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Un cartoon di Plutone

Scritto da Vincenzo Zappalà il 30 Aprile 2009 @ 14:47 in Curiosità | 25 Commenti

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Il caro e vecchio Pluto

Il caro e vecchio Plutone (Pluto per l’esattezza) è stato declassato ed è stato relegato a pianeta nano con un numero davanti, come tutti i numerosissimi [1] asteroidi. Un numero anche anonimo. Ma avrebbe avuto il 10000 se la scienza avesse seguito il suo giusto corso…

Tutti voi avrete seguito la “disputa” astronomica che alla fine ha portato al declassamento di Plutone, relegandolo al ruolo di uno dei tanti pianeti nani, la cui popolazione è destinata a crescere notevolmente nei prossimi anni, mano a mano che le osservazioni ci descriveranno sempre meglio gli oggetti costituenti la fascia trans-nettuniana. Tuttavia, il declassamento non è stato indolore. Anzi! Già se ne parlava in toni accesi alla fine degli anni ’90 e io lo ricordo bene in quanto dal 1997 al 2000 sono stato Presidente della Commissione 15 dell’Unione Astronomica Internazionale, proprio quella relativa ai Corpi Minori del Sistema Solare. Se da un lato mi ha permesso di incontrare e di inchinarmi (malamente e quindi era meglio che non lo facessi …) di fronte all’imperatore del Giappone, durante la cerimonia di insediamento tenutasi a Kyoto, dall’altro mi ha visto coinvolto in prima persona in questa disputa astronomica che spesso e volentieri ha raggiunto le caratteristiche di una vera e propria rissa televisiva.

Da un punto di vista fisico ben pochi potevano pensare che Plutone restasse “pianeta” dopo che la fascia di Kuiper o degli oggetti trans-nettuniani che dir si voglia andava allargandosi sempre di più. Tutti si aspettavano prima o poi la scoperta di un oggetto più grande di Plutone che mettesse fine all’usurpazione del piccolo intruso. Tuttavia lui resisteva e come! “Perché?” mi chiederete. Molto semplice. Se lo scopritore fosse stato un austriaco o un norvegese, nessun problema certamente. Le dimensioni ristrette, l’orbita irregolare e tante altre piccole cose lo avrebbero relegato in fretta allo stato di “asteroide” come capitato a Cerere un po’ di tempo prima.

Il cambiamento delle dimensioni di Plutone a partire dall’ipotesi della sua esistenza

Il cambiamento delle dimensioni di Plutone a partire dall’ipotesi della sua esistenza (a causa degli effetti perturbatori causati su Nettuno, rivelatisi poi inesatti). Da 10 masse terrestri si è arrivati ad un oggetto veramente piccolo.

Ma … l’aveva scoperto un americano, Percival Lowell. O meglio lo aveva cercato disperatamente senza trovarlo (sbagliando i calcoli …), anche se era già presente in alcune delle sue lastre fotografiche. Appena passato nel regno dell’Aldilà, un suo collaboratore lo aveva subito scovato. Che iella, ma che bella storia triste e patriottica. Ed era il primo e unico PIANETA scoperto dalla grande nazione sempre più emergente. Tutti contenti, insomma. Ma la fisica non guarda nazionalità ed allora il caro amico Brian Marsden, direttore del centro dei piccoli pianeti vicino a Boston, si pose il giusto dilemma. Che cosa facciamo? Gli [1] asteroidi crescono in numero, dobbiamo cominciare a classificare anche i trans-nettuniani, prima che si vada troppo in alto con la numerazione. Ed allora propose, ed a me in particolare,: “perché non diamo il numero 10000 a Plutone? Tanto non è altro che uno dei tanti nuovi “[1] asteroidi” o “cometoni” che si trovano al di là dell’ultimo vero pianeta”. Non lo avesse mai fatto! Iniziò una vera ribellione, con insulti, tentativi miserandi di trovare una definizione che riuscisse a salvare Plutone e via dicendo. La mia proposta era ben chiara: “diamo a Plutone il giusto ruolo che gli spetta fisicamente, ma manteniamolo pianeta da un punto di vista storico”. Anche se in fondo non ne ero troppo convinto (perché non dare lo stesso privilegio anche all’italiano Cerere, sul cui declassamento non vi erano state polemiche?), mi sembrava il modo più “bipartisan”, tanto per usare un termine di moda. Niente da fare. La ribellione americana fu violenta ed in fondo ne fui contento perché dopo tre anni scadeva la mia presidenza e sarebbe stato compito di altri. Alla fine ci si è arrivati comunque. Ma a molti il fatto è rimasto indigesto. Si sono fatti i salti mortali per trovare una definizione di pianeta che andasse bene e che lasciasse un minimo di “signorilità” a Plutone.

