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	<title>Commenti a: Perchè il Big Bang si dovrebbe vedere dappertutto</title>
	<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/</link>
	<description>Conoscere l'Universo</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:31:36 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: pterodactylus</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-65636</link>
		<author>pterodactylus</author>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 21:25:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-65636</guid>
		<description>il red shift che verrebbe osservato sulle galassie più lontane (cioè più sono lontane e più aumenterebbe il red shift) suggerirebbe che la velocità di allontanamento accelera sempre più. Se così fosse ci dovrebbe essere una forza costante che da luogo ad una accelerazione, altrimenti l'impulso iniziale del big bang darebbe luogo ad un moto uniforme, anzi uniformemente decelerato per le interazioni gravitazionali che tenderebbero a rallentare le velocità relative. Perchè questa contraddizione? Penso che il red shift è male interpretato, non l'evidenza di una accelerazione ma l'attenuazione della energia luminosa che ci raggiunge dopo l'attraversamento della "materia oscura". le frequenze luminose più alte, analogamente alle radiofrequenze, si attenuano di più su distanze crescenti. Da una banda che suona molto lontano, ci arrivano i colpi sulla grancassa ma non i clarini. Però mi serve sapere se lo spostamento verso il rosso è confortato o meno dalla presenza delle righe spettrali. Se non vanno d'accordo allora è la materia oscura, altrimenti non so. Non è male ammetterlo, anche Socrate diceva di non sapere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il red shift che verrebbe osservato sulle galassie più lontane (cioè più sono lontane e più aumenterebbe il red shift) suggerirebbe che la velocità di allontanamento accelera sempre più. Se così fosse ci dovrebbe essere una forza costante che da luogo ad una accelerazione, altrimenti l&#8217;impulso iniziale del <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> darebbe luogo ad un moto uniforme, anzi uniformemente decelerato per le <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#interazioni_gravitazionali" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'interazioni gravitazionali' ">interazioni gravitazionali</a> che tenderebbero a rallentare le velocità relative. Perchè questa contraddizione? Penso che il red shift è male interpretato, non l&#8217;evidenza di una accelerazione ma l&#8217;attenuazione della energia luminosa che ci raggiunge dopo l&#8217;attraversamento della &#8220;<a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#materia_oscura" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'materia oscura' ">materia oscura</a>&#8221;. le frequenze luminose più alte, analogamente alle radiofrequenze, si attenuano di più su distanze crescenti. Da una banda che suona molto lontano, ci arrivano i colpi sulla grancassa ma non i clarini. Però mi serve sapere se lo spostamento verso il rosso è confortato o meno dalla presenza delle righe spettrali. Se non vanno d&#8217;accordo allora è la <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#materia_oscura" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'materia oscura' ">materia oscura</a>, altrimenti non so. Non è male ammetterlo, anche Socrate diceva di non sapere&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gato70</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-62325</link>
		<author>gato70</author>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 17:20:10 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-62325</guid>
		<description>guardando meglio la raffigurazione che ho messo su in effetti il cerchio rosso dovrebbe combaciare nei due "sistemi" per un unico punto (non per due)...
più il cerchio che ha al centro il big bang è ridotto, più lo stesso cerchio deve essere grande dal punto di vista del presente...
in modo che combacino in un unico punto...
ad esempio... se tale cerchio dista dal big bang 2 miliardi di anni dal presente deve rappresentare 12 miliardi di anni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>guardando meglio la raffigurazione che ho messo su in effetti il cerchio rosso dovrebbe combaciare nei due &#8220;sistemi&#8221; per un unico punto (non per due)&#8230;<br />
più il cerchio che ha al centro il <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> è ridotto, più lo stesso cerchio deve essere grande dal punto di vista del presente&#8230;<br />
in modo che combacino in un unico punto&#8230;<br />
ad esempio&#8230; se tale cerchio dista dal <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> 2 miliardi di anni dal presente deve rappresentare 12 miliardi di anni&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gato70</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-62323</link>
		<author>gato70</author>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 17:09:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-62323</guid>
		<description>Ciao a tutti...
