Un alieno venuto da lontano Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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In non sono religioso, lo ammetto, almeno nel senso che non seguo gli indirizzi e le convenzioni della Chiesa. Forse però a modo mio sono un credente. Mi basta l’armonia e la perfezione della Natura per pregare. E non chiedo altro…

Ogni tanto mi piace anche “umanizzare” gli oggetti dell’Universo, siano essi stelle, galassie, buchi neri o magari anche qualcosa di ancora più complicato e misterioso. Poi chiamiamolo come vogliamo …


Arrivò in un giorno di aprile, poco dopo l’alba, nei pressi di una qualsiasi cittadina di una qualsiasi nazione. La sua astronave era quanto di più lontano si potesse immaginare da un mezzo spaziale capace di superare anni luce di distanza e combattere contro le forze terrificanti dell’Universo. Sembrava quasi un gioco da bambini, un insieme di legno e latta, con tante belle luci colorate. Lo trovarono vicino alla sua navicella mentre si guardava intorno con aria tranquilla, quasi in attesa. Ci volle tempo prima che la pacifica e semplice gente del luogo capisse chi era e da dove veniva. Il suo aspetto fisico non era diverso da quello umano; indossava una lunga tuta senza maniche, che assomigliava più ad un mantello che ad una sofisticata veste spaziale. Respirava tranquillamente l’aria terrestre e si muoveva con circospezione guardando e toccando tutto ciò che incontrava, con gli occhi vivi e desiderosi di conoscere. Il suo volto esprimeva gioia e dolcezza. Ma non parlava. Lo sceriffo, accompagnato dal sindaco, dal parroco e dalle altre autorità del piccolo centro urbano, non sapeva che fare. Da prima la comunità fu presa da sgomento e da paura, tenendolo a debita distanza. Poi, viste le sue reazioni del tutto prive di segni violenti, fu invitato a seguirli, mentre il capo della polizia telefonava ai superiori per ricevere ordini sul da farsi. Non fu facile convincerli, ma alla fine decisero di mandare una pattuglia speciale con uno psicologo ed un astronomo.

Il nucleo d’azione lo trovò nella sala comunale, mentre era subissato da domande che gli piovevano dappertutto. I bambini lo guardavano con gli occhi spalancati, mentre le madri cercavano di lasciarli fuori da quella situazione ancora molto ambigua: magari era uno squilibrato, un matto, anche se non ne aveva l’aria. Lo psicologo si fece spazio e lo scrutò attentamente. L’alieno si fece visitare sommariamente senza cambiare il suo sguardo calmo e rilassato. Osservava tutto, ma non mostrava più grande meraviglia. Dopo essere tornati sul punto dell’atterraggio, la versione del “malato di mente” cadde del tutto. Si, l’astronave minuscola sembrava fatta per far passare il tempo ai bambini, ma certe caratteristiche dei sistemi propulsivi, dei materiali usati, del sistema di guida, fecero capire che non si trattava di una messa in scena. Quell’aggeggio sgangherato ed estremamente semplice aveva davvero attraversato il Cosmo. L’astronomo ne ebbe praticamente la certezza, quando vide una mappa della Via Lattea (non poteva che essere lei, accidenti!) da un punto di vista “esterno”. Non vi erano dubbi, quell’essere aveva viaggiato per milioni e forse miliardi di anni luce. Nel giro di un paio d’ore la notizia si sparse per tutto il mondo ed intervennero l’esercito e l’ONU, mentre i capi degli stati più importanti fecero organizzare in fretta e furia conferenze stampa trasmesse in tutte le televisioni del globo. L’uomo aveva avuto il primo, vero, sicuro contatto con una razza aliena! Si fermarono addirittura alcune delle solite e numerose guerre che esplodevano un po’ ovunque nel mondo. Si decisero delle tregue a tempo indeterminato e l’interesse dei mass media e dell’intero popolo terrestre si concentrò su quella insignificante figura proveniente dagli spazi intergalattici.

