terrestre, erano diventati capaci di muoversi ed alla fine addirittura di correre. Si, ma verso dove? L’obiettivo fu subito chiaro e non ci fu niente da fare per bloccare quella massa verde pallido che si dirigeva senza indugio verso i grandi tubi che si intrecciavano in tutto il [1] pianeta. I rami scheletrici non fecero molta fatica a distruggere gli impianti e fu quasi suggestivo vedere tutte le piante della Terra cercare di farsi largo verso le tubature ormai rotte che scaricavano in superficie il terribile nemico gassoso. Sembrava proprio che lo divorassero. Le fronde malate e giallognole, dondolando tutte assieme sotto una leggera brezza, sembravano comporre un unico e profondo sussurro che divenne sempre più forte fino a sembrare un urlo chiaro e distinto : FAME!!


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