&lt;a rel="lightbox" href="http://a.imageshack.us/img840/1862/bigbang.jpg" rel="nofollow"&gt;così&lt;/a&gt; è come io immagino il tutto:

il cerchio pieno azzurro rappresenta il "tempo zero" del Big Bang (14 miliardi di anni fa), il cerchio rosso un tempo intermedio, il cerchio nero il tempo presente dell'osservatore.
Dal punto di vista dell'osservatore il tempo/punto "unico" del big bang diventa il cerchio (meglio ancora una sfera) osservabile in tutte le direzioni.
In effetti se aggiungessimo una dimensione in più (sfere e non cerchi) forse la cosa sarebbe un po' più intuibile, raffigurabile.... chissà! :neutral: 

Devo dire non ho ancora letto tutti i post... 
leggevo ad un certo punto degli interventi che parlavano di stringhe, superstringhe e brane...
quello che per me risulta davvero inconcepibile è il "nulla" prima del "tutto" (big bang e sue derivazioni), il "nulla" prima dell'unicità da cui scaturisce il "tutto"...
in un'intervento di una utente si accenna ad un "nostro" tutto, un tutto riferito al "solo" nostro universo...
ecco, qualunque cosa questo significhi si avvicina molto a quello che io immagino... ma presumo si tratti già di una specie di fede...

In soldoni:
si sa che c'è stato un big bang, è provato matematicamente e scientificamente dalle osservazioni...
ma che cos'è un big bang? cosa lo determina? è un evento unico nell'essere totale di tutto ciò che può essere o si ripropone?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti&#8230;<br />
<a rel="lightbox" href="http://a.imageshack.us/img840/1862/bigbang.jpg" rel="nofollow">così</a> è come io immagino il tutto:</p>
<p>il cerchio pieno azzurro rappresenta il &#8220;tempo zero&#8221; del <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> (14 miliardi di anni fa), il cerchio rosso un tempo intermedio, il cerchio nero il tempo presente dell&#8217;osservatore.<br />
Dal punto di vista dell&#8217;osservatore il tempo/punto &#8220;unico&#8221; del <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> diventa il cerchio (meglio ancora una sfera) osservabile in tutte le direzioni.<br />
In effetti se aggiungessimo una dimensione in più (sfere e non cerchi) forse la cosa sarebbe un po&#8217; più intuibile, raffigurabile&#8230;. chissà! <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_neutral.gif' alt=':neutral:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Devo dire non ho ancora letto tutti i post&#8230;<br />
leggevo ad un certo punto degli interventi che parlavano di stringhe, superstringhe e brane&#8230;<br />
quello che per me risulta davvero inconcepibile è il &#8220;nulla&#8221; prima del &#8220;tutto&#8221; (<a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a> e sue derivazioni), il &#8220;nulla&#8221; prima dell&#8217;unicità da cui scaturisce il &#8220;tutto&#8221;&#8230;<br />
in un&#8217;intervento di una utente si accenna ad un &#8220;nostro&#8221; tutto, un tutto riferito al &#8220;solo&#8221; nostro universo&#8230;<br />
ecco, qualunque cosa questo significhi si avvicina molto a quello che io immagino&#8230; ma presumo si tratti già di una specie di fede&#8230;</p>
<p>In soldoni:<br />
si sa che c&#8217;è stato un <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a>, è provato matematicamente e scientificamente dalle osservazioni&#8230;<br />
ma che cos&#8217;è un <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#big_bang" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'Big Bang' ">Big Bang</a>? cosa lo determina? è un evento unico nell&#8217;essere totale di tutto ciò che può essere o si ripropone?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paola</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38643</link>
		<author>paola</author>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 21:54:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38643</guid>
		<description>WOW SIIIIIIII ehm... scusa mi son lasciata prendere dall'entusiasmo... per queste cose mi capita spesso!...  :grin: 
