In questo articolo voglio presentare gli unici approcci scientifici al problema di altre vite intelligenti nel Cosmo. Poi però basta. Gli UFO e gli alieni hanno già avuto troppo spazio e sicuramente annoiato i lettori più vogliosi di conoscere i veri misteri e le meraviglie dell’Universo …
Resta adesso l’ultimo parametro D, veramente decisivo. Per quanto tempo una civiltà sarà in grado di dedicarsi alla ricerca di altri compagni cosmici? Se il nostro metro ha un senso, sappiamo benissimo che la guerra è un problema enorme. Una società anche avanzata potrebbe autodistruggersi ciclicamente. Oppure potrebbe pensare solo al guadagno personale ed alle cose materiali e non dedicarsi alla ricerca scientifica. Magari l’epoca adatta potrebbe non essere troppo lunga. Prendiamo il nostro esempio di nuovo. Sono più di cinquant’anni che volenti o nolenti mandiamo segnali nello spazio. Però stiamo subendo una crisi finanziaria e sociale molto severa. Si potrebbe decidere di chiudere tutte le strumentazioni astronomiche per devolvere i fondi verso chi ha fame e sete, o per trovare nuove energie o per quello che volete. Potremmo quindi smettere del tutto (e chissà per quanto tempo) di trasmettere o di aprire le nostre orecchie verso lo Spazio più lontano. A questo punto evitiamo del tutto le frasi tipiche degli ufologi o dei simpatizzanti: nessuno verrebbe mai a trovarci senza prima avere preso dei contatti. Su questo punto sono piuttosto duro ed inflessibile. Indipendentemente dalla facilità di spostamento, nessun essere intelligente sprecherebbe energia per andare alla cieca tra i mondi: Star Trek è grandioso, ma rimane fantascienza, non dimentichiamocelo!
L’ultimo parametro D presuppone poi che sia chi trasmette sia chi ascolta abbia raggiunto almeno un certo livello. Ma, anche qui, attenzione. Una civiltà troppo più evoluta di noi probabilmente ha già esaurito le sue capacità perché gli è esplosa una supernova vicina o la loro stella è arrivata alla fine. D’altra parte ci vuole tempo per evolversi ed il tempo passa anche nell’Universo che ci circonda. D resta quindi un parametro difficile. Sicuramente è maggiore di 50 anni (il periodo che noi abbiamo già trascorso a farci sentire o a sentire), ma quale sarà il limite massimo, comune a due civiltà ( è inutile che entrambe abbiano avuto un milione di anni di alta tecnologia se non l’hanno sfruttata nello stesso tempo; una magari 2 miliardi di anni fa ed un’altra tra un miliardo di anni). Drake decise di usare un valore di 10000 anni. Vogliamo adesso fare il conto finale? Facilissimo …
N = 20 x 0.5 x 1 x 0.2 x 1 x 0.1 x 10000 = 2.000
Ossia ci sarebbero 2000 civiltà nella nostra galassia in grado di stabilire contatti con noi in questo momento. Tante sicuramente … ma quante stelle ci sono nella nostra Via Lattea. Diciamo 200 miliardi? E quanto è grande la Via Lattea? Assumiamo che sia un disco piatto di 80000 anni luce di diametro? Più o meno ci siamo … Allora la superficie della galassia “abitabile” è di circa 5 miliardi di anni luce quadrati. Il che vuol dire che si ha un pianeta con una civiltà “curiosa” ogni 2 milioni di anni luce quadrati, ossia alieni intelligenti ogni 1800 anni luce (se non ho commesso errori di calcolo … ma provate anche voi!). Se volessimo una visita o volessimo farla noi (ricordate che io NON posso credere che si parta senza sapere dove andare) sarebbe una bella distanza! Come direbbe Pierluigi. Qualcuno però potrebbe non avere problemi a superarli. Ma quanti? Non certo tutti. Noi ad esempio non lo siamo. E quanto tempo ci vorrà ancora per noi e per gli altri. Devono e dobbiamo fare in fretta, se no magari passano i 10000 anni di tecnologia avanzata ed il viaggio non vale più la fatica e l’energia richiesta. Si potrebbero fare conti, o meglio stime molto rozze: molte civiltà saranno ancora più indietro di noi, molte come noi e solo pochissime ad altissimo livello. Ma saranno proprio i più vicini a noi ad essere i più avanti? Non credo proprio. Diciamo che siano più o meno a metà strada, ossia a 40000 anni luce. Accidenti se la civiltà dura solo 10000 anni diventa un bel guaio. Io penso che le visite siano da escludere e che sia meglio dedicarsi solo alle “telefonate”.
