Io amo profondamente gli animali e spero che l’uomo sappia preservarne al meglio l’esistenza. Ma, forse, ci sono anche altre priorità. Ricordate comunque che questo è solo un racconto fantastico, giocoforza paradossale ed estremista, e non vuole sicuramente “insultare” nessuno …
Gli ecologisti avevano vinto. Che bello vedere di nuovo galoppare nelle praterie degli Stati Uniti quelle mandrie di centinaia e centinaia di bisonti. Moltissimi portavano le nuove magliette in cui vi era rappresentato in modo sarcastico e deformato il volto dell’odiato Buffalo Bill, a cui erano state aggiunte un paio di enormi corna ricurve. La gru del Giappone trovò migliaia di comignoli predisposti per accogliere il suo nido. Era difficile sorvolare a bassa quota la distesa artica e non vedere un iceberg con una simpatica famigliola di orsi polari sdraiata al Sole. Nell’intricata foresta amazzonica i variopinti uccelli creavano macchie di colore osservabili anche a grandi altezze e sotto quella massa infinita di foglie, rami e liane, le anaconde gigantesche entravano negli stagni e ne uscivano trascinandosi i più di dieci metri di spire del loro gigantesco corpo.
I turisti che attraversavano in jeep le savane del Kenia avevano grossi problemi a muoversi lungo le piste sterrate, invase da centinaia e centinaia di branchi di gnu, gazzelle, okapi, zebre, giraffe, guardati a distanza da gruppi di felini in attesa del loro turno di caccia. Le autostrade europee nascondevano sotto di loro un intrico di gallerie e di passaggi che permettevano ai rospi, ai colubri, ai ricci, ai roditori, alle volpi, di attraversare tranquillamente quelle che una volta erano la causa primaria del loro massacro.
Ma ancora molto c’era da fare. Era stata appena stanziata dall’ONU un’enorme somma per una spedizione di salvataggio della vipera della sabbia del Sudan. I fondi così elevati erano estremamente necessari per una campagna veramente difficile e delicata. La siccità prolungata e l’inquinamento erano i pericolo maggiori per la sopravvivenza della preziosa specie. Ci volevano giorni e giorni di appostamento per localizzare le tane nascoste nelle infuocate dune del deserto. Le oasi dove rifugiarsi per ripararsi dagli impetuosi raggi solari erano pochissime e le riserve d’acqua estremamente limitate. Dovevano venire presidiate anche con l’aiuto delle forze militari.
Purtroppo, in quelle condizioni climatiche e logistiche spaventose già di per sé, i milioni di esuli, scappati dal regime assassino del governo locale creavano un disturbo quasi insostenibile. Il loro roco, ma continuo mormorio disturbava enormemente i movimenti della povera serpe quasi estinta. Soprattutto era molto fastidioso il debole e disperato pianto di tutte quelle migliaia di bambini che continuavano a morire di fame e di sete.
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39 Commenti a “La vittoria dell’ecologia”
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He he, caro professore, non posso che essere d’accordo sulle priorità. Naturalmente però senza cadere in discorsi come:
«anziché spendere tutti quei soldi per il telescopio spaziale Hubble, potevano salvare chissà quanti bambini che muoiono di fame!»
Saprà senz’altro anche lei che le due cose non sono strettamente correlate e che una cosa non esclude l’altra. D’altra parte cosa si potrebbe dire allora delle spese militari che spendono infinitamente di più? E non dico nemmeno che l’esercito sia inutile o che la ricerca militare non abbia poi ricadute utili anche lei, anche se sarebbe bello un mondo ideale in cui non ci fossero guerre (specialmente quando gli interessi dietro non sono di stretta necessità, ma qui il discorso diventerebbe lungo e complesso). Allora che dire invece di persone che vengono pagate milioni di euro giusto per tirare una palla? Senza offesa per il mondo del calcio, ovviamente.
