A volte la soluzione definitiva dei maggiori problemi viene proprio da chi non ti aspetteresti mai … A chi sarà mai dedicato questo racconto?
Si era arrivati al 2015 e le macchie solari erano sparite del tutto. Non se ne vedeva più una da anni e la Scienza ufficiale era in preda al panico. Per anni aveva cercato di trovare scusanti e aveva predetto un inizio imminente del nuovo massimo solare, che avrebbe portato la nostra stella verso una vita regolare e tranquilla. Invece niente. Niente di niente. Si era andati ben oltre il celebre minimo di Maunder del diciassettesimo secolo e gli scenari futuri diventavano sempre più sconcertanti. Probabilmente l’energia solare si sarebbe riversata verso la piccola Terra sotto forma di immense e devastanti tempeste magnetiche, cancellando impietosamente ogni forma di apparecchiatura elettrica o elettronica e ricacciandoci nel buio medioevo. Oppure il calore dell’astro una volta amico si sarebbe affievolito a tal punto da innescare un periodo glaciale senza precedenti. Una coltre di gelo sarebbe scesa sul nostro pianeta, coinvolgendo perfino gli stessi oceani.
La situazione era talmente nuova e sconvolgente che nessun astronomo poteva realmente fare supposizioni sensate. Si viveva perciò in un clima di drammatica attesa e di spavento sempre più sensibile ed esteso. I media non si fecero scappare la ghiotta occasione e cominciarono ad accusare gli scienziati di ignoranza e di pressapochismo intellettuale. Ma non solo. Iniziarono anche a dare il via ad interpretazioni sempre più inquietanti e bizzarre. Qualcuno disse che era tutto normale e che si era ritornati alle fasi primigenie e pure del Sole. Le macchie erano state solo e soltanto una specie di “eritema solare” che si era finalmente risolto da solo. Non c’era da preoccuparsi. Altri invece predissero la fine del mondo: il Sole si sarebbe spento lentamente come una candela sotto un’insistente brezza primaverile.
Qualcuno propose di andare a riaccendere il Sole utilizzando gli arsenali nucleari di tutte le nazioni del mondo. E non ci sarebbe stato problema a raggiungere la nostra caldissima stella: bastava andarci … d’inverno! Una setta pseudo-religiosa si rifece alle teorie pre-galileiane e propose apertamente di riaprire il processo allo scienziato pisano. Era colpa sua se il Sole aveva iniziato a macchiarsi. Prima si sapeva benissimo che la sua superficie era immacolata. La nostra stella aveva chiaramente espresso la sua volontà e avremmo dovuto velocemente sanare lo “schiaffo” di Galileo e condannarlo severamente, anche se tardivamente. Solo così il Sole si sarebbe veramente placato e sarebbe tornato l’amico dei tempi più antichi.
Molti videro invece la mano degli alieni che da anni ed anni avevano inutilmente cercato di farsi notare dagli “stupidi” terrestri. I grandi studiosi della materia mostrarono chiaramente che le macchie solari apparse negli ultimi secoli altro non erano che un messaggio cifrato che ci informava dell’arrivo dei visitatori spaziali. Lo tradussero e lo illustrarono in decine di trasmissioni televisive, senza nascondere le ultime e vivacissime ingiurie che ci avevano lanciato. Poi, finalmente stufi della nostra cecità se ne erano andati mandandoci ad un “paese” a noi completamente sconosciuto ma facilmente intuibile, e fecero tornare il Sole allo stato in cui era prima del loro arrivo. Dovevamo cercarli e chiedere scusa di tanta idiozia.
Sopra: l’ultima serie di macchie solari registrata. In basso la decodificazione ottenuta dagli esperti ufologi. Il nome del luogo è stato volutamente lasciato in lingua originale.