Divertitevi a mettere i numeri che volete nella formula di Drake, ma che siano sensati però … I più pessimisti troveranno valori di 4 o 5. I più ottimisti di qualche decina di migliaia. E voi? Drake aveva trovato 600. A questo punto lasciatemi parlare del grande Enrico Fermi. Sembra che un giorno a pranzo abbia detto: “ma se esistono tante altre civiltà aliene perché non ne abbiamo ancora incontrata nessuna?”. Questa semplice “battuta” ha dato il via ad una serie lunghissima di dibattiti ed ha addirittura preso il nome di Paradosso di Fermi. Probabilmente il grande fisico italiano non aveva alcuna intenzione di sollevare un vespaio, ma in qualche modo ci riuscì e le teorie pro e contro la vita nello Spazio si è allargata a macchia d’olio. Ne cito solo una: “se ci fosse una civiltà talmente avanti da superare, nei suoi spostamenti, le barriere del tempo e dello spazio, perché non ha allora già colonizzato l’intera galassia”. Se non l’ha fatto è perché non esiste. E via dicendo.
Concludo però citando un’altra equazione che definirei “molto pessimista”, ma altrettanto valida come quella di Drake. Essa è legata all’ipotesi della “terra rara”. E’ in pratica la risposta a Drake della coppia di astrofisici Ward e Bronwlee. Essa calcola di nuovo il numero di civiltà seguendo una formula simile che recita così:

Dove N’ è il numero delle stelle nella Via Lattea. ne è il numero medio dei pianeti presenti nella zona abitabile di una stella. fg la frazione delle stelle totali che si trovano nella zona galattica abitabile. fp la frazione delle stelle totali nella Via Lattea che possiedono pianeti. fpm la frazione dei pianeti che sono rocciosi piuttosto che gassosi. fi la frazione dei pianeti abitabili dove si sviluppano forme di vita semplici come i microorganismi. fc la frazione dei pianeti dove evolvono forme di vita complessa. fl la frazione dell’intervallo totale di esistenza di un pianeta nel quale è presente la vita complessa. fm la frazione dei pianeti abitabili con un grande satellite. fj la frazione dei sistemi planetari dove sono presenti grandi pianeti gioviani. fme la frazione dei pianeti dove sono accadute poche estinzioni.
L’equazione non è mai stata effettivamente applicata dai suoi ideatori, data la scarsa conoscenza di molti parametri, ma è sicuramente molto restrittiva. Notate infatti la presenza di una “Luna” per avere grandi maree oceaniche e quindi “pozze” mareali dove probabilmente si sono sviluppate le prima forme di vita. E poi la distanza di un “Giove” che potrebbe causare in certe condizioni perturbazioni troppo grandi, e via dicendo. Sembra comunque che questa equazione dia valori molto prossimi ad uno. Ossia potremmo essere i soli nella nostra galassia. Comunque provate per credere …
Direi che questi sono da considerare gli unici approcci scientifici sul problema della vita extraterrestre. Viva quindi Kepler che ci aiuterà a conoscere meglio alcuni parametri fondamentale. Di più non si può fare, almeno per il momento. Bisogna avere pazienza e tanta speranza. E come diceva un cantautore italiano: “tutto il resto è noia !!”
Con questo articolo direi che Astronomia.com ha fatto fin troppo e perso troppo tempo sugli alieni e sugli UFO. Torniamo a cose più suggestive ed emozionanti, lasciamo gli omini verdi alla fantascienza (io continuerò ad usarli … ) ed occupiamoci delle vere meraviglie del Cosmo.
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41 Commenti a “Gli ultimi alieni”
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concordo pienamente Mario. Gli alieni sono proprio tra noi…quelli che vogliono darci informazioni false e tendenziose….
Ma noi lotteremo!!!!
Enzo,
essere soli o quasi soli nella galassia, cambia poco per noi uomini, la cosa certa è che questo piccolo pianeta è la nostra casa, lo è stata in passato è lo sarà anche in futuro fino a quando durerà l’umanità.
Noi uomini forse dovremmo amare e rispettare di più questo piccolo pianeta che ci consante di vivere.
@Luigino e anche tutti gli altri…
mi ha sempre affascinato l’equazione di Drake ed il fatto che (finalmente!) una formula arida ha un significato molto importante per noi esseri umani!
