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Il cielo nel mese di Maggio 2008
Scritto da Stefano Simoni il 28 Aprile 2008 @ 10:36 in Cielo del Mese | 17 Commenti
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Il giorno 15 passa dalla costellazione dell’Ariete a quella del Toro, dove rimarrà fino alla fine di giugno.
1 maggio
15 maggio
31 maggio
La durata del giorno aumenta di 57 minuti dall’inizio del mese.
1 maggio
15 maggio
31 maggio
fasi lunari del mese:
Il giorno 6 alle ore 5.22 la Luna raggiunge il [8] perigeo (357.771 km di distanza), mentre il giorno 20 alle ore 16.28 si troverà nel punto più lontano dalla Terra nel corso della sua orbita, l’[9] apogeo (406.402 km).
Mercurio
Mercurio: il giorno 14 si trova alla massima [10] elongazione Est. Abbiamo quindi una grande opportunità di osservare l’elusivo [11] pianeta, basso sull’[12] orizzonte di Nord Ovest subito dopo il tramonto. Il miglior giorno per tentare l’osservazione è senza dubbio il 6, subito dopo le 20. Infatti potremo avere come guida una Luna crescente che apparirà bassa in direzione Nord Ovest, e Mercurio sarà poco più in alto sinistra ad una distanza di circa 2° (il diametro della Luna è di circa mezzo grado); entrambi gli oggetti entreranno comodamente nel [13] campo abbracciato da un binocolo.
[[14] Per saperne di più]
ATTENZIONE: se si usa uno strumento ottico per osservare il pianeta, NON inquadrare MAI il Sole se non si è dotati di apposito [15] filtro. Ciò comporterebbe danni irreparabili alla vista!
Venere
Venere: periodo assolutamente sfavorevole per la luminosa “stella del mattino”.
Si trova infatti a pochi gradi ad Ovest del Sole, e sorge praticamente assieme alla nostra stella. Pertanto, per questo mese, sarà inosservabile.
[[16] Per saperne di più]
Marte
Marte: al tramonto si trova già alto nei cieli di Sud Ovest, ed è possibile osservarlo per qualche ora prima di vederlo scomparire all’[12] orizzonte. E’ molto facile da scovare grazie al suo inconfondibile colore rosso arancio quasi “ipnotico”. In più, nei primi giorni del mese si trova in una particolare configurazione rispetto alle stelle Castore e Polluce. Basta infatti prolungare verso sinistra la linea immaginaria che congiunge le due stelle “gemelle” per arrivare al [11] pianeta rosso.
Al [19] telescopio, il disco di Marte è di soli 5 arcosecondi (contro i 16 dell’[20] opposizione avvenuta a dicembre 2007), rendendo così impossibile scovare dettagli di superficie con strumentazioni amatoriali. Marte si trova nella costellazione dei Gemelli fino al giorno 5, quando entra nella costellazione del Cancro.
[[21] Per saperne di più]
Giove
Giove: Il [22] gigante gassoso ha letteralmente rimpiazzato Venere nel ruolo di “stella del mattino”. Per scovarlo basta osservare verso Sud-Est a partire dalle 2 del mattino, e sebbene non sia brillante come Venere, è molto più luminoso delle stelle circostanti.
Al [19] telescopio, Giove mostra un disco di circa 40 arcosecondi di diametro, ma a causa della scarsa [24] altezza sull’[12] orizzonte molti dettagli sono inosservabili, salvo per la evidente banda equatoriale. Sempre degni di nota i 4 [26] satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del [11] pianeta sulla linea dell’equatore.
[[28] Per saperne di più]
Saturno
Saturno: al tramonto si trova ben alto nel cielo di Sud-Ovest, e si ha quasi tutta la notte a disposizione per le osservazioni. Si trova nella costellazione del Leone e si muove lentamente verso Sud-Est, poco più in alto a sinistra rispetto alla luminosa Regolo: [11] pianeta e stella si trovano a circa 2 gradi di distanza per tutto il corso del mese. Saturno appare più luminoso di Regolo, e brilla di una luce “ferma” di color giallo crema rispetto all’azzurro scintillante della stella.
Al [19] telescopio, gli anelli di Saturno formano un ovale schiacciato largo 41 secondi d’arco e alto solo 7. Il disco del [11] pianeta è di circa 18 arcosecondi, ed è facile scorgere alcuni dettagli di superficie come le bande equatoriali.