Anche l’impegno ambientale di per sé non esclude l’impegno per gli esseri umani in difficoltà (che poi, diciamocelo, siamo una specie animale anche noi
). Anzi, indirettamente può perfino contribuire. Se infatti (un esempio) manteniamo equilibrata la fauna marina, senza devastare i fondali con le reti a strascico o arraffare tutto, ecco che le popolazioni di varie specie di pesce si mantengono e ne resta sempre in abbondanza per tutti (o, se vogliamo, ci sono pure gli allevamenti, ma anche lì dipende). Oppure se non disboschiamo la foresta per piantarci arachidi e dopo pochi anni trovarci solo un deserto… insomma: gestire le risorse, ma non solo, vedi l’inquinamento che avvelena anche noi. In fondo, un’attenzione all’ambiente conviene anche da un punto di vista antropocentrico: noi in questo ambiente ci viviamo. Per non parlare di quante cose abbiamo imparato studiando gli altri animali, ma anche i vegetali, gli interi ecosistemi… Tutto questo senza neanche aver toccato il fattore amore o sensibilità per gli animali o ammirazione per le meraviglie della natura (e io credo che chi è affascinato/a da quelle del cosmo, difficilmente rimarrà indifferente rispetto a quelle del proprio pianeta).
Dico questo perché non vorrei che il suo racconto venisse interpretato male. Se capita una qualche situazione di “conflitto”, trovo giustissimo il racconto e secondo me mostra bene come l’estremismo e il fanatismo cieco possa guastare (e screditare) un’idea altrimenti valida e condivisibile (e questo non accade solo per l’ambientalismo). Posso infatti capire anche chi di uccidere una foca ne aveva reale necessità, se non aveva altro per mangiare, posso perfino capire quelli che si cibarono dei compagni morti nel disastro aereo delle Ande del ‘72: si tratta di necessità vitale. Viceversa capisco molto meno chi invece lo fa per sfizio e la foca la uccide per farsi una pelliccia, anche se non ne ha realmente bisogno, non ha freddo e/o ha a disposizione altro materiale.
Mi scuso per la lunghezza del commento, ma questi racconti sono sempre occasione di riflessioni e li leggo sempre volentieri. ![]()
@Alex e n.b.,
sapevo di sollevare un polverone… e di essere forse frainteso.
No, caro Alex, non c’è vena polemica. Solo che a volte vedo trasmissioni ed articoli che si ripetono su particolari problemi del regno animale, ma ne vedo molti meno sui problemi dell’Africa e non solo. Vi ricordate quanto si era parlato della Somalia nei tempi che gli USA erano intervenuti, fecendo lo sbarco all’ora migliore per la LORO TV? Ebbene, adesso va tutto bene in Somalia? Sono tutti felici e contenti? Non credo proprio, ma non fa più notizia. Tutto lì. Anzi, sicuramente conviene a molti la situazione che si è creata. Ma si continua a morire ed i “cuccioli” sono abbandonati continuamente. Analogo discorso si può fare su Kenya, Sudan, Zaire, ecc., ecc.
In conclusione io non ce l’ho con gli animali. Anche loro spesso si trovano in mezzo a campagne che servono solo a chi le pubblicizza. Io voglio proprio mettere il dito sugli estremismi e sulla facilità con cui la nostra società chiude gli occhi. Vi ricordate “Ebola”. Sembrava la fine del mondo fino a che si pensava che potesse infettare il mondo. Poi ci si è reso conto che era troppo “infettiva” e che la velocità della morte bloccava automaticamente il contagio. Non se ne è più parlato… Ma credete che non ci sia più? No, c’è, c’è e uccide a raffica, ma solo quei poveri disgraziati. Ecco in quei casi sentire parlare di Orsi Bianchi e di altri animali mi fa un po’ venire il nervoso…
Ma non certo per colpa degli animali, poverini, che io amo profondamente.
In conclusione sono d’accordo con voi quando dite: si possono fare entrambe le cose. Ma vorrei vederle fare e soprattutto quella verso gli essere umani…
E poi tutti quei servizi sui VIP che trattano i cagnolini come dame di compagnia…. Grrrr, che nervi!!
Comunque sono con voi, state tranquilli e poi è solo un racconto … ![]()
Be’ da quel lato possono far venire il nervoso anche quelli/e che si lamentano che, poverini, non riescono a dimagrire, quando li accosti a gente che muore di fame, insieme a certe pubblicità di alimenti. Vi posso garantire che se vi capitasse l’avventura di non poter mangiare per qualche giorno, tanto che vi mangareste anche le scarpe, vedere e sentire certe cose sa tanto di presa per…
E riguardo a quel che dicono i giornali, certo, si parla tanto anche di certi conflitti armati e molto poco di altri o di altre crisi umanitarie. Medici Senza frontiere ha perfino creato un sito apposta: Crisidimenticate.it.
