Risparmio energetico
di Vincenzo Zappalà, pubblicato il 14 febbraio 2009 alle 18:27
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Prima o poi l’essere umano sarà obbligato a subire grandi privazioni per sopravvivere alla mancanza di fonti energetiche. Ma probabilmente non sarà il solo …
Ben più grave sarebbe stato, per i paesi ricchi, dover tornare ad un solo cellulare per famiglia, ad una sola automobile, a sospendere i viaggi aerei, a spegnere le luci delle città. La proposta non era certo etica e nemmeno così facile da attuare. Il terzo e quarto mondo erano stufi di subire e chinare la testa. Avevano da poco cominciato ad assaggiare cosa poteva essere il vero progresso e adesso glielo volevano togliere del tutto. E no … Adesso basta! Toccava finalmente anche ai ricchi conoscere cosa voleva dire vivere di stenti, morire di malattie più che curabili, vedere morire i propri bambini di fame e di freddo, rinunziare a tutti quei beni di lusso che loro avevano visto solo in fotografia. Ma, ancor più grave, era che tutti quegli elementi necessari per mantenere un minimo di energia si trovavano guarda caso proprio nei loro territori. Senza nessun accordo preventivo, le ribellioni si scatenarono ovunque. Si misero da parte le false ideologie religiose, i sotterfugi, le ripicche locali fomentate dai potenti, i ricatti, e si passò all’azione. Scoppiarono guerre sanguinose che altro non fecero che ridurre ancor di più le risorse disponibili.
Alla fine, quasi improvvisamente, l’uomo capì che si stava suicidando e si fermò quasi impietrito di fronte all’ennesima prova della sua stupidità. Aveva toccato veramente il fondo e decise di usare finalmente quei pochi etti di materia grigia che si nascondevano così bene nella sua cassa cranica. Fu organizzata, con inaspettata celerità, una riunione mondiale, aperta a tutti, dalle più sperdute isole del pacifico alle più ricche superpotenze. E non ci furono nemmeno diritti di veto, supremazie, pressioni religiose. Tutti uguali, uno di fronte all’altro, senza guardare chi aveva e chi non aveva, chi era più numeroso e chi lo era di meno, chi era ricco e chi non lo sarebbe mai stato. Si discusse a lungo, pacatamente, con un solo scopo: sopravvivere alla bene e meglio in qualsiasi punto del globo. Il petrolio residuo sarebbe stato messo a disposizione di tutti. Idem per l’uranio, l’indio, il platino, e così via. Chi non aveva vento lo avrebbe “prestato” agli altri, chi aveva tanto Sole lo avrebbe condiviso con i paesi più sfortunati. Le privazioni sarebbero state tante: i satelliti artificiali sarebbero stati limitati e così pure i cellulari, le trasmissioni televisive tagliate pesantemente, l’uso delle automobili drasticamente ridimensionato, gli aerei utilizzati soltanto per casi veramente importanti, le luci ridotte al minimo, il riscaldamento ci sarebbe stato unicamente nelle case veramente fredde, le fabbriche avrebbero fabbricato solo prodotti utili. E mille altre restrizioni durissime, ma uguali per tutti! Questo era l’importante.
Gli scienziati fecero i conti e predissero un aumento dei tempi di sopravvivenza. Se tutti avessero seguito le regole si poteva resistere ancora per almeno 300, forse 400 anni. Poi qualcosa sarebbe successo. Bastava investire il massimo nella ricerca ed avere tanta fiducia. Durante la riunione, a chi avesse voluto guardare con attenzione, non sarebbero sfuggiti alcuni velati sorrisi del “solito” gruppo di potenti e di qualche neo-arrivista. L’uomo forse non era veramente cambiato. Comunque il congresso mondiale durò settimane e si discusse di tutto e di più. La più tragica crisi energetica della storia dell’uomo poteva teoricamente essere affrontata e risolta, od almeno stemperata con l’aiuto di tutti. Anche se quei sorrisi “nascosti” erano preoccupanti, l’uomo tornò al suo lavoro con un ottimismo nuovo. Adesso perlomeno sapeva che doveva risparmiare le risorse e come poterlo fare.
