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a cura di Vincenzo Zappalà

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Tutte le teorie sul Big Bang e sulla creazione dell’Universo possono in fondo essere messe in discussione. Forse basterebbe una lunga e profonda riflessione per analizzarle e valutarle con maggiore lucidità.

Alla fine del quarantacinquesimo secolo la scienza astronomica riuscì finalmente a “vedere” il Big Bang. Si saltarono a piè pari i primi miliardesimi di miliardesimo di secondo della vita dell’Universo, e si arrivò subito al “nocciolo”. E questo nessuno se l’aspettava. I modelli numerici, la capacità di simulazione dei calcolatori, i rivelatori spettrali, erano giunti ad un tale livello di accuratezza e di complessità che si riuscì a scorgere proprio il “punto singolare” iniziale. Non direttamente, ma attraverso l’elaborazione al computer dei dati ottenuti nelle nuove lunghezze d’onda scoperte due secoli prima. Sembrava una stellina piccolissima e dai contorni molto netti. Le sue dimensioni furono stabilite con esattezza: 10-28 mm, ossia 0,0000000000000000000000000001 millimetri. Sicuramente aveva dimensioni molto ridotte, ma non nulle. La singolarità sembrava tale, ma in realtà non lo era, era qualcosa di realmente fisico.

Lo stupore di questa scoperta eccezionale durò comunque ben poco. Ormai non c’erano più limiti alla capacità di investigazione e si cominciò ad intuire che esisteva “qualcosa” anche prima (se così si poteva dire) di quell’istante iniziale. Non il nulla, ma una specie di nebbiolina indistinta. La sua temperatura era elevatissima, sicuramente superiore al miliardo di gradi. Non si riconoscevano strutture e nemmeno atomi o particelle subatomiche. Se quello era veramente il nulla era qualcosa di nuovo, ma nettamente percepibile dagli strumenti.

Gli astrofisici ed i fisici nucleari rimasero abbastanza scioccati nell’aver potuto vedere distintamente una singolarità, o almeno qualcosa pensata come tale per millenni. Ma adesso dovevano scontrarsi con un altro problema ancora più grande: il nulla era pieno di radiazione o di quello che accidenti poteva mai essere. Dopo un primo momento di confusione, il mondo della Scienza cercò di riversarsi in massa verso il Big Crunch (grande collasso), o meglio ancora il Big Bounce (grande rimbalzo o grande pulsazione). Queste teorie dicevano che un Universo “precedente” era collassato verso un punto (Big Crunch), che si era poi nuovamente dilatato con il nostro Big Bang. Tutto era finito e poi ricominciato. Forse però la “cosa” era avvenuta molte volte in passato e chissà quante volte si sarebbe ripetuta in futuro, in accordo con il Big Bounce.

Tuttavia le discrepanze con le ipotesi elaborate precedentemente erano enormi e molti scienziati caddero in una profonda crisi. Quello che si osservava era ben difficilmente assimilabile a ciò che si poteva descrivere con il Big Crunch o il Big Bounce. L’impotenza della Scienza di fronte a questa scoperta gettò prima nel panico la popolazione e poi lentamente, ma inesorabilmente, la condusse verso una visione profondamente religiosa e mistica: qualcuno aveva realmente creato il tutto, seguendo schemi ben lontani dalla comprensione dell’uomo.

La nuova situazione dette vita a scuole di pensiero e di studio molto diverse tra loro. Esistevano quelli che, capeggiati dal crescente gruppo di conservatori religiosi fondamentalisti, vedevano in tutto ciò la prova inconfutabile dell’esistenza di Dio e tanto gli bastava. Il “nulla-non nulla” era un segno chiaro e netto della volontà divina. Il Supremo Creatore aveva reso visibile tutto ciò, come gesto di infinita bontà, ma anche di ammonimento per salvare l’Umanità intera. Adesso dovevano solo ricominciare a credere e chiedere perdono per tanti secoli di pensieri impuri.

Vi erano poi gli scienziati integralisti, che non volevano accettare la caduta delle loro teorie o quantomeno ammettere che tutto ciò che avevano studiato ed interpretato avesse un’origine “esterna” e non spiegabile con formule matematiche. Si misero a testa china sulle loro formule, cercando di scovare qualche errore nei calcoli del Big Crunch o di creare addirittura una nuova teoria ancora più generale.