Ma lui continuava a non parlare. Sorrideva, scrutava ogni cosa e non chiedeva niente, nemmeno a segni. Gli offrirono da mangiare, da bere, da dormire, nell’attesa delle decisioni dei potenti: con un debole cenno della testa e della mano l’alieno declinava ogni offerta. Il giorno dopo iniziò il suo viaggio in giro per il mondo. Fu invitato alle Nazioni Unite, dal Presidente degli Stati Uniti, al Vaticano, nella Moschea di La Mecca, ma la situazione non cambiava. Lui guardava tutti negli occhi e sorrideva. I mezzi di comunicazione di massa erano molto imbarazzati. Era la notizia dell’anno, del secolo, del millennio, forse, anzi sicuramente, la più importante di tutta la razza umana, ma non riuscivano a sfruttarla adeguatamente. L’alieno non faceva spettacolo! Ed anche i capi di stato ne furono contrariati e delusi. Non riuscivano a dimostrare la loro vera posizione gerarchica nel delicato quadro delle relazioni internazionali. L’essere venuto da così lontano sorrideva a tutti nello stesso modo, ai potenti ed ai loro servitori, alle alte cariche ed ai bambini. E rifiutava le offerte di chiunque. Non mangiava, non beveva, non dormiva, non riposava, e sembrava non averne bisogno. I medici, i biologi, i chimici, gli astronomi, ecc., pensarono che forse nella sua navicella avrebbero trovato la spiegazione a quel mistero, forse poteva cibarsi solo di qualcosa di introvabile nella Terra.

La girarono in lungo ed in largo, di sopra e di sotto, ma senza alcun risultato. Ed intanto, non sapendo cosa fargli fare, l’alieno veniva trasportato da un luogo all’altro del globo. Attraversò metropoli, entrò nei luoghi di culto più diversi, partecipò a feste sfrenate negli alberghi di New York e nelle lussuose tende degli emiri arabi. Fu portato sui campi di battaglia del Medio Oriente, delle Filippine, dell’America del Sud. Gli furono mostrate le più grandi scoperte della tecnologia, le armi più sofisticate, gli ospedali, i musei, le opere d’arte di qualsiasi tipo. Il mondo pensava: “un po’ alla volta si renderà conto di dove è giunto e comincerà ad interagire”. Osservò le meraviglie della Natura e dell’abilità dell’uomo. Non aveva un momento di riposo, anche perché sembrava che non gli fosse necessario. Di fronte alle cose più belle ed alle atrocità più sconvolgenti, la sua espressione non cambiava. Un eterno sorriso, solo leggermente più accennato in certe situazioni, ma praticamente indistinguibile. Gli si mostrò il piacere più sfrenato, la ricchezza più splendente, ma anche le carceri più lugubri e la povertà più drammatica. I ricchi e i potenti gli offrivano di tutto, i derelitti ed i miseri gli chiedevano ancora di più.

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54 Commenti a “Un alieno venuto da lontano”

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@enzo
questo racconto è veramente commovente.

francesca scrive il 25 Aprile 2009 alle 13:08

Enzo,
Sei un grande astronomo, ma sei anche un acuto osservatore dell’umanità, in tutte le sue espressioni! Sai guardare la realtà senza essere condizionato da niente. In questo mondo di facce rifatte, che dicono belle parole, che danno un’immagine buone di se, e allo stesso tempo intascano milioni di euro! pagati da noi. Lo so ad essere realisti non si guadagna niente, ma è meglio così! Dire sempre in faccia a chiunque come stanno le cose! e cercare di fare aprire gli occhi alla gente, per guardare la realtà, e smascherare gli abbindolatori, che tolgono soldi dalle tasche della gente! Complimenti!!!
Mi scuso se iin certi commenti sono stato duro.

Luigino scrive il 25 Aprile 2009 alle 13:35

una bella metafora di una nuova venuta di un Gesù fattosi alieno che stavolta riesce nel suo intento…. segnatamente OTTIMISTA! :wink:

paola scrive il 25 Aprile 2009 alle 13:43

si, ragazzi questa volta sono proprio ottimista… ma penso sia stato dovuto a un incontro con un grande personaggio malato che invece di ricevere conforto è stato in grado di darlo a me. Così…e poi chiamiamolo come vogliamo…. Certo è che la vera grande cosa è dare quando non si ha niente: chiedere è faciile ed anche dare quando si ha (ma non molti lo fanno). La meraviglia è dare quando non si ha … grazie per avermi compreso fino in fondo…Siete grandi!!! :wink: La prossima volta sarà tutto da ridere (almeno spero) e tornerà sulle macchie solari…. come qualcuno ha chiesto….
Grazie a tutti

