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a cura di Vincenzo Zappalà

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I due mostri dello Spazio si stavano avvicinando l’un l’altro. Erano due enormi galassie a spirale che con i loro miliardi di stelle stavano per collidere. Era questa forse la sfida più attesa e seguita nell’ambito dei Giochi Olimpici Galattici.

I due mostri dello Spazio si stavano avvicinando l’un l’altro. Erano due enormi galassie a spirale che con i loro miliardi di stelle stavano per collidere. Era questa forse la sfida più attesa e seguita nell’ambito dei Giochi Olimpici Galattici. Si assisteva ad una lotta titanica tra forze gravitazionali immense e nel contempo ad una precisione matematica nell’evitare il più piccolo urto tra le reciproche stelle o addirittura tra i loro pianeti. Se due corpi celesti fossero venuti a contatto la galassia che conteneva l’oggetto “colpevole” dello scontro sarebbe stata eliminata. Nel caso tutto fosse filato liscio, la vittoria sarebbe stata assegnata a chi avesse catturato la maggior parte dell’altra. Se infine si fosse ottenuta una sola galassia ci sarebbe stata parità e l’enorme oggetto risultante sarebbe passato al turno successivo: si perdeva la propria identità ma la massa per il prossimo duello sarebbe stata molto più grande e le probabilità di proseguire ben maggiore.

Collisioni tra galassie

La fase finale era normalmente la più spettacolare, in quanto vedeva direttamente in azione i giganteschi buchi neri che si annidavano al centro. Come già accennato era però anche una sfida tra singole entità, in quanto al duello partecipavano in prima persona tutte le stelle ed i pianeti che appartenevano alle grandi strutture. Ne conseguiva un tifo enorme, non solo da parte delle galassie vicine, ma soprattutto da parte delle loro stelle che incitavano gli astri della propria classe spettrale e dei pianeti che seguivano con passione le vicende dei loro simili per massa e composizione.

Tutti erano in attesa che la Via Lattea e Andromeda (i due contendenti) si avvicinassero abbastanza per far sentire la loro forza gravitazionale. Andromeda era in realtà un po’ più massiccia ed era perciò favorita, ma bisognava mettere in conto l’abilità dei singoli astri, e del loro corteo planetario, nel sapersi districare nella confusione generale senza causare urti. Era molto importante l’affiatamento dei vari sistemi stellari nel muoversi all’unisono ed evitare attrazioni fatali. Fondamentale era soprattutto far si che la forza gravitazionale che legava i pianeti alla stella centrale fosse sempre superiore a quella che cercava di deviarli verso oggetti appartenenti all’avversario.

Dopo molto tempo di trepida attesa, ecco che le prime stelle cominciarono ad essere spostate leggermente dalla loro normale traiettoria intorno al nucleo centrale. La sfida aveva avuto inizio. Non ci furono grandi problemi in questa prima fase. Gli oggetti periferici di entrambe le squadre riuscirono a non essere violentemente strappate e rimasero ancorate al loro nucleo. Poi qualcuno cominciò ad allontanarsi e ad immettersi su orbite estremamente complesse. Questo ovviamente faceva parte del gioco. I primi fuggitivi sarebbero rimasti lontano dal vero campo di battaglia, ma sempre pronti a dirigersi verso la loro casa cosmica quando fosse giunto il momento propizio: anche una singola stella sarebbe stata importante nel giudicare la massa finale.

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Finalmente i due grandi ammassi cominciarono visibilmente a compenetrarsi. Non si riusciva più a capire facilmente chi facesse parte di uno o dell’altro dei due contendenti, ma i giudici seguivano con abilità e competenza le fasi più concitate. La struttura complessiva dei due giganti in lotta iniziò a deformarsi. Non si vedevano più spirali regolari, ma lunghi filamenti di stelle che sembravano staccarsi dal nucleo e trattenere le galassie tra di loro. I singoli astri si sfioravano, ma non si urtavano. I pianeti si mantenevano ben stretti al loro padrone e non si spostavano. Era una sfida tra contendenti molto preparati ed abilissimi. Ad un certo punto la forza gravitazionale ebbe il sopravvento e i due nuclei centrali con il corteo di stelle tornarono ad avvicinarsi tra loro sempre più rapidamente. Era questo uno dei momenti più delicati dell’intero incontro. Le galassie non avevano più la velocità propria originale ma subivano soltanto l’attrazione reciproca. I due contendenti si fusero insieme e le stelle tornarono a scorrere velocemente a brevissima distanza. I pianeti subirono forze impressionanti. Alcuni si staccarono dal loro astro centrale, ma si persero nel vuoto senza venire catturati.

