Proseguiamo la nostra avventura e parliamo delle vere distanze astronomiche, con cui dobbiamo fare inevitabilmente i conti per entrare in contatto con i nostri omini verdi preferiti.
Anni Luce
Per nulla sconfortati dalle considerazioni fatte nel precedente appuntamento, anzi ancor di più proiettati verso le stelle che stanno lì nel cielo quasi a portata di braccio, decidiamo di voler raggiungere una famosissima stella, una di quelle tra le più “vicine” al nostro Sole, Alfa Centauri, il cui nome per qualcuno rievocherà le prime letture di libri di fantascienza. La sua distanza si misura non più in km, ma in Anni Luce.
Un anno luce (ly, light year, in inglese) ci insegnano essere la distanza che percorre la luce in un anno… E qui é facile ancora una volta prendere un’enorme cantonata. Abbiamo idea noi di quanto spazio percorra la luce in un anno? Ma noi ci rendiamo innanzitutto conto di quanto dura un anno? Quante cose accadono in un anno? Quante volte mangiamo, respiriamo, dormiamo, parliamo, facciamo l’amore, lavoriamo, ci divertiamo con i nostri amici, in un anno?
Ma la luce a che velocità andrà mai?! Trecentomila chilometri al secondo! In un secondo, un tempo umanissimo, la luce percorre un po’ meno della distanza Terra-Luna: per percorrerla tutta impiega 1.28 secondi. Per arrivare fino al Sole, ci mette 8 minuti, mentre per arrivare a Marte, qua dietro l’angolo, ci vogliono una decina di minuti. Per arrivare fino a Plutone impiega quasi 5 ore e mezzo…ma stiamo parlando della luce, mica di un’astronave!
Ebbene, in un anno la luce compie circa novemilacinquecento MILIARDI di chilometri. I meno smaliziati penseranno…ma quante stelle - oltre al Sole - possiamo raggiungere viaggiando alla velocità della luce per un anno? Semplicemente nessuna! La stella citata in precedenza - Alfa Centauri – dista ben 4 anni luce!
Come? Quattro anni? Ma come è possibile? No, Pierluigi ci sta prendendo in giro con tutte queste cifre… Sapete quante UA ci sono in un solo anno luce? Quasi sessantaquattromila. Quattro anni luce sono ovviamente quattro volte tanto: Alfa Centauri dista da noi duecento-quaranta-mila volte la distanza che ci separa dal Sole.
Il fatto stesso che la luce impiega quattro anni per giungere a noi è un qualcosa che difficilmente si concepisce. Se Alfa centauri cessasse di esistere in questo istante, noi ce ne accorgeremmo solo tra 4 anni! Poco male direte, stella più, stella meno. Ma se il nostro Sole sparisse di colpo lo verremmo a sapere dopo appena 8 minuti: buio completo e Terra alla deriva…
E il brutto è che, astronomicamente parlando, Alfa Centauri è davvero qui, dietro l’angolo! Se per andare verso il Sole ci vogliono (butto lì una cifra tonda!) un paio d’anni con le nostre migliori astronavi, quanto ci vuole (teoricamente!) con queste astronavi a raggiungere Alfa Centauri? Anno più anno meno, diciamo cinque…cento…mila anni… Stiamo scherzando vero? No. Purtroppo no! Stiamo parlando di cinquecento millenni. Noi abbiamo appena iniziato il terzo millennio… Quattro-cinque millenni fa venivano costruite le Piramidi in Egitto… Cinquecento millenni sono un’eternità. E’ comprensibile che la nostra mente non possa accettare una simile sconfitta: forse la nostra tecnologia non è così all’avanguardia… basta paragonare i progressi della scienza in 1000 anni per autorizzarci a dire che fra 1000 anni la nostra tecnologia ci permetterà di viaggiare a velocità inimmaginabili ora. Beh, io ci andrei piano…
Con tutta la fiducia che ho nelle Scienze e nella Tecnologia (in fondo sono un Ingegnere Elettronico e di queste cose ne ho masticate parecchie) non mi sento in grado di poter solo pensare che fra 1000 anni avremo raggiunto livelli inimmaginabili. Ma intanto, tra 1000 anni esisterà ancora la razza umana? Speriamo di sì! E comunque ricordiamoci che qualsiasi cosa, qualsiasi ricerca, qualsiasi atto della nostra mente e del nostro braccio, ha un costo.