Non mancarono nemmeno coloro che videro proprio nella nostra stella un essere vivente “alieno” che usava le macchie per comunicare con noi. Non gli avevamo mai risposto e lui si era offeso chiudendosi in un muto e triste silenzio. Avremmo dovuto creare delle macchie terrestri, concentrando e spostando intere popolazioni da una parte all’altra del globo e cercare di riprendere il colloquio interrotto.
Ma il più attivo, il più feroce ed ossessivo ad attaccare la scienza ed a proporre soluzioni rivoluzionarie e teorie alternative era un grande giornalista della TV. Da lungo tempo in prima linea nel trovare spiegazioni chiare, limpide ed assolute ai problemi ancora irrisolti della mente umana, non si fece scappare l’occasione per divulgare il suo Verbo definitivo. Le sue trasmissioni fecero il giro del mondo e vennero accolte con grande interesse dalla popolazione comune ed anche da vari governanti. Il suo programma divenne in breve il più seguito dell’intero globo terrestre. Ormai ogni sera entrava in tutte le case, dagli igloo esquimesi alle capanne di paglia dei Watussi, dai grattacieli di New York alle palafitte dell’Indonesia. E aggiungeva tassello dopo tassello facendo sperare miliardi di persone di essere vicini alla conclusione dell’intera vicenda. Tutti ormai lo conoscevano “molto bene” e non solo pochi eletti come anni prima. Ma rimandava sempre la spiegazione finale e creava un’ansia sempre più palpitante. Qualcuno cominciò a spazientirsi e tra loro anche parecchi capi di stato tra i più autorevoli. Era ora che le sue illuminate parole ci spiegassero finalmente come risolvere un incubo di portata mai raggiunta in precedenza. Eppure lui continuava imperterrito a girare attorno al problema, a tergiversare. Ci furono sommosse e petizioni. Scoppiarono anche piccole guerre civili. Alla fine l’ONU gli pose un out-out senza via di scampo e lo costrinse ad arrivare al sodo: o parlava o gli cancellavano il programma! Forse furono troppo duri e violenti, ma la tensione che aveva creato doveva trovare uno sbocco.
Il nostro povero giornalista, vero missionario del sapere, passò una notte in bianco e poi dette l’agognata soluzione. Non era molto difficile. Era vero o no che il Sole era da sempre stato il simbolo delle più alte e luminose aspirazioni dell’uomo? Non era forse uno degli emblemi chiave nei vertici più alti delle arti figurative della razza umana fin dalla sua nascita? Ed allora l’unica cosa da fare per ristabilire la pace universale era quella di utilizzare una forma artistica adeguata per sanare la tragedia in cui eravamo stati coinvolti. Quale? Forse la più bella ed antica: la pittura! Bastava mandare un grande pittore sul Sole e chiedergli di dipingere la superficie con le macchie che tanto stavamo attendendo da anni. Un urlo di liberazione giunse da ogni parte del mondo. Finalmente!! E fu facilissimo trovare il personaggio all’altezza dell’immane incarico. Chi se non proprio lui, il salvatore della Terra?
Ed il povero giornalista fu infilato di prepotenza in un missile costruito in tempo record da una collaborazione completa di tutte le maggiori nazioni del mondo. Sembrava quasi che non aspettassero altro. Il nostro profeta fu fatto partire in una mattina di primavera dalla base di Baikonur, insieme ad un gigantesco pennello ed a un serbatoio enorme di vernice nera. Non si badò a spese. Il lancio ebbe successo e nessuno si curò più di tanto delle ultime fasi della spedizione.
A sinistra il nostro “astronauta-giornalista-pittore” con il suo pennello. A destra il razzo con i serbatori supplementari di vernice nera.
In un’alba meravigliosa di autunno, il giovane giapponese Takai Speramoto vide per primo una macchia sul Sole. Il mondo gioì perché sapeva che la missione aveva avuto una felice conclusione … Il grande “pittore” aveva raggiunto quel lontano paese, ops … scusate, … stella!
