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Un piccolo eroe moderno
Scritto da Vincenzo Zappalà il 24 Aprile 2008 @ 10:35 in Pianeta Terra | 38 Commenti
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Questo articolo c’entra poco con l’astronomia, ma sicuramente è importante per pensare al nostro [1] pianeta, non poi così “malato”. E spero che dia modo a chiunque di esprimere la propria opinione in libertà. Astronomia.com ha già dimostrato che qui è ancora possibile.
Normalmente, i media dovrebbero credere nel libero scambio di opinioni. Persone che hanno dubbi sulle asserzioni portate avanti da attivisti e/o riformisti dovrebbero poter esprimere i loro pensieri senza la paura della censura o del ridicolo. E questo forse probabilmente capita ancora in alcuni campi della sfera sociale.
Tuttavia vi è un argomento caldo riguardo al quale non è permesso alcun dissenso: il cambiamento del clima. Nel vecchio stile tipo inquisizione, le persone che non sono d’accordo con una qualsiasi delle verità mostrateci da Al Gore (premio Nobel per la pace e desideroso di riscattare il suo insuccesso politico …) e dal suo catastrofismo mediatico, vengono derise e tacciate come “coloro che negano l’evidenza”, una definizione che mischia il dissenso con la malattia mentale.
Al Gore li ha messi pubblicamente sullo stesso piano della minoranza che crede ancora nella Terra piatta. Mentre solo qualche testa calda ha -al momento- proposto un vero gulag per i dissidenti, la stragrande maggioranza della stampa ha invece già attuato un gulag mediatico. Nel 2000 l’editore del Boston Globe (uno dei più importanti giornali americani), in una celebre intervista, ha apertamente invitato i media a seguire questa drastica linea: “non solo i giornalisti non devono sentirsi responsabili nel non riportare ciò che i dissidenti asseriscono, ma anzi hanno la responsabilità di non riportare assolutamente le loro idee”. In effetti in America solo il 20% degli articoli sul cambiamento del clima cita, spesso molto marginalmente, l’esistenza di punti di vista alternativi enunciati dagli scettici o dissidenti , come si vogliano chiamare. In altre parole, il catastrofismo del cambiamento del clima è trattato come un fatto, un assioma, a cui si deve credere ciecamente.
Lawrence Solomon
Fortunatamente però non tutti i giornalisti sono così (almeno all’estero). Lawrence Solomon, un cronista del [2] Canada’s National Post, benché già autore di una campagna sbeffeggiata dai più, ha deciso di indicare finalmente e con chiarezza chi siano realmente i dissidenti, in cosa loro veramente credano e cosa vogliano dimostrare. Addirittura con sua grande sorpresa, lo stesso Solomon non ha incontrato nessuno tra loro che neghi che l’effetto serra sia un effetto reale, né che l’anidride carbonica sia un gas che lo possa incrementare. Il loro vero scopo è quello di stabilire con validità scientifica quanto sia realmente importante questo effetto, specialmente se considerato insieme a tutte le ricadute sia positive che negative ed agli altri agenti che possano o non possano superare le reazioni derivate dalla CO2. In altre parole, Solomon ha scoperto che i dissidenti non negano assolutamente l’evidenza per partito preso: essi contestano soltanto l’ortodossia politica del catastrofismo climatico. Ed avrebbero il diritto di esprimere le proprie idee a tutti.
Questo è il loro enorme peccato. Quando dicono che l’anidride carbonica ha effetti positivi sulla crescita delle piante stanno soltanto bestemmiando. Quando dicono che la CO2 sembra seguire e non precedere l’aumento della temperatura (e quindi essere l’effetto e non la causa) sono dei bugiardi. Quando recentemente hanno messo in [3] campo gli effetti preponderanti del Sole o ancora peggio l’apparente stop del riscaldamento globale a partire dal 1998, sono stati accusati di eresia. In poche parole essi vorrebbero soltanto fare scienza vera, basandosi su prove e dati, senza essere assoggettati a motivazioni esterne. E questo non è più permesso. E non pensiamo nemmeno che siano tutti pagati dalla Exxon, come vorrebbero farci credere per metterli in cattiva luce.