l'idea dell'articolo è fantastica! capisco le difficoltà, ma a mio modestissimo parere di discente, ritengo che sia importante in prima battuta capire bene la logica, i concetti principali dell'argomento... ( a quest'ora mi difetta l'esatta terminologia) se poi all'interno dell'articolo qualche concetto non è sufficientemente chiaro ci sono sempre i commenti per esplicitarlo meglio... penso sia impossibile redigere un articolo che sia perfettamente adeguato ad un pubblico così variegato quale quello che frequenta la rete... per cui secondo me l'importante è attirare l'attenzione sui concetti priincipali... certo faccio presto a parlare io che dal profondo della mia ignoranza non devo cimentarmi con l'arduo compito,.... allora prendilo così come un modesto parere di una assidua lettrice....... :wink:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>WOW SIIIIIIII ehm&#8230; scusa mi son lasciata prendere dall&#8217;entusiasmo&#8230; per queste cose mi capita spesso!&#8230;  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':grin:' class='wp-smiley' /><br />
l&#8217;idea dell&#8217;articolo è fantastica! capisco le difficoltà, ma a mio modestissimo parere di discente, ritengo che sia importante in prima battuta capire bene la logica, i concetti principali dell&#8217;argomento&#8230; ( a quest&#8217;ora mi difetta l&#8217;esatta terminologia) se poi all&#8217;interno dell&#8217;articolo qualche concetto non è sufficientemente chiaro ci sono sempre i commenti per esplicitarlo meglio&#8230; penso sia impossibile redigere un articolo che sia perfettamente adeguato ad un pubblico così variegato quale quello che frequenta la rete&#8230; per cui secondo me l&#8217;importante è attirare l&#8217;attenzione sui concetti priincipali&#8230; certo faccio presto a parlare io che dal profondo della mia ignoranza non devo cimentarmi con l&#8217;arduo compito,&#8230;. allora prendilo così come un modesto parere di una assidua lettrice&#8230;&#8230;. <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38640</link>
		<author>Andrea</author>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 21:31:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38640</guid>
		<description>No...di domande continua a farne, ti prego...
Sulle stringhe e simili dammi tempo.
Devo pensarci un po'...
Quello è un argomento molto difficile e se riuscissi a renderle semplici e comprensibili forse sarei il primo al mondo...almeno stando ai testi divulgativi che finora ho letto.
Ti prometto che ci provo...magari scrivendo proprio un articolo.

La difficoltà maggiore è riuscire a calibrare il livello di difficoltà di quello che si scrive. In questi giorni ho buttato giù una bozza dell'articolo sull'antimateria ma mi sono impantanato perchè per ogni termine che uso dovrei dare la spiegazione. Solo per spiegare cos'è lo spin di una particella ci vorrebbe un articolo intero...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No&#8230;di domande continua a farne, ti prego&#8230;<br />
Sulle stringhe e simili dammi tempo.<br />
Devo pensarci un po&#8217;&#8230;<br />
Quello è un argomento molto difficile e se riuscissi a renderle semplici e comprensibili forse sarei il primo al mondo&#8230;almeno stando ai testi divulgativi che finora ho letto.<br />
Ti prometto che ci provo&#8230;magari scrivendo proprio un articolo.</p>
<p>La difficoltà maggiore è riuscire a calibrare il livello di difficoltà di quello che si scrive. In questi giorni ho buttato giù una bozza dell&#8217;articolo sull&#8217;antimateria ma mi sono impantanato perchè per ogni termine che uso dovrei dare la spiegazione. Solo per spiegare cos&#8217;è lo spin di una particella ci vorrebbe un articolo intero&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paola</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38629</link>
		<author>paola</author>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 17:17:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38629</guid>
		<description>dopo aver letto attentamente la tua spiegazione a Lampo nell'altro articolo, il terzo della serie, avevo appunto notato questo "disallienamento" tra tempo ed espansione e sta vo scrivendo una domanda a proposito........ HO RICEVUTO UNA RISPOSTA IN ANTICIPO! wow! 
ora non mi resta che "digerire" il tutto ..... 
si avevo letto del disaccoppiamento fotonico... tutto molto chiaro per questo non lo avevo inserito tra i miei quesiti..........

da ultimo, se posso ancora approfittare, (sono consapevole che la mia sete insaziabile a volte sia "pesante" da reggere ) se, quando hai tempo, potessi darmi qualche semplice cenno sulla teoria delle stringhe, superstringhe e simili te ne sarei infinitamente grata, perchè nonostante i miei sforzi, anche lì non sono mai riuscita a capire molto... ma visti i risultati ottenuti in meno di 24 ore su argomenti che pensavo essere assolutamente fuori dalla mia portata... mi vien da pensare che magari potrei fare un passettino avanti anche in quella direzione....... 