[[32] Per saperne di più]
Urano
Urano: reduce dalla [33] congiunzione con il Sole avvenuta il giorno 8 di marzo, rimane praticamente inosservabile per questo mese, tranne per qualche minuto prima dell’alba in direzione sud-est. In condizioni favorevoli all’osservazione, usando uno strumento ottico (anche un buon binocolo) appare come un oggetto di colore blu/verde, di [34] magnitudine 5.7. Urano sta attraversando la costellazione dell’Acquario.
[[35] Per saperne di più]
Nettuno
Nettuno: sorge circa un’ora prima di Urano, ed è possibile tentare l’osservazione a partire dalle 4 del mattino, in direzione Sud-Est. Rimane però abbastanza basso sull’[12] orizzonte, prima di sparire avvolto tra le luci dell’alba. Per scorgerlo è comunque necessario l’uso di un buon binocolo o di un [19] telescopio, data la [34] magnitudine di 7.9. Nettuno sta attraversando la costellazione del Capricorno.
[[39] Per saperne di più]
Plutone
Plutone [[11] pianeta nano]: Preso atto della riclassificazione di Plutone da parte della IAU (Praga, Agosto 2006), la nostra rubrica includerà comunque l’osservabilità dell’astro.
Ottimo periodo per l’osservazione dell’ex [11] pianeta. Sorge a [42] mezzanotte circa in direzione sud-est, per culminare a sud alle ore 4 circa. Plutone rimane comunque un osso duro. Con la sua [34] magnitudine 14 sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un [19] telescopio da 8″ di [45] apertura (200mm). Plutone si trova nella costellazione del Sagittario, dove rimarrà per i prossimi anni.
[[46] Per saperne di più]
Luna-Mercurio: martedì 6 maggio, alle ore 20 circa, si presenta l’opportunità di scovare Mercurio grazie alla vicinanza di una sottilissima falce di Luna che può fungere da riferimento. In tale configurazione infatti, la Luna è ad appena 2 gradi dall’elusivo [11] pianeta e quest’ultimo rimane leggermente in alto a sinistra rispetto al nostro [48] satellite. Mai come in questi casi può essere utile un binocolo, nel cui [13] campo rientrano entrambi i soggetti della [33] congiunzione.
Luna-Marte: sabato 10 maggio, alle ore 20 circa, abbiamo un incontro ravvicinato tra Marte e una Luna crescente quasi al Primo Quarto. Il [11] pianeta rosso si trova leggermente a destra del nostro [48] satellite, con il suo inconfondibile color rosso arancio. Il fenomeno avviene nella debole costellazione del Cancro. Un’ottima occasione per localizzarla!
Luna-Saturno: martedì 13 maggio, alle ore 22, in direzione ovest troviamo una Luna leggermente gibbosa (un giorno dopo il Primo Quarto). Poco più in basso a destra, ad una distanza di circa 4 gradi (per fare le dovute proporzioni ricordo che il diametro lunare è di circa mezzo grado) brilla Saturno, affiancato dalla scintillante Regolo. La costellazione del Leone fa da sfondo al fenomeno.
Luna-Giove: alle ore 4 del mattino di sabato 24 maggio, troviamo una Luna in fase di gibbosa calante sorta da un paio d’ore circa. In alto a sinistra splende il [22] gigante gassoso Giove, che questo periodo sostituisce Venere nel ruolo di “stella del mattino”. L’evento si svolge nella costellazione del Sagittario.
Acquario
Lo sciame meteorico delle Eta Acquaridi è il più attivo del mese di Maggio; la [54] cometa progenitrice è la Halley (il cui ultimo [55] transito nelle vicinanze del Sole risale al 1986). Il nome parla chiaro: la direzione da cui sembrano provenire le meteore ([56] radiante) si trova in corrispondenza della costellazione dell’Acquario.
Lo ZHR (ossia il numero di meteore osservabili al momento del massimo e con il [56] radiante posto allo [58] zenit) si aggira sulle 60 unità. Il picco d’intensità dello sciame del 2008 è previsto per il giorno 5 prima dell’alba, dove una Luna Nuova contribuirà a mantenere il cielo buio. Ovviamente, anche i giorni 4 e 6 potrebbero riservarci spettacoli inaspettati.
