In questa quarta puntata dedicata a Saturno ed ai suoi anelli, fotografati dalla ben nota sonda spaziale della NASA, la Cassini, invece dei soli anelli, voglio mostrare altre foto non meno spettacolari di alcuni satelliti della corte di 61 seguaci…
Tra le tantissime foto che quotidianamente la sonda Cassini scatta a Saturno ed ai suoi dintorni, gran parte di queste sono dedicate ai suoi innumerevoli satelliti, alcuni dei quali di tanto in tanto sono oggetto di sorvoli ravvicinati da parte della sonda, stabilmente in orbita intorno al pianeta inanellato.
In parecchie occasioni le foto ricevute sono veramente spettacolari, ma quante volte avrò usato questo aggettivo o suoi sinonimi? Non riesco a segnalare le foto, senza mostrare tutto il mio entusiasmo!!
Iniziamo dunque da una recente foto del satellite Teti: in bella evidenza è un cratere, denominato Telemaco, posto al bordo di una specie di canyon (denominato “Ithaca Chasma“, dove “chasma” è un termine latino che indica una depressione allungata, profonda e dalle pareti ripide) che percorre il satellite e che in questa foto ha creato una specie di “morso” (come sono poetici e fantasiosi gli scienziati alla NASA!) sul bordo a sinistra del satellite stesso.
Se volete vedere in primo piano di questo canyon, ecco una foto di quattro anni fa, allorché la sonda arrivò ad appena 32000 km dalla superficie butterata di crateri di Teti. Niente male, vero? Sembra di essere lì, a pochi chilometri dalla superficie, a contemplare i bordi di questo chasma, costellati di crateri da impatto: si può notare del materiale più chiaro nella parte più profonda dei crateri e distese ghiacciate con scarpate ripide.
Nella foto a fianco vediamo invece l’altra luna Dione, anche questa percorsa da striature più chiare, delle fratture della crosta del satellite, che si sono create molto più di recente (sempre in scala geologica!). Ovviamente non manca un numero enorme di crateri.
Molto simile a Dione è il satellite Rea (foto), dove appare un enorme cratere (in basso a destra, nel lato illuminato) con sopra una serie di altri crateri più giovani, creatisi successivamente. Vicino al terminatore, al centro si nota bene un altro cratere (Tirawa). Stavolta la distanza della sonda dal satellite è stata di ben 680000 km…
Mimas invece (a fianco) mostra un aspetto alquanto insolito per un satellite: presenta infatti tre zone variamente illuminate e separate da due terminatori. La falce in alto, quella più luminosa, è ovviamente la parte del satellite illuminata direttamente dal Sole (sunshine), mentre in basso sulla destra vediamo una seconda parte un po’ più scura, illuminata stavolta da Saturno (saturn-shine dicono quelli della NASA)! La parte più scura è invece… “The dark side of the moon (…Mimas)”. Beh anche questa è una foto non convenzionale, molto simpatica!
Altra foto, altro satellite! Giano con la sua forma irregolare, anche lui riceve l’illuminazione dal Sole e da Saturno, ma in modo più marcato che non Mimas, quasi in modo dicotomico: il commento originario alla foto riporta che Giano in questo caso tiene fede al proprio nome, che si riferisce al dio bifronte con due volti, uno che guardava da un lato e l’altro che guardava in direzione opposta… Come dargli torto?!
Chiudo questa galleria fotografica ritornando agli anelli, per mostrare un’ultima foto in cui appare il sessantunesimo satellite di Saturno, denominato “S/2008 S1“: come nella foto della sua scoperta (apparsa tra le news), questa piccola roccia si muove lungo l’Anello G e lo si riesce a vedere solo con una lunga esposizione di 46 secondi. Mentre le stelle lasciano una striscia diagonale, la lunina (ricordo che stimano il suo diametro in appena 500 metri) viceversa percorre un piccolo arco dell’Anello lungo il quale orbita!
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50 Commenti a “Saturno e i suoi anelli - parte 4”
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Più che per Giano, le due facce andrebbero bene per Japetus (altro grosso satellite di saturno) … Io lo chiamavo il satellite della Juventus (metà bianco e metà nero…). Esso ha probabilmente una faccia sporcata da detriti derivanti dalla distruzione di un satellite che gli hanno sporcato il “muso”. Molti anni fa avevamo simulato con colleghi di Pisa la possibilità che la colpa fosse di Iperione (sicuramente distrutto in tempi remotissimi e riscostruitosi malamente) e le cose tornavano abbastanza bene. tra parenetsi la maggior parte dei detriti di Iperione andavano a finire su Titano e noi proponemmo, insieme a Bob Strom, capo della missione Voyager per Saturno, che questi avessero dato origine all’atmosfera dello strano satellite, dato che sarebbe ben difficile scoprire un’origine diversa e indigena di una così densa atmosfera… Forse valeva la pena fare un articolo a posta, ma…è meglio non perdere tempo
Chi vuole penso possa trovare ancora il lavoro pubblicato su Icarus negli anni ‘80…Io ne ho una copia….
wooowwww!! mi sono guardata le immagini cliccandoci sopra e devo dire che quella effettuata a soli 32000 km è straordinaria.
