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Nane Brune: una nuova classe di oggetti celesti

Scritto da Vincenzo Zappalà il 27 Agosto 2008 @ 09:19 in News | 30 Commenti

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Ammasso aperto delle Pleiadi

L’ammasso aperto delle Pleiadi (M45)

Credits: Gianni Benintende

Molte volte si associa la nascita di una stella a quella dell’essere umano. Le somiglianze con la gestazione ed il parto sono veramente impressionanti e toccanti.

Basta pensare all’embrione nascosto nella nube oscura e poi alla nascita, in cui l’astro è ancora circondato dalla “placenta”, visibile a lungo come nelle famosissime Pleiadi e nelle nebulosità azzurre che le circondano. I pianeti poi sembrano proprio dei figli, la cui creazione avviene in un secondo tempo. Al di là quindi delle definizioni legate alla massa, i pianeti differiscono proprio per il modo in cui si formano. Le stelle nascono dalla contrazione di una nube, i pianeti dall’aggregazione del gas e polvere del disco che circonda la “mamma”. In questo contesto evolutivo, le Nane Brune sono sempre state considerate come stelle a tutti gli effetti, la cui massa è talmente piccola (inferiore a circa l’8% della massa solare) da non riuscire ad innescare la fusione dell’idrogeno. Stelle mancate quindi, ma sempre stelle, con le stesse modalità di nascita.

Due ricercatori dell’Università di Bonn (Ingo Thies e Pavel Kroupa) hanno però analizzato in dettaglio tutti i dati odierni relativi alle Nane Brune ed hanno concluso con un rivoluzionario risultato.

Analizzando i sistemi doppi stellari, che rappresentano la maggioranza delle stelle, si vede come la coppia può essere molto vicina o molto lontana. A volte la loro distanza è inferiore ad una Unità Astronomica, a volte può raggiungere le migliaia di Unità Astronomiche. Ma sono plausibili tutte le distanze intermedie. Lo stesso non avviene per le coppie di Nane Brune: esse non superano praticamente mai le 15 Unità Astronomiche. Ancora più importante è il fatto che non si riescono a trovare Nane Brune accoppiate a stelle di massa solare. E questa strana “assenza” è chiamata in gergo come “il deserto delle Nane Brune” ed è ben conosciuto dagli astrofisici. Le teorie di formazione stellare vorrebbero invece normale e frequente questo tipo di “accoppiamento”. Se poi si analizzano le masse delle stelle appena nate si vede anche che esiste un ben definito intervallo tra le stelle normali e le Nane Brune.

Come spiegare queste anomalie. La cosa più ovvia è che ci troviamo di fronte ad una nuova classe di oggetti, la cui formazione avviene in modo diverso sia dalle stelle che dai pianeti. Le possibili spiegazioni sono almeno due.

Durante la nascita di un sistema stellare triplo i tre embrioni si disintegrano a causa della mutua attrazione gravitazionale. Il più piccolo verrebbe catapultato fuori, costretto a vivere un’esistenza indipendente: un vero e proprio “aborto” spontaneo.

L’altra possibilità è che la Nana Bruna si stia formando in una posizione molto periferica rispetto alla compagna più grande. Dato che normalmente le stelle si formano in ammassi (proprio come nei reparti “maternità” degli ospedali) è abbastanza probabile che una terza stella di passaggio “strappi” l’embrione dal suo compagno ed induca un “aborto”.

In ogni modo, sembra che le Nane Brune debbano essere veramente considerate come un tipo peculiare di corpi celesti. Veri e propri “aborti” stellari, sia di tipo spontaneo che indotto … le somiglianze continuano.

embrione.jpg

Sopra: Una stella poco prima della sua nascita è ancora avvolta nella sua placenta (nube oscura). All’interno si vede bene il prossimo neonato con il suo disco di materia già formato.

[1] La vita di una stella
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