Tutto sembrava scorrere con la regolarità di un orologio, senza tentennamenti da parte dei due lottatori. Poi la Via Lattea ebbe un momento di crisi. La stella Sole passò troppo vicina ad un astro di Andromeda ed il suo terzo pianeta venne violentemente risucchiato dall’avversario. Ormai sembrava che niente potesse scongiurare lo scontro del piccolo corpo celeste contro il quinto pianeta dell’altra stella, un gigante gassoso che attendeva con ansia l’urto per dare la vittoria alla sua galassia.

Tuttavia qualcosa di innaturale accadde sul piccolo pianeta del Sole. Si videro fiammate enormi scaturire dalla superficie e lentamente il suo moto verso il gigante si bloccò. Dopo poco il corpo celeste iniziò a tornare indietro e nel giro di poco tempo riprese il suo posto attorno all’amata stella originaria. La manovra lasciò allibiti i giudici, che però non videro niente di scorretto: non era sicuramente dovuta a forze naturali, ma risultava perfettamente regolare.

Dopo di che i due sfidanti ormai allo stremo si amalgamarono insieme e i due enormi buchi neri centrali si fusero senza più lottare. La sfida si era chiusa in parità e la nuova super-galassia aveva passato il turno. Nessuno si accorse della gioia e dei festeggiamenti che esplosero sul terzo pianeta della stella Sole. I nuovi motori neutronici erano riusciti a scongiurare un catastrofe senza precedenti e l’essere umano si convinse di aver fatto un grande passo in avanti.

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14 Commenti a “Uno scontro titanico”

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Enzo
Bellissimo racconto! Quando tra un miliardo di anni, (più o meno) la nostra galassia si scontrerà con Andromeda, l’umanità sarà talmente evoluta, da impedire che la Terra sia risucchiata da un’altra stella! è fantastico no? :grin:

Luigino scrive il 7 Marzo 2009 alle 21:48

Davvero un bel racconto con un finale mitico. La terra che accende la Nitro e da scacco matto alla galassia di Andromeda. :cool: :cool:

Raffaele scrive il 8 Marzo 2009 alle 11:08

nessuna scienza potra mai prevalere sulle forze cosmiche, io la vedo così.
Se davvero l’umanità riuscirà ad arrivare così il la da doversi preoccupare dello scontro con Andromeda, dovra solo sedersi e guardare.

Bellissimo racconto come sempre Enzo, ma mi trovo in gran parte daccordo con cosmo: le forze dell’Universo potranno essere rese forse un poco più malleabili, saranno conosciute meglio, ma sopravvanzare la natura sarà molto improbabile.
largo alla fantasia e vediamo cosa accadrà… cioè non vediamo perchè non ci saremo più.

Mario Fiori scrive il 9 Marzo 2009 alle 09:49

Che spettacolo dev’essere… E sicuramente in qualche parte dell’universo, su qualche pianeta di qualche sole…qualche fortunata popolazione di esseri intelligenti starà assistendo alla fusione tra la propria galassia e una estranea…

Peccato che la medicina non sia ancora abbastanza avanti per farci vivere 4-5 miliardi di anni! :mrgreen:

Lampo scrive il 9 Marzo 2009 alle 14:33

@Mario,
condivido la tua idea…il mio è solo un raccontino (una volta tanto “ottimista”) fatto più che altro per introdurre il problema dell’interazione tra galassie… Nulla di più!

enzo scrive il 10 Marzo 2009 alle 09:59

ciao!
questo raccontino (bellissimo come sempre! bravo enzo! :wink: ) mi potrebbe dare uno spunto per qualche calcoletto matematico e relativa simulazione… Non so ancora, perché l’idea è solo un abbozzo…
Però stavo pensando che dati gli immensi spazi che ci sono tra stella e stella, data la dimensione esorbitante di due galassie e data la lentezza del moto delle due contendenti, mi viene da pensare che lo spettacolo di due galassie che si scontrano, visto dall’interno, non dovrebbe essere così eccitante da seguire in diretta… Se una stella va diretta contro un’altra, sì , ovviamente da vicino si assisterebbe a un bell’incidente… ma poi non si avrebbe modo di raccontarlo…
enzo, illuminaci! quanto tempo ci potrebbe volere, dal momento in cui le due periferie di due galassie si toccano a quello in cui le due galassie sono completamente sovrapposte, una dentro l’altra? Non credo certo qualche anno!!