Nello stesso momento, molto , molto lontano nello spazio, si era conclusa un’altra grande riunione, sicuramente ancora più gigantesca. Anche là si era discusso della riduzione delle fonti di energia, anche di quelle più banali ed ovvie. Era la prima volta che si ci trovava di fronte ad una crisi di quella portata, malgrado le scale dei tempi fossero ben diverse. Si decise di procedere con azioni limitate che ricordavano molto i primi, patetici, interventi dell’uomo del ventesimo secolo. Alcune risorse erano in diminuzione? Ebbene bastava agire con le “domeniche a targhe alterne” o con qualcosa in fondo molto simile. Molte luci sarebbero state spente per brevi periodi. Niente di drammatico: bastava usare le risorse a disposizione con maggiore attenzione. Una blanda operazione di risparmio energetico e nulla più. Ci si accorse anche sulla Terra, pur senza capirlo affatto, che qualcosa del genere stava accadendo molto lontano da lei. Ma se ne ebbe la prova definitiva quando si spense, per un breve periodo (solo cento milioni di anni), la “luce” a lei più vicina.
Toccava infatti al Sole risparmiare un po’ di idrogeno!
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Bellissimo racconto Enzo! Quella della vita dell’uomo sulla terra è un’avventura che dura da circa tre milioni di anni! e io penso che come si evolverà ancora non si sappia, si può solo presumere, come tutte le altre cose che si presumono. I dinosauri hanno dominato questo pianeta prima che arrivasse l’uomo per un periodo molto lungo, ma poi si sono estinti pure loro.
che tristezza!!
@stefano,
beh…una tristezza relativa…in fondo è uno scherzo! O dici che è triste perchè è solo uno scherzo?
Luigino, non si sà, ma di selezione naturale non è rimasta molta, soprattutto nei Paesi più sviluppati: sopravviviamo tutti. Di conseguenza l’evoluzione si può considerare ferma, in questo momento, se non giunta al capolinea.
Non vuol dire che resteremo così in eterno, chiariamo: potrebbe esserci un altro tipo di evoluzione (anzi forse sta già avvenendo): quella tecnologica, applicata all’essere umano. C’è chi parla di “postumanismo” o di “transumanismo”. Già oggi, in fondo, il nostro senso del tempo si trova sul polso
Ma l’essere umano ha sempre superato i suoi limiti artificialmente: ci copriamo meglio di qualunque pelliccia, la nostra voce va più lontano di qualunque barrito, vediamo più lontano/piccolo e frequenze elettromagnetiche di qualunque occhio, siamo più pericolosi di qualunque artiglio o zanna, corriamo più veloci di qualunque zampa (anche se i polmoni non sono sempre contenti), voliamo più veloci di qualunque uccello (anche se con molta meno grazia…) e andiamo dove mai nessun altro animale è mai giunto prima: nello spazio (anche se per ora è solo il “cortile di casa”, anzi l’uscio). Alcuni di noi hanno femori, braccia, valvole cardiache e altro artificiali, impianti cocleari, lenti a contatto (sì, anche i capelli e taglia di reggiseno
). Da qualche tempo poi girano gli RFID. O magari la “singolarità tecnologica”, se mai verrà, ci renderà obsoleti e sarà più intelligente e saggia dei suoi creatori. Chissà? Tutto può essere: ci son cose di oggi che erano fantascienza fino a pochi decenni fa. O magari, al contrario, regrediremo in un nuovo medioevo oscurantista.
Di certo le fonti energetiche non sono eterne. Però se spegnessero il Sole come nel racconto, sarebbe una bella fregatura, visto che quasi tutta la biosfera, direttamente o indirettamente, va ad energia solare!
Poi farà freddino… E le civiltà di Freeman Dyson come faranno? 
Certo che avere un’immensa bomba nucleare che può ancora ustionarci a 150 milioni di km di distanza e un calderone ribollente sotto i piedi e preoccuparci di non riuscire a produrre abbastanza energia (bruciando fra i materiali più rari del cosmo), mi fa pensare che siamo più primitivi di quello che pensiamo.
