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a cura di Claudio Elidoro

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In Canada si sta costruendo il primo telescopio spaziale dedicato all’individuazione e sorveglianza degli asteroidi potenzialmente pericolosi.

L’acchiappasteroidi

Si chiamerà NEOSSat - acronimo per Near Earth Obiect Surveillance satellite - e costituirà un incredibile passo in avanti nella sorveglianza degli oggetti celesti che potrebbero costituire un rischio per il nostro Pianeta. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Agenzia spaziale canadese e la Defence Research Developenet Canada, che cureranno ogni aspetto, dalla progettazione fino alla collocazione in orbita del satellite prevista nel 2010.

Grande quanto una grossa valigia e pesante poco più di una sessantina di chili, il satellite si dovrà occupare non solamente degli asteroidi potenzialmente pericolosi, ma anche dei satelliti in orbita alta. A fruire dei servizi di NEOSSat, infatti, saranno sia il progetto NESS (Near Earth Space Surveillance) relativo alla individuazione degli asteroidi, sia il progetto HEOSS (High Eart Orbit Space Surveillance) dedicato al monitoraggio dei satelliti militari e civili in uno spazio sempre più congestionato.

I punti di forza dovranno essere l’estrema agilità e stabilità nel puntamento, due caratteristiche che finora non erano mai state chieste a satelliti di così ridotte dimensioni. Il compito che attende NEOSSat, infatti, prevede una attività osservativa con centinaia di cambi di puntamento ogni giorno e per ciascuno di essi il satellite dovrà garantire precisione di puntamento e stabilità orbitale. L’occhio del satellite sarà un telescopio di soli 15 centimetri: praticamente poco più di un giocattolo qui sulla Terra, ma che la collocazione in orbita a 700 chilometri oltre l’atmosfera e la possibilità di osservare 24 ore al giorno renderà idoneo al compito che lo attende.

Sulla carta, dunque, ogni cosa sembra perfetta. Tra un paio d’anni vedremo se e in che misura i risultati di NEOSSat saranno all’altezza delle attese.

Fonte: Coelum

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1 Commento a “L’acchiappasteroidi”

Interessante…ma tecnicamente il puntamento avverrà muovendo, diciamo, solo l’obbiettivo tramite servomotori, o l’intero satellite tramite giroscopi o retrorazzi?

Moreno scrive il 17 Luglio 2008 alle 00:04

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