Una delle caratteristiche decisive che ha convinto la maggioranza a declassare Plutone è stato il requisito dinamico di “pulizia di un’orbita”. In parole povere dice: “un pianeta è un oggetto regolato dall’autogravitazione (e quindi quasi sferico o quantomeno la sua forma segue le leggi dell’equilibrio rotazionale) che abbia “pulito” la sua orbita dai planetesimi primordiali che si erano creati in un disco di materia a lui circostante”. Ossia, è pianeta colui che abbia eliminato almeno il 99% dei resti di ciò che era servito a costruirlo. Tutti gli 8 pianeti, Mercurio compreso, andavano benissimo (al limite rischiava la nostra Terra con la sua Luna, ma l’origine era diversa …). Ma non certo Plutone o gli [1] asteroidi. Essi non erano riusciti a “pulire” un bel niente e condividevano un orbita stracolma di oggetti simili anche se più piccoli.

Per Plutone poi si era trovato anche chi lo superava in dimensioni. Insomma Plutone era stato declassato perché non aveva pulito l’orbita!! Questa frase mi è subito rimasta impressa e nel giro di un paio di giorni ho preparato un disegnino ironico che rappresentasse il concetto e l’ho mandato in giro per il mondo ai colleghi più amici. Siamo finalmente arrivati al punto di questo articolo: il mio disegno è stato scelto per essere inserito in un libro sulla storia di Plutone scritto dal Direttore del celebre Hayden Planetarium di New York, nonché ben noto divulgatore e scrittore scientifico, il dottor Neil de Grasse Tyson. Scusate questo sfogo di scarsa modestia, ma siamo tra amici e sono convinto che mi capirete. Non parlerei mai così a lungo dei miei successi scientifici, ma vedersi pubblicato un “cartoon” è qualcosa di veramente esaltante e voi sapete quanto io sia propenso all’ironia ed alla sdrammatizzazione.

La vignetta riportata sul libro

La vignetta riportata sul libro mostra il piccolo Plutone disapprovato duramente dai suoi ex-colleghi. L’accusa è quella di non essere stato capace di pulire la sua orbita. Infatti lo vediamo su di un mucchio di spazzatura con una buccia di banana sulla testa.

In un primo tempo avevo pensato di farmi scrivere l’articolo da Stefano, in modo da mantenere una veste umile e distaccata. Ma vi avrei mentito e sarei stato ipocrita! E voi non ve lo meritate di certo. Per cui eccomi qua a raccontare il fatto e a mostrarvi la mia figura nel testo del libro. Tra parentesi, ve lo consiglio vivamente: è allegro, completo e molto interessante. Il titolo è: “THE PLUTO FILES, tre rise and fall of America’s favorite planet” di Neil deGrasse Tyson, W.W.Norton, New York – London

[5] http://www.wwnorton.com/catalog/winter09/006520.htm

Vi chiedo ancora scusa, ma se non altro ho richiamato la complessa storia del “nostro” Plutone. Per concludere vi mostro un’altra vignetta (meno divulgabile in America …) che rispondeva alla ribellione a stelle e strisce che ha seguito il declassamento …

L’indignazione di Bush

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