@n.b.,
la tua ultima frase è profondamente vera e dovrebbe far pensare molto alla nostra “primitività”. Forse ce ne accorgermo finalmente solo quando ci mancherà la “bomba”? Lei ce la mette tutta, ma noi sembriamo del tutto ciechi e ingrati. Addirittura attribuiamo a noi stessi i cambiamenti climatici e molte altre cose senza nemmeno mettere in conto il possibile contributo della fonte vera della vita. Mamma mia che egoismo che ha questo piccolo essere “pensante”!!! Almeno gli uomini delle caverne lo divinizzavano e lo adoravano. Noi al limite lo usiamo per abbronzarci d’estate ….
buona domenica!!!
Bellissimo racconto Enzo, su uno degli argomenti a me più caro…
Vero che l’uomo a volte sia estremamente presuntuso ed egoista però non è nemmeno giusto giudicarlo sempre così negativamente, specialmente per l’argomento in questione.
E’ vero, abbiamo un’immensa bomba nucleare a 150 milioni di Km e un calderone sotto i piedi…ma proprio perchè a 150 milioni km o a centinaia di km sotto la superficie terrestre che per noi “esseri di un metro e 70″ sia così complicato sfruttarli! Io personalmente ammiro tantissimo quei pochi etti di materia grigia che ci hanno permesso di sfruttare (con tecnologie impensabili) il calore generato da quei “materiali più rari del cosmo” per produrre energia elettrica da sfruttare a proprio piacimento.
Che poi l’uomo sia estrememente stupido è una sacrosanta verità, ma per svariati altri motivi.
Buona Domenica anche a te Enzo e a tutti voi!
Caro Lampo, primitivo e stupido non sono assolutamente la stessa cosa, né sinonimi. 10’000 anni fa, come 100, sulla Luna o anche solo in orbita non ci arrivavamo se non nei nostri sogni, eppure eravamo alti lo stesso 1,70 e non eravamo più stupidi di oggi
Anzi, col “poco” che scaviamo oggi, con l’energia geotermica si fa già qualcosa. Dal sito dell’enel:
Non siamo nati padroni del fuoco, né dell’atomo, eppure abbiamo imparato a sfruttarli un poco, così come abbiamo imparato a fare altre cose che prima erano impensabili. Non sottovalutarla così tanto quella materia grigia
«Enel è leader al mondo nella geotermia con in esercizio 32 gruppi di produzione geotermica, per una potenza di 810,5 megawatt (711 megawatt di potenza efficiente). In particolare, 27 sono in esercizio nell’area di Larderello-Travale/Radicondoli-Montieri, con una potenza installata di 722,5 megawatt e i rimanenti cinque nell’area del Monte Amiata, con una potenza installata di 88 megawatt. La produzione elettrica annua netta supera ormai i cinque miliardi di chilowattora, che costituiscono il 10% della produzione geotermoelettrica mondiale e ben il 25% del fabbisogno elettrico della regione Toscana.»
Eh sì, sono proprio materiali rari: no vita, no petrolio e altri combustibili fossili (un altro prodotto indiretto dell’energia solare). Esaurito il petrolio, potremmo sempre raccattare idrogeno e metano qui e là, ma non avremo più il petrolio per fare altre cose e nulla esclude che, fra quelle, potremmo scoprire un’applicazione in cui l’uso del petrolio sarebbe vitale, ma noi l’avremo furbamente bruciato (questo invece sì che rischia di diventare stupido o potenzialmente miope). Uno dei problemi dell’umantà, oltre al delirio antropocentrico, è la scarsa lungimiranza che ha sempre costellato la sua storia.
@Lampo,
il racconto non è poi così negativo per l’uomo: in fondo alla fine si ravvede… Purtroppo i problemi energetici possono colpire chiunque, anche chi dovrebbe essere al sicuro … E’ fantascienza, anche se un po’ …malvagia. Non voleva dare segnali forti o essere moralista. Comunque tra le righe c’è sempre qualcosa ….
