Uno studio di matematica pura ha permesso di formulare un teorema universale che sembra proprio applicabile a tutta la Natura ed a tutte le sue forme. Oltre che geniale, esso potrebbe descrivere la distribuzione della materia oscura dell’Universo quando il nuovo LSST sarà messo in orbita. Una rivoluzione fantastica di cui forse nessuno si occuperà, ma noi si!!
Questa “news” è qualcosa di più e mi tocca in modo particolare. Io sono laureato in matematica anche se poi facendo l’astronomo ho seguito soprattutto la fisica. Ma non ho mai dimenticato del tutto la scienza che mi ha accompagnato a lungo negli studi e su cui era parzialmente basata la mia tesi di laurea: “caratteristiche ottiche di alcuni tipi di telescopi astronomici”. Essa era indirizzata allo studio matematico delle aberrazioni ottiche delle immagini nei telescopi riflettori. Come probabilmente molti di voi sapranno bene, le immagini di un oggetto celeste che si ottengono attraverso un telescopio (soprattutto riflettore) sono affette da un gran numero di difetti geometrici (aberrazioni) che si cercano di limitare in vari modi: aggiungendo uno specchio secondario ad uno specchio parabolico o inserendo una lente dalla forma strana agli specchi sferici e così via. Per semplicità, consideriamo lo specchio sferico ed un oggetto in direzione perfettamente assiale. Anche in questo caso, che sembrerebbe ideale, non avremo un’immagine perfetta e puntiforme (a parte la diffrazione atmosferica) ma una forma geometrica complessa che viene chiamata “caustica”. Non vi sarà, in altre parole, un solo fuoco dove si va a formare l’immagine, ma tutta una superficie a seconda che i raggi vengano riflessi dal margine o dal centro dello specchio. Questa superficie ha una forma conica curvilinea (una specie di imbuto) e prende il nome di caustica. La sua sezione su un piano viene raffigurata dalla figura che segue.
Un oggetto celeste posto in direzione assiale formerà un’immagine dalla forma conica curvilinea (caustica), la cui sezione è riportata dalla linea gialla. Ossia esisteranno fuochi diversi a seconda che i raggi vengano riflessi dai bordi dello specchio (fuoco marginale) o vicini al centro (fuoco parassiale)
Se poi andiamo fuori asse ci saranno altre aberrazioni geometriche come il “coma” e via dicendo. Ma a noi basta il caso più semplice. Con queste scarse e antiche conoscenze di partenza, quando ho letto il piccolo articolo seminascosto, sono sobbalzato sulla sedia!
La formazione di una caustica è un fenomeno estremamente generale che era già stato scoperto e studiato da Leonardo da Vinci nei momenti di “riposo” tra un capolavoro e l’altro. Si potrebbe vedere ovunque, anche in una tazzina da caffè per la riflessione dei raggi che “sbattono” contro le pareti curve. Oppure nella bellissima immagine a fianco, che è stata prodotta da un $anello$ di metallo su un tavolo.
Arlie Petters e Amir Aazami (due matematici della Duke University della Carolina del Nord) hanno avuto l’idea di collegare questo fenomeno comunissimo con quanto avviene nell’Universo a tutte le scale ed in particolare con l’effetto gravitational lensing (lente gravitazionale). In realtà una caustica si forma ogni qual volta ci sia una serie di raggi distorti che si sovrappongono e non si concentrano quindi in un singolo punto. Ogni zona dell’Universo può essere allora vista come un insieme di luce e gravità che giocano a creare luci ed ombre. Già l’idea in sé è meravigliosa e lega tutta la Natura in un unico insieme, ma i due matematici sono andati oltre. Hanno iniziato a studiare il fenomeno in termini di pura matematica, considerando anche le “caustiche” di ordine superiore. Alla fine hanno trovato un teorema universale che in qualche modo regola le complicatissime “illusioni” create dall’effetto di gravitational lensing. Per esempio se esso produce le famose quattro copie della lontanissima immagine “nascosta” (la croce di Einstein), le parti in luce vengono perfettamente bilanciate dalle parti in ombra, in modo che la loro somma totale si riduce perfettamente a zero. E questo vale sempre e comunque ed è perfettamente descritto da una serie complicata di formule matematiche.