Per andare più veloci dobbiamo investire in mezzi migliori, più affidabili, che consumano fatalmente sempre di più. Un treno o un aereo poi possono durare un bel po’ di anni, solo se sottosposti a rigorosissimi test di efficienza, con continua manutenzione. Alcune metropolitane a Roma sono le stesse di 50 anni fa… A spanne dunque con due metropolitane copriamo la vita di una persona: vi sembra stupido come calcolo? Aumentiamo a 10 metropolitane, già 5 volte tanto. Non ci basta ancora? Prevediamone 100, una all’anno. Il tempo di vita della nostra metropolitana è dunque 1 anno. Per viaggiare tra i pianeti, il tempo di vita di una sonda spaziale deve essere almeno dieci anni, sennò magari si rompe sul più bello! Tempo di vita maggiore significa affidabilità maggiore, materiali migliori, investimenti migliori, carburanti migliori, persone migliori…
La conclusione tra le galassie
Ma se invece della stella più vicina, volessimo visitare la nostra galassia oppure arrivare su una delle galassie a noi più vicine, ad esempio la galassia di Andromeda? Provate solo a pensare quanto dista da noi questa galassia: una distanza incommensurabile, non a caso si dice astronomica! Due punto trentasei milioni di anni luce. Milioni-di-anni-luce, già i quattro anni luce di Alfa Centauri sono bazzecole..
Semplicemente pensare a realizzare un simile viaggio richiede una vita, figuriamoci a compierlo…
In alcuni racconti di fantascienza si parla di astronavi grandi quanto un pianeta, con la popolazione di un pianeta, che intraprende questo viaggio di durata così immensa che si alterneranno un numero sterminato di generazioni al comando di questa nave spaziale. Magari dopo un paio di generazioni succede che si perde persino la nozione che si tratta di un viaggio verso una stella vicina…
Ma che stupido, travolto da queste montagne di cifre, ho dimenticato la soluzione: il teletrasporto… “Ti piace vincere facile? Bon shi bon shi bo bo bon”… Recita una pubblicità da ormai qualche anno…
Voglio concludere questa lunga chiacchierata. Di quanto credete dovremmo progredire nella Scienza e nella Tecnologia, per poter affrontare un viaggio tutto sommato “breve” con affidabilità e sicurezza? E qui entra in ballo anche un altro concetto finora trascurato: nessuno fa niente per niente. Ci deve essere pure un adeguato rientro in termini di ricavo da parte di chi ha investito, altrimenti il gioco non vale la candela. Qui stiamo parlando di un’umanità intera che si dovrà sforzare per un numero imprecisato di anni per rendere umani dei viaggi interstellari. Questo è forse lo scoglio maggiore…
Ma torniamo ora agli omini verdi, che finora ho completamente trascurato…Una eventuale razza aliena ha già fatto, previsto tutto ciò? Ha investito uno sproposito di energie e risorse (ma magari gli omini multicolore hanno meno esigenze di noi bipedi senzienti)? Avrebbe fatto tutto ciò per ottenere cosa? Per venire a rompere le scatole… oops scusate! Per venire a visitare un pianeta qualunque attorno ad una stella qualunque di una galassia qualunque… Siete ancora convinti che sia possibile? Io sinceramente no.
Adoro la fantascienza, soprattutto quella seria e soprattutto quella dei compianti Isaac Asimov, Arthur C. Clarke e Phil K. Dick. Film e libri come “2001 Odissea nello Spazio“, “Blade Runner” e “Alien” per me sono e saranno sempre dei capolavori…
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54 Commenti a “Perchè gli alieni non ci vengono a trovare? - parte 2”
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“Siete ancora convinti che sia possibile? Io sinceramente no.”
questo significa che hai dei limiti nella visione della vita, e della scienza.
Troppe volte la scienza è stata smentita e poi superata per non pensare che possa succedere ancora.(per fortuna…altrimenti saremmo ancora nelle caverne)
In fondo la nostra cono-scienza è limitatissima in tutti i campi.
Solo riconoscendo il limiti si possono superare.
Quando si è convinti di sapere tutto, si resta nell’ignoranza.
Di nuovo AUGURI
@Luigino
grazie per il to commento!
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Mi dispiace però correggerti, non per pedanteria: non vorrei che parlando tu di Orione scatenassi qualche studioso centauriano che riconoscerebbe in quella costellazione quattro manufatti alieni…
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Tornando seri, in realtà da Alfa Centauri la nostra piccola stella Sole si vedrebbe nella costellazione di Cassiopea… Quest’ultima non sarebbe più una grande “W”, ma una linea a zig-zag con un lato in più, rispetto a quella che ben conosciamo…
Per sincerarsi di questo fatto basta in prima analisi prendere le coordinate celesti di alfa centauri (RA e declinazione) e cambiarle di segno, così come facciamo per vedere quale località è agli antipodi di un’altra sulla terra.
