Pianeti a grappoli

Il telescopio Gemini North del Keck (Hawai) ed il telescopio spaziale Hubble stanno facendo a gara nello scoprire pianeti extrasolari attraverso immagini dirette. Una nuova fase di ricerca si sta aprendo…

Fino a poco tempo fa i pianeti attorno ad altre stelle si trovavano essenzialmente in tre modi: con le curve spettroscopiche che evidenziavano la presenza di uno o più corpi planetari attraverso lo spostamento delle righe dello spettro stellare (a seconda se il $pianeta$ si avvicinava o si allontanava da noi). Con l’occultazione della stella da parte del $pianeta$ (un leggero calo di luminosità dovuto al passaggio del $pianeta$ davanti all’astro). Con l’effetto di microlensing (di cui abbiamo già parlato in questo sito), che evidenzia il $pianeta$ attraverso la deformazione e l’intensificazione dell’immagine distorta di un oggetto lontanissimo occultato dalla stella più vicina. Ora siamo arrivati alle osservazioni dirette, sicuramente ancora più affascinanti.

Ecco quindi la coppia di pianeti ripresi alle Hawaii con l’ottica adattiva (la stella centrale è stata oscurata) che rivolvono attorno a HR 8799, astro di 1.5 masse solari, più giovane e distante 130 Anni Luce dal Sole. Il sistema planetario è ancora in formazione, ma si vedono benissimo i due pianeti b) e c). Il più vicino (a 40 Unità Astronomiche) è circa 10 volte la massa di Giove, l’altro (a 70 UA) circa 7.

Gemini CH4S

L’Hubble invece ha catturato un piccolo compagno di Fomalhaut, stella a 25 Anni Luce da noi. IL disco di polvere che circonda la stella era già stato rilevato alla fine degli anni ’80, ma solo ora si ha la certezza dell’esistenza di un $pianeta$ al suo interno che oltretutto deforma l’$anello$ di materia. Da immagini riprese in tempi diversi si è chiaramente visto il moto dell’oggetto in orbita, che indurrebbe un periodo di rivoluzione di circa 900 anni.

Il compagno di Formalhaut ripreso dal HST

A quando l’immagine di tre alieni che ci salutano allegramente ?

Informazioni su Vincenzo Zappalà 971 Articoli
Professore ordinario di Astrofisica, oggi in pensione. La sua specializzazione è stata la Planetologia e, in particolare, i corpi minori del Sistema Solare. E' stato uno dei "pionieri" dello studio fisico degli asteroidi negli anni '70, dedicandosi soprattutto alla determinazione dell'asse di rotazione e, più in generale, all'evoluzione collisionale della fascia principale. I suoi contributi hanno toccato vari risvolti innovativi sia di dinamica che di fisica, portando alla determinazione univoca, ormai globalmente riconosciuta, delle famiglie astroidali. Su queste ha svolto studi molto dettagliati. Ha al suo attivo più di 250 lavori pubblicati sulle maggiori riviste internazionali del settore. E’ stato varie volte membro di Consigli Scientifici di Congressi Internazionali, oltre che Presidente di alcuni di questi. Ha tenuto numerosi discorsi invitati in tutti i maggiori centri di ricerca europei e americani, oltre che in Giappone, in India e in Russia (presso l’Accademia delle Scienze di Mosca). Ha tenuto un corso di planetologia avanzata presso l'Università di Rio de Janeiro. Dal 1997 al 2000 è stato Presidente della Commissione 15 dell’Unione Astronomica Internazionale, di cui è membro fin dal 1975. E’ stato anche co-leader del gruppo di lavoro sul Sistema Solare della missione spaziale GAIA. L’asteroide 2813, scoperto nell’Osservatorio Lowell di Flagstaff (Arizona), gli è stato dedicato e porta il suo nome. Ha sempre avuto una grande passione per la divulgazione, cercando di far conoscere l'astrofisica e le sue meraviglie a tutti colloro dotati di volontà di imparare, indipendentemente dal titolo di studio e dall'età. E' autore di diversi libri dedicati all'Universo, che si possono trovare nell'apposita sezione del sito. Da parecchi anni collabora come esperto esterno a questo blog inserendo articoli che spaziano tra i diversi campi dell'astrofisica, sempre, però, condotti a un livello interpretativo comprensibile anche dai neofiti.

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15 Commenti

  1. Ma dai ma che storia! Non pensavo si sarebbero mai potuti osservare DIRETTAMENTE dei pianeti appartenenti ad altri sistemi solari!!!

    Davvero un peccato che una nostra sonda non potrà mai raggiungerli realmente… 😥 O meglio…per rimenere sul mio filone di idee per il quale non escludo mai nulla a priori…è davvero un peccato che finchè ci sarò io su questa terra non li si potrà mai raggiungere…

  2. @Lampo,
    non essere pessimista….si potrebbe sempre sfuttare la forza astrale di Plut 😉 one e poi farsi tirare dall’ascendente dei pesci….

  3. Sono sempre belle notizie che fanno infervorare la fantasia. Pur essendo un tipo con i piedi ben fermi per terra e la mente comunque un poco nello Spazio, penso che lassù qualcuno ci sia. Scusate, non sono un ufologo naturalmente, ma penso proprio che lassù qualcuno c’è! Un conto è che ci sia qualcuno lassù ed un conto è pensare che sono quì con noi.
    A presto e ciao a tutti.

  4. @Moreno,
    finalmente!!!!!! sentivo nostalgia dei tuoi amici …UFO. Certo che sei proprio un vecchione … :mrgreen: @Mario
    @Mario,
    per adesso quei pianeti sono un po’ troppo garndi e gassosi … ma qualche terra se non c’è ancora si formerà. Poi … chissà … Dovremo vivere ancora qualche milione o miliardo di anni …Boh….mica male!!! 😛

  5. @tutti!!!
    udite, udite !!!
    un’altra chicca televisiva… Non ricordo più il canale, ma ieri è stato detto che “la missione marziana Rover è stata chiusa a causa del maltempo!”. Abituati al “nostro” maltempo, immaginate quanta gente che ha sentito la notizia adesso crede che su Marte ci siano uragani, temporali, piogge, grandinate e cose del genere? Non era meglio dire chiaramente che si trattava di una normale (per Marte) tempesta di sabbia? Il fatto è che magari lo stesso “giornalista” credeva in una bassa pressione con nuvole, pioggia e vento…. Che ne dite? 😥

  6. in realtà hanno tagliato la vera notizia: è stato fotografato un marzianino con l’ombrello aperto, laggiù dalle parti del cratere Gusev… 🙄 😆 :mrgreen:

  7. @ Professore..Missione Rover???? forse intendevano missione Phoenix…un peccato che si sia interrotta, 🙁 anche se ha funzionato oltre le previsioni…comunque la spiegazione ufficiale è:”si ritenga ipotesi certa che l’inverno marziano alle quelle latitudini sia troppo rigido per Phoenix” cioè? sè ghiacciato il liquido del tergicristallo?? :mrgreen: :mrgreen: