Acceleratori di particelle che creano buchi neri in grado di divorare la Terra. Sembrerebbe un incubo del nostro futuro prossimo. Fortunatamente alcuni ricercatori del CERN e di Santa Barbara ci dicono di no!

Recentemente, due eminenti fisici, Giddings e Mangano, hanno pubblicato un articolo in cui dimostrano, dati alla mano, che questo pericolo non potrà sussistere quando nel prossimo settembre entrerà in funzione il più grande acceleratore di particelle mai costruito, al CERN di Ginevra.
L’apparecchiatura, chiamata LHC (Large Hadron Collider), permetterà di effettuare collisioni ad altissima energia, sicuramente in grado di poter creare dei microscopici buchi neri. Questi ultimi però avranno una durata temporale di soltanto un nano-nano-nanosecondo. Benché non vi sia la benché minima possibilità che qualcuno di questi non si dissolva in un attimo, i due ricercatori hanno voluto analizzare tutte le possibilità, anche in condizioni ipotetiche al limite dell’assurdo. Ed hanno così tranquillizzato coloro che temevano un “suicidio” $planetario$. In realtà gli stessi urti ultra-energetici già accadono normalmente tra i raggi cosmici e la nostra atmosfera e quindi si sarebbe già dovuto assistere a fenomeni del genere.
Ben più importanti saranno invece gli esperimenti che si potranno ottenere al LHC, dove si pensa di raggiungere tali livelli di energia, tra fasci di protoni in collisione, da scoprire eventuali nuove forze naturali e perfino altre dimensioni del nostro spazio.
Il lavoro dei due ricercatori ha avuto anche un fine “pratico”, in quanto due signori delle Hawaii hanno intentato causa al CERN per bloccare l’attivazione del super-acceleratore che è costato 8 miliardi di dollari. La ricerca è stata utilizzata come “prova a discarico” nel processo …
Chissà se il piccolo chimico (o meglio piccolo fisico) del futuro, non permetterà ai nostri nipoti o pronipoti di costruirsi il loro personale buco nero casalingo, con cui giocare nelle lunghe giornate d’inverno?
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16 Commenti a “Chi ha paura dei buchi neri?”
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Salve prof, avevo giá letto su Focus l’articolo riguardante il Cern di Ginevra e le paure dei due fisici sulla formazione di buchi neri che possano sfuggire al controllo. Ma non c`é giá un centro di ricerca simile in America giá da qualche anno?
@epoch,
in realtà nell’articolo si dice appunto che la loro durata è di solo un nano-nano-nanosecondo e che poi si dissolvono.
@Silvia,
da quanto so io questo del CERN sarà il più grande e l’unico a raggiungere certe energie … Ma se hai altre notizie ben vengano ![]()
@enzo
Ho letto, volevo solo essere sicuro di aver capito bene.
Grazie.
Prof, l’ esperimento analogo eseguito al centro di ricerca che si trova in America, esattamente vicino New York, è il Relativistic Heavy Ion Collider, ne parla la rivista Focus di maggio. I due studiosi delle Hawaii avevano tentato di bloccare anche questo, ma è inutile dire che l’esperimento è riuscito. (nel 1999).
Io però, nella mia immensa ignoranza, non riesco a capire l’utilità di simili esperimenti…
Non ho la minima idea a cosa possa servire, ma mi chiedo quanto mai potrà essere veritiero un buco nero formato da pochi atomi rispetto ai colossi affamati che popolano l’universo?!?!
Di nuovo complimenti al prof. per l’ennesimo articolo ben fatto! ![]()
@Alessandro,
intanto grazie per i complimenti. L’enorme acceleratore non si costruisce certo per creare “buchi neri” (anche se avrebbe lo stesso interesse studiarli in laboratorio), ma per capire sempre meglio la struttura della materia e delle forze che la regolano. I buchi neri sono “incidenti” di percorso… Ossia, durante le collisioni è facile che si creino. Apparecchiature del genere sono l’unico modo per capire come è nato l’Universo e come si è evoluto nelle sue prime fasi. Ti assicuro che sono soldi ben spesi …
ho letto l’articolo forse esco dal discorso,il nostro sistema solare se nelle vicinanze si trova un buco nero quale pericolo può incontrare il sistema solare?
@achille: dipende dalle dimensioni (dalla massa) del buco nero e dalla distanza dal nostro sistema solare
Ovvio che se il suo campo gravitazionale cominciasse a interagire in maniera costante e sempre maggiore col nostro ci sarebbero buone possibilità per eventi che sconvolgerebbero lo stato materiale e temporale del nostro sistema
Ma, per le conoscenze attualmente in nostro possesso, stiamo parlando di una eventualità che di certo non riguarda la nostra scala temporale.
P.s.: ma non è che questi due fisici delle Hawaii cercano solo di farsi pubblicità?
@Achille,
dipende molto da quanto è grande il buco nero … A livello ipotesi teorica si era anche pensato che ci potessero essere mini buchi neri vicini a noi. Ma sono idee senza alcun fondamento. Certo che un incontro ravvicinato sarebbe poco piacevole. Se fossimo catturati dalla sua gravità saremmo costretti a essere risucchiati, oppure a girargli attorno. Ma come dicevo tutto dipende dalla sua massa. Comunque se ci fosse ce ne renderemmo conto da fenomeni che alterano i movimenti dei pianeti o delle comete o cose del genere. Direi che possiamo stare tranquilli …
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Ma un buco nero così piccolo, non “evapora” o si destabilizza in brevissimo tempo?
Non parliamo in pratica di singolarità nate da una massa di qualche nucleone?
grazie.