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a cura di Vincenzo Zappalà

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Il nostro Universo segue regole precise ed impone sacrifici. Ma sarà il solo a partecipare a questa enorme sfida ?

L’astrofisica aveva fatto passi da gigante nell’ultimo secolo e l’intero Universo sembrava non avere più segreti per la razza umana. Si potevano prevedere con largo anticipo gli episodi che nel futuro avrebbero confortato le ipotesi più ardite e si leggeva chiaramente nel passato tutta la storia evolutiva del Cosmo. Non vi erano più oggetti o fenomeni misteriosi. Ogni esplosione, movimento, reazione si inseriva perfettamente nelle leggi generali che l’uomo aveva faticosamente costruito dopo anni ed anni di osservazioni, di calcoli e di teorie.

Eravamo giunti al punto di poter ammirare il Creato senza la smania di dover spiegare qualcosa di inatteso ed incomprensibile. Forse mancava un po’ il furore creativo ed interpretativo dei vecchi tempi, ma ci si rifaceva con l’estasi della contemplazione. Fu quindi un vero shock quando la notte del 12 settembre 2833 il Sole, ed il nostro pianeta con lui, si ritrovò improvvisamente vicino a Vega. Non vi potevano essere dubbi: la distanza era diminuita di almeno dieci volte. Ed eravamo noi ad esserci mossi, perché tutte le altre stelle avevano cambiato coordinate e distanza in perfetto accordo con questo “assurdo” spostamento. Il mondo ne fu sconvolto. Non esisteva alcuna legge o fenomeno che potesse spiegare questo “salto” così drastico e repentino. Il Sistema Solare doveva essersi mosso ad una velocità incredibile nello Spazio, rendendo il superamento della velocità della luce un gioco da bambini.

Mentre gli astronomi si rimisero ai loro strumenti con una smania ormai dimenticata, la notte dopo si resero conto che anche Sirio aveva cambiato posizione. Brillava con minore intensità e si era avvicinata di molto alla direzione di Antares. Non fu facile esserne sicuri, ma la nuova stella che era apparsa in quella strana ubicazione aveva tutte le caratteristiche ben conosciute dell’astro più luminoso del cielo. Ed il vuoto lasciato nel Cane Maggiore confermava l’assurda, ma inconfutabile realtà. Purtroppo fu solo l’inizio. Tra Antares e Sirio si inserì quasi con prepotenza Regolo, che aveva abbandonato senza alcun rimorso il Leone. Poi fu di nuovo il Sole a spostarsi avvicinandosi a Betelgeuse. E nuovamente la visione del cielo notturno cambiò drasticamente, lasciando tutti, studiosi e gente normale, a bocca aperta e col fiato sospeso.

Gli strani movimenti delle stelle continuarono per giorni e giorni ed ormai tutti si chiedevano cosa avrebbero visto l’indomani. Qualcuno cominciò a temere che questi salti imprevedibili avrebbero potuto portarci dritti dritti nelle “fauci” di qualche buco nero. Ma gli scienziati avevano ben altro a cui pensare. Dovevano assolutamente trovare uno schema in quel vagabondare incontrollato di astri di ogni grandezza ed età. Qualche caratteristica peculiare sembrava si cominciasse ad intuire. Le stelle giganti si muovevano di meno, mentre le più piccole saltellavano più frequentemente. Inoltre queste ultime percorrevano distanze decisamente minori ed abbastanza ripetitive, mentre le altre potevano compiere percorsi assai più lunghi. Sembrava poi che Antares e Betelgeuse fossero al centro dei vari movimenti. Ci si accorse anche che alcune stelle, dopo essersi spostate una o più volte, sparivano del tutto. Non potevano certe essere esplose o scomparse nel nulla. Incredibile!

Tutta la nostra faticosa ricerca scientifica di secoli e secoli stava naufragando in un mare di assurdità. Che pietosa figura stavano facendo le nostre leggi e le nostre formule così precise ed immutabili. L’Universo stava impazzendo o eravamo noi a non aver mai capito niente? E quello che sembrava un gioco senza regole continuava imperterrito. Un po’ alla volta ci trovammo vicinissimi a Betelgeuse (o era lei che si era avvicinata a noi? Ormai eravamo nel caos più completo …) e notammo un addensamento di stelle tutt’attorno. Da lontano saremmo forse sembrati un ammasso aperto, ma dalla nostra posizione sembrava di essere quasi accerchiati. Nello stesso momento l’esimio Professor Longerbad cominciò a farneticare. Si mise a tracciare schemi ed a tirare linee. Poi costruì con le sue mani un modello dei sistemi stellari coinvolti nella assurda danza e ripercorse con pazienza tutti gli spostamenti e le sparizioni avvenute precedentemente.

Gli assistenti che entravano di tanto in tanto nel suo studio lo videro dapprima sfasato e allucinato. In seguito cominciò a sorridere ed addirittura a ridere a squarciagola. Quindi tornò serio e profondamente impegnato. Non parlava più con nessuno ed aveva uno sguardo concentrato ed assorto. Saltava i pasti, non dormiva e restava piegato sul suo tavolo di lavoro notte e giorno. Ogni tanto muoveva qualche modellino e poi ricominciava a pensare. I colleghi meditarono di chiamare l’ospedale e farlo ricoverare, ma non ne ebbero il coraggio: la fama e la sapienza di Longerbad incutevano un’enorme soggezione.