Almeno… vorrebbe averlo, in quanto, lo ricordo, è un’equazione relativa a questioni statistiche, legate alla probabilità che qualcosa succeda (ed implicitamente che non succeda!). E come tutte le questioni legate alla statistica NON devono essere prese alla lettera, ma devono essere valutate con le dovute precauzioni.
Intanto nelle intenzioni di Drake il valore calcolato è, come si dice in statistica, la stima del “numero di civiltà intelligenti nella nostra galassia”.
Poi però quando si fa una stima di una certa grandezza si dovrebbe sempre aggiungere il grado di affidabilità della stima stessa! Non è un mero gioco di parole, ma è proprio così. ![]()
All’università, ad Ingegneria, ti insegnano cose strane, ma tutto sommato vere: ne volete un esempio? ![]()
Supponete di voler misurare quant’è lungo un tavolo, ad esempio la vostra scrivania sul quale avete appoggiato il vostro PC, la tastiera ecc.
Allora prendete un metro, magari flessibile, lo bloccate da un lato, tirate e leggete, supponiamo 100 cm. Trionfanti dite che la scrivania è lunga un metro!
No! Non c’è niente di più sbagliato! Dovete (almeno se volete fare una cosa esatta…) aggiungere la tolleranza: il vostro metro ha delle tacche, che voi imparate fin da bambini a leggere e ad occhio sapete vedere quale tacca scegliere per misurare un certo oggetto…. E’ vero?
Ebbene la tolleranza della vostra misura è proprio in totale l’ampiezza di una tacca!! Sacrosanto!
La misura che date deve dunque essere quella letta più o meno mezza tacca… E ora capite il perché si dice “mezza tacca“!?
Se il metro che usate ha tacche da un millimetro, allora la vostra misurà sarà 1m+/- 0.5mm oppure, uniformando le unità di misura, 1000 +/- 0.5 mm. Cioè la vostra misura in realtà è compresa tra 999.5 e 1000.5 mm!!! Vi sembra strano? No… E’ così! La vostra misura ha un errore di un millimetro, che lo vogliate o no!! Questo errore in totale è una tacca!
E non mi criticate per la pedanteria
: il fatto di aver dimenticato la tolleranza in una misura anni fa mi ha fatto togliere 3 punti nella votazione dell’esame di “Metodi di Osservazione e Misura”: invece di 30 (strameritato!!) mi hanno dato 27…
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E volete che questa questione non mi sia rimasta impressa nella mente????
Se usate invece un metro da sarto, dove le tacche stanno a mezzo centimetro (controllate!), allora la vostra misura sarà comunque 100 cm ma la tolleranza è data dalla mezza tacca (0.25 cm). In gergo tecnico (ed in millimeri) : 1000 +/- 2.5 mm .
Capite dunque che la misura dipende praticamente dallo strumento di misura usato!!!
Allora qualcuno di voi dirà: bene! Io adopero un misuratore laser, digitale… Benissimo! Avrete una misura in cui la “tacca” è magari 2 micron (ad esempio), perchè è un dato che i costruttori dello strumento devono fornire e lo trovate nel manualetto!!
Ma se il tavolo lo misurate a spanne??
Da quanto detto appare chiaro che la misura è tanto migliore quanto minore è la tolleranza. Vero?
Il fatto è che qualche volta la stima di una grandezza e la sua tolleranza sono dello stesso ordine di grandezza oppure la tolleranza non viene specificata:
dire un metro +/- 20 centimetri è una stima completamente illusoria.
Pensate al rivenditore che sarebbe autorizzato a vendervi un tavolo la cui lunghezza va da 80 a 120 cm (ma viene etichettato come tavolo da un metro): ovviamente venderà tutti tavoli da 81 cm risparmiando 19 cm di legno per ognuno!!!
Dunque quando si da una misura si deve dare anche il grado di affidabilità della misura stessa: ecco perché parecchie volte le previsioni meteorologiche sbagliano… I vari Giuliacci non danno mai il livello di affidabilità della previsione, che è sempre un valore numerico calcolato, con i loro potentissimi computer!
Perciò il mio messaggio è: trattare sempre con le molle questi valori!!!
Se l’equazione di Drake dà come valore finale 234, non è assolutamente detto che in realtà ci saranno 234 civiltà! E’ così ovvio che poi non ci facciamo caso: grazie all’Enterprise giriamo per la galassia le contiamo ed arriviamo a 754.