Vi erano infine gli “scienziati-credenti” (così vennero chiamati), che cominciarono a pensare di poter vedere direttamente la figura di Dio, attraverso le osservazioni di cui avrebbero potuto disporre. Essi accettarono l’esistenza di un Creatore, qualsiasi esso fosse, ma erano anche sicuri di avere ormai la tecnologia e le capacità per poterlo identificare. E magari di descriverlo in termini matematici.
Passarono anni ed anni, ma non si riusciva a vedere altro che la nebbiolina indistinta estremamente calda e nessuna presenza di buchi neri come ipotizzato dal Big Crunch. Eppure probabilmente si stava andando “indietro” rispetto al Big Bang, lungo una linea “temporale” che nessuno riusciva ad immaginare. Poi, un giorno, il nuovissimo telescopio spaziale da 50 metri di diametro recentemente inserito in orbita, intravide qualcosa di diverso. In mezzo a quella nebbiolina, si cominciarono a scorgere chiari segnali riconducibili alle particelle elementari e poi agli atomi più leggeri. Infine apparvero strutture sempre più compatte e fredde. Erano debolissime e passarono molti anni prima che si fosse sicuri della loro esistenza. Ma alla fine vennero confermate. Si stava andando “indietro” o “più lontano” (forse era anche la stessa cosa) ed a questo strano ed inquietante “scorrere” del tempo vennero dati valori negativi. Ed anche lo spazio si riempiva di materia, e quindi esisteva. Anche ad esso si assegnarono valori negativi.

Qualcuno formulò l’ipotesi che prima del Big Bang cambiasse il verso del tempo: quello che per noi sembrava un passato ancora più remoto, in un altro spazio, antecedente il Big Bang, poteva essere il futuro. Oppure all’atto del Big Bang si erano formati due Universi, che riempivano spazi diversi, ben separati. Magari uno completamente di antimateria. Cadde miseramente, e per sempre, la teoria del Big Crunch. Gli scienziati-credenti non presero nemmeno in considerazione le prime vaghe evidenze osservative, aspettando soltanto di vedere comparire il Signore dell’Universo. Ed invece si cominciarono a scorgere le prime galassie in formazione, poi quelle ben strutturate, poi gli ammassi ed i super ammassi. Gli scienziati integralisti esultarono: la scienza aveva vinto di nuovo! Tuttavia era solo una messinscena. Restava il fatto inconfutabile che il modo come l’Universo “precedente”, se mai lo si poteva considerare tale, si stava avviando verso la sua fine non somigliava per niente a ciò che era predetto dalle teorie. Erano in realtà di fronte a qualcosa che non avevano ancora assolutamente capito.

Ovviamente tutto divenne in breve estremamente confuso: nessuno riusciva a capire se una galassia facesse parte del nostro o dell’altro Universo. I metodi per determinare le distanze non potevano infatti più essere applicati. Solo i super-computer potevano decifrare le complesse gerarchie che si sovrapponevano l’una all’altra. Quasi miracolosamente, in un momento di crisi scientifica profonda, il geniale fisico bulgaro, Malingakov, riuscì a mettere a punto un programma fantastico, basato solo su leggi empiriche, ma non per questo meno stupefacente. Ipotizzando che la freccia del tempo fosse invertita, ossia che l’altro Universo stesse nascendo e non morendo, accelerò la sua evoluzione attraverso complicate simulazioni e lo portò ad un’età simile alla nostra. Quello che ottenne fece drizzare i capelli in testa a tutti i colleghi che ancora li avevano. L’altro Universo era del tutto simile, anzi perfettamente uguale al nostro: galassia per galassia, stella per stella, pianeta per pianeta. Il mondo restò in un silenzio completo per diversi giorni.

Nessuno riuscì a parlare, nemmeno la radio e la televisione. Sia i credenti integralisti che gli scienziati-credenti rimasero allibiti ed interdetti. Gli scienziati “puri” avrebbero dovuto saltare di gioia, ma restarono a lungo esterrefatti e pensierosi. Era mai possibile che quello che vedevano come fine dell’Universo precedente fosse del tutto uguale al nostro passato e quasi certamente anche al nostro futuro? Tutte queste simmetrie erano sconvolgenti. La situazione era veramente troppo anche per loro. Ne avevano avuto abbastanza e si rassegnarono alla sconfitta.

Specchio Quadridimensionale

Anche gli equipaggi delle immense astronavi dell’Universo esadimensionale di KHZYNK decisero che si erano divertiti abbastanza e proseguirono il viaggio. Avevano sprecato un sacco di tempo (ma per loro il tempo aveva ben altro significato) e dovevano sbrigarsi a consegnare al vicino Universo di LYNHKY il mostruoso ed enorme specchio quadridimensionale, commissionatogli per il loro nuovo telescopio ipercosmico. E non si curarono certo di quello che avrebbero pensato in quel “rozzo” Universo così primitivo e di cosa avrebbero dovuto inventarsi per spiegare quella “illusione” o, meglio, “riflessione speculare spazio-temporale” che era improvvisamente scomparsa nel nulla.

