In questa serie di “racconti”, estremamente reali, sveleremo alcune delle magie più prodigiose che avvengono nel sistema di Saturno. Anche il sistema solare a volte si diverte!
Il nostro bravissimo Pierluigi ci ha ricordato recentemente il fantastico universo di satelliti ed anelli che circondano Saturno. Tuttavia, oltre che un luogo magnifico, il pianeta più bello del nostro Sistema Solare (a parte la Terra, ovviamente) è anche quello più allegro e divertente. Non tanto lui, quanto gli anelli ed i piccoli satelliti che lo cingono in gran numero. E’ un vero e proprio teatro dove si svolgono continuamente spettacoli di magia o, se preferite, di giochi di prestigio. Normalmente i trucchi di queste rappresentazioni non si svelano al pubblico, ma noi invece vogliamo farlo ed essere pronti a diventare maghi il giorno che riusciremo ad andare con gli amici a fare un weekend sul grande pianeta gassoso.
Cominciamo quindi con l’anello F, fino a non molto tempo fa considerato il più esterno tra tutti. Quando fu scoperto ai tempi del Voyager (quello vero!!) fece saltare sulla sedia gli scienziati di tutto il mondo. Era troppo sottile! Un anello così non poteva esistere. In realtà i classici anelli altro non sono che “dischi” composti essenzialmente da blocchi di ghiaccio (figura 1) che continuano a scontrarsi tra loro e tendono ad allargare la struttura che li contiene. Se facciamo l’ipotesi che un satellite sia stato distrutto da una cometa o dalla marea del pianeta, immediatamente dopo vedremo tanti frammenti tutti vicini che poi nel giro di qualche migliaio di anni formeranno un disco molto stretto che continuerà ad allargarsi sempre più. L’anello F, così sottile, rappresentava la tipica situazione che si poteva veder nei primi momenti dopo la distruzione del satellite originario. Però questo voleva dire avere avuto una fortuna incredibile, ossia avere assistito quasi in diretta ad un evento piuttosto raro. Era troppo difficile crederci, ma non vi erano alternative conosciute, a meno di non mettere insieme una struttura estremamente complessa e poco realistica.
Qualcuno però ci pensò e tra questi colui che è stato sicuramente uno dei più grandi scienziati italiani del secolo scorso (scomparso troppo giovane, accidenti!): Giuseppe Colombo. Talmente in gamba che in Italia avevano chiuso il corso di Meccanica Celeste che teneva a Padova ed il “Bepi”, così lo chiamavamo, si era trasferito negli USA dove gli avevano fatto ponti d’oro. Ma la storia avventurosa del Bepi, grande estimatore di grappa, la rimandiamo ad un’altra volta, per adesso basta ricordare che è stato “implicato” nella prima missione a Mercurio e nel satellite Tethered. Ebbene questi scienziati ipotizzarono che per tenere sempre così stretto l’anello F ci volevano due satelliti che lo mantenessero “in riga” senza permettergli di “allargarsi”.
Figura 2. Da sinistra a destra: il gregge esce dall’ovile in fila indiana. Poi si sparpaglia in cerca di erba fresca. Infine i cani riportano l’ordine.
Un po’ per similitudine, un po’ come presa in giro, questi ipotetici guardiani furono chiamati “pastori” o ancor meglio “cani da pastore”. Infatti immaginiamo di far uscire un gregge di pecore dall’ovile attraverso una porta stretta. All’inizio tutti gli ovini staranno vicini tra loro, ma poi, poco alla volta, ognuno cercherà l’erbetta più tenera ed il gregge si sparpaglierà per tutto il prato. Come si potrà riportarlo in una zona limitata? Semplicissimo: con un paio di cani da pastore che abbaiando e correndo riportino l’ordine e rimettano in fila le pecore (figura 2).
Figura 3
La teoria sembrava veramente assurda e costruita “ad hoc”. Ma quando un’eccezionale immagine mostrò proprio quello che era stato ipotizzato nessuno riuscì più a ridere. La foto (figura 3), benché di pessima qualità, rimane forse la più importante del secolo scorso in campo planetologico. Quello che voglio fare adesso è spiegare (in modo semplificato) come questo può capitare, ossia svelarvi il segreto del gioco di prestigio. Per capire il fenomeno bisogna prima avere chiari in mente due concetti molto semplici.