Gore avrebbe voluto imporre la convinzione che questi dissidenti fossero solo personaggi marginali nella comunità scientifica. Solomon nel suo lavoro, diventato anche un libro, ha illustrato i profili di 34 contestatori che vantano credenziali scientifici impeccabili e, in certi casi, sono veri leader della climatologia mondiale. Essi hanno pubblicato circa 4000 articoli su riviste scientifiche internazionali con referee (ossia pubblicati solo dopo aver superato la lettura critica di altri esperti del settore) ed oltre 100 libri. In altre parole, spesso e volentieri, essi hanno una qualificazione ben più importante di quella di catastrofisti (che a volte non hanno niente a che fare con la Scienza …)
Solomon si è reso anche conto dei molti danni già prodotti da questa visione imposta come atto di fede. Controlli sbagliati nell’utilizzo del carbone hanno in passato non solo danneggiato la crescita economica, ma hanno anche causato gravi danni ambientali come la deforestazione. Più recentemente i programmi, affannati e spinti da interessi stratosferici, sull’uso dei combustibili biologici, con l’alibi della paura del riscaldamento globale, hanno portato all’innalzamento vertiginoso dei prezzi del cibo e l’aumento della fame nel mondo. Sarò troppo duro, ma temo che il vero scopo di questa crociata pseudo-ecologista sia una maggior ricchezza per pochi e una miseria ancor più grave per molti.
Un solo esempio. Chiedete ad un ragazzino indiano di una tra le caste più povere e sottomesse: ”preferisci avere l’elettricità, il cibo caldo, l’acqua potabile o preferisci che tra qualche generazione l’uomo sconfigga il riscaldamento globale e si utilizzi solo energia pulita, anche se più cara?” . State attenti alla sua risposta che potrebbe anche essere violenta. Prima dovremmo cercare di livellare le disuguaglianze e poi pensare a migliorare la nostra vita, magari sfruttando l’acqua degli oceani che “purtroppo” però ha il difetto di non costare quasi niente… Vi siete mai chiesti perché le ricerche sulla [4] fusione nucleare controllata vadano così a rilento? E perché i primi sperimentatori vivano agiatamente senza più occuparsene? Oppure sono solo troppo maligno?
Non arrivo a dire come qualcuno: ”il vero scopo è la decimazione dell’umanità a favore dei più fortunati”, ma non ci siamo troppo lontani, temo fortemente … E nemmeno, si badi bene, sono favorevole all’uso indiscriminato di materiale tossico ed inquinante. Ci faremmo del male (non al [1] pianeta però, lui sa bene come reagire) ed è giusto porre molta attenzione. Ma allora perché si stimola continuamente a comprare macchine sempre più veloci (malgrado i limiti imposti dalla legge) e che consumano di più? Non vi sembra un controsenso?
Il libro scritto da Solomon non è stato intitolato “i dissidenti” come sarebbe stato ovvio. Lo scrittore vuole soprattutto che il suo libro sia letto e con quel titolo la maggior parte della gente, talmente oppressa dalla propaganda sul riscaldamento globale, non andrebbe oltre alla copertina.
In conclusione, la verità sta nel giusto mezzo, ossia dove è permesso discutere e presentare apertamente le proprie opinioni. Quando si ostacola in ogni modo la parola degli altri, si sente sempre odore di bruciato …
URL articolo: http://www.astronomia.com/2008/04/24/un-piccolo-eroe-moderno/
URLs in questo articolo:
[1] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
[2] Canada’s National Post: http://www.nationalpost.com/
[3] campo: http://www.astronomia.com/glossario/#campo
[4] fusione nucleare: http://www.astronomia.com/glossario/#fusione_nucleare
[5] pianeta: http://www.astronomia.com/glossario/#pianeta
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