Allora cosa diremmo? Che Drake ha sbagliato!! No, lui ci ha dato (solo) la stima del numero di civiltà…
Dobbiamo dunque accontentarci della stima del numero di civiltà e non del loro numero esatto: lo sapete che ognuna delle quantità che moltiplichiamo per ottenere il valore finale ha (deve avere!!) una sua tolleranza?! ![]()
Capito il concetto?? ![]()
scusatemi!!
Mi merito 234 OT !!
sorrisotollerante ![]()
Pierluigi,
Il concetto delle tolleranze, nelle misure, l’ho sperimentato all’atto pratico anch’io, il metro a nastro nel mio lavoro l’avevo sempre in tasca, tagliando ferro o acciaio per lavori in carpenteria metallica, se non si tiene conto delle tolleranze, si vede il risultato nell’ assemblaggio.
@pierluigi
esempio di razza mooolto evoluta matematicamente
. Eccolo fra noi un alieno!
@enzo e tutti
riporto un tratto dal post di argomento:” D, veramente decisivo. Per quanto tempo una civiltà sarà in grado di dedicarsi alla ricerca di altri compagni cosmici? Se il nostro metro ha un senso, sappiamo benissimo che la guerra è un problema enorme. Una società anche avanzata potrebbe autodistruggersi ciclicamente.Oppure potrebbe pensare solo al guadagno personale ed alle cose materiali e non dedicarsi alla ricerca scientifica.”
E qui avrei una considerazione ed una domanda: una civiltà,( chiaramente secondo il mio modestissimo parere)non è da considerarsi mai abbastanza evoluta se non ha risolto il problema guerre e non è detto che si autodistrugga ciclicamente in modo totale, ma ritengo possibile considerare anche l’ipotesi, che ciclicamente possa autodistruggersi in modo tanto drastico sì ma non totale, con conseguente regressione. La domanda invece riguarda l’ultima parte da me riportata…scientificamente è possibile pensare davvero ad un processo evolutivo di alti livelli con l’essere umano tanto egoista da pensare al solo guadagno personale ?….io non so perchè ma qualche dubbio ce l’ho.
L’egoismo ad ampio raggio, mi sembra un qualcosa di contradditorio con il concetto evolutivo ..
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@Pier &co.
ovviamente hai ragione e nel caso di drake o dell’altra, la tolleranza è spesso superiore alla stessa misura (altro che mezza tacca…). tuttavia è formalmente corretta. ci mancano solo i dati da inserire….una quisquilia ![]()
@Mi.e
sarebbe giusto ciò che dici, ma l’unico esempio che abbiamo è che una evoluzione tecnologica (quindi nel verso giusto per poter comunicare verso i vicini di casa cosmica) sempre più galoppante NON ha portato ad un’analoga evoluzione morale ed etica. I faraoni non avevano il telefonino e la Tv e nemmeno i satelliti artificiali…ma non erano tanto più cattivi e malvagi di noi adesso… per cui non ritengo improbabile che una razza evoluta tecnologicamente possa esserci, pur mantenendo caratteristiche comportamentali di basso livello. Noi potremmo già contattare qualcuno, però …. Se ho capito bene il tuo commento…
..insomma parlare di alieni che vivono ed abbiano tutte le nostre problematiche per cui a tutt’oggi non si sono nemmeno loro tanto evoluti, mi suona difficile da pensare ed immaginare…Se l’universo è tanto ampio, possibile una forma di vita evoluta aliena ancora no?
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Giusto tornare all’astronomia carissimo Enzo, giusto usare la fantascienza per ciò a cui è dedicata.
Mi piace pensare che la vita sia presente in modo abbastanza diffuso nella Nostra galassia, ma la vita non vuole dire solo quella intelligente; personalmente penso che quest’ultima ci sia , magari anche con qualche civiltà in più di quello che dici, ma sicuramente tante meno evolute, tante come noi ( a volte non so’ se augurarglielo) e pochissime più evolute ma con tutti i problemi di voglia di comunicare, di lontananza, di ambiente cosmico ecc..
Per il telescopio Kepler, basterebbe leggere qualche rivista scientifica prima di guardare la TV e si capirebbe molto di più (visto che secondo quest’ultima le ultime scoperte di molecole organiche nello spazio fanno si che le galassie semplicemente abbiano pure un sapore di rum e lampone).
Per l’eventualità di essere soli? Un grande scrittore di fantascienza (ma anche buon divulgatore scientifico), Isaac Asimov, ci ha costruito una lunga e bella saga su l’umanità sola nella galassia.
A presto.