(1) la terza legge di Keplero di ci dice che più un oggetto orbita lontano dal pianeta, più bassa è la sua velocità media di rivoluzione.
In altre parole il satellite più vicino corre più forte di quello più lontano.
(figura 4)
(2) Se acceleriamo un satellite, mentre orbita, gli diamo energia (come se lo spingessimo) ed esso tenderà a portarsi su un orbita più larga (più lontana dal pianeta). Al contrario se lo rallentiamo (come se lo frenassimo) sarà costretto a perdere energia e si porterà su un’orbita più bassa (più vicina al pianeta) (figura 5).
Capiti i concetti? Sono veramente semplici. A questo punto siamo in grado di spiegare perfettamente la magia dell’anello F. Useremo la figura 6, descrivendola a parole. L’anello è composto da tanti blocchi di ghiaccio (le pecore) ed ognuno di essi rivolve intorno a Saturno come fosse un piccolo satellite. Le “particelle” si scontrano e tendono ad allargarsi come già detto precedentemente. Ma ecco che quelle più esterne dell’anello, mentre rivolvono attorno al pianeta, raggiungono e superano il satellite (il primo cane da pastore) esterno. Perché lo superano? Ma è ovvio: perché essendo loro più vicini a Saturno (anche se di poco) vanno più forte della luna “guardiana”. La salutano e se ne vanno tranquillamente? E no, cari signori! Il satellite è molto più grosso e fa sentire la sua attrazione gravitazionale, frenando i blocchi di ghiaccio che lo hanno appena superato. Questi tendono quindi a rallentare. Ma se rallentano sono costretti a scendere su un’orbita più stretta (ricordate il secondo concetto?), ossia ad avvicinarsi a Saturno. Nello stesso momento cosa capita ai blocchi di ghiaccio dell’anello che orbitano nella parte più interna? Mentre rivolvono si vedono sorpassare da un altro “cane da pastore”, quello più vicino al pianeta. Perché vengono sorpassati ormai lo sapete! La luna ha un’orbita più stretta della loro e quindi corre più forte dei blocchi di ghiaccio. Ma una volta sorpassati, cosa gli capita? Nuovamente dobbiamo tener conto che il satellite è molto più grande e quindi li attrae gravitazionalmente verso di lui, accelerandoli e facendoli andare più veloci. Ma se aumentano di velocità sono costretti a immettersi in un’orbita più larga (sempre per il secondo concetto) e quindi ad allontanarsi da Saturno.
Alla fine cosa hanno fatto i due satelliti? Uno ha spinto verso l’interno le “pecore” e l’altro le ha spinte verso l’esterno. Ossia i due “cani” hanno mantenuto stretta la struttura dell‘anello, non permettendogli di uscire dai suoi confini ristretti e di allargarsi a piacere. Il gregge è stato messa in fila indiana, grazie ai due bravissimi pastori.
Tutto molto semplice direi e la situazione si ripete periodicamente, dando anche luogo a quelle bellissime onde che si vedono in molte immagini riprese dalla sonda Cassini (figura 7).
I due satelliti sono stati chiamati Prometeo (il più interno) e Pandora (il più esterno) (figura 8).
Per il momento ci fermiamo qui, ma la prossima puntata parleremo del più emozionante gioco di prestigio del sistema di Saturno: riusciremo ad evitare una collisione che sembrava ormai inevitabile!
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52 Commenti a “Le magie di Saturno - parte 1”
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grande enzo!
riesci a spiegare le cose così bene, che ora mi vengono molti dubbi… ![]()
Abbiamo visto che Dafni ha degli effetti perturbativi “locali”, transienti, che provocano dei vortici sulle particelle (le pecorelle) che si imbattono nel loro percorso nel cane-Dafni. Però Dafni in questo senso non si comporta da pastore perchè ce ne vorrebbero due… giusto?
Quindi significa che due satelliti vicini si comportano da pastori mentre uno solo fa da anti-pastore
, da scompigliatore dell’armonia… o no?
