Guardando bene nella zona di formazione stellare della nebulosa di Orione sembra proprio di trovarsi in una “nursery” dove i pianti dei vari neonati si accavallano e creano un caos indescrivibile!

L’ United Kingdom Infrared Telescope delle Hawaii, Il Millimetre-wave Telescope in Spagna e lo Spitzer Space Telescope hanno completato il più dettagliato censimento mai prodotto finora delle stelle in formazione all’interno ed attorno alla grande nebulosa di Orione. Sembra proprio di essere in un reparto maternità oltremodo vivo e affollato. In ogni direzione si vedono getti di materia espulsi dalle stelle nascenti, quasi fossero il pianto dei neonati.

La Nube molecolare di Orione occupa una porzione di cielo che è circa 20 volte il diametro angolare della Luna. E’ una delle zone di formazione stellare tra le più conosciute e studiate, ma mai si era arrivati a tale definizione. Vi è un miscuglio esaltante di nubi scure di gas e polvere, la materia originale, e di spettacolari getti supersonici di molecole d’idrogeno lanciate dai poli della stelle in formazione e causati dalla caduta del materiale dei dischi di accrescimento che stanno collassando sull’oggetto in formazione. Pianti e vagiti delle future stelle. Ovviamente la maggior parte di ciò che succede è invisibile all’occhio umano e sono necessarie osservazioni che si spingano sempre più profondamente nell’infrarosso.

Confrontando l’immagine attuale con quella ottenuta 10 anni fa al Calar Alto Observatory in Spagna si riescono a misurare le velocità e le direzioni dei getti. Ciò è possibile su più di 100 stelle, i cui vagiti si stanno incrociando in un turbinio veramente caotico.

Chi ha bisogno di invenzioni e di falsa scienza? Basta osservare e studiare la realtà!

Un particolare della zona di formazione stellare in Orione

Sopra: un particolare della zona di formazione stellare in Orione. I filamenti rossicci sono i getti che si incrociano tra loro e sono lanciati dalle stelline di color giallo-arancio

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Professore ordinario di Astrofisica, oggi in pensione. La sua specializzazione è stata la Planetologia e, in particolare, i corpi minori del Sistema Solare. E' stato uno dei "pionieri" dello studio fisico degli asteroidi negli an ... pagina autore

I 16 commenti di questo articolo sono in sola lettura poichè precedenti al nuovo restyling del portale. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nuova community!

  1. @ Enzo
    Daccordo con Silvia per l’imparare.
    Intanto vorrei capire una cosa, non è l’unica “nursery” scoperta , mi sembra anche Hubble aveva fatto qualcosa di simile.
    Questa però è particolarmente affollata e quindi ancora più interessante da studiare.
    Si potrà avere ancora una definizione migliore ed avvicinarsi ancor più a questi “pullus” di stella? Fantasticando un poco, sarebbe stupendo poter vedere da vicino i dischi di accrescimento in rotazione ed i getti che sfrecciano da ogni parte.
    Che dire…ogni tanto sognare fa’ bene e tu ce lo fai fare bene con i tuoi racconti ed artcoli.

  2. Orione è fra le cose più affascinanti da osservare nelle gelide ma splendide serate d’inverno.
    Qual’è lo stato dell’arte sulla conoscenza della “nursery” dalla quale ha preso origine il Sole? Si è riusciti ad individuare quale sospetto candidato “fratello”?

  3. @ enzo
    articolo come sempre chiaro ed intrigante… bellissima anche la foto… la mia domanda si collega forse un po’ a quella di Stefano: che tipo di informazioni o di conferme ci forniscono queste osservazioni sullo sviluppo dell’universo? :roll:

  4. Posso fare una domanda da perfetto ignorante? Quando si dice che “la Nube molecolare di Orione occupa una porzione di cielo che è circa 20 volte il diametro angolare della Luna” si intende una porzione del cielo come lo si osserva a occhio nudo (e quindi sarebbe davvero gigantesca, o semplicemente molto vicina) oppure occupa spazio… in relazione a cosa?
    Mi associo anche alla domanda di S. Caravaggio su una eventuale ‘nursery’ che ha generato il Sole e eventuali fratelli. Cozzerebbe un pò con la famigerata teoria della ‘bolla locale’ (Sole generato da materiale espulso dall’esplosione di una supernova), ma insomma…

  5. ricapitolando….
    ci sono molte nursery scoperte, ma qualla di Orione è tra le più conoscuite e ossevate. Quello che è nuovo è il dettaglio con cui si vedono i getti, ossia i vagiti dei neonati. Studiare queste zone vuol dire scoprire la nascita delle stelle in tutte le loro prime fasi con la nascita di pianeti. Per mario…non mancherà molto di sicuro per andare ancora più a fondo.Il Sole è nato da parecchio e non c’è più segno della sua nursery. Ogni bambino se ne è andato per la sua strada ed è difficile riconoscere i fratellini.Per Baol.Si intende proprio la zona occupata apparentemente (molto!!!).Basta che vai a vedere la distanza della nube su Wikipedia e poi risolvi un triagolo rettangolo…. Adesso devo scappare e non lo posso fare, ma domani….

  6. Thanks Enzo. Però… potrebbe essere tema di uno dei tuoi prossimi racconti, una specie di Remì – senza famiglia col Sole che cerca i suoi fratelli :lol:

  7. @Baol
    visto che enzo è scappato, ti rispondo io!
    Il diametro angolare della Luna è circa mezzo grado, cosicchè 20 volte mezzo grado sono circa 10°: di solito si fa il paragone con la grandezza della Luna, perché l’indicazione numerica potrebbe non servire a capire l’effettiva grandezza di una zona della sfera celeste, il tutto sempre considerando la visione ad occhio nudo!
    Per capire poi quanto sono 10°, potresti pensare all’arco che c’è tra un punto qualunque dell’orizzonte e lo zenit (il punto proprio sopra alla nostra testa): in questo caso sono 90°… Dividi questo tratto di cielo in 9 parti ed il gioco è fatto… :???: :shock:
    Lo spazio che occupa effettivamente la Nube può essere calcolato in base alla distanza dell’oggetto, con una formuletta trigonometrica facile facile, ma qui mi fermo… :roll: :cool: dato che non vorrei perdermi quei pochi lettori/lettrici che hanno il coraggio di leggere le mie risposte… :oops: :oops: :oops:
    Chi dice che l’Astronomia è una scienza facile???

  8. @ pier
    spiegazione molto chiara, … ma poi come fai a dire che siamo in pochi a leggere le tue spiegazioni??? hai messo a punto qualche modello matematico o hai usato qualche divinazione Jacobiana????? :grin: Personalmente al momento non me ne sono persa nessuna… anche se non ho commentato, magari perchè era già chiara così … oppure per questione di tempo…… quindi per quanto mi riguarda esprimiti pure al massimo … ti leggerò sempre con interesse… poi se non capisco ti chiedo… ok? :wink:

  9. tornando alla mia domanda, ok possiamo osservare la nascita delle stelle, ok da questo magari ricavare informazioni sull’evoluzione dell’universo… ok.. ma scendendo un pochino pochino più nello specifico??? se si può naturalmente :oops: