- Astronomia.com - http://www.astronomia.com -
21 dicembre 2012: il mistero del calendario Maya - parte 2
Scritto da Pierluigi Panunzi il 27 Gennaio 2009 @ 09:46 in Archeoastronomia | 322 Commenti
Clicca qui per stampare. Nascondi immagini | Mostra immagini
Nella [1] prima parte di questo articolo ho esposto un metodo scientifico per rappresentare una data e facilitarne le comparazioni. Quanto scritto, all’apparenza privo di connessioni, serve per poter introdurre senza traumi il calendario Maya, strumento ideato da una popolazione che sappiamo abitava nel Sudamerica, ma che è misteriosamente scomparsa all’improvviso nel pieno fulgore della propria civiltà. Da parecchie parti si legge che i Maya avevano raggiunto un alto grado di precisione nei calcoli astronomici, nella computazione del calendario ed in altre attività della vita quotidiana.
Vediamo dunque un modo che avevano i Maya di rappresentare una data: praticamente è simile al metodo “matematico” che ho indicato nel [2] precedente appuntamento, più complesso solo in apparenza.
Ad esempio il giorno 22 dicembre 2008 (20081222, che magari per leggibilità possiamo indicare con 2008.12.22) per i Maya era il “12.19.15.16.18“, che matematicamente potremmo scrivere 1219151618.
Ma vediamo quale logica si cela dietro questi numeri all’apparenza così arcani. Riferendoci alla data di esempio, e procedendo da sinistra, andiamo dal “12“, che è la parte più significativa (quella che per noi sarebbe l’anno) fino al “18” più a destra che è la parte meno significativa.
Questi 5 numeri hanno tra loro un formato differente, così come abbiamo visto per una data comune: procedendo da sinistra a destra abbiamo che il primo numero può andare da 1 a 13, il secondo ed il terzo numero sono compresi tra 0 e 19, il quarto tra 0 e 17, mentre l’ultimo (quello più a destra) ancora tra 0 e 19. Detto così sembra assolutamente astruso, ma vi invito a [3] rivedere qual é la regola per il nostro giorno: ricordo che nel nostro caso il valore minimo è 1, ma il massimo non è a priori conosciuto, dipendendo dal valore del mese ed in più dall’anno, nel caso che sia bisestile ed il mese minore di 3… Siete ancora convinti che i Maya avessero un calendario complicato?
Vediamo un’importante differenza tra il nostro calendario e quello Maya.
Sappiamo benissimo che, col passare dei giorni, il numero di questi ultimi si incrementa di 1 unità. Ma nel nostro calendario, arrivato al massimo (31, 30, 29 o 28) viene resettato ad 1, si deve quindi incrementare di 1 il mese (fino al massimo che è 12), dopodichè si incrementa l’anno, senza limiti. E’ questo un semplice meccanismo di riporto: ogni volta che per un numero superiamo il massimo valore consentito, il numero fa “wrap around” , ovvero viene riportato al minimo consentito, mentre viene aumentato di 1 il numero “superiore”, più significativo, seguendo lo stesso meccanismo.
Noi facciamo tutto questo in modo automatico ed inconscio e siamo facilitati dal fatto che abbiamo a che fare con 3 soli numeri. Per i Maya invece le quantità sono 5: partiamo dalla prima a destra (la meno significativa) che va da 0 a 19: supponiamo che in una certa data valga proprio 19. Il giorno successivo questo numero varrà dunque 0 e bisognerà incrementare di 1 unità il numero immediatamente a sinistra, con l’avvertenza che se supera 17 va azzerato, incrementando poi il successivo più a sinistra e così via innescando una “reazione a catena“.
Qual é il giorno successivo a 5.19.19.17.19? Facile! E’ il 6.0.0.0.0: infatti a partire da destra aumentando di un giorno, i numeri successivi fanno tutti wrap around ed alla fine il 5 più a sinistra diventa 6. Come sempre a spiegarlo sembra difficile, ma provandolo con carta e penna risulterà senz’altro molto più intuitivo.
Ma, un momento… Ho detto prima che il numero più a sinistra va da 1 a 13: questo significa che, quando per effetto dei riporti precedenti questo numero supera il valore 13, deve fare wrap around e ritornare ad 1 invece di continuare con 14, 15, ecc. Detto questo, il giorno successivo al 13.19.19.17.19 sarà semplicemente 1.0.0.0.0. Trovate qualcosa di strano in tutto questo? Si tratta di una semplice regoletta matematica!
Cosa facevano i Maya quando la cifra più a sinistra cambiava? Festeggiavano, dato che per loro era come una specie di capodanno! E se fossero ancora in vita pensate farebbero diversamente quando la prima cifra da 13 ritornerà ad 1? No! Sarebbe un qualunque altro capodanno, forse paragonabile all’ingresso nel XXI secolo del nostro capodanno del 2001 e nulla più.
In questo caso si è infatti resettato un intero ciclo. Ma di quale data stiamo parlando? Qual é la prossima data che i Maya avrebbero rappresentato con 1.0.0.0.0? Scommetto che già ve la state immaginando! Eh si, guarda caso questa data coincide proprio con il 21 dicembre 2012!
Ebbene, vedete voi una connessione tra questo evento e la presunta fine del mondo? Per favore, non facciamo come quelli che arrivati al capodanno dell’anno 1000 credevano che in tale data sarebbe finito il mondo… Allora si era in pieno Medio Evo.
La data fatidica del dicembre 2012 scaturisce semplicemente dal fatto che questo giorno cade esattamente 1872000 giorni dopo una data che era stata decisa (da un qualunque Pincop Allino) come data iniziale del computo del calendario: ma se questo tizio avesse deciso un altro giorno, ecco che oggi staremmo qui a discutere di tutt’altra data! Pensate, il destino del nostro mondo dipende dai capricci di una persona, da come si era svegliato quella mattina, dal fatto che avesse o meno litigato con la moglie o con la suocera.
Ma il nostro amato Allino Pincop come aveva deciso questa data iniziale? Dicono che fosse legata alla nascita del Pianeta Venere… Vabbè… Forse l’aveva decisa più prosaicamente lanciando dei dadi, forse chiedendo aiuto agli amici, oppure contando il numero di gatti neri che gli attraversavano la strada e dividendolo per la circonferenza della vita della sua compagna preferita… Probabilmente il nome di colei non si saprà mai… E’ questo il vero Mistero del calendario Maya!
Cercando qua e là tra siti catastrofici e altri molto più seriosi, mi sono imbattuto un una vignetta simpaticissima, che traduco a braccio per chi non avesse dimestichezza con l’inglese. Il titolo riporta : “Finalmente risolto il mistero del calendario Maya” ed il dialogo suona pressappoco così: “Allora perché mai finisce nel 2012?” “Perché mi è finito lo spazio nella roccia!”
Vi state domandando da cosa deriva il numero 1872000 a cui mi riferivo pocanzi? E’ il prodotto tra i valori massimi che possono assumere i vari numeri visti finora, con l’accortezza che per le prime 4 cifre che iniziano da zero, il massimo valore va aumentato di 1: se dicessi che è la base numerica con cui si esprimono le varie cifre, complicherei ulteriormente quanto già detto!
Perciò moltiplichiamo (procedendo da destra verso sinistra) 20, per 18, per 20, ancora per 20 e da ultimo per 13 (dato che il numero più a sinistra va da 1 a 13): otteniamo dunque 1872000 (circa 5125 anni), il numero di giorni che forma il cosidetto “Lungo computo” del calendario Maya.
E Pincop Allino? Chi era mai costui? Mistero!
Così come non è serio che il destino del mondo sia legato ai capricci di un uomo, allo stesso modo vi pare serio che i pianeti conoscano le [4] costellazioni e decidano le sorti di noi poveri singoli individui in base ad allineamenti prospettici con stelle, che se ne stanno lassù a distanza “astronomica” una dall’altra? E’ assolutamente allucinante solo pensarci. Ma questa è l’astrologia, con la “a” rigorosamente minuscola…
URL articolo: http://www.astronomia.com/2009/01/27/21-dicembre-2012-parte-2/
URLs in questo articolo:
[1] prima parte: http://www.astronomia.com/2009/01/23/21-dicembre-2012/
[2] precedente appuntamento: http://www.astronomia.com/2009/01/23/21-dicembre-2012/
[3] rivedere: http://www.astronomia.com/2009/01/23/21-dicembre-2012/
[4] costellazioni: http://www.astronomia.com/glossario/#costellazioni
Clicca qui per stampare.