Un alieno venuto da lontano Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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In non sono religioso, lo ammetto, almeno nel senso che non seguo gli indirizzi e le convenzioni della Chiesa. Forse però a modo mio sono un credente. Mi basta l’armonia e la perfezione della Natura per pregare. E non chiedo altro…

Ma lui, anche se probabilmente ascoltava e capiva, non rispondeva. L’umanità non sapeva cosa fare. Aveva provato ogni via possibile e venne presa da una profonda delusione. No, non era così che si aspettava il primo contatto con un’altra civiltà. Dov’erano gli scambi di tecnologia, di cultura scientifica, di conquiste mediche, di strategia e potenza militare? La fantascienza aveva fatto sperare in ben altro! Molte certezze cominciarono a subire profonde fratture. Il pensiero, la volontà e la speranza dell’uomo subirono lente, ma decisive modificazioni. La gente non si guardava più nello stesso modo. Gli ordini dei potenti avevano perso un poco della loro autorità. I mass media faticavano a tornare alla vecchia routine. Il mutismo dell’alieno aumentò la voglia di comunicare della gente normale, forse come spirito di reazione. Il modo monotono e ripetitivo con cui l’essere delle stelle si comportava, senza cambiare espressione davanti a chiunque, stimolò dialoghi impensabili fino a pochi mesi prima. Alcune tregue continuarono, perché nessuno dei contendenti si sentiva di ricominciare a combattere. Il silenzio sorridente dell’alieno aveva scosso l’umanità.

Durante un viaggio verso il Sud Africa, l’aereo “personale” del “visitatore” dovette subire un atterraggio di fortuna in un remoto aeroporto del deserto del Sudan. Tutti gli appuntamenti prestabiliti saltarono e ci furono momenti di panico. Ma in quel caos frenetico il volto del viaggiatore intergalattico non cambiò di una virgola. Nell’attesa delle operazioni di ripristino del suo aeroplano, scese a terra e si diresse verso la baraccopoli di fango, di legna marcia e di lamiera arrugginita, che sorgeva a fianco dello squallido aeroporto. La gente sembrava di una razza diversa, mai vista in precedenza. Le loro ossa si vedevano chiaramente attraverso quella pelle quasi trasparente ed i ventri dei bambini erano le uniche cose che andavano in controtendenza: gonfi, tesi, quasi pronti a scoppiare. Gli agenti addetti alla sicurezza cercarono di proteggerlo e di portarlo indietro, ma non furono abbastanza rapidi e decisi: probabilmente anche molti tra loro vedevano per la prima volta quella strana forma di vita. L’alieno continuava a sorridere e si diresse verso un cumulo immenso di spazzatura dagli odori nauseabondi.

C’era una vita di sette anni di sofferenza che, scalza, sporca, febbricitante e gonfia, raspava tra gli scarti prodotti da un popolazione appena appena meno affamata di quella razza così anomala. Un urlo di gioia scaturì dalla flebile voce del bimbo: aveva trovato un pezzo di pane sudicio, duro ed invaso da una marea di animaletti neri; ma non aveva dubbi, era pane! Guardò tutti attorno con superbia e orgoglio, ma anche con timore e rabbia: guai a chi glielo toccava! Ed intanto cercava di ascoltare le voci della scorta armata, temendo che lo arrestassero e gli togliessero il suo tesoro. Sussurri, commenti, che non capì bene … ma intuì che quell’uomo con la lunga e strana veste, non aveva mangiato da mesi e mesi ed aveva fatto un viaggio lunghissimo. Abbassò gli occhi, pensò a lungo, poche lacrime di rabbia e delusione riuscirono ancora a scendergli lungo le guance scheletriche. Poi guardò l’uomo delle stelle. Si, accidenti, stava sicuramente peggio di lui! E gli offrì quel lurido pezzo di pane. La scorta armata stava per intervenire, ma non fece in tempo. L’alieno prese il pane e lo mangiò quasi con frenesia. Il suo sorriso sembrava ancora più radioso, forse perché circondato dai volti della morte, che non potevano apparire pallidi solo per il colore della pelle. Infine, si accasciò al suolo e si spense lentamente, senza cambiare l’espressione del volto.

L’autopsia stabilì che il suo organismo era refrattario a qualsiasi forma di cibo terrestre e che il pane gli era stato letale. Possibile che non lo sapesse? Proprio lui che aveva sempre rifiutato di tutto e di più? Nessuno diede mai una risposta a quei dubbi, ma da quel giorno cessarono per sempre tutte le guerre sul pianeta Terra e la fame e la sete divennero solo un triste ricordo da dimenticare al più preso.

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54 Commenti a “Un alieno venuto da lontano”

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@enzo
questo racconto è veramente commovente.

francesca scrive il 25 Aprile 2009 alle 13:08

Enzo,
Sei un grande astronomo, ma sei anche un acuto osservatore dell’umanità, in tutte le sue espressioni! Sai guardare la realtà senza essere condizionato da niente. In questo mondo di facce rifatte, che dicono belle parole, che danno un’immagine buone di se, e allo stesso tempo intascano milioni di euro! pagati da noi. Lo so ad essere realisti non si guadagna niente, ma è meglio così! Dire sempre in faccia a chiunque come stanno le cose! e cercare di fare aprire gli occhi alla gente, per guardare la realtà, e smascherare gli abbindolatori, che tolgono soldi dalle tasche della gente! Complimenti!!!
Mi scuso se iin certi commenti sono stato duro.