Enzo, sei veramente eccezionale! come del resto tutto lo staff do astronomia.com. che alle 0554 del mattino è disponibile per dialogare con uno qualunque come me di temi che sono molto attuali ed importanti. E’ poco tempo che io accedo al web, chiedo scusa se mi sono intromesso, io mi comporto come in qualunque ambiente mi trovo, dove c’è una discussione, io dico sempre la mia opinione, magari qualche volta può anche essere inappropriata.
In merito al problema energetico, che le sue problematiche attualmente si stanno evidenziando, mi viene in mente come si viveva appena una sessantina di anni fà: A pochi metri da dove io abito c’è una vecchia corte rurale, due filate di case, separate da un cortile, le case non a caso sono rivolte a sud-ovest, circa 200 gradi, questa posizione permette di essere esposte al sole, in inverno per tutta la durata del giorno. Sui lati est ed ovest, ma anche alla fila di case sud, c’erano le stalle per le mucche, o bovi, asini e cavalli. Nelle stalle al piano terra stavano gli animali, al primo piano c’erano le cascine, con le caratteristiche “mandolate” che servivano per conservare il fieno per l’inverno. Se il fieno si conserva in un locale chiuso, fermenta e le mucche quando lo mangiano muoiono. Le mandolate rimangono, anche se all’interno sono stati costruiti muri per un recupero edilizio abitativo di questi locali. Fino a sessanta anni fà, nella corte si viveva di agricoltura, ogni famiglia coltivava i suoi pezzetti di terra, accuratamente, tutta l’erba veniva segata a mano con le falci, Usavano anche i corni di vacca! sevivano per tenerci la pietra, immersa nell’acqua, usata per affilare le falci. Il letame delle stalle, ed anche il liquame delle fogne, servivano per concimare i terreni! Con il letame si faceva il mucchio del “pattume!” nel quale finivano anche gli avanzi di cucina delle famiglie. non si buttava via niente. Le case dalla corte avevano tutte le porte aperte, non c’erano impianti antifurto! Se Cecco (un abitante della corte) s’ammalava, gli altri andavano a fare il lavoro nel suo campo, perchè, lui poveraccio non poteva farlo. Un pollo o un coniglio, fatto alla cacciatora, si mangiava soltanto per le feste! in compenso, era più buono di quello che si mangia adesso. Il metano o il gasolio, non lo conosceva nessuno. Per il riscaldamento delle case c’era il “foco!” al focolare, vicino al quale la sera si riunivano più famiglie, e c’era qualcuno che racontava le novelle!, la televisione non c’era. La gente lavorava molto! non c’erano lussi, ma tutti erano allegri! nei campi lavorando molti cantavano! Cera un cielo favoloso, gli sciami meteoritici si vedevano bene. Nel fuoco si bruciavano sagginali, granturcali, cannocchioli, potature delle viti, con le quali si facevano le fascine, che servivano anche a scaldare il forno per fare il pane. C’era il detto: quando in una casa c’è il pane ed il vino!…..Nessuno pativa la fame, se a qualche famiglia mancava il grano , altri lo prestavano, poi lo restituivano al racolto. Questo stato di cose, non era di secoli fa! di appena ieri!
@Luigino,
che gran piacere dialogare con te!! Rappresenti proprio quello che cerco disperatamente a destra e a manca e che immancabilmente trovo quasi sempre con chi è stato abituato a vivere la natura od almeno a riuscire a vederla. Il tuo non è un commento è un racconto perfetto, uno stralcio di Vita vera con la V maiuscola. Io non dico di tornare a quei tempi e buttare al vento le giuste conquiste. Ma se non si sanno usare o fanno perdere di vista i valori dell’esistenza, allora sarebbe bene che sparissero. Forse nel mio racconto c’era proprio (magari nascosto anche a me) questo bisogno di semplicità raffigurato dal piccolo insignificante risparmio dell’universo… A presto e non preoccuparti dell’ora antelucana… Per me le 5 è già giorno alto …. Se posso osarmi chiedertelo: di dove sei? Toscano?