Non può essere Orione, soprattutto perchè questa è una costellazione equatoriale, mentre il centauro è una costellazione decisamente meridionale (tra i -30° e i -60° di declinazione) e specularmente Cassiopea è nettamente settentrionale. ![]()
@Giovanni
ti invito a rileggere bene la frase al temine della quale ho scritto quell’affermazione. Non ho certo detto o confessato di avere “limiti nella visione della vita, e della scienza”, dato che nell’articolo ho detto ben altro…
Io non credo principalmente (riassumendo) che razze aliene possano trovare motivazioni valide nell’impegnarsi in un così gravoso e oneroso viaggio, per poi… fare cosa? Rimanersene nascosti o farsi vedere solo a qualche esagitato?!
Un viaggio del genere meriterebbe una conclusione ben più degna.
Di scienza e dei suoi indubbi progressi, non ne parlo minimamente in quella frase, nè in positivo nè soprattutto in negativo… Non riesco a capire le tue conclusioni…
Pierluigi
Pierluigi
Grazie della precisazione, la configurazione del sole in Orione vedendo da Alfa Centauri, lo letta su una enciclopedia astronimica edita nei primi anni 80, è evidente che
c’è qualche sbaglio, poi dagli anni 80 ad adesso, qualche conoscenza in più c’è di sicuro. grazie di nuovo, ti saluto! ![]()
Ebbene si non è possibile di certo. Le distanze sono quelle e la tecnologia e questa.
Pensiamo piuttosto a progredire in scienza e tecnica, senza troppe illusioni ma con impegno, facendo in modo di destinare più (molto più) risorse e forze a questo sviluppo, ne trarremmo vantaggi sicuri per la vita sul nostro pianeta e scoprimmo cose meravigliose. Poi dove arriviamo, arriviamo, senza illuderci ma tutto è possibile se impieghiamo risorse per questi scopi.
E.T. non credo sia arrivato, poi sono aperto a tutto per carità. Che siamo interressanti non credo, siamo dei casinisti (scusate il termine) e basta.
@Pierluigi
bell’articolo naturalmente.
Condivido tantissimo su Asimov, Clarke, Dick e dintorni.
@Pierluigi,
io uso spesso il teletrasporto…mah, accidenti, anche in quel caso non riesco a superare la velocità della luce! Come mai? Ho perfino dovuto interompere la mia vacanza su Sirio ….
Ottimo lavoro, come sempre!! ![]()
Quante volte ho fatto questo discorso tra me e me…e quante volte mi sono rassegnato al fatto che viviamo in questa nostra oasi irraggiungibile dagli “altri” e non abbandonabile da noi…quanto spazio sprecato c’è là fuori con il quale non abbiamo possibilità di interagire!
Però poi faccio l’ottimista e penso che sicuramente la fisica ci riserverà delle sorprese inimmaginabili in futuro, e verrà il tempo in cui si dirà “ti ricordi quando in passato si pensava che la velocità della luce fosse un limite insormontabile??? aahahahahah”.
Però poi penso che se mai dovesse succedere quello che ho appena detto, con tutti gli anni che mi auguro di campare, probabilmente io non ci sarò più! E’ a questo punto che mi sale il nervoso e smetto di pensare… ![]()
@Lampo
puoi smettere di pensare
e iniziare a sognare!! ![]()
@tutti
Buon fine settimana ai pensatori e ai sognatori,
agli ingegneri e professori. agli studenti e soprattutto di questo tempo..ai Lavoratori
…..insomma
a tutti Noi!
L’unica soluzione è che esista un modo per percorrere più spazio di quanto se ne percorrerebbe normalmente. Cioè entrare in una sorta di “dimensione parallela” dove un metro di tale dimensione corrisponde a un chilometro della dimensione reale.
Insomma, per trovare una soluzione bisogna sempre passare per la fantascienza! ![]()



Bell’articolo Pierluigi!
Anche pensare di raggiungere Alfa Centauri, è semplicemente fuori dalla realtà! Per quanto l’umanità possa progredire, anche in futuro i problemi tecnici che comporterebbero un simile viaggio, difficilmente saranno risolti, le leggi della fisica non cambiano.
Quella della vita dell’uomo sulla terra è un’avventura, forse le prime particelle con cui si sono sviluppate le varie forme di vita (amninoacidi) sono venute dallo spazio! In un certo senzo siamo noi stessi alieni.
Se in orbita attorno Alfa Centauri ci fosse un pianeta con la vita come la Terra(sappiamo già che non c’è) eventuali abitanti osservando la costellazione di Orione, vedrebbero nella cintura quattro stelle invece delle tre che vediamo noi! La quarta sarebbe il nostro Sole! Non preoccupiamoci di andare a viaggire nello spazio, Ci viaggiamo già con l’astronave che si chiama Terra!