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a cura di Pierluigi Panunzi

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Eccoci finalmente arrivati su Saturno, il pianeta più famoso del Sistema Solare. La nostra astronave personale ci porta sui principali satelliti per altri panorami mozzafiato!

Siamo ancora in viaggio con l’astronave Stellarium (l’ormai noto programma con cui ho scattato le “foto” che mano a mano presento) e siamo pronti a muoverci nelle vicinanze del pianeta più caratteristico del Sistema Solare: Saturno. La ricerca di panorami spettacolari in questo caso è di gran lunga soddisfatta dalla realtà: la sonda Cassini, infatti, ci regala quotidianamente fotografie (vere!) spettacolari…

Però noi possiamo atterrare dove vogliamo e scegliere le prospettive più accattivanti. L’unica difficoltà tecnica è trovare volta per volta neologismi in italiano che rendano l’idea: tutto è nato come una divertente provocazione alla creazione del termine “allunare” in sostituzione del più semplice “atterrare sulla luna”.

Iniziamo dunque citando (per l’ennesima volta! Non è certo una novità) lo scrittore John Ronald Reuel Tolkien, più noto come J.R.R.Tolkien…

Il Signore degli Anelli

Confesso di non aver letto il libro, nè di aver visto nessuno dei film (ho iniziato in realtà a vedere il primo, ma mi sono addormentato quasi subito…), comunque mi sono sempre domandato se creando questo libro l’autore abbia mai pensato a Saturno e agli inevitabili accostamenti o giochi di parole che sarebbero nati…

Chiusa la parentesi letteraria, planiamo (come abbiamo fatto su Giove) non su una superficie solida, ma sulla coltre di nubi e gas che caratterizzano il secondo pianeta gigante del Sistema Solare: a seconda di dove “saturniamo”, all’equatore o a varie latitudini, lo spettacolo mostrato dall’aspetto degli anelli risulta talmente affascinante da lasciare a bocca aperta.

Fisheye

Va detto subito che siccome gli anelli giacciono sul piano equatoriale di Saturno, allora la vista peggiore si ha proprio dalla zona equatoriale: gli anelli infatti si vedono di taglio e sono presenti nel nostro firmamento visibile, da Est ad Ovest passando per lo zenit! Ho scattato foto con un obiettivo fisheye (figura), ma anche così è purtroppo difficile rendere bene la visualizzazione, a causa della distorsione della prospettiva.

Anelli

Ma se ci spostiamo già di qualche grado verso Nord, lo spettacolo cambia drasticamente e si fa nettamente più affascinante!

Nella foto vediamo gli anelli da di latitudine Nord, fotografati ad Est.

Anelli da 42°

Invece in questa immagine vediamo la parte meridionale del nostro sito di “saturnaggio”, se stiamo alla latitudine di 42° (quella di Roma per intenderci).

Veramente fantastica questa vista!

Anelli da 60°

Infine a 60° di latitudine (figura), gli anelli iniziano già a scomparire sotto l’orizzonte.

Andiamo ora a curiosare tra i vari satelliti, quelli principali dei 60 a nostra portata…

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13 Commenti a “Saturno e dintorni”

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bravo Pierluigi ! Un giretto molto rapido ed istruttivo. Speriamo solo che la lingua non si inceppi … Ne vedremo delle belle quando vorrai atterrare sulle lune di Urano … Complimenti!!

enzo zappalà scrive il 28 Maggio 2008 alle 10:33

Ciao,
era quello che aspettavo con ansia, fantastico davvero.

Saluti!

Bello bello bello.
Mi fa venire in mente che Paul Hodge nel suo “Più alto dell’Everest” descrive un ipotetico viaggio verso Saturno per fare surf tra i suoi anelli: il surfista è legato alla navicella-motoscafo su un surf (a sua volta assicurato con delle funi) e si fa trainare mentre ‘galleggia’ tra i pezzi di ghiaccio che compongono l’anello che gli scivola sotto, sullo sfondo di un panorama mozzafiato. Chissà che un giorno… :shock:

come si fa a vedere le immagini del cielo sugli altri pianeti tramite il programma stellarium?

Alessio scrive il 28 Maggio 2008 alle 14:01

@Alex,
purtroppo il surf tra gli anelli sarebbe un po’ … pericoloso. I pezzi di ghiaccio che formano gli anelli sono piuttosto grandi, arrivando fino al chilometro. Non sono fatti di polvere come quelli di Urano e sarebbe come cercare di galleggiare tra gli iceberg. Forse è meglio accontentarsi di un giretto turistico ad una certa distanza. sarebbe comunque un’emozione!

enzo zappalà scrive il 28 Maggio 2008 alle 14:08

non essendo highlander -fortunatamente?-, mi accontento di viaggiare con pierluigi e la “sua” stellarium attraverso le nubioscure.
tutto si avvicina, quando inizi a comprendere ciò che è apparentemente incomprensibile
sorriso.
daria

daria scrive il 28 Maggio 2008 alle 14:09

A proposito degli anelli di Saturno, voglio segnalare un racconto a tema scritto qualche anno fa da un caro amico che purtroppo non è più tra noi. Spero vi piaccia.

stefano mi intenerisco sempre quando, in un modo o in un altro, spunta il “suo” nome.
millesorrisi, ugo

daria scrive il 28 Maggio 2008 alle 14:37

:shock: Questo Iperione è proprio curioso, la sua forma così irregolare, e non sferica propria dei satelliti classici, è perchè era un asteroide in transito nei paraggi e quindi “catturato” dalla attrazione gravitazionale di Saturno?….Immagino che non si conosca la sua composizione?

Moreno scrive il 4 Giugno 2008 alle 23:33

@Moreno,
posso essere abbastanza preciso. Fin dal 1981 abbiamo lavorato molto su Iperione, sulla sua origine e sul “destino” dei suoi frammenti. Insieme al leader della missione Voyager su Saturno (Bob Strom) abbiamo scritto un lavoro che cerca di fare il quadro della situazione. In parole povere: Iperione è stato catastroficamente distrutto dall’impatto con una cometa. Quello che è rimasto sarebbe il nucleo principale rimasto indenne (e per ciò molto irregolare). I frammenti che si sono formati sono stati espulsi e, data la risonanza di iperione e Titano, questi possono essere facilmente andati a finire sul più grande satellite. Adirittura forse dando il via alla sua densa atmosfera. Ti do due referenze su due articoli pubblicati su “Icarus” negli anni 80, di cui puoi almeno trovare l’abstract e ti puoi fare un’idea del processo da noi ipotizzato. Tieni presente che anche gli altri piccoli satelliti come Mimas sono stati sicuramente distrutti dall’impatto con comete di passaggio, ma, non avendo quel tipo di orbita, hanno creato un anello di frammenti sulla loro stessa orbita e si sono poi riuniti assieme nuovamente in un “nuovo” satellite. Un processo abbastanza comune e veloce ( poche centinaia di migliaia di anni sono sufficienti a ricostruire il satellite). ripeto, ciò non è stato possibile per Iperione in quanto “disturbato” da Titano.
Per le referenze vai su:
http://www.sciencedirect.com/science/journal/00191035
e poi scrivi nella casella author : strom, zappala
e se vuoi anche l’altro articolo, scrivi : milani, zappala
OK ? e buon divertimento !!
P.S.: ma su iperione ci sono gli UFO ? mah !

enzo zappalà scrive il 5 Giugno 2008 alle 06:07

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