Infine il suo volto assunse un’aria terrorizzata e cominciò a bofonchiare a voce alta: “non c’è niente da fare. Non vedo alcuna possibile difesa. Saremo costretti a sacrificarci, ma questa azione disperata servirà solo a ritardare l’ineluttabile conclusione”. Si mise a piangere con la testa reclinata e si addormentò di colpo. Lo portarono in clinica senza che se ne accorgesse.

Poi la situazione precipitò. I movimenti stellari si fecero parossistici e parecchi astri sparirono uno dietro l’altro. Betelgeuse, sempre più vicina, splendeva di una luce immensa che quasi oscurava quella del Sole. Pareva un “re”, ma si vedeva che soffriva, quasi fosse vicina alla sua fine. Infine tutto scomparve in una tenebra assoluta. Eravamo forse caduti dentro un buco nero? Sembrava che fossimo stati letteralmente “mangiati” e che l’Universo fosse scomparso. Ma tutto aveva ormai poco senso e l’ultima cosa che si intuì fu un bagliore od un grido od un gesto che sembrava un avviso ineluttabile ed irrevocabile: “Scacco Matto !!”

Il nostro Universo aveva perso …

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26 Commenti a “Sacrificio inutile”

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Che sorpresa/fregatura sarebbe! :lol: Però sarebbe anche uno spettacolo… e visitare Betelgeuse da vicino (la mia stellona preferita) non mi dispiacerebbe :grin:

Mamma mia, uno scenario che fa accapponare la pelle al solo pensarci!

Marco scrive il 15 Marzo 2009 alle 12:23

scusate se esco fuori tema… ma devo segnalare la notizia di una scoperta!
Telegiornale? No!
Carta stampata? No!
Internet? NO.
Gerry Scotti… :roll: :evil:
Ieri sera alla trasmissione “Chi vuole essere milionario”, nelle parti alte della graduatoria è apparsa una domanda di astronomia, che diceva all’incirca così:
“Quale di queste caratteristiche non fa parte del Sistema Solare:
A - la fascia asteroidale
B - una nebulosa
C - un pianeta nano
D - un buco nero
Dato che la risposta è come sempre unica sono rimasto parecchio interdetto… :sad:
Il concorrente ha ragionato dicendo che il pianeta nano dovrebbe essere quello più vicino al sole (vabbè, non tutti leggono astronomia.com!! :wink: ), la fascia asteroidale l’aveva sentita… il buco nero non può esistere: l’accendiamo. Esatto! (voce di Gerry Scotty…)
@enzo
hanno scoperto una nebulosa all’interno del sistema solare?
Mi sfugge qualcosa? (nel caso faccio ammenda e mi vado a documentare subito!)
Intendevano forse la nube di Oort?
Piuttosto…è stato avvertito Jakob the Ripper?
Oppure…
no…
non ci posso credere…

E’ la testa di Jakob: più nebulosa di quella non esiste!!! :lol: :lol: :lol:
sor-risoscotti :mrgreen:

pierluigi scrive il 15 Marzo 2009 alle 13:41

ahahah…ieri sera la stavo proprio guardando pure io con i miei e prima che venissero fuori le risposte mio padre mi fa: “questa è per te”.

Esce “una fascia di asteroidi” e dico “questa c’è”
Esce “un nebulosa” e dico “questa non c’è, quindi è la risposta giusta”
Esce “un pianeta nano” e sorrido
Esce “un buco nero” e ci rimango male!!

Non ero più sicuro della risposta! E ho fatto pure la figura del somaro con i miei… :)

Ma quindi c’è davvero una nebulosa nel sistema solare???

Lampo scrive il 15 Marzo 2009 alle 13:47

Si avvalora sempre di più la mia ipotesi, allora…
Finché non verrà rapito dagli alieni… Jakob e la sua testa nebulosa brilleranno di luce propria a rischiarare le nostre notti… ma anche i giorni…
sorrisonebuloso :mrgreen:

pierluigi scrive il 15 Marzo 2009 alle 14:10

io ritorno al racconto,veramenta bello…come sempre complimenti!!

simo scrive il 16 Marzo 2009 alle 01:07

cari ragazzi,
accidenti io avrei risposto nebulosa … Pensavo che più buco nero della testa di chi prepara le domande non ci fosse… E temo che quello che capita per l’astronomia capiti anche per altre materie…. :evil: E noi li paghiamo questi esperti!!! :twisted: :evil:

enzo scrive il 16 Marzo 2009 alle 05:57

Bene…mi conforta questa notizia Enzo!! Bisogna scrivere a striscia la notizia allora che mandino Staffelli da Scotti a dirgli “Sciuur Scooootti….SCIUR SCOTTI!!!”… :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Lampo scrive il 16 Marzo 2009 alle 09:04

sì, stavolta lo Scotti nazionale (forse non lui, ma gli ideatori delle domande) si merita un bel tapiro… :roll: per quello che serve,però… :cry:

tornando al raccontino: veramente simpatico! come sempre!

piellepi scrive il 16 Marzo 2009 alle 09:39

cari amici,
le nefandezze culturali della TV sono sempre peggio, ma anche la gente comune non è molto meglio….difficilmente in quella trasmissione rispondono a domande astronomiche. Mi ricordo una che si era “imballata” sul decidere se era più grande Giove o Marte…. E poi sapere in ordine i pianeti…un vero terrore!! :cry:

enzo scrive il 16 Marzo 2009 alle 10:01

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