Dopo di che prometto di non fare più domande! :grin:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dopo aver letto attentamente la tua spiegazione a Lampo nell&#8217;altro articolo, il terzo della serie, avevo appunto notato questo &#8220;disallienamento&#8221; tra tempo ed espansione e sta vo scrivendo una domanda a proposito&#8230;&#8230;.. HO RICEVUTO UNA RISPOSTA IN ANTICIPO! wow!<br />
ora non mi resta che &#8220;digerire&#8221; il tutto &#8230;..<br />
si avevo letto del disaccoppiamento fotonico&#8230; tutto molto chiaro per questo non lo avevo inserito tra i miei quesiti&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>da ultimo, se posso ancora approfittare, (sono consapevole che la mia sete insaziabile a volte sia &#8220;pesante&#8221; da reggere ) se, quando hai tempo, potessi darmi qualche semplice cenno sulla teoria delle stringhe, superstringhe e simili te ne sarei infinitamente grata, perchè nonostante i miei sforzi, anche lì non sono mai riuscita a capire molto&#8230; ma visti i risultati ottenuti in meno di 24 ore su argomenti che pensavo essere assolutamente fuori dalla mia portata&#8230; mi vien da pensare che magari potrei fare un passettino avanti anche in quella direzione&#8230;&#8230;.<br />
Dopo di che prometto di non fare più domande! <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':grin:' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38625</link>
		<author>Andrea</author>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 16:55:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38625</guid>
		<description>Si...la mia era una provocazione.
In effetti è un argomento così controverso e ancora irrisolto che qualsiasi discorso si possa fare a riguardo è da prendere come pure ipotesi.
In realtà l'orizzonte degli eventi non è dato da quei 13.5 miliardi di anni perchè la costante di Hubble è costante nello spazio ma non nel tempo. Ovvero in qualsiasi punto dello spazio si registra lo stesso valore a patto che la registrazione sia contemporanea nel tempo.
L'orizzonte degli eventi per noi è dato dalla velocità della luce per il tempo dell'universo. Un fotone che arriva a noi non può aver viaggiato nel tempo per più di 13.5 miliardi di anni perchè prima di allora non esisteva il tempo, lo spazio e il fotone stesso.
Bisognerebbe poi considerare il disaccoppiamento fotonico se si parla di fotoni. Ho accennato a questa cosa in un intervento precedente (un anno fa.
Il fatto che questo limite coincida con il limite posto dalla costante di hubble sembrerebbe descrivere un universo piatto o comunque a bassa curvatura ma pare sia così oggi ma non nel passato e non nel futuro, anche se non sappiamo perchè e cosa comporterà.

Il problema è capire come l'espansione dello spazio sia cambiata nel tempo e come cambierà. Ma soprattutto cosa genera queste variazioni.
Per spiegarle si è ipotizzato l'energia oscura ma allo stato attuale rimangono pure ipotesi. 