la troppa serietà mi è faticosa …
e allora eccovi in anteprima mondiale un OT ENORME (che Stefano e Pier mi perdonino …). E’ appena uscito un video che mi ritrae mentre sto spiegando al mondo del vino (Luigino ci sei??) il vero legame tra l’uva e la Luna (un po’ di astronomia c’è …). l’ho mandato al Vinitaly a Verona ed è stato inserito in un video che riporta le giornate veronesi. Ma anche chi è astemio lo può guardare…Sono proprio un ….buffone!!!
http://www.facebook.com/l.php?u=http://www.top-wine.it%2Fvinitaly4.php
d’ora in poi guardate le piante in altro modo… :mrgreen: :mrgreen:

Mi ricorda la storia di quando un bambino regalò una torta di fango al buddha Shakyamuni. E’ la sincerità del gesto. Se è vera la storia del buddha qualcosa del genere è già accaduto, ma non ha avuto grande effetto. Però è bene essere ottimisti.

A proposito del video:
Ma il disco orario convincitore vale anche per i licantropi?

elisabetta scrive il 25 Aprile 2009 alle 15:30

Enzo,
Ho guardato qualcosa, poi guarderò con più attenzione, anch’io sono convinto che il vino fa bene! basta non eccedere! La Luna è risaputo dai contadini, o agricoltori che influenza la vita delle piante, le canne che si usavano (qualcuno le usa ancora) per tenere le viti nei filari, mio nonno diceva che andavano tagliate in luna buona ovvero Luna calante, altrimenti queste marciscono subito (mi sa che è vero) certi ortaggi vanno seminati in luna Buona (calante) altrimenti talliscono (mettono il fiore) subito, L’insalata, il prezzemolo, ed altri ortaggi. Il vino nuovo quando si leva dalla botte, va levato in luna buona (calante) perchè in luna crescente è mosso, quindi se si leva può essere leggermente torbito, per le feccie residue che si muovono, Parlo di vini vivi, non invecchiati. Si L’astronomia a a che fare anche con il vino!

Luigino scrive il 25 Aprile 2009 alle 15:48

@ Enzo
Ripensando al racconto dici propio quello che penso e cioè che se ci fosse da parte di tutti la disponibilità all’ascolto dell’altro, e cioè a fare un rapporto sincero sarebbe fatta. Il bambino che offre il pane è l’individuo che ascolta l’altro e non importa che quello che dà sia tanto. E’ il rapporto che si è creato che conta. Peccato che l’alieno muoia. Forse poteva funzionare anche se restava vivo. Sarebbe stato il rapporto che continuava. Ma forse siamo abituati a pensare che il buono venga solo dal sacrificio. E’ una questione culturale.
Comunque bravo , è un bel racconto e complimenti per le tue scoperte enologiche. Sei te vero quello del disco orario convincitore?

elisabetta scrive il 25 Aprile 2009 alle 15:55

@ Enzo
Ti ho guardato nel video, ti ho visto su altri due siti dove sei presente, ti ho visto nella presentazione di questo sito e devo dire che un po’ di quel viso rilassato, sorridente ed intenso che ha l’alieno lo vedo anche in te.
Perdonami ma dai questa sensazione.
Quando dici che non sei religioso perchè non segui i dettami precisi della Chiesa, dici una cosa molto bella: perchè forse hai sentore che questa Chiesa, cisì come molti accesi seguaci, segua i dettami precisi che il Cristo ha dato agli uomini?
Gli effetti veri della Luna sulla Terra li conosciamo molto bene, quelli strani erano riservati all’astrologia, quelli sul vino potrebbero essere una novità. limitiamoci a questi Enzo , però, perchè non vorrei che la prossima intervista te la facesse il “nostro noto amico”…ORRORE!!!

Mario Fiori scrive il 25 Aprile 2009 alle 16:07

@ ho impiegato sino ad’ora a scaricare il video del nostro enzo… ma ne è valsa la pena! :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
sto ancora ridendo… ma enzo hai pensato che con questa tua intervista ti sei candidato a partecipare a voyager???? il “nostro” non si farà scappare un’occasione cos’ ghiotta, il “mistero” delle vigne pensanti…… daiiiiiii ma pensa a come sarà contento il nostro Pierluigi!!! :lol: :lol: :lol: :lol:

paola scrive il 25 Aprile 2009 alle 16:24

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