Vogliamo parlare, a proposito delle cose di cui si parla e poi si dimentica, del fatto che ogni tanto i nostri cari giornali “scoprono” gli automobilisti ubriachi, gli incidentini aerei quotidiani (su milioni di voli però…) e così via, a periodi: ne hanno riempito le pagine per un po’ e poi? Credete che gli automobilisti che guidano in stato di ebbrezza si siano estinti? Gli aerei ora filano sempre tutti lisci? Che nessuna donna viene più violentata? Anzi da stranieri, quando la maggior parte delle violenze avviene in casa. E gli albanesi si sono improvvisamente trasformati e più nessuno è coinvolto in furti o altri crimini? E i romeni? E gli italiani? La mucca pazza? E così via… Non penso sia solo una questione di Ebola, ma del sensazionalismo di turno. Anche SARS o aviaria, allora, che non partivano dall’Africa, ma poi la paventata pandemia apocalittica non c’è stata. E l’LHC per i giornali è interessante non per la ricerca, ma perché “potrebbe creare un buco nero” (non so se ridere o piangere).
Ma soprattutto: il problema è che si è parlato qualche giorno di orsi bianchi in pericolo (o qualsiasi altra cosa) o che non si parla di certi conflitti, che i giornalisti non hanno ancora “scoperto” (o riscoperto) la Somalia, il Congo, il Sudan, ecc?
Non sarebbe più pertinente contrapporre il fatto che parlano niente del Sudan (ecc) mentre riempiono le pagine sull’Iraq? O che cianciano su fantomatiche possibili epidemie e non della malaria o dell’AIDS in Africa? Perché se questo è il discorso, allora mi sembra, con tutto il rispetto, che contrapporre alle stragi dimenticate e puntare il dito sull’attenzione (momentanea) di specie in pericolo (le solite, quando ce ne sono migliaia a rischio) (o di salvare l’Hubble dalla fine della sua “vita”), non sia proprio la prima priorità o quello che c’entri di più.
Ecco, professò: ha centrato meglio il problema nel suo commento, e il problema è: l’informazione malata. E’ un problema politico, anzitutto, ma anche di maturità civile degli italiani (e le due cose sono strettamente correlate). Capisco che se si comincia a parlare di politica non si finisce più e si va nettamente fuori tema. Quindi stop.
Piuttosto, un bel raccontino sull’ottusità di certi nostri “dipendenti” (come li chiama qualcuno) che tagliano le risorse per la scuola e la ricerca, che sono forse le due cose più importanti in assoluto per un popolo… che ne dice? ![]()
@n.b.,
mi sembra che tu dica esattamente le cose che ho cercato di sollevare (prendendo ovviamente solo un esempio).
@Alex,
se vai a guardare negli altri racconti, spesso e volentieri mi sono anche scagliato contro questo tipo di società ipocrita e falsa.
@entrambi,
cari ragazzi, ogni volta cerco di scrivere un raccontino che abbia anche una morale, ma ovviamente non può coprire la vastità dei problemi. Abbiate pazienza … Cerco di mettere un mattoncino alla volta… E poi bisogna anche poter ridere qualche volta e cercare ironia e sarcasmo, anche toccanco temi tristi. Comunque, non abbiamo molto da discutere noi (direi), in fondo la pensiamo proprio nello stesso modo… ![]()
Di nuovo complimenti al Professore, che come al solito nei suoi racconti da una traccia dei fatti tanto paradossale quanto veritiera.
Che la televisone è un’arma di lobotomizzazione di massa è ormai cosa accertata, ormai sappiamo tutti che ci fa vedere solo quello che vogliono coloro che traggono vantaggio da certe notizie “catastrofiche”…
Da che mondo è mondo le estinzioni di specie di animali, di piante e di batteri è sempre esistita, è il comune evolversi delle cose sia per cause umane, vedi i bisonti o balenottere, sia per cause naturali (l’unico esempio che mi viene sono i dinosauri). Io credo che ogni specie abbia una sorta di orologio vitale, quando l’ora scocca è il momento di fare spazio ad un’altra specie! Certo, potremo usare un po’ di buonsenso e lasciare in pace alcune specie a rischio per provare una ripopolazione, ma nel mondo siamo diversi miliardi di persone ed è impossibile convincere tutti a fare la stessa cosa!!