Luigino scrive il 25 Aprile 2009 alle 13:35

una bella metafora di una nuova venuta di un Gesù fattosi alieno che stavolta riesce nel suo intento…. segnatamente OTTIMISTA! :wink:

paola scrive il 25 Aprile 2009 alle 13:43

si, ragazzi questa volta sono proprio ottimista… ma penso sia stato dovuto a un incontro con un grande personaggio malato che invece di ricevere conforto è stato in grado di darlo a me. Così…e poi chiamiamolo come vogliamo…. Certo è che la vera grande cosa è dare quando non si ha niente: chiedere è faciile ed anche dare quando si ha (ma non molti lo fanno). La meraviglia è dare quando non si ha … grazie per avermi compreso fino in fondo…Siete grandi!!! :wink: La prossima volta sarà tutto da ridere (almeno spero) e tornerà sulle macchie solari…. come qualcuno ha chiesto….
Grazie a tutti

la troppa serietà mi è faticosa …
e allora eccovi in anteprima mondiale un OT ENORME (che Stefano e Pier mi perdonino …). E’ appena uscito un video che mi ritrae mentre sto spiegando al mondo del vino (Luigino ci sei??) il vero legame tra l’uva e la Luna (un po’ di astronomia c’è …). l’ho mandato al Vinitaly a Verona ed è stato inserito in un video che riporta le giornate veronesi. Ma anche chi è astemio lo può guardare…Sono proprio un ….buffone!!!
http://www.facebook.com/l.php?u=http://www.top-wine.it%2Fvinitaly4.php
d’ora in poi guardate le piante in altro modo… :mrgreen: :mrgreen:

Mi ricorda la storia di quando un bambino regalò una torta di fango al buddha Shakyamuni. E’ la sincerità del gesto. Se è vera la storia del buddha qualcosa del genere è già accaduto, ma non ha avuto grande effetto. Però è bene essere ottimisti.

A proposito del video:
Ma il disco orario convincitore vale anche per i licantropi?

elisabetta scrive il 25 Aprile 2009 alle 15:30

Enzo,
Ho guardato qualcosa, poi guarderò con più attenzione, anch’io sono convinto che il vino fa bene! basta non eccedere! La Luna è risaputo dai contadini, o agricoltori che influenza la vita delle piante, le canne che si usavano (qualcuno le usa ancora) per tenere le viti nei filari, mio nonno diceva che andavano tagliate in luna buona ovvero Luna calante, altrimenti queste marciscono subito (mi sa che è vero) certi ortaggi vanno seminati in luna Buona (calante) altrimenti talliscono (mettono il fiore) subito, L’insalata, il prezzemolo, ed altri ortaggi. Il vino nuovo quando si leva dalla botte, va levato in luna buona (calante) perchè in luna crescente è mosso, quindi se si leva può essere leggermente torbito, per le feccie residue che si muovono, Parlo di vini vivi, non invecchiati. Si L’astronomia a a che fare anche con il vino!

Luigino scrive il 25 Aprile 2009 alle 15:48

@ Enzo
Ripensando al racconto dici propio quello che penso e cioè che se ci fosse da parte di tutti la disponibilità all’ascolto dell’altro, e cioè a fare un rapporto sincero sarebbe fatta. Il bambino che offre il pane è l’individuo che ascolta l’altro e non importa che quello che dà sia tanto. E’ il rapporto che si è creato che conta. Peccato che l’alieno muoia. Forse poteva funzionare anche se restava vivo. Sarebbe stato il rapporto che continuava. Ma forse siamo abituati a pensare che il buono venga solo dal sacrificio. E’ una questione culturale.
Comunque bravo , è un bel racconto e complimenti per le tue scoperte enologiche. Sei te vero quello del disco orario convincitore?

elisabetta scrive il 25 Aprile 2009 alle 15:55

@ Enzo
Ti ho guardato nel video, ti ho visto su altri due siti dove sei presente, ti ho visto nella presentazione di questo sito e devo dire che un po’ di quel viso rilassato, sorridente ed intenso che ha l’alieno lo vedo anche in te.
Perdonami ma dai questa sensazione.
Quando dici che non sei religioso perchè non segui i dettami precisi della Chiesa, dici una cosa molto bella: perchè forse hai sentore che questa Chiesa, cisì come molti accesi seguaci, segua i dettami precisi che il Cristo ha dato agli uomini?
Gli effetti veri della Luna sulla Terra li conosciamo molto bene, quelli strani erano riservati all’astrologia, quelli sul vino potrebbero essere una novità. limitiamoci a questi Enzo , però, perchè non vorrei che la prossima intervista te la facesse il “nostro noto amico”…ORRORE!!!

Mario Fiori scrive il 25 Aprile 2009 alle 16:07

@ ho impiegato sino ad’ora a scaricare il video del nostro enzo… ma ne è valsa la pena! :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
sto ancora ridendo… ma enzo hai pensato che con questa tua intervista ti sei candidato a partecipare a voyager???? il “nostro” non si farà scappare un’occasione cos’ ghiotta, il “mistero” delle vigne pensanti…… daiiiiiii ma pensa a come sarà contento il nostro Pierluigi!!! :lol: :lol: :lol: :lol:

paola scrive il 25 Aprile 2009 alle 16:24

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