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70 Commenti a “Macchie solari”
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Personalmente credo che la debolezza non sia BISOGNO del divino
ma MANCANZA del divino.
Lo spirito scientifico DEVE convivere e integrarsi con la spiritualità.
Non ci sono altre vie
ma così la penso io………………..
saluti
Non so . Io penso invece che sia stato l’uomo a creare Dio e non viceversa. E mi piacerebbe che il bisogno del divino non ostacolasse la scienza.
Io penso di privilegiare l’affettività alla spiritualità. In questo senso solo una relazione tra individui, sana e affettiva può aiutarci a far crescere la nostra identità e la nostra pienezza nell’essere al mondo. Non so se si capisce cosa voglio dire. A volte sono complicata.
Naturalmente è una mia opinione.
Chiudo perchè devo andare a lavoro. Buona giornata a tutti.
Una letterina stimolante all’ONU…no, eh? Potrebbe o no essere un’idea?!
@ Elisabetta
Forse spiritualità ed effettività hanno bisogno di un grande punto di incontro e la Scienza, quella vera, quella che deve essere lasciata scopire, lo può dare.
E’ chiaro che non ci siamo fatti da soli, ed è anche chiaro che Dio, divino, religione, religiosità sono parole create dall’Uomo per il bisogno di sapere da dove viene e cosa fa’ qui, sempre che ci sia un qui.
L’energia, chiara od oscura che sia, che permea l’Universo ed anche noi stessi, che ci da ciò che chiamiamo vita, molti la chiamano Dio, altri in altro modo e qualcuno non la chiama, ma nell’intimo credo che pensi qualcosa che solo una scienza attenta ci può avvicinare a capire.
La relazione tra individui, sana, affettiva ed effettiva, in qualunque modo la vediamo: dall’amore nelle sue svariate forme, all’amicizia , allo stare insieme , al condividere dialogando, può sicuramente far crescere la nostra identità, la nostra consapevoklezza e la nostra sempre maggiore voglia di conoscere ed avvicinarci a quell’energia che si può chiamare come vogliamo.
mario,
il prossimo raccontino tratterà proprio il tuo commento….almeno ne da un’allegoria che si riferisce…a quello. A sabato prossimo per la mia visione “religiosa” …. o almeno per una particolare visione…
ahahah…devo dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande!
@Enzo
sei meglio di Walt Disney…. almeno un sacrificio più civile rispetto a quelli che operavano i Maya. In merito a Dio, lo “confesso” io l’ho cercato, trovato, e LUI mi risponde a tutte le domande che Enzo non può.
i fotomontaggi sono eccezionali! anche se mi sarei aspettata un finale più…scientifico.
@enzo
spiritosissimo come sempre!!
@tutti
Poco tempo fa ho visto un film di fantascienza del 2007 intitolato “Sunshine”, fatto bene, tanto che sembrava quasi un documentario, interessante, drammatico al punto giusto: ve lo consiglio, anche perché parla del Sole che si stava spegnendo e allora nel 2057 inviano una (in realtà due) spedizione con il compito di sparare sul Sole un bel po’ di cariche nucleari…
A me è piaciuto!!
@ Pierluigi
Interessante, simpatico, cercherò in tutti i modi di vederlo, adoro la fantascienza, quando è chiara e seria.
Detto frà noi, o sbaglio, ma non servirebbero a molto queste ricorrenti cariche nucleari lanciate verso il Sole ?! Curiosità tecnica seria.
Ora una meno seria: forse le cariche Jackobistiche contro il Sole servirebbero… a risollevare il morale e le sorti del nostro pianeta.
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Esilarante. Può essere un modo per levarselo di torno.
Con i tempi che corrono trovo che non sia così fantascientifica l’ipotesi della setta pre-galileiana. Mi sembra che hai colto in pieno le debolezze della nostra società: il bisogno del divino, il senso di solitudine e la mancanza di spirito scientifico.
Bravo.