Il Colorado Plateau: una lezione geologica entusiasmante Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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Cari amici, sono appena tornato da un viaggio fantastico in una delle parti più belle di quello che resta ancora il più bel pianeta che conosciamo…

Il Plateau del Colorado: mappa

Colorado Plateau: la mappa

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Cari amici, sono appena tornato da un viaggio fantastico in una delle parti più belle di quello che resta ancora il più bel pianeta che conosciamo. Mi riferisco ovviamente alla nostra Terra ed in particolare ad una zona geologicamente eccezionale: il Plateau del Colorado, una regione che copre parte degli stati americani dell’Arizona, dello Utah, del Colorado e del New Mexico. Ma è tra il Nord dell’Arizona ed il sud dello Utah che si può ammirare quanto di meglio abbia potuto fare la natura nel corso di centinaia di milioni di anni. Una zona molto stabile, in cui il susseguirsi di inondazioni e di prosciugamenti ha creato un deposito continuo di strati sabbiosi, identificati da un’incredibile varietà di colori.

Il drastico sollevamento (più di 3000 metri) di questo enorme altopiano (circa 350000 kmq) a partire da qualche decina di milioni di anni fa, ha poi permesso agli agenti atmosferici ed ai fiumi di modellare, scavare e scolpire le rocce nelle forme più strane ed entusiasmanti. Una natura ancora incontaminata, preservata spesso in modo severissimo, ci da la possibilità ancora oggi di scoprire un mondo di silenzio e di solitudine. Un vero giardino di sabbia e cespugli, costellato di fiori, in cui l’uomo si sente un intruso. Anche se popolato da animali dai nomi terribili (scorpioni, tarantole, serpenti a sonagli, ecc.) vi posso assicurare che dopo ore ed ore di cammino tutto ciò che potrete vedere saranno solo scoiattoli, lepri, uccelli variopinti e molte lucertole inoffensive. Al massimo un povero e timido serpentone innocuo che attraversa la strada con grande circospezione. Non vedrete di giorno nessuno dei terribili “mostri” che sicuramente esistono, ma che si tengono ben nascosti in attesa di uscire nelle ore più fredde. Soprattutto è fuori dei circuiti turistici che si può ammirare la vera meraviglia geologica rappresentata dall’altopiano, lontani dal chiasso, scoprendo prospettive e formazioni che hanno dell’incredibile.

Dirò un’eresia, ma il Grand Canyon ed il Bryce Canyon (i più famosi e frequentati) spariscono di fronte ad altre formazioni quasi del tutto sconosciute. Per gustarle in pieno basta aver voglia di camminare, senza timore, su abbozzi di sentiero il più delle volte segnati solo dalle tracce di animali, di avere un buon orientamento e di utilizzare se possibile una 4×4 per giungere il più vicino possibile alle zone da visitare, attraverso strade sterrate e sabbiose. Le zone più adatte a ciò sono il nuovo Escalante National Monument e la zona selvaggia dei Vermillion Cliffs. Proprio in quest’ultima troverete quelle che quasi sicuramente sono le rocce più belle della Terra e potrete dire (ricordando il replicante di Blade Runner) “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare …” Un’avventura che è facilmente riuscita a due “giovani” anziani come me e mia moglie (abbiamo superato i 60 anni …) e che quindi sarà uno scherzo per ragazzi entusiasti come voi. Camminerete tra onde pietrificate, dai colori che vanno dall’azzurro al verde, dal giallo ed al rosso, vi infilerete in canyon talmente stretti da dovere tenere il fiato per proseguire, sarete sovrastati da archi naturali che inquadrano un cielo quasi sempre di un blu intenso. Scoprirete orme di dinosauri, forse viste la prima volta, e vi sentirete in perfetta armonia con la natura. Un’esperienza di pura “planetologia” e quindi in perfetto accordo con la nostra passione.

So di essere ancora una volta andato un po’ fuori dallo spirito di un sito per astrofili, ma il nostro pianeta va conosciuto meglio di quanto si faccia normalmente e questo articolo vuole dare un piccolo contributo in tal senso. Non voglio certo fare pubblicità al turismo negli Stati Uniti, ma se aveste intenzione di scoprire la loro parte più bella, approfittate del momento: si dorme in ottimi Motel con soli 30 Euro a camera e si mangia abbondantemente con 15, in villaggi che ben difficilmente superano i 1000 abitanti. E farete fatica ad andarvene via.

Galleria

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Accludo una serie di foto fatte nel viaggio: una piccolissima selezione di circa 650(!!) e dire che ho cercato di trattenermi … E non sono nemmeno le migliori. Non ho messo didascalie, per lasciare una minima riservatezza su posti generalmente esclusi dal turismo, anche locale. Ma sono ovviamente a disposizione per chi ne volesse sapere di più. Buon divertimento !!


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12 Commenti a “Il Colorado Plateau: una lezione geologica entusiasmante”

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Avvistati UFO, Prof.? il luogo si presta direi…. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: scherzo naturalmente…ha tutta la mia invidia (benevola), noi qui davanti al PC e lei ad ammirare una delle meraviglie naturali del 3 pianeta:razz:

Moreno scrive il 23 Maggio 2008 alle 15:47

caro Moreno, sono contento di sentirti subito. No, nessun UFo, ma … In un canyon vicino (Horseshoe) vi sono antichissimi graffiti indiani (si dice di circa 2000 anni fa) e tra i piccoli abitanti del luogo che cacciano e ballano, ci sono figure enormi e ieratiche che sembrano proprio alieni ! Fanno sicuramente una certa impressione (non ho mandato una foto, ma forse ho sbagliato …), ma puoi trovare la famosa “mummia” cercando Horseshoe canyon Utah. Un abbraccio

enzo zappalà scrive il 23 Maggio 2008 alle 16:08

Grande Prof!!! Grazie per aver voluto condividere con noi parte di questo meraviglioso viaggio! A volte voi giovani sessantenni avete più voglia e più energie di noi vecchi trentenni!!! Ma la notte che cielo vedeva da quei luoghi così isolati (e poco illuminati credo…)?