Credo di poter dire che attualmente siamo arrivati al limite dei nostri strumenti concettuali. Ovvero, per andare oltre nella comprensione dei meccanismi del cosmo e della sua storia, dovremo probabilmente riuscire ad arrivare a un livello di comprensione più alto sulla natura della materia e delle forze che la governano. Se questa sarà una delle teorie delle superstringhe o altri modelli non posso certo dirlo, non può dirlo nessuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si&#8230;la mia era una provocazione.<br />
In effetti è un argomento così controverso e ancora irrisolto che qualsiasi discorso si possa fare a riguardo è da prendere come pure ipotesi.<br />
In realtà l&#8217;<a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#orizzonte" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'orizzonte' ">orizzonte</a> degli eventi non è dato da quei 13.5 miliardi di anni perchè la <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#costante_di_hubble" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'costante di Hubble' ">costante di Hubble</a> è costante nello spazio ma non nel tempo. Ovvero in qualsiasi punto dello spazio si registra lo stesso valore a patto che la registrazione sia contemporanea nel tempo.<br />
L&#8217;<a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#orizzonte" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'orizzonte' ">orizzonte</a> degli eventi per noi è dato dalla velocità della luce per il tempo dell&#8217;universo. Un fotone che arriva a noi non può aver viaggiato nel tempo per più di 13.5 miliardi di anni perchè prima di allora non esisteva il tempo, lo spazio e il fotone stesso.<br />
Bisognerebbe poi considerare il disaccoppiamento fotonico se si parla di fotoni. Ho accennato a questa cosa in un intervento precedente (un anno fa.<br />
Il fatto che questo limite coincida con il limite posto dalla <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#costante_di_hubble" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'costante di Hubble' ">costante di Hubble</a> sembrerebbe descrivere un universo piatto o comunque a bassa curvatura ma pare sia così oggi ma non nel passato e non nel futuro, anche se non sappiamo perchè e cosa comporterà.</p>
<p>Il problema è capire come l&#8217;espansione dello spazio sia cambiata nel tempo e come cambierà. Ma soprattutto cosa genera queste variazioni.<br />
Per spiegarle si è ipotizzato l&#8217;energia oscura ma allo stato attuale rimangono pure ipotesi. </p>
<p>Credo di poter dire che attualmente siamo arrivati al limite dei nostri strumenti concettuali. Ovvero, per andare oltre nella comprensione dei meccanismi del cosmo e della sua storia, dovremo probabilmente riuscire ad arrivare a un livello di comprensione più alto sulla natura della materia e delle forze che la governano. Se questa sarà una delle teorie delle superstringhe o altri modelli non posso certo dirlo, non può dirlo nessuno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paola</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38619</link>
		<author>paola</author>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 15:23:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38619</guid>
		<description>sei stato chiarissimo ed esauriente, nonostante le mie scarse conoscenze riesco a seguire benissimo la logica dei ragionamenti da te esposti, e quindi tutto quello che spieghi, e al contempo le tue spiegazioni sono complete, e non approssimative, in relazione alle mie capacità di comprensione,... (e di questo sono sinceramente entusiasta)
 vorrei se possibile, a questo punto solo una conferma a quanto avevo scritto qualche commento fa in relazione alla tua afffermazione che riporto per chiarezza espositiva:&lt;em&gt;Stuzzico solo la curiosità dicendo che:
se la costante di Hubble è 72 Km/s per Mpc allora la quantità di spazio oltre alla quale la velocità di espansione è maggiore alla velocità della luce è:
300.000 (velocità della luce) / 72 * 3.260.000 (Mpc in anni luce)
Il risultato è: 13.5 miliardi di anni luce.
Che è circa l’età stimata dell’universo.
E non è una coincidenza… &lt;/em&gt;

quindi &lt;strong&gt;se&lt;/strong&gt; ho capito bene 13,5 miliardi di anni luce rappresenterebbero l’orizzonte degli eventi, cioè i fotoni che eventualmente siano partiti da una stella più distante non potrebbero mai raggiungerci per effetto dell’espansione….. per cui non non possiamo vedere nulla oltre questo limite ma non è detto che sia questo il limite dell'universo...... ho capito bene???
ti chiedo scusa se continuo a chiederti conferme che magari a te possono sembrare oziose, ma per me sono necessarie per poter proseguire nei ragionamenti.......
