Eccoci finalmente arrivati su Saturno, il pianeta più famoso del Sistema Solare. La nostra astronave personale ci porta sui principali satelliti per altri panorami mozzafiato!
Pan ed il suo flauto
Tecnicamente il satellite Pan, scoperto nel 1990 ricercandolo tra le immagini della Voyager, orbita intorno a Saturno all’interno della divisione di Encke, nell’anello A, del quale è il satellite pastore: in pratica con tale termine sono designati quei satelliti che viaggiano molto vicini ad alcuni anelli e con la loro attrazione gravitazionale ne incanalano le particelle componenti, costringendole a percorrerere determinate traiettorie, impedendo altresì il formarsi di altri percorsi.
Dal sito della NASA ho scaricato queste meravigliose immagini (figura 1 e figura 2), che rendono molto bene l’idea!
Grazie alla navetta spaziale “Celestia” (l’altro programma con cui è possibile viaggiare nello spazio, stando comodamente seduti davanti allo schermo del PC), sono “appannato” (con tutta la polvere di anelli, ci sarà molta foschia!) in uno dei suoi crateri e lo spettacolo che mi si è presentato (figura) non rende assolutamente l’idea di quello che effettivamente si potrebbe un giorno vedere di persona! Chissà che nei prossimi 100 anni non si possa davvero realizzare una foto del genere!
Quattro passi su Mimas
Allontanandoci da Saturno e dagli anelli, la nostra seconda meta è Mimas, che orbita a 185.000 Km dal suo pianeta: pensate che la Luna orbita a 384.000 Km dalla Terra, quindi potete già immaginare lo spettacolo che ci attende, data la mole di Saturno.
Pazientate giusto il tempo di “ammimasare” sul suo equatore: da qui la foto di Saturno si deve spezzare in due parti (figura 1 e figura 2) dato che ancora una volta il pianeta è così grande che non c’entra nel fotogramma! Solo Saturno (dall’aspetto nettamente schiacciato) ha un diametro apparente di circa 40°, ma ancora una volta gli anelli vanno dall’orizzonte fino allo zenit! Credo che sia difficile anche solo immaginarlo uno spettacolo del genere.
Se ci spostiamo alla latitudine di Roma (42°), possiamo vedere un Saturno che spunta da dietro l’orizzonte (figura). Che cosa aggiungere? Che dietro possiamo vedere la costellazione di Orione…
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13 Commenti a “Saturno e dintorni”
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Ciao,
era quello che aspettavo con ansia, fantastico davvero.
Saluti!
Bello bello bello.
Mi fa venire in mente che Paul Hodge nel suo “Più alto dell’Everest” descrive un ipotetico viaggio verso Saturno per fare surf tra i suoi anelli: il surfista è legato alla navicella-motoscafo su un surf (a sua volta assicurato con delle funi) e si fa trainare mentre ‘galleggia’ tra i pezzi di ghiaccio che compongono l’anello che gli scivola sotto, sullo sfondo di un panorama mozzafiato. Chissà che un giorno… ![]()
come si fa a vedere le immagini del cielo sugli altri pianeti tramite il programma stellarium?
@Alex,
purtroppo il surf tra gli anelli sarebbe un po’ … pericoloso. I pezzi di ghiaccio che formano gli anelli sono piuttosto grandi, arrivando fino al chilometro. Non sono fatti di polvere come quelli di Urano e sarebbe come cercare di galleggiare tra gli iceberg. Forse è meglio accontentarsi di un giretto turistico ad una certa distanza. sarebbe comunque un’emozione!
non essendo highlander -fortunatamente?-, mi accontento di viaggiare con pierluigi e la “sua” stellarium attraverso le nubioscure.
tutto si avvicina, quando inizi a comprendere ciò che è apparentemente incomprensibile
sorriso.
daria
A proposito degli anelli di Saturno, voglio segnalare un racconto a tema scritto qualche anno fa da un caro amico che purtroppo non è più tra noi. Spero vi piaccia.
stefano mi intenerisco sempre quando, in un modo o in un altro, spunta il “suo” nome.
millesorrisi, ugo
Questo Iperione è proprio curioso, la sua forma così irregolare, e non sferica propria dei satelliti classici, è perchè era un asteroide in transito nei paraggi e quindi “catturato” dalla attrazione gravitazionale di Saturno?….Immagino che non si conosca la sua composizione?
@Moreno,
posso essere abbastanza preciso. Fin dal 1981 abbiamo lavorato molto su Iperione, sulla sua origine e sul “destino” dei suoi frammenti. Insieme al leader della missione Voyager su Saturno (Bob Strom) abbiamo scritto un lavoro che cerca di fare il quadro della situazione. In parole povere: Iperione è stato catastroficamente distrutto dall’impatto con una cometa. Quello che è rimasto sarebbe il nucleo principale rimasto indenne (e per ciò molto irregolare). I frammenti che si sono formati sono stati espulsi e, data la risonanza di iperione e Titano, questi possono essere facilmente andati a finire sul più grande satellite. Adirittura forse dando il via alla sua densa atmosfera. Ti do due referenze su due articoli pubblicati su “Icarus” negli anni 80, di cui puoi almeno trovare l’abstract e ti puoi fare un’idea del processo da noi ipotizzato. Tieni presente che anche gli altri piccoli satelliti come Mimas sono stati sicuramente distrutti dall’impatto con comete di passaggio, ma, non avendo quel tipo di orbita, hanno creato un anello di frammenti sulla loro stessa orbita e si sono poi riuniti assieme nuovamente in un “nuovo” satellite. Un processo abbastanza comune e veloce ( poche centinaia di migliaia di anni sono sufficienti a ricostruire il satellite). ripeto, ciò non è stato possibile per Iperione in quanto “disturbato” da Titano.
Per le referenze vai su:
http://www.sciencedirect.com/science/journal/00191035
e poi scrivi nella casella author : strom, zappala
e se vuoi anche l’altro articolo, scrivi : milani, zappala
OK ? e buon divertimento !!
P.S.: ma su iperione ci sono gli UFO ? mah !
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bravo Pierluigi ! Un giretto molto rapido ed istruttivo. Speriamo solo che la lingua non si inceppi … Ne vedremo delle belle quando vorrai atterrare sulle lune di Urano … Complimenti!!