Un nuovo metodo per “pesare” i buchi neri lontani Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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E’ stato presentato recentemente un metodo molto semplice che sembrerebbe essere in grado di misurare la massa dei buchi neri al centro di galassie lontane anche 8 miliardi di anni luce, migliaia di volte più distanti di quelli che possono essere misurati oggi.

buco nero

Marc Seiger e collaboratori dell’Università dell’Arkansas hanno presentato al congresso della società astronomica americana un innovativo ed estremamente promettente metodo per misure la massa di buchi neri al centro di galassie estremamente lontane. I ricercatori hanno calcolato direttamente che quanto maggiore è la massa del buco nero centrale tanto più strettamente i bracci della galassia si avvolgono attorno ad esso. Se confermato da nuove osservazioni, il nuovo semplice metodo aprirà confini enormi per lo studio dei buchi neri super-massicci.

Fino ad ora, la massa dei “cannibali” galattici veniva calcolata misurando la velocità delle stelle vicine al centro. Ovviamente, però, questo metodo poteva essere utilizzato solo per galassie molto vicine, di cui era possibile “vedere” le singole stelle. Seigar ha studiato in dettaglio 27 galassie a spirale, compresa la nostra e quella di Andromeda, ed ha trovato che quelle con buchi neri piccoli hanno un angolo di avvolgimento (ossia la distanza angolare tra i bracci ed il centro) anche maggiori di 40°. Quelle con buchi neri molto più grandi hanno angoli che scendono fino a 7°.

La grande importanza dello studio dei buchi neri molto lontani risiede nel fatto che essi ci indicherebbero la storia evolutiva delle galassie e le fasi della loro crescita. I buchi neri di cui si parla in questa ricerca sono ovviamente quelli super-massicci, cioè milioni o miliardi di volte più massicci del nostro Sole. Se, come si pensa, tutte le galassie hanno un buco nero centrale, questi sarebbero sicuramente un elemento chiave per capire i meccanismi della loro formazione.

In parole povere e per sintetizzare: più i bracci galattici si spingono verso il centro e più grande è il buco nero. Forse non era poi così difficile da ipotizzare. Comunque complimenti a Seigar e colleghi.

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4 Commenti a “Un nuovo metodo per “pesare” i buchi neri lontani”

Bene, ogni innovazione è sempre una cosa positiva :smile:
A proposito, Professore: Guarda caso, proprio oggi ho letto su un quotidiano alla pagina delle scienze una notizia quasi coincidente con questo suo articolo: il telescopio ‘Spitzer’ ha scoperto la vera struttura della Via Lattea, che invece di avere 4 bracci principali di stelle, ne ha solo 2 :shock: ….bè, potrebbe essere un’idea per un prossimo articolo di approfondimento? ……….
……la faccio lavorare, eh? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Moreno scrive il 6 Giugno 2008 alle 22:21

Bravo Moreno. Ecco la nuova mappa della nostra galassia, in un articolo del National Geographic:
clicca
E’ una bellissima ricerca, ma devo dire che lì per lì… Cioè un tempo si immaginava la Via Lattea come una bella e precisa girandola, poi si è scoperto che è barrata, poi che i bracci principali sono solo 2… Comincio ad invidiare la maestosa galassia di Andromeda, hehe. Scherzi a parte, ciò mostra come a volte sia più facile comprendere le cose quando le si guarda da fuori, nel loro insieme, piuttosto che da un punto di vista dall’interno e parziale.

Tornando all’articolo, questo nuovo metodo per determinare la massa dei buchi neri centrali delle galassie in effetti mi sa di uovo di Colombo!

@moreno…
accidenti quanto sei esigente…. Quando verro’ in Alto Adige mi dovrai regalare un’ottima bottiglia di uno dei grandi vini delle vostre parti (che conosco molto bene…). Non mi ricordavo più della richiesta…adesso parto per tre giorni, al mio ritorno vediamo…. Intanto ti anticipo che uscirà qualcosa di “molto pesante ” sulla relatività ristretta e generale: il paradosso dei gemelli… Beccati quello per il momento … poi ti interrogo!! :lol:

Che ci vuol fare, “divoro” qualsiasi argomento astronomico, mi piacciono molto le notizie inerenti la struttura a “grande scala” dell’Universo, anche se non tutto riesco ad afferrarlo immediatamente, la capoccia è quella che è….. :mrgreen: :mrgreen:
P.S.: Va bene, Professore, la porto in tutte le Enoteche che vorrà (personalmente però non amo troppo il vino di qui, leggera preferenza per la birra, d’altronde… :lol: )

Moreno scrive il 14 Giugno 2008 alle 13:29

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