grazie infinite ... soprattutto per la pazienza :wink:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sei stato chiarissimo ed esauriente, nonostante le mie scarse conoscenze riesco a seguire benissimo la logica dei ragionamenti da te esposti, e quindi tutto quello che spieghi, e al contempo le tue spiegazioni sono complete, e non approssimative, in relazione alle mie capacità di comprensione,&#8230; (e di questo sono sinceramente entusiasta)<br />
 vorrei se possibile, a questo punto solo una conferma a quanto avevo scritto qualche commento fa in relazione alla tua afffermazione che riporto per chiarezza espositiva:<em>Stuzzico solo la curiosità dicendo che:<br />
se la <a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#costante_di_hubble" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'costante di Hubble' ">costante di Hubble</a> è 72 Km/s per <acronym title="Mega-parsecs">Mpc</acronym> allora la quantità di spazio oltre alla quale la velocità di espansione è maggiore alla velocità della luce è:<br />
300.000 (velocità della luce) / 72 * 3.260.000 (<acronym title="Mega-parsecs">Mpc</acronym> in anni luce)<br />
Il risultato è: 13.5 miliardi di anni luce.<br />
Che è circa l’età stimata dell’universo.<br />
E non è una coincidenza… </em></p>
<p>quindi <strong>se</strong> ho capito bene 13,5 miliardi di anni luce rappresenterebbero l’<a class="glossary-term" href="http://www.astronomia.com/glossario/#orizzonte" title="Collegamento diretto al glossario per il termine 'orizzonte' ">orizzonte</a> degli eventi, cioè i fotoni che eventualmente siano partiti da una stella più distante non potrebbero mai raggiungerci per effetto dell’espansione….. per cui non non possiamo vedere nulla oltre questo limite ma non è detto che sia questo il limite dell&#8217;universo&#8230;&#8230; ho capito bene???<br />
ti chiedo scusa se continuo a chiederti conferme che magari a te possono sembrare oziose, ma per me sono necessarie per poter proseguire nei ragionamenti&#8230;&#8230;.<br />
grazie infinite &#8230; soprattutto per la pazienza <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=':wink:' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38617</link>
		<author>Andrea</author>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 15:02:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38617</guid>
		<description>leggo solo ora la seconda domanda, quella sulla propagazione della luce...
Senza volere ho in parte risposto già nella prima risposta.
La luce procede in linea retta sempre...in qualsiasi tipo di geometria.
Il problema è che la retta stessa cambia proprietà a seconda della geometria in cui si trova.
Una retta disegnata su una sfera è un cerchio (pensa a un mappamondo e alle rette rappresentanti longitudini e latitudini, ovvero paralleli e meridiani).
In uno spazio iperbolico le rette invece hanno una curvatura opposta, un iperbole appunto.
La difficoltà per noi è proprio quella di considerare rettilinea una cosa che sappiamo essere curva...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>leggo solo ora la seconda domanda, quella sulla propagazione della luce&#8230;<br />
Senza volere ho in parte risposto già nella prima risposta.<br />
La luce procede in linea retta sempre&#8230;in qualsiasi tipo di geometria.<br />
Il problema è che la retta stessa cambia proprietà a seconda della geometria in cui si trova.<br />
Una retta disegnata su una sfera è un cerchio (pensa a un mappamondo e alle rette rappresentanti longitudini e latitudini, ovvero paralleli e meridiani).<br />
In uno spazio iperbolico le rette invece hanno una curvatura opposta, un iperbole appunto.<br />
La difficoltà per noi è proprio quella di considerare rettilinea una cosa che sappiamo essere curva&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38614</link>
		<author>Andrea</author>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 14:42:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.astronomia.com/2008/07/16/perche-il-big-bang-si-dovrebbe-vedere-dappertutto/#comment-38614</guid>
		<description>Forma....è una parola ingannevole.
Infatti se con forma intendiamo una limitazione dello spazio descritta da insieme continuo di punti e le relazioni fra questi punti, essendo l'universo tutto lo spazio viene a mancare il presupposto iniziale di limitazione dello spazio.
Nel senso...posso dirti che forma ha una pallina da tennis perchè la rappresento come formata da ogni punto che sia a distanza massima 3cm da x (che è il centro della pallina da tennis).
Se dicessi che la forma dell'universo è qualsiasi punto a prescindere dalla sua posizione appare chiaro che non sto dicendo niente, perchè senza esclusione non c'è discriminazione e distinzione.
Se non ci sono punti che non sono fuori dalla forma stessa questa viene a mancare di significato.
Alla domanda "che forma ha l'universo" dovrei rispondere: tutto.
E il 99% delle persone mi guarderebbero con la compassione che si prova per i minorati mentali.  :mrgreen: 
Interessante notare la teoria di Xuan-Ye nata in cina duemila anni fa secondo cui lo spazio non aveva né forma né limiti.

C'è però uno studio geometrico che riguarda l'universo.
Si cerca infatti da molto tempo di capire quale sia la geometria locale e quella globale dell'universo.
Essendo argomento lungo e complesso e la cui comprensione presuppone un base matematica solida, mi limiterò a una minima semplificazione.