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18 Commenti a “Riflessione”

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riflettendo: meglio un rifrattore! :mrgreen:
sorrisoaspecchio
daria

daria scrive il 1 Marzo 2009 alle 00:04

Dai che adesso che riattiveranno l’LHC del CERN sicuramente arriveremo a capire cosa sia successo 0.00000000001 secondi dopo il Big Bang…alchè costruiranno un nuovo acceleratore ancora + potente per capire cosa sia successo 0.0000000000000000000000000001 secondi dopo e così via…

Tra l’altro ho scoperto da poco che all’LHC riescono ad accelerare fasci di protoni alla velocità della luce meno 10 Km/h…impressionante…incredibile…spettacolare…

Lampo scrive il 1 Marzo 2009 alle 01:27

Ma no…LHC è la “macchina del Giudizio Universale” e quindi scopriremo tutto…dopo, o forse mi sbaglio ? Proviamo a chiederlo a qualche nostra conoscenza ?
A parte tutto qui vi è il tutto ed il nulla, vi è l’inizio e la fine, vi è lo scopo ultimo dell’esistenza ed è difficile capire.
Una riflessione importantissima che il nostro Enzo ci fa fare e che ci porta all’unificazione di tutto: filosofia, scienza, religione (che è pure una forma di filosofia se vogliamo), fantasia.
L’importante è sempre avere i piedi per terra e poi aspettarsi, in questo caso, veramente di tutto se un giorno si passasse dalla teoria alla pratica, all’effettività.
E’ affascinante questa riflessione ed è affascinante il fantasioso risvolto finale che ci dice appunto che qui bisogna essere veramente aperti a tutto.

Mario Fiori scrive il 2 Marzo 2009 alle 16:12

@Mario,
ti ringrazio per i complimenti… :oops: E’ sempre un piacere dialogare con persone aperte all’umorismo ed alla “riflessione” di qualsiasi tipo sia…. :wink:

enzo scrive il 2 Marzo 2009 alle 18:58

gruppo di conservatori religiosi fondamentalisti
scienziati integralisti
scienziati-credenti

mah! sinceramente non vedo il motivo di tanto accanimento per trovare la prova che Dio esiste: basta guardare la Natura, la sua perfezione, le stelle i pianeti, il Cosmo e il suo Ordine, basta semplicemente alzarsi la mattina e sentire che il tuo cuore batte, basta ascoltare il tuo respiro… tutte le meraviglie e i miracoli quotidiani di cui siamo testimoni, basta saperli vedere, senza sensazionalismi, ma con razionalità e umiltà nel riconoscerli e senza dare sempre il merito a se stessi, insomma vivendo giornalmente in modo consapevole e riconoscendo la ricchezza che abbiamo a disposizione.
Ciaoo!! :wink:

Ivonne scrive il 3 Marzo 2009 alle 09:14

@Ivonne
Solo per dirti giustissimo.

Mario Fiori scrive il 3 Marzo 2009 alle 11:00

io aggiungerei: in fondo tutta la vita è uno scherzo. cerchiamo di prenderla in allegria (se abbiamo la fortuna di poterlo fare) e ringraziamo di poterla vivere. Non so chi, ma mi interessa poco che sia Dio, la Natura, il Cosmo o qualsiasi cosa. Tutti siamo Natura e la Natura è il tutto. :wink:

enzo scrive il 3 Marzo 2009 alle 11:50

Sono d’accordo con ogni parola detta da Enzo!!
Ottimo racconto prof! :wink:

Alessandro scrive il 3 Marzo 2009 alle 14:35

Questa è una domanda frequente “perchè?”
molti, compresa me, si chiedono il perchè di tutto quello che ci accade, o meglio perchè accade e un esempio molto diffuso è il perchè della creazione.
infatti è una domanda logica, credo che tutti vorrebbero delle spiegazioni, una risposta.
chi a fatto in modo che la nosta terra arrivasse a noi? soprattutto PERCHE?
perchè siamo così fortunati di vivere in un posto così accogliente e altri pianeti non hanno le nostre condizioni di vita?
io sono cattolica però credo anche soltanto in tutto quello che la scienza sa spiegare.
quindi io credo che la religione e la scienza abbiano un nesso, un’ unione.
forse sarà un’opinione stupida ma se così posso dare un nesso alle due cose in cui credo di più allora tantovale crederci. :oops:

mery scrive il 3 Marzo 2009 alle 15:01

Condivido i tuoi pensieri Mery.
Solo l’Uomo nell’universo è a immagine e somiglianza di Dio.
Molte risposte le puoi trovare nei testi Sacri specialmente nel Vangelo.

Ivonne scrive il 3 Marzo 2009 alle 17:28

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