E’ impossibile non associare il mese di maggio alla bellissima stagione primaverile, quando finalmente si ripongono i cappotti negli armadi e ci si può trattenere fuori anche nelle ore serali, senza battere i denti, ad osservare il cielo ad occhio nudo. Alte nel cielo, in direzione sud, le [59] costellazioni del Leone e della Vergine, tra le più estese dello [60] zodiaco, dominano la volta celeste.
Costellazione della Vergine
Quest’ultima è un’ampia costellazione zodiacale le cui stelle più luminose disegnano una evidente Y. Gli oggetti celesti più importanti visibili ad occhio nudo che costituiscono tale costellazione, o che si trovano in corrispondenza di essa, sono Alpha Virginis, nota come Spica, la quindicesima stella apparentemente più luminosa del cielo che marca la base della Y. Poi c’è l’Ammasso di Galassie della Vergine che riempie quasi totalmente la parte [61] superiore della Y; questo ricco ammasso contiene almeno 2.500 galassie di diverso tipo, dalle spirali alle ellittiche, e si trova a circa 60 milioni di anni luce da noi.
Sotto la Vergine possiamo riconoscere le [59] costellazioni, di dimensioni decisamente minori, del Corvo e del Cratere. Le stelle più brillanti le troviamo più a Nord-Est; Arturo, nel Bootes, la costellazione del “pastore guardiano” delle due orse, e la stella Vega della Lira che dominerà i cieli estivi.
Continua il periodo di visibilità ottimale per l’Orsa Maggiore, che si trova praticamente allo [58] zenit. Unico punto fisso della volta celeste - almeno in prima approssimazione - la [64] stella polare ([65] come trovarla?) nell’Orsa Minore ci indica la direzione del Nord. Queste due [59] costellazioni sono strettamente legate anche nella leggenda greca che narra della trasformazione in orse della ninfa Callisto e del figlio Arcade ad opera di Giunone, gelosa delle attenzioni di Zeus verso la bella Callisto. Per proteggerle dai cacciatori, Zeus decise quindi di porle in cielo, ma facendole ruotare intorno al polo celeste per non perderle mai di vista.
Tra le due Orse si snoda, sinuosa come un serpente, la lunga costellazione del Dragone. Al centro del triangolo formato da Orsa Maggiore, Leone e Bootes, possiamo riconoscere le piccole [59] costellazioni dei Cani da Caccia e della Chioma di Berenice. Il suo mito è legato ad un personaggio storico realmente esistito. Berenice era infatti la moglie di Tolomeo III Euergete, re d’Egitto (III secolo a.C.), della dinastia dei Tolomei, la cui più nota esponente, nonché ultima discendente, fu la famosissima Cleopatra.
Nelle prime ore della sera, basse sull’[12] orizzonte occidentale, c’è ancora il tempo di ammirare alcune delle [59] costellazioni che sono state protagoniste dei cieli invernali, in particolare l’Auriga, i Gemelli e, un po’ più in alto, la debole costellazione del Cancro. In tarda serata vedremo invece sorgere in successione a Sud-Est la Bilancia, lo Scorpione, l’Ofiuco e il Sagittario.
Sopra l’Ofiuco possiamo riconoscere la Corona Boreale e la costellazione di Ercole. La panoramica della volta celeste si conclude a settentrione, sotto l’Orsa Minore, con Cassiopea e Cefeo.
A Nord-Est cominciano ad affacciarsi a notte inoltrata la già citata Lira, il Cigno e l’Aquila, che si accingono a diventare le protagoniste del cielo estivo.
Nota: Le mappe del cielo sono realizzate con [75] Stellarium e riferite alla metà del mese alle 22:00 ora italiana, latitudine media (Roma), ad esclusione di congiunzioni ed eventi particolari. Gli orari delle congiunzioni sono scelti valutando le condizioni di migliore osservazione. [76] effemeridi di Sole e Luna sono valide per una località alla [77] latitudine media italiana (Roma - 12°30′E - 41°53′N) e generati dal [78] U.S Naval Observatory
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[72] orizzonte Est: http://www.astronomia.com/wp-content/uploads/2008/04/orizzonte-est.jpg
[73] orizzonte Ovest: http://www.astronomia.com/wp-content/uploads/2008/04/orizzonte-ovest.jpg
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[78] U.S Naval Observatory: http://aa.usno.navy.mil/data/docs/mrst.php#formb
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