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Poi guardando quel che sembrerebbe una “fenditura” a modo quasi di “ruga” che attraversa gran parte dell’immagine, mi chiedevo o provavo ad immaginarmi di che dimensioni possa essere per lunghezza e profondità.
Tutte le immagini emozionano, ma questa fra le altre nell’articolo sopra, la ritengo strepitosa!!!
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Grazie!
@noemi (ho indovinato, Mi.e ??) ![]()
potrei stare ore ed ore a cercare e poi contemplare le foto dei mondi e degli scenari che la sonda Cassini incontra ogni giorno nel suo volo intorno a Saturno…
La fenditura su Teti è una specie di canyon lungo intorno a 2000km, largo 100km e con profondità tra i 3 e i 5km !!
@enzo e tutti gli altri
guarda che razza di foto di Giapeto, il “pianeta con l’occhio” (come certi ottimi fagioli OT)!!
intanto un primo piano mozzafiato:
http://photojournal.jpl.nasa.gov/jpeg/PIA08403.jpg
poi una vista da decisamente più lontano in cui il terminatore sembra decisamente “ondulato” a causa della zona più scura:
http://photojournal.jpl.nasa.gov/jpeg/PIA11460.jpg
oppure in questa c’è un craterone di 240km di diametro
http://photojournal.jpl.nasa.gov/jpeg/PIA08384.jpg
per ora mi fermo…
… per ricominciare subito!! ![]()
in questa foto si vedono benissimo le chiazze nere (mi verrebbe da dire “di vernice”…) che hanno riempito alcune zone, mentre altre solo parzialmente!
http://photojournal.jpl.nasa.gov/jpeg/PIA08383.jpg
e che ne dite della forma del satellite? E’ proprio buffo e ricorda vagamente una noce! ![]()
http://photojournal.jpl.nasa.gov/jpeg/PIA06166.jpg
Infine questa è la foto che per i tecnici della NASA presenta di Giapeto la “double dark side of the moon” (che spiritosoni!
)
http://photojournal.jpl.nasa.gov/jpeg/PIA07660.jpg
Come vedete, senza scrivere al volo un articolo, ce n’è di che stropicciarsi gli occhi, a vedere queste meraviglie della natura!!
sorrisogiapetoso ![]()
@tutti
un consiglio: una volta che cliccate su una foto, cliccate ancora quando c’è la lentina d’ingrandimento col “+”: così riproducete la foto alla sua grandezza naturale!
La terza foto della prima serie è impressionante (e anche enorme! infatti ci mette un sacco a caricarsi!)
sorrisocheese ![]()
@pierluigi
sono andata leggere di quale regione eri originario, tanto per capire la provenienza anche di questa sorgente ![]()
x il nome ok, ma io dico che preferisco questo a Mara (in riferimento biblico)
per quanto riguarda i link di immagini che gentilmente ci hai indicato, ho seguito il tuo consiglio e a dir poco ho sgranato gli occhi dallo stupore!!
mi credevo quasi di essere lì!!
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la prima immagine guardandola solo in parte, mi ha fatto immaginare di guardare da vicino con una lente d’ingrandimento, la sabbia vicino al mare dopo una breve pioggia.
per quanto riguarda invece una delle immagini con chiazze scure, mi ha fatto pensare addirittura al muschio ! ![]()
ne ho di fantasia eh?! ![]()
pierluigi…chiedo venia..
grazie e buona serata. ![]()
@Pierluigi
Stupiscici sempre con simili articoli corredati di simili foto.
Pianeti effettivi e nani, Satelliti, asteroidi, Comete, che passione!
Saturno poi ci stupisce sempre di più e poi speriamo che la crisi economica non ci faccia chiudere con lo spazio: queste missioni devono continuare.
@Mi.e
caspita! hai perfettamente ragione sulla prima foto: sembra davvero una spiaggia dopo che ha piovuto!!
Comunque nei miei commenti parecchie vorte faccio capì de che reggione so’, datosi che sso dde Roma!!
buona serata (qua piovosa tanto per cambiare) anche a te! ![]()
@Mario Fiori e @tutti
Nella 5 parte mostrerò qualcosa di cui (non so perché) non si è mai parlato finora…
davvero una dimenticanza…
Si tratta di altre “novità” (non proprio, dato che sono state scoperte nel 2004!) scovate tra gli anelli!!!
Pazientate un po’ che poi capirete di cosa si tratta! ![]()
Intanto pensate agli aerei di linea MD80 …
sorrisoenigmatico ![]()
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Oltre ai complimenti a madre natura per aver creato tutto questo, un gran complimentone anche ai progettisti della Cassini…riuscire a far delle foto così nidide con 46 secondi di esposizione, a non so che velocità in orbita attorno al un pianeta…è davvero un capolavoro di tecnologia!
E io faccio fatica a fare l’allineamento del mio dal giardino di casa mia…