Per concludere la trilogia sul “presidente” permettetemi di affrontare la situazione in modo diverso, molto diverso … Non insultatemi e non picchiatemi! Ma la fantapolitica non ha morale e rimane un gioco anche se a volte crudele …
Quell’uomo “nero” ce l’aveva fatta. Il presidente della più grande potenza mondiale era un nero! Chi mai avrebbe potuto pensarlo? Fino a non molti anni prima la sua razza non poteva votare, non poteva frequentare le stesse scuole, gli stessi bar, gli stessi autobus dei bianchi, ed adesso invece … Come era stato possibile? Sicuramente all’inizio la sua candidatura era stato presa sotto gamba. Sembrava un bel gesto democratico, rivoluzionario, ma nulla più. Poi invece aveva cominciato a risvegliare antichi ricordi, aveva toccato corde nascoste dell’anima e della mente del suo popolo, aveva prospettato un cambiamento etico e morale, ed aveva avuto un successo che nemmeno lui si sarebbe potuto immaginare. Aveva letteralmente “mangiato” gli avversari, li aveva stritolati ed aveva trionfato sia tra la sua gente che in quella di colore diverso. Assurdo! Assurdo, ma vero.
Il mondo intero era sorpreso ed attonito. Sarebbe veramente cambiato tutto? Molti lo speravano, lo credevano fermamente. Il sogno poteva e doveva realizzarsi anche se i rischi e le difficoltà sarebbero stati enormi, giganteschi. Ma ci sarebbe stato tempo per pensare, adesso era solo tempo di festeggiare. Lui, il vincitore, si era mostrato raggiante davanti ai suoi elettori, ma anche di fronte al mondo intero. Felice, ma con lo sguardo deciso e fermo, fiero e gentile come sempre. In tutta la nazione, ma non solo, poveri e ricchi erano scesi per le strade a cantare, a ridere, a celebrare un fatto storico, epocale. I mass media seguivano tutto quel caos disordinato, ma sincero, con grande difficoltà. Era veramente complicato stare dietro a tutte le manifestazioni che nascevano spontaneamente in ogni città, paese, villaggio.
Ma erano soprattutto i volti dei neri che meravigliavano ed impressionavano. Erano cambiati. Quel velo di tristezza e rassegnazione che mai li aveva completamente lasciati, era scomparso del tutto. I volti brillavano di luce nuova. Anche i più miseri e derelitti sorridevano con le labbra, gli occhi, il cuore. Sembrava che secoli di persecuzione, di schiavitù, di sconfitte non fossero mai esistiti, cancellati miracolosamente. Lo sguardo ricordava quello dei loro antichi antenati africani, liberi e selvaggi tra le foreste e le savane sterminate. L’Africa … Anche laggiù era scoppiato il finimondo. Un legame nuovo la stava legando ai fratelli d’oltreoceano. Sarebbero sicuramente finite le guerre, le stragi, la fame e la sete.
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31 Commenti a “Il giorno del trionfo”
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@Daria, Ivonne e molti altri ….
scusatemi! ma dovevo anche vedere l’altra faccia del … sogno. Anche se sarebbe un incubo…. fortunatamente impossibile ![]()
@Alex,
meno male….almeno tu non mi picchi … Comunque una foca monaca non sarebbe stata male … ![]()
Be’, Alex, i finali a sorpresa sono tipici di certi racconti, nella fantascienza ci sono esempi come quelli di Fredric Brown, di cui “Sentinella” è uno dei miei preferiti di sempre. E devo dire che il nostro prof ha talento ![]()
bravo n.b. e grazie!
mi hai capito ed hai anche capito che era un finale che non mi piaceva certamente. Ma “dovevo” scriverlo… ![]()
@Prof
mi aspettavo un finale a sorpresa, ma questo….
è stato un colpo basso prof ….
Dr Jekyll!!
@ Enzo
ho capito il perchè hai scritto questo finale
: scongiurare la paura!! ![]()
Ora sono più tranquilla….un po’ più tranquillaa!!
n. b.: certo, è vero e basterebbe solo leggere l’immenso Ray Bradbury per renderesene conto. Notavo solamente il crescere di quella sottile vena pessimistica -che appartiene anche a me, del resto- nei racconti del nostro prof. Poi, che abbia talento, sono stato tra i primi a dirlo!
Professò, si ricordi di noi mentre prenderà il Nobel a Stoccolma… ![]()
@enzo. di questo racconto alla diabolik flaiano direbbe “se non fosse tragico sarebbe comico” ![]()
i finali a sorpresa mi stuzzicano notevolmente e, devo dire, il più delle volte ci riesci, ma questa volta ti sei superato, abominevole professore delle maschere!
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non posso picchiarti. il lunedì, senza un tuo racconto, non è lunedì ![]()
sorrisoevakant
daria
carissimi,
pfff….mi è andata bene!! niente botte!! E inoltre con EVA Kant non è niente male …. Probabilmente rifiuterò il Nobel (fa molto fine e non impegna)…ma, no, con quello che ti danno…. Insomma, garzie come sempre
e mi è andata benissimo anche con Ivonne ![]()
@tutti,
accidenti non mi apettavo che anche EVA fosse una sigla ….
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Ammazza professò, che cattivo!

No, scherzi a parte, ma vedo che le piace shockare!
Mi domando, se a vincere quelle elezioni fosse stato un gay, cosa avrebbe scritto? “Il presidente davanti allo specchio si tolse la maschera e apparve un omino coi baffetti…”!
O se fosse stato un Pellerossa? Una femminista? Un animale in via di estinzione?
“Il presidente davanti allo specchio si tolse la maschera e apparve … una foca monaca”!