Lo so, è una visone un po’ distorta della realtà, ed in più non voglio assolvere assolutamente i vari massacri che ogni giorno si compiono sugli animali (ogni volta che vedo i servizi sullo sterminio delle foche mi viene quasi da piangere
), anche io adoro gli animali, e da un lato odio la razza umana!
Abbiamo avuto un dono immenso, l’inteligenza, e che sia stato Dio, Buddah o il semplice evolversi della materia, non possiamo sprecarla così; è paradossale pensare che in questo momento si stà svolgendo la “guerra del petrolio” che tra trippole e trappole è costata cifre inpensabili, mentre nello stesso istante migliaia di persone muoiono di fame negli stati limitrofi o a causa di malattie ormai debellate nel mondo occindentale…
E’ impossibile discutere di questo argomento senza spaziare nei più disparati campi, dalla politica all’inciviltà dell’uomo verso il mondo che lo circonda, ma credo che alla fine la risposta sia una sola: il tornaconto personale!!
La terra non è malata come ci vogliono far credere, invece è la mente dell’uomo ad esserlo, il soldo da alla testa è innegabile!!
Un’esempio pratico è il discorso dell’inquinamento atmosferico:
SEMBRA che ormai non ci sia più speranza tra l’inquinamento atmosferico e il buco nell’ozono…però il petrolio è potere e chi lo ha impedisce di usare qualsiasi altra forma di combustibile!! D’altro canto il motore che va ad acqua fu inventato 40 o 50 anni fa, sfruttando indrogeno e ossigeno che la compongono…ma casualmente all’ufficio brevetti gli fu rifiutata l’autorizzazione
Il succo del discorso è che finchè c’è un tornaconto economico (per pochi s’intende) continueremo a fare cose paradossali come quelle descritte in questo racconto.
Un saluto
Alessandro
HEllappepa che surriscaldamento “globale”!!!
1) bel racconto che è andato diretto a chi doveva e quindi ben riuscito
2)un racconto è un mix di fantasia & realtà con una personale visione dell’autore che và rispettata
A prescindere dalle varie polemiche e risoluzioni del problema posto, “don’t worry” non preoccupatevi, la soluzione c’è e ce nè da lavorare x tutti noi. ogni giorno io, tu,noi, possiamo fare molto di più di quello che crediamo.nei pensieri positivi, nei gesti di altruismo, nel mettere in SECONDO piano il ns EGO e nel primo il bene-essere del ns prossimo umano o animale che sia. Noi non siamo uguali agli animali, Ci è stato dato molto di più, quindi siamo noi che dobbiamo prenderci le ns responsabilità e rispettarli x quello che sono
Un saluto cosmico a tutti voi!
@tutti,
sono contento di avere sololevato un po’ di polverone… Come dice bene Ivonne, a volte basta anche solo smuovere le acque e conta poco il modo. L’importante è non perdere mai l’abitudine di riflettere, di pensare e di cercare di agire nel rispetto di noi stessi e degli altri. Un’utopia? Può darsi, ma finché non ci si prova … ![]()
se posso approfondire: importante è non cadere nella trappola della “lamentela” più o meno “intellettuale” e capire che la ns vita è nelle ns mani e che quindi la buona riuscita di qualsiasi cosa dipende solo da noi: da me da te e via moltiplicando.Facciamo circolare buoni pensieri, buone azioni buone parole, per liberare l’aria avvelenata che ci circonda e che avvelena più delle polveri sottili e di tutti i gas industriali.e quando ci rivolgiamo al ns collega/vicino di casa extra o intra più o meno simpatico, regaliamogli un sorriso; una buona parola guarisce + del dottore!!
Con affetto
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Nonostante la premessa, colgo una vena polemica non trascurabile.
Magari mi sbaglio. Secondo me a questo mondo ci sono abbastanza risorse intellettuali per potersi occupare di tutti i problemi che ci sono da risolvere. Una cosa non esclude l’altra.
Poi, mi piacerebe sapere di preciso a cosa pensava, da dove ha tratto l’ispirazione l’autore per questo racconto. Prima di dire altro. Grazie prof.