Ma tornando ai due shepherd satellites (in inglese sembrano più “professional” !) , perché il loro “effetto combinato” persiste lungo tutta l’orbita dell’Anello F e non solo il prossimità dei satelliti mano a mano che questi si muovono? Perché quando Prometeo e Pandora sono a 180° (uno da una parte di Saturno e uno dall’altra) le particelle dell’anello F se ne stanno ordinate, specie quelle alla massima distanza, cioè a 90° di distanza? Non so se sono stato capito… ![]()
Allora nel caso di satelliti pastore l’effetto attrattivo permane anche a 90° , a 180° e a 270°, otre che “localmente” (cioè a pochi gradi di distanza) ?
sorrisodubbioso ![]()
Secondo me è solo una questione di tempo nel senso che se Prometeo e Pandora rimanessero FERMI rispetto all’anello allora l’anello si disperderebbe…mentre essendo un sistema dinamico, anche se sono a 180 gradi l’uno dall’altro alcune particelle di anello continueranno ad essere sorpassate ed altre continueranno a sorpassare, e tra un sorpasso e il successivo probabilmente non passa abbastanza tempo affinchè la particella possa “scappare”…
Ma come al solito io ipotizzo…meglio che risponda Enzo! ![]()
ottimo Lampo!! è proprio così. L’azione perturbatrice dei due satelliti è molto rapida e violenta (e si vede bene attraverso i vortici ed altre strutture che si propagano), mentre quella di dispersione dell’anello è lenta nel tempo (ci vogliono le collisioni mutue) e non si vede ad occhio.Il caso di daphnis non è in realtà di “scompiglio”, ma di mantenimento di una via di passaggio (un po’ come Mosè con il mar Rosso…). Tiene aperta la strada e uno basta e avanza.
Ma non fatemi svelare tutto ….
aspettiamo la seconda parte… Anche se ormai avete capito tutto!!
@Ivonne,
a tua disposizione per altri chiarimenti. Mi farebbe piacere che capissi tutto perfettamente, se no è inutile che scriva… Attendo per aiutarti …. beeeeh…behhhh, bauuuu, bauuuu!!!!
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@enzo
ma quindi se chiedo a cosa siano dovute le varie divisioni esistenti nonostante l’assenza di altri “satelliti Mosè” chiedo qulcosa che farà parte di “Le Magie di Saturno - parte 2″ o si può rispondere ora? Come mai non sono tutti omogenei?
Dai, prometto per oggi basta domande…
no, no ti posso rispondere. Alcune divisione sono effettivamente dovute alla presenza di piccoli Mosè, ma molte di queste sono invece dovute alla risonanza orbitale con i satelliti più grandi. Ossia il loro priodo orbitale sta a quello di certi satelliti secondo rapporti di numeri semplici (tipo 2/1, 3/2, 4/1 e via dicendo). Queste sono le cosiddette risonanze di moto medio e causano posizioni ripetitive che sfoltiscono le particelle dell’anello, un po’ come succede nella fascia degli asteroidi nelle lacune di Kirkwood. Insomma un sistema estremamente complicato in cui la dinamica si è divertita come in poche altre parti !!!
… e in modo assolutamente fantastico, lasciatemi ripetere!
hai ragione Pier!! Probabilmente il famoso disco dei satelliti che era uscito col Voyager emetterebbe una musica fantastica! Ma non diciamolo a Jakob se no ci fa una puntata….
posso fare una domanda stupida? perchè “Se acceleriamo un satellite, mentre orbita, gli diamo energia (come se lo spingessimo) ed esso tenderà a portarsi su un orbita più larga (più lontana dal pianeta). Al contrario se lo rallentiamo (come se lo frenassimo) sarà costretto a perdere energia e si porterà su un’orbita più bassa (più vicina al pianeta) “?????? cioè se per la terza legge di keplero i satelliti più vicini sono i più veloci perchè se ne facciamo accelerare uno se ne va più lontano??? chiedo venia se la domanda risulterà banale o senza senso… sono una neofita… con tanta voglia di imparare… e ahimè
basi di fisica quasi a zero… grazie e ciao a tutti ![]()
x Paola: non vorrei dire idiozie, ma credo che dipenda dalla massa trascurabile della particella rispetto a quella notevolmente maggiore del satellite. Quest’ultimo dando alla particella una notevole spinta o rallentandola, per il principio della conservazione del moto e dell’energia, costringe la particella stessa (se accellerata) a rallentare portandosi su di una orbita superiore, se frenata a scendere di quota per riacquistare velocità.
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grazie!