Maurizio scrive il 29 Maggio 2008 alle 15:38

caro Maurizio,
vedrai che prima o poi ci andrai anche tu. E’ difficile dirti delle notti … in quanto normalmente la sveglia era all’alba per partire alle 6 al massimo e sfruttare tutte le ore del giorno. Come conseguenza: cena alle 18 e a letto verso le 20 … Come le galline. Ma ne valeva la pena! Però mi ricordo bene quando andavo in Arizona per lavoro. In particolare due notti. Una volta guardavamo il cielo con un collega americano e mi accorsi di una nuvola proprio sopra l’orizzonte e gli dissi:” ah! anche voi avete qualche nuvola ogni tanto!” Lui mi disse solo di aspettare e mi accorsi che la nuvola non cambiava di forma perchè era la Via Lattea. La seconda, più impressionante, fu in uno sperduto Canyon vicino al Grand Canyon. Si vedeva benissimo ad occhio nudo una cometa molto diffusa. Solo che non era una cometa, ma la galassia di Andromeda!! A parte la mancanza di luce, la cosa fondamentale in quelle regioni (come anche nella cordigliera cilena) è l’umidità quasi inesistente. Nel mio ultimo viaggio si aggirava tra il 5 e il 7 %. Durante un breve piovasco, eravamo proprio sotto la nuvoletta maligna, ma l’acqua non ci bagnava perchè si fermava ed evaporava a qualche decina di metri d’altezza. La chiamano “pioggia secca” ed è molto comune. :wink:

enzo zappalà scrive il 29 Maggio 2008 alle 16:34

Ci andrò di sicuro!!! Sono anch’io uno di quelli che non vanno cercando ufo, ma che sperano di poter vedere quante più meraviglie possibile nel nostro bellissimo pianeta e, con un buon telescopio, anche fuori! Non sapevo dell’esistenza della pioggia secca…
Grazie ancora!

Maurizio scrive il 29 Maggio 2008 alle 17:03

@Maurizio,
quando decidi di farlo (ma non aspettare troppo perchè gli anni passano per me …) fatti vivo e ti consiglierò i posti “giusti” al di fuori delle rotte turistiche e ti darò tutte le informazioni logistiche del caso. Evviva la Terra e l’astronomia!!

enzo zappalà scrive il 29 Maggio 2008 alle 18:02

Accidenti Professore, è capitata quasi la stessa cosa anche a me riguardo la faccenda della nuvola: una sera tardi passavo in macchina per il Passo Costalunga, vicino casa mia, e visto che era sereno perfetto decisi di fermarmi un attimo per osservare il cielo, come faccio spesso, spengo la macchina -e relativi fari- e dopo che gli occhi si abituarono all’oscurita (quasi perfetta, visto che era fuori stagione con zero turisti e alberghi chiusi… :mrgreen: ) intravidi appunto quella che sembrava proprio una nuvola ma invece si trattava, appunto, di qualche ammasso stellare o galassia, che non saprei dire, a parte che era quasi allo zenith direzione Sud ….

Moreno scrive il 29 Maggio 2008 alle 23:14

@Moreno,
appena hai parlato di Passo Costalunga mi hai toccato il cuore ! Non sapevo fossi delle Dolomiti… Loro sono la mia seconda casa! Da quando ero bambino le ho amate profondamente e non ho mai smesso di andarci. Sia d’inverno a sciare (prima a Campitello e poi a Pozza), sia soprattutto d’estate per gustarmi a pieno le meravigliose crode. Ho praticamente fatto tutti i sentieri e raggiunto la maggior parte delle cime (Vezzana, Antermoia, Tofana Roces, Croda Rossa di Sesto, Sass Rigais, ecc., ecc.), utilizzando anche le ferrate (memorabile la Pisciadù fatta all’alba per non trovare gente…). Che bello !! Mi stai ancora più simpatico!!!!

enzo zappalà scrive il 30 Maggio 2008 alle 06:12

:oops: :oops: ..Prof., che dire, grazie, m’imbarazza, la simpatia è ricambiata, naturalmente, anche se mi piace stuzzicarla con i nostri “amici” UFO :mrgreen: :mrgreen: ….anche se il P.so Costalunga in verità è alquanto banale, nulla di speciale in confronto agli altri attorno alla mia città (BZ), vedi P.so Stelvio, Giovo, Gardena, ecc., il “lunare” e sconosciuto passo Pennes, ma forse stiamo andando Off topic x un sito di Astronomia :roll:
P.S. per sciare venga a farsi il “carosello” di Obereggen, consiglio da indigeno.. :mrgreen:

Moreno scrive il 31 Maggio 2008 alle 00:01

@Moreno,
le dolomiti sono una delle meraviglie naturali del mondo e quindi non credo si vada fuori tema… D’accordo che il Costalunga non è speciale, ma è da lì che si parte per raggiungere la cima del Latemar, della roda di Vael, il passo Santner. Conosco Obereggen (Pala di Santa ? magnifica!) e proprio da lì si percorre la bellissima ferrata del Latemar. Spero che durante un prossimo viaggio nelle nostre” dolomiti ci si possa anche conoscere …

enzo zappalà scrive il 31 Maggio 2008 alle 05:59

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