pierluigi scrive il 10 Marzo 2009 alle 11:08

@Pierluigi,
il tuo sarebbe un ottimo esercizio. Non difficile, ma abbastanza interessante e … deludente. Ho fatto un veloce calcoletto: ebbene, una stella distante 10 anni di luce da noi arriverebbe a toccarci (senza tener conto di accelerazioni successive) in “soli” 100000 anni circa … Insomma nella vita di un uomo si vedrebbe ben poco. Piccoli spostamenti stellari appena percettibili. Si vedrebbero ovviamente molte più stelle in cielo, ma da molte generazioni e generazioni e quindi sarebbe la norma da centinaia di migliaia di anni (cosa sono 10 anni luce rispetto ai 70000 di una galassia?). Ogni tanto scontri di gas con fenomeni fantastici, ma in fondo capitano anche adesso. No, purtroppo il nostro “gioco galattico” sarebbe tutto al rallentatore…. Però ti puoi divertire a fare qualche simulazione (magari con stellarium ?). Puoi impostare la velocità realtiva tra galassie sui 40 km/sec. Poi magari facendola aumentare quando saremo veramente vicini fino a 100 km/sec. Meglio questo che gli UFO: direi che è ora di lasciarli stare…al limite vorrei scrivere qualcosa solo sulla formula di Drake e su quella della terra rara. ma ancora non so….Le rispos te sono sempre molto simili tra loro e non sollevano vere speculazioni scientifiche, bensì illusioni, speranze, assurdità tipiche del bisogno dell’uomo di non essere solo e di avere sempre qualche mistero dentro al cassetto…:razz:

enzo scrive il 10 Marzo 2009 alle 14:26

@enzo
no non pensavo a stellarium, ma a una specie di simulazione sul PC. Ma in effetti non è molto semplice, dato che sarebbe molto pesante: se non sbaglio le simulazioni di scontri tra galassie sono state realizzate con supercomputer tipo quelli della NASA.
Io mi immaginavo comunque lo stesso scenario: stelle che percorrono la propria via, solo in alcuni casi perturbate da stelle “vicine” e rarissimi incidenti di percorso, dovuti proprio al fatto che nello spazio c’è praticamente più vuoto che materia con distanze abissali tra un oggetto e l’altro. Il tutto in modo molto stazionario e al rallentatore con velocità da bradipo interstellare.
Ero andato su wikipedia (il sapere con la F maiuscola) a cercare numeri sulla Via Lattea e su Andromeda, per magari fare qualche conto, ma ho trovato delle informazioni che non conoscevo assolutamente: salvo smentita opportuna, qui si dice che “La Via Lattea è attualmente in fase di fusione con la galassia Nana Ellittica del Sagittario e con la galassia Nana Ellittica del Cane Maggiore”, rispettivamente Sag DEG (Dwarf Elliptical Galaxy) e CMa DEG, quest’ultima attualmente la galassia irregolare più vicina alla nostra galassia, scoperta nel 2003 da “astronomi francesi, italiani, britannici e neozelandesi”.
Questi due oggetti molto piccoli, l’1% della Via Lattea, starebbero subendo un processo di smembramento a causa della più massiccia galassia che accompagnano, all’interno del cosiddetto gruppo locale, che comprende anche la galassia di Andromeda, a ben 2.36 milioni di anni luce da noi!!
E questo ancora una volta la dice lunga sullo spazio sterminato che c’è tra oggetti: 2.36 milioni di anni luce tra due galassie vicine… Figuriamoci quelle più lontane! Eh ma gli alienini verdolini ci devono stare per forza… :roll:
sorrisosimulatore :mrgreen:

pierluigi scrive il 10 Marzo 2009 alle 16:36

@Pierluigi,
certamente una simulazione abbastanza accurata è impresa da grandi computer. Però puoi sempre simulare qualcosa di semplice. magari usi la giusta densità stellare in un gruppo di un centinaio di stelle (anzi due) e poi le fai attraversare di moto uniforme (se metti le forze mareali diventa un cas….o). già così si vedrà che urti non ce ne saranno. Il vero colpo grosso lo farà il gas che è diffuso su grandi spazi e verrà in collisione producendo fuochi artificiali con nascita di stelle ed latro ancora. Ci basta aspettare un po’ e poi potremo vederlo …. :razz:
P.S.: speriamo che gli UFo si calmino un po’…..

enzo scrive il 10 Marzo 2009 alle 17:54

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