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a cura di Pierluigi Panunzi

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A grande richiesta continuiamo il nostro viaggio là dove “la mano dell’uomo non ha mai messo piede”… Grazie a Stellarium ci allontaniamo sempre di più dal Sole.

Urano visto dai suoi satelliti

Abbandoniamo ora questo oscuro pianeta gassoso per dirigerci verso i suoi satelliti: anche Urano ne possiede un bel po’, per cui dobbiamo per forza di cose saltarne parecchi: eviteremo dunque le manovre di cordeliaggio, ofeliaggio, biancaggio, cressidaggio, desdemonaggio, giuliettaggio, porziaggio, rosalindaggio, cupidaggio, belindaggio e perditaggio (i nomi dei satelliti sono facili da individuare: lascio a voi il facile esercizio!). Un po’ più difficile è evitare di puckare o mabbare, ma finalmente possiamo mirandare!

Eccoci quindi su Miranda, quello che per parecchi anni è stato il satellite più vicino ad Urano ed ora solo il quattordicesimo! Nella foto vediamo che (come oramai siamo abituati) comunque Urano è molto imponente con il suo diametro di più di 20° (quaranta volte il diametro apparente della Luna!): nella foto lo vediamo nella parte sinistra mentre quel batuffolo sulla destra altri non è che la galassia di Andromeda!

Visto che stiamo su Miranda, cerchiamo il satellite più grande della corte di Urano:Titania (grande un po’ meno della metà della Luna): è già molto piccolo, avendo un diametro apparente di 10′ a malapena, ma brilla di magnitudine -4.3 come Venere vista dalla Terra (foto). E se questo è il satellite più grande, forse gli altri saranno ancora più piccolI: non perdiamo perciò tempo e proseguiamo oltre.

Abbandoniamo questa roccia (seppur di 472 Km di diametro), per raggiungere il più pulito dei satelliti, Ariel (scusate la battutaccia!) e dunque arielliamo allegramente sulla sua superficie. Da questo punto di osservazione (foto), Urano presenta un diametro apparente di circa 15° (30 volte quello della Luna!): non c’è male come Urano Pieno, ma c’è da dire che presenta una monotona coltre di nubi. Però quando Urano sta dalla parte del Sole, nella fase di Urano Nuovo, ecco che in un colpo solo si possono avere eclissi ed occultazioni multiple: nella foto vediamo una strana eclissi di Sole accompagnata in contemporanea dall’occultazione di Saturno, Cerere, Marte, la Terra, l’asteroide Giunone e Giove! Favoloso! Quando ci capiterà di nuovo una simile occasione?

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2 Commenti a “Urano e dintorni”

Ho letto che il primo nome di Urano fù :mrgreen: :mrgreen: Georgium Sidus (la stella di George) in onore del re della Gran Bretagna Giorgio III, in occasione della sua scoperta nel 1781!

Moreno scrive il 17 Giugno 2008 alle 00:16

Sì, ma la Comunità scientifica non accettò la proposta del suo scopritore. Forse, meglio così.

Alessandro scrive il 21 Giugno 2008 alle 16:42

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