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Marte e dintorni

Scritto da Pierluigi Panunzi il 16 Maggio 2008 @ 09:11 in Osservazioni | 8 Commenti

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Guardando le fotografie prese dagli astronauti sulla Luna, in cui la nostra Terra si staglia maestosa nel cielo, quante volte ci siamo detti: che bello sarebbe essere proprio lì, a guardare la volta stellata con i nostri occhi!

Oppure ci siamo mai chiesti che aspetto avrebbe ad esempio il pianeta Marte, potendolo osservare da uno dei suoi satelliti? Rispetto alla Luna, che dimensioni avrebbe?

A tutti questi quesiti cercheremo di rispondere grazie al programma Stellarium, la nostra personale astronave che ci permetterà di arrivare istantaneamente sulla superficie di un qualunque pianeta o satellite: dal nostro punto di vista, potremo poi guardarci intorno ed osservare le meraviglie del cielo.

Cominciamo da Marte

Impostiamo nel nostro navigatore spaziale il nome “Marte” e sbarchiamo così sulla superficie di Marte (siamo “ammartati” !), alla caccia dei suoi due satelliti Phobos e Deimos.

Sappiamo che si tratta di due “rocce” veramente piccole ed entrambe di forma allungata (una specie di palloni da rugby deformati) approssimativamente di 20 km di diametro il primo e 12 Km il secondo. Nulla a che vedere rispetto ai circa 3400 Km della Luna…

E proprio come la Luna nei confronti della Terra, Phobos e Deimos percorrono un’$orbita$ sincrona attorno a Marte ed in parole povere mostrano sempre la stessa faccia ad un osservatore posto sulla superficie del pianeta rosso. In questo modo, quando ce ne andremo sulla loro superficie, vedremo Marte sempre nello stesso punto del cielo, potendone però seguire la [1] rotazione e le [2] fasi. Ma andiamo con calma: ricordiamoci che siamo appena atterrati su Marte.

Se cerchiamo con lo sguardo Phobos, forse faremo una certa fatica per trovarlo dato che ha un diametro apparente di poco più di 10’ (rispetto al diametro della Luna di circa 30’ vista dalla Terra). Invece Deimos ci apparirà come un dischetto di appena 2’ e mezzo di diametro.

Marte

Se li seguiamo per qualche tempo con il [3] telescopio di bordo, ci accorgeremo di quello che dicevo prima, e cioè che ci mostrano sempre la stessa faccia. Nella [4] reticolo di altitudine e di [5] azimut ([6] reticolo [7] altazimutale), con le linee orizzontali e verticali separate ognuna dall’altra da 10’, per avere una sensazione delle proporzioni: il cerchio azzurro tratteggiato rappresenta invece come vediamo la Luna dalla Terra.

Tutto sommato non è una visione entusiasmante, almeno confrontandola con quanto vedremo nel seguito del nostro viaggio!

Polo Nord di Marte

Visto che ci siamo, buttiamo un’occhio verso l’alto per cercare di scorgere le [8] costellazioni a noi familiari: ci sono ovviamente tutte! Vogliamo vedere dove si trova il Polo Nord di Marte? C’è anche qui una [9] stella polare? Con il nostro fido astrovisore accendiamo il [6] reticolo di coordinate [11] eclittiche e puntiamo verso il Nord Celeste: nella figura vediamo che il Polo Nord Celeste di Marte è situato tra le [8] costellazioni del Cigno e di Cefeo e non c’è alcuna stella lunimosa che possa essere stata denominata “Polare” dagli astronomi marziani…

Il cielo di Phobos

Marte da Phobos

Atterriamo ora su Phobos (visto com’è facile?!) in un punto in cui possiamo vedere pure l’[13] orizzonte e come sempre lasciamo acceso il [6] reticolo [7] altazimutale. [16] magnitudine di circa -20, scordiamoci le notti buie, almeno nell’[17] emisfero in cui siamo “affobosati” . Pensate che il cerchietto bianco che circonda Saturno è di gran lunga molto più grande della Luna vista dalla nostra Terra: immaginate quindi che spettacolo, eccellente ma inquietante…

Man mano che passa il tempo, ci accorgiamo subito della [1] rotazione di Marte sul proprio asse e contemporaneamente notiamo che Marte si sposta “a vista d’occhio” tra le stelle del cielo, come dire che vediamo le [8] costellazioni muoversi rapidamente. Fra qualche ora sorgerà il Sole, che però tramonterà prestissimo: ricordiamoci che Phobos ci mette meno di 9 ore e mezzo per ruotare intorno a Marte! Che posto strano!