Ho provato a pensarci sopra ed a descrivere la soluzione in modo fantasioso e poetico: noi vediamo qualcosa che in realtà è nascosto e che NON dovremmo logicamente scorgere. Solo la deformazione creata dalla gravità ci permette di osservarlo. Ma “matematicamente” parlando resta in fondo un oggetto “invisibile” e quindi le luci e le ombre sono solo “illusioni ottiche”, la cui somma deve per forza ridursi a zero. Non so andare oltre, almeno per il momento, né cercare di spiegare meglio il teorema, anche perché gli stessi matematici dicono che è estremamente “complicato”. Il risultato è però di una eccezionale generalità e universalità.
Ma adesso ecco l’applicazione pratica esaltante. Il teorema deve SEMPRE essere valido se si tengono in conto tutte le masse in gioco. Se non lo è, la colpa è di qualcosa che non si vede, ma esiste e che disturba la concentrazione dei raggi luminosi nelle caustiche dei vari ordini. E cosa potrebbe mai essere se non la materia oscura distribuita in modo irregolare ai bordi della galassia che causa l’effetto lensing? Dalla matematica pura ad uno dei più grandi misteri pratici dell’Universo. Che vittoria per la matematica!! Il prossimo telescopio spaziale sarà in grado di mostrarci caustiche di ordine elevato e quindi di poter valutare se esiste “qualcosa” che distrugge l’applicazione del teorema, che si è dimostrato matematicamente perfetto. Si potrà allora fare una mappa dell’Universo misurando e giocando con le luci e le ombre dello spaziotempo. Sembra quasi uno dei miei raccontini più audaci.
La situazione è in divenire e per il momento non so dirvi di più, ma seguirò con attenzioni i futuri risvolti e vi aggiornerò in diretta!
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63 Commenti a “La vittoria della matematica”
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Sono veramente contento di questa nuove scoperta!!!
…e sono altrettanto deluso da quanto è stata pubblicizzata…
Speriamo però che almeno chi usa il cervello abbia recepito le potenzialità di questo nuovo traguardo raggiunto, e magari cominci a creare la mappa dell’universo che diceva il Professore alla fine dell’articolo.
Incrociamo le dita…e i raggi luminosi ![]()
Sarebbe veramente straordinario !!!
se ho ben capito il tuo ragionamento, la differenza tra le zone di luce e quelle in ombra di una “caustica” - e la prima volta che sento questo termine - dovrebbe esprimere la quantità di materia oscura presente nella galassia che genera l’effetto lensing?
Progressivamente, attraverso l’osservazione e lo studio di settori dell’universo potremmo conoscere la massa globale dello stesso… e quindi la sua evoluzione futura?
…ancora la materia oscura…speriamo non produca lo stesso putiferio del precedente articolo !!!
@enzo
articolo interessantissimo ma faccio fatica a comprendere alcune cose…
Il teorema deve essere sempre valido, se non lo è, è colpa di qualche cosa che non si vede…non riesco a capire bene il significato del “se non lo è”, in che senso? Se con il prossimo telescopio riusciremo a vedere le caustiche di ordine superiore il teorema è valido o no?
Scusate ma mi sono un pò perso…
Effettivamente è un’ottima scoperta Caro Enzo, la Matematica, questa bellissima sienza che sembra arida ma non lo è assolutamente, ci avvicina alla materia oscura che è stata argomento recente delle nostre discussioni.
Inoltre , se non erro si coinvolge ampliamente la gravità in qualcosa di unificante, che sia l’inizio , solo l’inizio, per uno sviluppo nuovo dell’unificazione delle forze?