Se lo spazio è sferico (ovvero curvato verso l'interno) allora ha una dimensione finita. Essendo questa curvatura minima noi non ne abbiamo esperienza diretta (così come difficilmente si ha esperienza diretta della curvatura terrestre trovandosi sulla superficie).
In questo caso lo spazio finito sarebbe rappresentabile effettivamente come una ipersfera di n-dimensioni (tante quante sono le dimensioni della materia ovvero minimo 4). Alcune ricerche stanno scrutando la radiazione di fondo per scoprire l'esistenza di immagini multiple. Cercherò di dirlo con parole semplici: se immaginiamo una sfera come la terra (sfera intesa come superficie della sfera e basta), in qualunque direzione una persona si metta a camminare prima o poi tornerà nel punto in cui è partito. In questo caso un fotone che sia partito molto addietro nel tempo dal punto in cui ora siamo, se non interagisce con la materia dell'universo, è destinato prima o poi a tornare qui. Questo porterebbe alla creazione di immagini multiple degli stessi oggetti. 
Sinceramente non so come spiegarlo meglio di così senza addentrarmi in difficili spiegazioni di geometrie multidimensionali, argomenti molto difficili da capire e da rappresentare anche a livello matematico.

Poniamo invece che lo spazio sia piatto. In tal caso si avrebbe una geometria euclidea e quindi per definizione stessa infinita.
Da un certo punto di vista sembra essere la rappresentazione più facile in quanto la nostra esperienza dello spazio è quella di uno spazio euclideo.
In questo caso ogni retta è infinita e per ogni retta esistono infinite rette parallele.

La terza ipotesi è lo spazio iperbolico (a volte chiamato aperto...anche se il termine non mi piace).
In questo caso dovremmo pensare a una specie di sella (quella che si mette sul cavallo...) però immaginandola in n-dimensioni (io non ci riesco a immaginarla...posso capirla solo matematicamente...).
Questa teoria prevede che l'universo non solo sia infinito ma che sia destinato inevitabilmente a una espanzione infinita fino alla morte termica, ovvero al momento in cui tutte le particelle smettono di muoversi rispetto allo spazio stesso e quindi l'energia finisce per diventare solo massa fredda e immobile. Questo succede perchè la dilatazione dello spazio sempre crescente porterebbe ogni particella elementare ad allontanarsi dalle altre alla velocità della luce e quindi ad annullare anche l'esistenza della stessa luce e la temperatura dell'universo arriverebbe allo zero termico assoluto.
Se questa teoria è giusta dovremmo avere circa 20 miliardi di anni di vita di fronte a noi prima della totale disgregazione della materia.
Cosa poi ci potrebbe essere dopo torna a essere filosofia o quasi.
Di sicuro a quel punto il limite dell'universo osservabile sarebbe uguale a 0.
Possiamo dire che sarebbe la scomparsa dell'universo e del tempo per come li intendiamo noi.

Comunque sia questa curvatura siamo certi che il suo valore si avvicina molto a 0 (infatti noi ragioniamo in termini spaziali euclidei). E' intrigante però pensare che basta discostarsi di pochissimo da quel 0 per ottenere risultati finali in termini cosmologici tanto diversi.