Deimos da Phobos

Visto che ci siamo, non perdiamo l’opportunità di osservare anche Deimos, per vedere se la situazione è migliore che su Marte: ovviamente no! Ma guardiamo Deimos emergere da dietro il pianeta rosso. Marte è quello sulla sinistra, sfocato perché i nostri apparecchi non sono dell’ultima generazione: pensate che la Luna sarebbe quella disegnata in azzurro!

Il cielo di Deimos

Marte da Deimos

Andiamo ora verso il secondo [20] satellite e “deimosiamo” sulla sua superficie in un posto dal quale possiamo vedere Marte appena sopra all’orizzonte: nella [21] magnitudine è scesa a -18!). La Luna, in confronto, è all’incirca grande come il “[22] disco apparente” di Saturno, non come il cerchietto bianco esterno che lo indica: ancora una volta la presenza minacciosa di Marte si fa sentire! Ve l’immaginate Giove o Saturno visti dai suoi satelliti più vicini? Ci arriveremo presto, non dubitate!

Deimos, come Phobos, possiede un’$orbita$ sincrona, per cui Marte starà sempre nella stessa posizione in cielo e ruoterà su se stesso un po’ più lentamente che non su Phobos: anche da qui le [2] fasi si succederanno man mano che passa il tempo. In circa 30 ore si passerà da “Marte Nuovo” al successivo, passando per “Marte al Primo Quarto”, “Marte Pieno” e “Marte all’ultimo quarto”.

Phobos da Deimos

Ma che fine ha fatto Phobos? Scordiamoci di trovarlo ad occhio nudo… Ma guarda, proprio ora sta transitando davanti a Marte (figura a fianco)! Visto che si vede solo a malapena, inseriamo uno zoom in cui ho lasciato il bordo di Marte visibile per capire le proporzioni del dischetto del [20] satellite, veramente piccolo.

Se vi fosse venuta la nostalgia di casa, della Terra e della Luna, allora per trovarla nel cielo dovremmo per forza di cose guardare verso il Sole.

Infatti rispetto a Marte, la Terra è un $pianeta$ interno (la sua orbita è più vicina al Sole) e quindi la Terra si vede da Marte (e dai suoi due satelliti) così come noi vediamo Venere o Mercurio: per poco tempo o subito dopo il tramonto o subito prima dell’alba.

Terra da Deimos

Nella figura a fianco, all’alba del Sole, vediamo la Terra subito a Est di Marte (visibile come una falce) mentre Giove è un po’ più in là: la Terra brilla di [25] magnitudine -1.9. Inserendo uno zoom, possiamo osservare una “Terra all’ultimo quarto” accompagnata dalla Luna con la stessa fase. La griglia ora è di 10” di lato, quindi la Terra è molto piccola, non raggiunge nemmeno i 15” di diametro. La Luna ancora di meno…

Una nota linguistica divertente…

Fin dai tempi dello sbarco dell’uomo sulla Luna, in TV era nato il neologismo “allunare” corrispondente al termine “atterrare”, forse solamente perché per qualcuno risultava troppo faticoso dire “atterrare sulla Luna”. In inglese qualunque sia l’oggetto su cui si posa, si usa il verbo “to land”, che non ha nessuna radice etimologica nè con la parola “earth”, la “terra”, né con la parola “moon”, la “luna”.

Ecco che in inglese è naturale dire “to land on the moon”, mentre in italiano “terra” ed “atterrare” hanno la radice comune “terr”, che ha autorizzato a creare il termine “allunare” sfruttando la radice “lun”!

Ricordo ancora che subito dopo lo sbarco sulla Luna, in televisione i comici si erano prontamente scatenati! Ecco che in un lontano futuro intrepidi astronauti sbarcheranno su Urano: i giornalisti si affretteranno a dire che gli “astronauti hanno uranato” e commenteranno dicendo “Eh certo! Dopo tutto quel viaggio così lungo…”.

A parte scherzi, propendo nettamente per “atterrare su Urano”…


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