@ Enzo e Pierluigi
@ Tutti comunque
Favoloso se le macchie solari ricompaiono, anche se è solo una piccola macchia può essere un buon segno ed un buon indicatore di ciò che dicevamo sul nostro Sole: non lo conosciamo ancora bene e non dobbiamo fare speculazioni inutili.
Se son rose… anzi…macchie…fioriranno…anzi…machhieranno.
Sono daccordo con Elisabetta per il raccontino… se hai tempo naturalmente Enzo.
@Antonio e lampo,
per quanto abbia capito io (purtroppo non è facile andare più a fondo perchè la notizia è proprio sintetizzata al massimo), le ombre e luci delle diverse caustiche che si ottengono per la deviazione gravitazionale, qualora venganno sommate tutte insieme (tenendo anche conto di quelle di ordine superiore) devono annullarsi e dare come risultato “nessuna” immagine, ossia zero nella somma algebrica delle equazioni delle caustiche stesse. dato che questo è un teorema matematico, dimostrato perfettamente, deve potersi applicare in Natura. E, utilizzando ciò che si sa al momento, sembra che sia tutto perfetto. Ma allora, se questa somma algebrica non desse come risultato zero, vorrebbe dire che non si è nelle condizioni ideali, ossia che vi è qualcosa che disurba l’attuazione dello stesso teorema. Se il risultato fosse qualcosetta di calcolabile e diverso da zero, allora l’unica cosa che potrebbe non essere stata tenuta in conto è qualcosa di invisibile ma che agisce gravirazionalmente per distorcere le caustiche finali, ossia la materia oscura. Ammetto che non è facilissimo da comprendere, anche perchè sto cercando di estrapolare quanto letto in poche righe e potrei anche essere impreciso. Ma il succo direi che è quello. D’altra parte, signori, i buchi neri sono stati pensati solo attraverso le formule e ci sono, eccome!!
@Elisabetta e Mario,
proverò a farmi venire qualche idea …. ![]()
@enzo
ok grazie ora è più chiaro…un’ultima cosa però…prometto! Ma se la teoria dev’essere valida SEMPRE se si tengono in conto tutte le masse in gioco, non dovrebbe essere valida anche in presenza di materia oscusa? Se la distorsione è causata da una stella o da un buco nero la toria è valida e la somma algebrica di tutte le caustiche dev’essere zero mentre se è causata da materia oscura no?
Grazie ancora
@Lampo,
nell’applicazione del teorema biosgna tenere conto delle masse che causano la caustica (ossia la galassia in primo piano). Se però le caustiche non corrispondono a quello che si vede (e che dovrebbe dare zero) vuol dire che c’è qualcosa che non si vede ma esiste. Voglio dire che se tenessi in conto anche la materia oscura troverei giustamente zero. Non lo trovo proprio perchè NON ho tenuto conto di tutte le masse in ngioco. penso si potrebbe anche dire da che parte si trova e quanto è massiccia. Almeno penso sia così … spero che quanto prima compaia qualcosa di più accurato a riguardo….sto andando un po’ a occhio ![]()
@enzo
perfetto, ora mi torna, è chiaro! Beh che dire…spettacolare! Speriamo i primi frutti arrivino il + presto possibile!
Grazie come sempre!
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Recentemente nella mia città si è tenuta una conferenza di Masiero sulla materia oscura ed è stato interessante anche se della materia oscura ha parlato gli ultimi 10 minuti e non ha detto praticamente nulla. Quello che avevo capito è che si sa che c’è ma dimostrarlo ancora non è possibile. Quindi “in bocca al lupo” a tutti i tentativi che ci sono e ci saranno.
@ enzo
Son felice per ” Il ritorno delle macchie solari ” ( potresti scriverci un racconto… io il titolo te l’ho dato ) perchè cominciavo a preoccuparmi. Sono molto freddolosa.
Buona giornata a tutti.