Spero di non aver divagato troppo e di aver almeno in parte risposto alla tua domanda...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forma&#8230;.è una parola ingannevole.<br />
Infatti se con forma intendiamo una limitazione dello spazio descritta da insieme continuo di punti e le relazioni fra questi punti, essendo l&#8217;universo tutto lo spazio viene a mancare il presupposto iniziale di limitazione dello spazio.<br />
Nel senso&#8230;posso dirti che forma ha una pallina da tennis perchè la rappresento come formata da ogni punto che sia a distanza massima 3cm da x (che è il centro della pallina da tennis).<br />
Se dicessi che la forma dell&#8217;universo è qualsiasi punto a prescindere dalla sua posizione appare chiaro che non sto dicendo niente, perchè senza esclusione non c&#8217;è discriminazione e distinzione.<br />
Se non ci sono punti che non sono fuori dalla forma stessa questa viene a mancare di significato.<br />
Alla domanda &#8220;che forma ha l&#8217;universo&#8221; dovrei rispondere: tutto.<br />
E il 99% delle persone mi guarderebbero con la compassione che si prova per i minorati mentali.  <img src='http://www.astronomia.com/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /><br />
Interessante notare la teoria di Xuan-Ye nata in cina duemila anni fa secondo cui lo spazio non aveva né forma né limiti.</p>
<p>C&#8217;è però uno studio geometrico che riguarda l&#8217;universo.<br />
Si cerca infatti da molto tempo di capire quale sia la geometria locale e quella globale dell&#8217;universo.<br />
Essendo argomento lungo e complesso e la cui comprensione presuppone un base matematica solida, mi limiterò a una minima semplificazione.</p>
<p>Se lo spazio è sferico (ovvero curvato verso l&#8217;interno) allora ha una dimensione finita. Essendo questa curvatura minima noi non ne abbiamo esperienza diretta (così come difficilmente si ha esperienza diretta della curvatura terrestre trovandosi sulla superficie).<br />
In questo caso lo spazio finito sarebbe rappresentabile effettivamente come una ipersfera di n-dimensioni (tante quante sono le dimensioni della materia ovvero minimo 4). Alcune ricerche stanno scrutando la radiazione di fondo per scoprire l&#8217;esistenza di immagini multiple. Cercherò di dirlo con parole semplici: se immaginiamo una sfera come la terra (sfera intesa come superficie della sfera e basta), in qualunque direzione una persona si metta a camminare prima o poi tornerà nel punto in cui è partito. In questo caso un fotone che sia partito molto addietro nel tempo dal punto in cui ora siamo, se non interagisce con la materia dell&#8217;universo, è destinato prima o poi a tornare qui. Questo porterebbe alla creazione di immagini multiple degli stessi oggetti.<br />
Sinceramente non so come spiegarlo meglio di così senza addentrarmi in difficili spiegazioni di geometrie multidimensionali, argomenti molto difficili da capire e da rappresentare anche a livello matematico.</p>
<p>Poniamo invece che lo spazio sia piatto. In tal caso si avrebbe una geometria euclidea e quindi per definizione stessa infinita.<br />
Da un certo punto di vista sembra essere la rappresentazione più facile in quanto la nostra esperienza dello spazio è quella di uno spazio euclideo.<br />
In questo caso ogni retta è infinita e per ogni retta esistono infinite rette parallele.</p>
<p>La terza ipotesi è lo spazio iperbolico (a volte chiamato aperto&#8230;anche se il termine non mi piace).<br />
In questo caso dovremmo pensare a una specie di sella (quella che si mette sul cavallo&#8230;) però immaginandola in n-dimensioni (io non ci riesco a immaginarla&#8230;posso capirla solo matematicamente&#8230;).<br />
Questa teoria prevede che l&#8217;universo non solo sia infinito ma che sia destinato inevitabilmente a una espanzione infinita fino alla morte termica, ovvero al momento in cui tutte le particelle smettono di muoversi rispetto allo spazio stesso e quindi l&#8217;energia finisce per diventare solo massa fredda e immobile. Questo succede perchè la dilatazione dello spazio sempre crescente porterebbe ogni particella elementare ad allontanarsi dalle altre alla velocità della luce e quindi ad annullare anche l&#8217;esistenza della stessa luce e la temperatura dell&#8217;universo arriverebbe allo zero termico assoluto.<br />
Se questa teoria è giusta dovremmo avere circa 20 miliardi di anni di vita di fronte a noi prima della totale disgregazione della materia.<br />
Cosa poi ci potrebbe essere dopo torna a essere filosofia o quasi.<br />
Di sicuro a quel punto il limite dell&#8217;universo osservabile sarebbe uguale a 0.<br />
Possiamo dire che sarebbe la scomparsa dell&#8217;universo e del tempo per come li intendiamo noi.</p>
<p>Comunque sia questa curvatura siamo certi che il suo valore si avvicina molto a 0 (infatti noi ragioniamo in termini spaziali euclidei). E&#8217; intrigante però pensare che basta discostarsi di pochissimo da quel 0 per ottenere risultati finali in termini cosmologici tanto diversi.</p>
<p>Spero di non aver divagato troppo e di aver almeno in parte risposto alla tua domanda&#8230;</p>
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