Il celebre paradosso dei gemelli chiarisce molto bene la differenza tra relatività ristretta e relatività generale. Bisogna tener conto, tuttavia, che la relatività generale ha ben altre implicazioni considerando la curvatura dello spazio-tempo…

Anche senza andare nei dettagli troppo teorici, penso risulti comprensibile abbastanza facilmente, sempre che si semplifichino leggermente le cose. Cercherò di spiegarlo raccontando una specie di novella …
Prefazione
Cari amici, ho letto con interesse l’articolo dell’anno scorso sulla relatività ristretta ed ho notato qualche inesattezza nelle risposte e nei tentativi di spiegazione. Nessuno si senta però imbarazzato. Molti ricercatori hanno spesso dato interpretazioni diverse e spesso non del tutto corrette. L’argomento è davvero molto ostico e si presta a differenti modi di analisi. Lungi da me però cercare di descrivere in queste pagine i concetti base e le ripercussioni delle teorie di Einstein. Sarebbe troppo ambizioso e pesante e sicuramente non ne sarei nemmeno capace.
Tuttavia, per cercare di far capire in modo semplice ed abbastanza intuitivo la differenza tra relatività ristretta (la prima formulata) e relatività generale (la sua estensione) può essere molto interessante affrontare il celebre, e spesso non compreso, paradosso dei gemelli. Attraverso esso capiremo anche qualcosa sui sistemi di riferimento e sui concetti dello spazio-tempo. Ma soprattutto vedremo che quello che sembra un paradosso nella relatività ristretta non lo è più nella relatività generale. Inoltre prenderemo un po’ di dimestichezza con il diagramma di Minkowski (non spaventatevi!), che ci permetterà in un articolo futuro di affrontare adeguatamente i viaggi nel tempo attraverso i buchi neri.
Due gemelli molto diversi
Carlo e Gianni sono due fratelli gemelli. Ma i loro interessi sono molto diversi. Carlo è un sedentario e non ama viaggiare. Fosse per lui se ne starebbe sempre a casa a lavorare sul computer. Conosce bene la fisica, ma non vuole certo mettere in pratica le sue grandi possibilità. Gianni, invece, è un uomo d’azione. Forse meno preparato scientificamente, ha però una forte dote di coraggio ed una sete di avventura senza limiti.
Appena la tecnologia spaziale riesce finalmente a permetterlo, ecco che si candida ad essere il primo viaggiatore interstellare. Non si pone nessun problema e non ha alcuna paura ad essere un pioniere, accettando tutti i rischi del caso. Carlo accompagna Gianni allo spazioporto e gli augura buona fortuna, senza però nessuna invidia. Lui è ben contento di restare con i piedi ben fermi sulla Terra. Gianni invece non vede l’ora di partire. La sua avventura lo porterà su una stella che dista 10 anni luce di distanza e viaggerà alla non trascurabile velocità di 200.000 chilometri al secondo, una bella frazione della velocità della luce (2/3).
Carlo, come già detto, è un ottimo scienziato e ha già calcolato esattamente che a quella velocità il fratello impiegherà 15 anni a raggiungere la meta ed altrettanti a tornare. Un tempo piuttosto lungo, ma spera ardentemente di essere ancora in vita per riabbracciarlo: in fondo hanno solo 20 anni! arriva finalmente il momento della partenza tanto atteso. L’astronave si lancia nello spazio e Gianni ammira sempre più emozionato tutte le meraviglie che lo circondano attraverso l’enorme oblò di bordo.
Sopra: Carlo che rimane sulla Terra calcola il tempo che dovrà aspettare per rivedere il fratello Gianni che parte con l’astronave
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14 Commenti a “Il paradosso dei gemelli - parte 1”
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Nella mia totale ignoranza in materia mi trovo a pensare che gli anni per come li intendiamo noi, vadano considerati in funzione del moto terrestre. Pertanto credo che il tempo sia “rallentato” solo per il fratello che viaggia a 200.000 km al sec. Non conta più il punto di vista di Gianni, che vede allontanarsi il pianeta alla stessa velocità a cui viaggia l’astronave… perchè in realtà il pianeta continua il suo moto alla stessa velocità e non si allontana. Dunque cambia la percezione del tempo solo per il viaggiatore. Ok, mi rileggo tutto l’articolo, come al solito molto interessante, e cerco di capire meglio la questione, perchè non riesco ad inquadrare bene il paradosso: dato per assodato che a 200.000 km al secondo, il tempo va calcolato in maniera differente che stando “fermi”, non ho dubbi su chi invecchia di meno… ma forse non ho capito un’h!!! ![]()
caro Maurizio,
il problema è che per il sistema di riferimento di Gianni è proprio la Terra che sta viaggiando a grande velocità. Ed ha anche ragione !! Tutto sta a scegliere il sistema di riferimento. NON ESISTE UN SISTEMA MIGLIORE DI UN ALTRO. Comunque la soluzione sarà data nella prossima puntata … Sono d’accordo che non è argomento facile, ma bisogna entrare in un’ottica diversa da quella a cui siamo abituati. Una domanda tanto per farti vedere che tutto è … relativo. Tu sei fermo o ti muovi? Tu mi diresti sto fermo (se non sapessi cosa fa la Terra). Ma invece tutti noi ci stiamo muovendo a 900 km/sec verso il Grande Attrattore… Un’inezia rispetto alla velocità della luce, ma di sicuro non siamo fermi…. Questo esempio non c’entra niente con la teoria di Einstein, ma era tanto per farti vedere che a volte quello che sembra ovvio non lo è…
@tutti,
volevo fare una precisazione riguardo alla “novella” sul paradosso dei gemelli. Io ho invocato la relatività generale per spiegare il paradosso. In realtà non ce ne sarebbe bisogno (basterebbe la relatività speciale). In questo senso qualcuno potrebbe sollevare questioni. Tuttavia, ho usato il sistema che mi sembrava più semplice. In ogni caso la trattazione e la novella restano valide. Al limite si potrebbe assumere che non c’era bisogno della relatività generale. Comunque il succo resta lo stesso e la figura della prossima settimana perfettamente valida. Pensate che certe interpretazioni sono ancora aperte … Godetevi il raccontino e vedrete che vi chiarirà comunque le idee (o almeno lo spero !!)
Perdonatemi, ma la differenza sostanziale non dovrebbe
risiedere nel fatto che il viaggiatore Gianni, per raggiungere la
velocità di 200.000 km/s ha dovuto accelerare alla partenza e decelerare all’arrivo?
Insomma, dovrebbe essere questa variazione di velocità a creare
la dissimmetria fra i due gemelli, a favore del viaggiatore.
—–
ma nel fatto che entrambi sembrano aver ragione mentre invece la verità è una sola!
Quale sarà?
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Che è ha fatto “un giro” intorno ad una stella a 10 anni luce di distanza (Epsilon Eridani?
) e non si è guardato neanche un po attorno ?!?
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@dario,
perfetto!! Infatti questa è la spiegazione che usa la relatività generale. Nella prossima puntata sarà spiegata con una semplice figura intuitiva….Bravo!!
magari è gianni, e il resto che lo circonda, che è invecchiato più velocemente?
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@Simone ….
ma visto che c’era poteva preferire Sirio, più interessante e pure + vicina…..
Resta comunque un concetto difficile non tanto da spiegare ma da capire nella nostra mentalità quotidiana! ![]()
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stupendo!!! Devo dire che nessuno me l’aveva mai spiegato così bene questo paradosso…